Sondaggio
Domanda:
E tu a quale generazione appartieni?
Opzioni 1: Generazione Maestro: io quel 12 maggio all'Olimpico c'ero ('70)
voti: 35
Opzioni 2: Generazione Fiorini: io quel 21 giugno all'Olimpico c'ero ('80)
voti: 46
Opzioni 3: Generazione Cragnotti: io quel 19 maggio al Villa Park c'ero ('90)
voti: 33
Opzioni 4: Generazione Lotito: io quel 26 maggio all'Olimpico c'ero (2004-2024)
voti: 13
In molte discussioni mi sembra abbastanza evidente che le posizioni siano condizionate dalla generazione di laziali a cui si appartiene.
L'esperienza vissuta ha forgiato modi diversi di essere laziali che fiscono per significare tante cose e che tornano nei post che evocano e rimandano a questa o quella Lazio. E che magari ad altri tifosi non dicono assolutamente nulla, perché semplicemente non c'erano.
Aver visto le porte dell'inferno come negli anni Ottanta o le vette del calcio europeo come nei Novanta porta a percezioni molto diverse nel giudizio del presente, così come magari essere tanto giovani da non aver vissuto una Lazio diversa da quella di Lotito.
Ovviamente quando parlo di generazioni forgiate si fa riferimento alla prima Lazio vissuta, perché di base è quella di cui si fa esperienza da bambine/i o da adolescenti che poi - di solito - lascia il segno.
è evidente che chi c'era nei '70 o negli '80 c'era anche dopo. Ma ha vissuto quel dopo con il ricordo di quanto avvenuto prima e sempre memore di questo.
Vale per chi oggi nel relativizzare le "colpe" di Lotito ricorda che c'è ben di peggio, così come nel disperarsi ricorda che c'è ben di meglio avendo ancora impressa nella memoria la squadra "più forte d'Europa", usando le parole di Ferguson.
Apro il sondaggio e il topic (in cui poter riportare anche elementi caratteristici ed esperienze specifiche di ogni generazione) per due motivi.
Il primo è la curiosità di vedere come siamo distribuiti qui sopra come generazioni e se c'è dunque una correlazione con le posizioni espresse.
Il secondo è perché penso che sia necessario un reciproco riconoscimento che renda più comprensibile posizioni diverse dalle nostre. Ossia invece di guardare il vecchiodemmerda cresciuto negli anni Ottanta come quello cheppalle che tira fuori fiorini ancora oggi per dire quanto ce la rischiavamo, di farlo vedendo un (o una) laziale che hanno ben presente quali siano i rischi e che spesso si dà per scontato quel che non lo è affatto (ma cosi sembra a chi ha vissuto sempre e solo una Lazio da un certo livello in sù).
Viceversa, capire da parte dei primi che chi ha vissuto solo la Lazio - e il calcio - contemporaneo non è il ragazzino viziato che non si accontenta ma è figlio del suo tempo e che quindi magari vuole andare oltre anche per vedere un domani diverso dal presente, esattamente come lo sono stati i 90 dopo gli 80.
Insomma, riconosciamoci. Poi torniamo a scazzare, ma con un minimo di consapevolezza in più di quella grande pluralità che rappresenta il tifo laziale.
:ssl
Topic interessante e intelligente, utile anche a capire certe sfumature, bravo fat.
Per quanto mi riguarda: io ho ricordi un po' sfumati da piccolo e un po' mi dispiace.
Ricordo che mio padre portava me e mio fratello al vecchio olimpico, aprivamo l'ombrello quando pioveva e una volta ci andammo tutti ammassati in una Renault 4 di un nostro amico.
Mi dispiace perché ho la sensazione piacevole di uno stadio vivo e luminoso ma non capivo praticamente nulla della partita e non riuscivo ad appassionarmi, quindi non riesco a collocarlo in una sfera emozionale compiuta e dettagliata.
Invece ho ben presente due momenti: dovevo suonare in un mini saggio di violino a casa della mia insegnante che abitava dietro piazzale Flaminio, e la Lazio era tornata in serie A.
Ricordo perfettamente i colori e la festa per piazza del popolo e via del corso, mio padre mi portò a fare una passeggiata dopo aver suonato e fu meraviglioso.
La sera andammo da un nostro amico di famiglia Laziale e sulla TV scorrevano le immagini di Lazio Taranto 3-1 mentre tutti celebravano scherzando e festeggiando.
Gli anni successivi sono stati più vividi nella mia mente: Materazzi, il Flaminio, Ruben sosa e Amarildo, le prime emozioni dei derby. Mio padre andava più spesso con mio fratello più grande allo stadio, e le mie "nuove prime volte" da adolescente coincisero con gli anni subito precedenti a Cragnotti: mi vengono in mente un Lazio Bologna con credo l'unico gol di Armando Madonna, un amaro Lazio Sampdoria che sancì l'ennesima delusione per la mancata qualificazione alla coppa UEFA , un derby finito in pareggio (ma emozionante visto dagli spalti) e un beffardo Lazio fiorentina con pareggio all'ultimo della viola.
L'anno successivo mio padre decide di fare l'abbonamento tutti insieme e da lì la storia si è ripetuta fino a poco tempo fa consecutivamente.
Anni di successi, vittorie pazzesche, gloria, trasferte a Montecarlo e Birmingham, sul campo neutro di Firenze e con l'olimpico come seconda casa.
Ho vissuto la Lazio a cavallo tra gli 80 e i 90, ma se dovessi indicare quale sia quella che mi ha reso tifoso senziente e consapevole non posso che indicare quella di Cragnotti.
E per quanto nel tempo abbia apprezzato e amato anche tutte le altre precedenti e l'importanza che hanno avuto per arrivare a quel punto, niente mi farà dimenticare quegli anni magici che rendevano magico e forse scontornavano anche i difetti di tutto ciò che ad essa era collegato.
Lazio 1 Inter 0, 1966 goal di D'Amato. Li scoccò la scintilla dell'amore, ma va anche detto che a casa mia erano tutti laziali, madre/padre/fratello e sorella. Dal 1968, anno in cui la mia famiglia si trasferì a Roma dal paesello (Mentana per inciso), stadio sempre fino al 1980 circa. In quell'anno mi sposai, poi arrivarono i figli, altre faccende, pochi soldi quindi niente stadio. 1986, trasferimento in Inghilterra per lavoro, niente tv satellitare, nada. Dal '92, grazie a Paul Gascogne Channel 4 tv iniziò a trasmettere quasi tutte le partite della Lazio, poi arrivarono le tv satellitari ed oggi sono ancora quà. A proposito, ero presente anche al Villa Park.
:since
c'è chi come me, del '73, sta a metà del guado, un po' fiorini un po' cragnotti. da bambino-adolescente uno, da semi-adulto l'altro.
secondo me come percezione incide più la prima (oh forse nella percezione del laziale...) e quindi ho votato fiorini. :p
Laziale per Paul Gascoigne
Classe 82, pugliese... Mio padre non seguiva il calcio, caso unico, intorno a me tantissimi juvebtini, oltre a milanisti e interisti
Certo c'era il nostro Barletta, ma dopo la serie B che sembrava la Champions ( giocammo contro il Milan di Sacchi e il Napoli di Maradona eh)
Cmq stanco di questa marea strisciata, avevo 8 o 9 anni, servizio in Tv su Gazza e decido, sarò della Lazio... Isolato, tutti tutti mi prendevano per il culo... Poi arrivò Cragnotti e la musica cambiò... Signori, Boksic, Nesta.. La storia la conosciamo... Una storia che termina con lo sguardo triste di Nesta il 28 Agosto 2002
Poi è iniziata una storia in cui forse son diventato "più Laziale ", c'era un concetto, un'idea da amare e difendere
Con lotito temevo di diventare come la Sampdoria, ma non lo temevo.
Per me uno shock fu l'arrivo di dicanio. Fino a quel momento il problema fascismo era marginale nei miei pensieri di tifoso... dicanio arrivò proprio in cui la mia militanza politica e intellettuale si interessava al fascismo come fenomeno da analizzare e combattere. Fu ed è dura.
Ps: ho sempre invidiato voi romani per la possibilità di seguire la Lazio allo stadio... Son sempre stato distante... Solo 3 volte dal vivo... 3 sconfitte... Forse è meglio così :since
La Lazio mi ha scelto un giorno del 1971, io di 7 anni in un paese veneto.
Senza alcuna radice laziale.
Sono quindi di prima generazione.
Quelle indicate da FD le ho viste tutte e fanno parte della mia evoluzione come persona.
Il mio gol più bello è stato aver trasmesso questa passione a mio figlio.
Mi colloco nel gruppo più anziano perché in modo forse un po' artificioso faccio iniziare il mio tifo per la Lazio da Lazio-Milan del campionato 1972-73 (più di mezzo secolo!) e quindi quel 12 maggio c'ero.
Ma non c'ero allo stadio, che ho iniziato a frequentare sistematicamente 10 anni più tardi, Lazio-Genoa 2-1 campionato 1983-84, assolata domenica di fine gennaio, ed era un periodo più riconducibile a quel 21 giugno nel quale è culminato.
Tuttavia non mi sento in nessun guado, senza incertezze appartengo alla prima generazione del sondaggio perché nella mia infanzia e nella preadolescenza la mia consapevolezza dell'essere laziale era già molto forte.
I tempi attuali li vivo con un po' di disagio ma allo stesso tempo con il distacco che l'età e le diversissime epoche calcistiche vissute mi consentono.
Io sono partito con la B (la prima B). In realtà, il primo anno allo stadio è stato quello in cui arrestarono i giocatori della Lazio. Le prime partite che ricordo sono quelle con tanti ragazzi della primavera in campo e mio padre che mi spiegava il perché. Poi i 3 anni di B fatti a scuola come unico Laziale in mezzo a tutti romanisti, i due anni di A ed ancora la B, prima di Cragnotti.
Quindi ho votato Fiorini, anche se per la mia generazione la Lazio di Cragnotti è stata la riscossa per quello che abbiamo vissuto in precedenza e quella che ci resterà dentro per sempre. Una Lazio che, anche nei momenti più bui, mai ci è sembrata impossibile. Bei tempi andati ...
Sono del 1962 e quindi la Lazio del Maestro e di Long John me la sono vissuta con gli occhi disincantati di un bambino.
Famiglia di laziali, ogni anno 4 abbonamenti in curva nord, stesso rituale ogni 15 gg: si partiva dalle due alle quattro ore prima (dipendeva dal match), in macchina da Piazza Bologna (per la precisione Via Pisa, dietro la caserma dell'allora Accademia della Guardia di Finanza), si arrivava nei parcheggi antistanti la Farnesina, poi passeggiatina fino allo stadio dopo aver comprato fusaje e noccioline dagli ambulanti, 100 lire con mamma che si raccomandava di "non spenderle tutte", si sceglieva sempre più o meno lo stesso posto (non troppo distante da quello che fu del povero Paparelli, ed è da allora che il derby è l'unica partita che si salta...)
Era un altro calcio, e lo si viveva in maniera più spensierata, poi il tempo è passato, il calcio è cambiato, la società è cambiata, ma quello che mai è cambiato è l'amore per questi colori e questa maglia, che nessuno potrà mai spegnere
mia prima partita allo stadio nel 1969, avevo 7 anni, anno di retrocessione, fu un Lazio - Vicenza 0 a 1 con gol di Cinesinho su punizione ( a proposito erano altri tempi, altra sensibilita' e attenzione verso certe cose, i buu a Cinesinho che era di colore era fragorosi ), una cartolina della Lazio costava 10 lire, poi ne avevo 11 ai tempi della banda Maestrelli, andavo a scuola a petto in fuori, me magnavo compagni di classe romanisti o interisti o juventini...giocavo a pelletta in casa, nel corridoio, rivisitavo azioni spettacolari e in cui il finale era il tiro di Chinaglia e goooooo e mia madre usciva dalla cucina con la cucchiarella perche temeva rompessi il vetro della porta, allo stadio andavo poco perche mio padre la domenica lavorava ( era tipografo al Paese Sera, lavorava con De Grandis grande giornalista e grande laziale che mi fece avere una foto di Chinaglia autografata ) ma riuscimmo a non mancare nei momenti salienti, Lazio-Juve 3 a 1 e il Lazio-Foggia finale...poi chiaramente ho vissuto gli anni bui, ero agli spareggi a Napoli ( facevo all'epoca il corso sottufficiali a Caserta ) e mi sono goduto l'epoca Cragnottiana, sinceramente devodire che sono stato anche un otitiano convinto fino ad oggi, proprio perche ne ho viste cosi' tante che avere 20 anni di fila di tranquillita', senza rischiare fallimenti, retrocessioni e vincendo pure qualcosa mi stava benissimo, ora pero' no, mi piacerebbe vivere almeno un periodo esaltante ancora una volta prima de stira' le zampe ( che mentre lo scrivo mi tocco e spero arrivi piu' tardi possibile ) ma con questa gestione rischio seriamente di non vederlo mai...
Guardando l'esito del sondaggio vedo che siamo tutti proprio vecchi. Ben oltre la soglia del vdm
La mia prima Lazio recitava Cei Zanetti Garbuglia... Boomer purosangue (quest'anno sono 70, di cui almeno 63 di Lazio)
Mi sono fatto tutti e 11 gli annidebbì e, forse anche per questo detesto mortalmente chi esagera dicendo "magari-in-b-se-serve-a-mandare-via-lotito". Per me stare stabilmente nella colonna di sinistra è meraviglioso.
Gli anni di Maestrelli me li sono fatti da Pescara, e guidando la 500 di mamma sulla Salaria e la Tiburtina...
La prima Lazio di cui ho ricordi è quella di Zaccheroni
Magari questo spiega molto :D
Citazione di: Pergianluca il 30 Lug 2024, 13:11
Guardando l'esito del sondaggio vedo che siamo tutti proprio vecchi. Ben oltre la soglia del vdm
secondo me è significativo vedere come ci siano tre macrogruppi, mentre l'unico decisamente sottorappresentato è quello dei nati sotto il segno di Lotito.
Quando si leggono alcune valutazoni rispetto allo stato della Lazio mi sembra utile riflettere sul fatto che queste non vengano necessariamente da un posizionamento ideologico su Lotito, ma da come si è sviluppata e concepita la Lazialità in ognun@ di noi.
E dunque magari i relativamente giovani hanno più il piglio di voler tornare al godimento originario di cragnotti, mentre quelli più anzianotti ricordano bene la paura originaria, vera, del rischio di sparire.
Non siamo solo quel che mangiamo, ma certamente siamo quel che viviamo. Anche come laziali.
E dovremmo forse tenerlo presente e tenere presente che questo non significa che qualcuno sia più laziale di altri (ma che lo sia da più tempo si, con tutto quel che implica).
EDIT: come forse dovremmo tener presente l'assenza qui dei più giovani e di come loro percepiscono la cosa. Ad esempio non mi sembrerebbe assurda la voglia di provare altro rispetto a Lotito, qualsiasi cosa questo significhi. Tendo a leggere diversamente un cinquantenne che dice "meglio la B" rispetto a se lo dice un ventenne. Secondo me l'affermazione è la stessa, ma i significati sono diversi.
Citazione di: FatDanny il 30 Lug 2024, 13:26
secondo me è significativo vedere come ci siano tre macrogruppi, mentre l'unico decisamente sottorappresentato è quello dei nati sotto il segno di Lotito.
Quando si leggono alcune valutazoni rispetto allo stato della Lazio mi sembra utile riflettere sul fatto che queste non vengano necessariamente da un posizionamento ideologico su Lotito, ma da come si è sviluppata e concepita la Lazialità in ognun@ di noi.
E dunque magari i relativamente giovani hanno più il piglio di voler tornare al godimento originario di cragnotti, mentre quelli più anzianotti ricordano bene la paura originaria, vera, del rischio di sparire.
Appartengo alla generazione "Fiorini" e la riflessione che faccio (che ho fatto già in passato) è constatare come la maggioranza dei miei coetanei sembra invece appartenere a quella di Cragnotti; ovvero come quel breve periodo abbia cambiato per sempre, e radicalmente, le aspettative nei confronti della propria squadra.
In realtà sarei geneazione Calleri :=))
Comunque d'accordo su tutto il post di Fat.
Citazione di: GiPoda il 30 Lug 2024, 13:46
Appartengo alla generazione "Fiorini" e la riflessione che faccio (che ho fatto già in passato) è constatare come la maggioranza dei miei coetanei sembra invece appartenere a quella di Cragnotti; ovvero come quel breve periodo abbia cambiato per sempre, e radicalmente, le aspettative nei confronti della propria squadra.
Questo mi sembra pure normale, ogni standard si basa sulle 'nuove' conquiste. È così nel lavoro, nella tecnologia, nella scienza. Pure nella società (nonostante la presenza di buzzurro retrogradi)
Scusa Fat, perché 21 giugno San Paolo?
Io al San Paolo c'ero, ma il 27 giugno (non riuscii anche col Campobasso e la vidi a casa)....
Il 21 era Olimpico.... 😊😊😊
Citazione di: vaz il 30 Lug 2024, 13:49
In realtà sarei geneazione Calleri :=))
Comunque d'accordo su tutto il post di Fat.
Questo mi sembra pure normale, ogni standard si basa sulle 'nuove' conquiste. È così nel lavoro, nella tecnologia, nella scienza. Pure nella società (nonostante la presenza di buzzurro retrogradi)
Certo, ma non avrei mai creduto che un lasso di tempo così breve ed unico della ns storia, riparametrasse cosi' tanto le aspettative in chi, per esperienza vissuta, sapeva che quello era stato un fatto eccezionale altrimenti avremmo avuto la maglietta a strisce.
Citazione di: DaMilano il 30 Lug 2024, 13:57
Scusa Fat, perché 21 giugno San Paolo?
Io al San Paolo c'ero, ma il 27 giugno (non riuscii anche col Campobasso e la vidi a casa)....
Il 21 era Olimpico.... 😊😊😊
Appunto.
Io ho votato quel 21 giugno all'Olimpico con Fiorini.
Vedo con piacere che c'è una discreta maggioranza di VDM...
Generazione Maestrelli .
Prima e dopo .
Allo stadio fino al 1980.
La Lazio era la domenica da cui si partiva in 4 da Ple Clodio .
Poi la vita mi ha portato altrove per tanti motivi .
Sono legato a quella Lazio , perché sono legato ad un infanzia felice e spensierata (come tutti ovvio :=)) )
Citazione di: DaMilano il 30 Lug 2024, 13:57
Scusa Fat, perché 21 giugno San Paolo?
Io al San Paolo c'ero, ma il 27 giugno (non riuscii anche col Campobasso e la vidi a casa)....
Il 21 era Olimpico.... 😊😊😊
Giusto, ho corretto
:=))
io comunque sono generazione di mezzo
la prima lazio che ricordo è quella di calleri, allenatore materazzi, la prima in A
ricordo la festa con mio padre per la promozione in A e da lì in poi iniziai ad appassionarmi.
avevo 9 anni
Cragnotti è stato la mia maturità, ma ricordo bene gli anni in cui non riuscivamo a qualificarci in uefa dietro a torino e atalanta
pur essendo nato nel 90, mi considero generazione Lotito, perché ho ricordi troppo confusi della gestione Cragnotti, anche se le prime partite, in TV e allo stadio sono state in quel periodo.
Dal punto di vista di tifoso consapevole mi considero quindi generazione Lotito, pur avendo come primi ricordi vividi la stagione del maledetto zaccheroni
Citazione di: GiPoda il 30 Lug 2024, 14:08
Certo, ma non avrei mai creduto che un lasso di tempo così breve ed unico della ns storia, riparametrasse cosi' tanto le aspettative in chi, per esperienza vissuta, sapeva che quello era stato un fatto eccezionale altrimenti avremmo avuto la maglietta a strisce.
Dopo aver precisato che qualsiasi cosa dica vaz, parlando di calcio, Lazio e dintorni, è un'emerita stronzata, qualcosa di simile lo abbiamo vissuto anche noi super VDM.
Nel 72/73 scoprimmo che esiste un mondo diverso dalla lotta, non sempre vincente, per non retrocedere. E la squadra di Tommaso Maestrelli ci ha fatto vivere momenti incredibili appena qualche mese prima. I "vecchi laziali" di quell'epoca (mio nonno, classe '96, mio padre, classe '26) erano inebetiti, increduli, quasi distaccati. Adesso posso supporre che si aspettassero, che lo sapessero, che non sarebbe durata...
La "mazzata" dell'80 ci ha fatto conoscere il fondo del barile e più in giù... Nonno, addirittura, fece 12 al totocalcio sbagliando solo "quel" milan Lazio. Seppe mesi dopo che la partita era stata combinata, e non se ne curò più di tanto: morì a fine aprile, poco più di un mese dopo le volanti sulla pista dell'adriatico. Non ho mai perdonato Wilson, Giordano e Manfredonia, anche per questo.
Nei miei 60 e passa anni di Lazio non me ne sono fatta mancare nessuna. Tutti gli scandali, tutte le tragedie, tutti gli "ultimi gradini prima del baratro". Figuriamoci se un lotito qualsiasi mi può scalfire.
Pasteggerò a Brunello Biondi Santi e brinderò a Champagne (grazie a "Dopo Nesta" netter che è scomparso dal forum ma continua a scorribandare l'est della Francia) quando lotito lascerà in "mani sicure" la proprietà. Ma non posso accettare il "chiunque piuttosto che lui" perchè se sull'orlo del baratro mi ci ha portato uno dei più laziali che siano mai stati alla Lazio, Giorgione, figuriamoci se posso fidarmi di "chiunque".
Citazione di: vaz il 30 Lug 2024, 13:49
In realtà sarei geneazione Calleri :=))
Qui, caro, confermi di essere un grande cazzaro. :=)) :=))
Quando Calleri ha preso la Lazio non eri nato e quando ha venduto a Cragnotti avevi 6 anni. Allora posso dire anch'io di aver vinto la prima coppa Italia... ma avevo 4 anni e da poco avevo smesso di cagarmi e pisciarmi addosso.
Citazione di: Gio il 30 Lug 2024, 12:44
Io sono partito con la B (la prima B). In realtà, il primo anno allo stadio è stato quello in cui arrestarono i giocatori della Lazio. Le prime partite che ricordo sono quelle con tanti ragazzi della primavera in campo e mio padre che mi spiegava il perché. Poi i 3 anni di B fatti a scuola come unico Laziale in mezzo a tutti romanisti, i due anni di A ed ancora la B, prima di Cragnotti.
Quindi ho votato Fiorini, anche se per la mia generazione la Lazio di Cragnotti è stata la riscossa per quello che abbiamo vissuto in precedenza e quella che ci resterà dentro per sempre. Una Lazio che, anche nei momenti più bui, mai ci è sembrata impossibile. Bei tempi andati ...
Paro paro a me....
Anch'io unico laziale in classe; anch'io a Cava dei tirreni; anch'io a tifare Piscedda e Podavini, ma anche Gaza e Mancio... passarono meno di 15 anni dal gol di Poli al san Paolo allo scudetto.. incredibile eh?!?
Interessante, su Lazio.net ci sono anche laziali più giovani di Lazio.net.
Ma che un under 23 bivacchi su un forum dovrebbe essere raro, il mezzo è un po' agé
Palo ma il mio battesimo di stadio fu con Calleri, quindi mi considero generazione Calleri
Citazione di: vaz il 30 Lug 2024, 15:13
Palo ma il mio battesimo di stadio fu con Calleri, quindi mi considero generazione Calleri
Sempre cazzaro resti... :beer:
cazzaro e omodemmerda.
Specifichiamo
:=))
Generazione Lenzini. Ero con i miei, nonni compresi, allo stadio il 12 maggio. Ricordo poco o niente.C'ero e ricordo bene gli incidenti a Perugia, il primo goal di Giordano e pure le partite delle vecchie glorie, D'Amato era un fuori categoria tra i vecchietti, la Lubiam Lazio e l'Olimpico tanto bianco da risultare accecante.Non e' mai stata solo una squadra di calcio. :fiesta: :band8:
Citazione di: FatDanny il 30 Lug 2024, 15:19
cazzaro e omodemmerda.
Specifichiamo
:=))
Hai ragione, scusa... 8)
Classe 74, nato la settimana dello scudetto.
Alle elementari sempre unico Laziale, in B mentre gli altri vincevano.
Talmente solo che mia zia mi regalò il 45 giri di grazie merde convinta che fossi, appunto, delle merde.
La domenica o in distinti nord, o in cucina con la radiolina National rossa in cucina, a controllare la schedina, sempre con mio papà.
Poi tanti anni in tribuna con gli amici del liceo, a godermi i fasti cragnottiani; una bolla, come si direbbe oggi.
Poi il limbo lotitiano, sospeso tra la consapevolezza che questi siamo e la speranza che arrivi il principe (bianco) azzurro.
La mia prima Lazio allo stadio è stata quella dello scudetto di Maestrelli.
Praticamente ho potuto assistere a tutti i trofei della Lazio, tranne la Coppa Italia del 58.
:band2: :band1:
La prima partita che ricordo abbastanza nitidamente ( anche se ho spezzoni confusi di partite precedenti) è una partita di serie b, Lazio ternana 1 a 1 sotto l'acqua tutta la partita ed in piedi perché non c'era posto a sedere, 71/72. Quindi non posso essere che della generazione di chinaglia ( e parzialmente giordano subito dopo da inizio adolescenza).
Io sto in mezzo fra Maestro e Fiorini. Ma c'ero solo a Lazio Vicenza. Nel 1974 mio padre non mi portava ancora allo stadio, ci sono riuscito per la prima volta solo 2 anni dopo. L'ultima partita all'Olimpico nella quale segnò Giorgione (vediamo chi la sa, questa).
Prima partita : Lazio Catanzaro 1979, ma non ho grandi ricordi avendo avuto 5 annie mezzo.
Poi grossa scorpacciata di B, con i sorci che vincevano lo scudetto ed io, come altri hanno detto, solo contro tutti.
Di qual periodo ricordo Lazio Catania del maggio 1983, rimasi impressionato dallo stadio che fremeva per il ritorno in A e per quello di Chinaglia presidente (Sob)
Orsi, Podavini, Saltarelli, Vella Miela, Perrone, Ambu, Manfredonia, Giordano, D'Amico, De Nadai (Badiani)
Quella la prima Lazio che mi ha fatto gioire. Poi i meno nove con il viaggio in treno con papà per andare a Napoli. Il primo derby vinto con il giovane Di Canio, fino all'epopea Cragnottiana. Grandi emozioni anche con Lotito, su tutte il 26 maggio.
:ssl
Citazione di: FatDanny il 30 Lug 2024, 13:26
secondo me è significativo vedere come ci siano tre macrogruppi, mentre l'unico decisamente sottorappresentato è quello dei nati sotto il segno di Lotito.
Quando si leggono alcune valutazoni rispetto allo stato della Lazio mi sembra utile riflettere sul fatto che queste non vengano necessariamente da un posizionamento ideologico su Lotito, ma da come si è sviluppata e concepita la Lazialità in ognun@ di noi.
E dunque magari i relativamente giovani hanno più il piglio di voler tornare al godimento originario di cragnotti, mentre quelli più anzianotti ricordano bene la paura originaria, vera, del rischio di sparire.
Non siamo solo quel che mangiamo, ma certamente siamo quel che viviamo. Anche come laziali.
E dovremmo forse tenerlo presente e tenere presente che questo non significa che qualcuno sia più laziale di altri (ma che lo sia da più tempo si, con tutto quel che implica).
EDIT: come forse dovremmo tener presente l'assenza qui dei più giovani e di come loro percepiscono la cosa. Ad esempio non mi sembrerebbe assurda la voglia di provare altro rispetto a Lotito, qualsiasi cosa questo significhi. Tendo a leggere diversamente un cinquantenne che dice "meglio la B" rispetto a se lo dice un ventenne. Secondo me l'affermazione è la stessa, ma i significati sono diversi.
E anche magari che sotto la dinastia Lotito i laziali vadano via via estinguendosi
mah secondo me ha ragione TD. Parla più del fatto che uno strumento come il forum non è proprio delle ultime generazioni.
Non posso rispondere al sondaggio, perché anagraficamente ed "innamoratamente" sono della generazione Maestro, ma quel 12 maggio non c'ero.
Ma sono anche generazione Fiorini, anche se il 21 giugno ero a soffrire con una radiolina a circa 300 km dall'olimpico.
Ma sarei anche generazione Cragnotti; ma purtroppo non c'ero nemmeno in quel 19 maggio al Villa Park.
Delle opzioni prospettate c'ero solo al 26 maggio; ma generazione Lotito mi rifiuto di definirmi! :)
Prima partita Lazio Fiorentina 1-1 il 15 settembre 1963.
Citazione di: rozzoni1953 il 30 Lug 2024, 18:00
Prima partita Lazio Fiorentina 1-1 il 15 settembre 1963.
Meno male che c'è uno più vdm di me... :beer:
Citazione di: Palo il 30 Lug 2024, 18:11
Meno male che c'è uno più vdm di me... :beer:
non buttiamo giu'.
Generazione Maestro, a Lazio Foggia non c'ero perché mio padre ci mollò (con mia madre) dai nonni materni che abitavano a trionfale e non mi portò. Tutte le volte che si parla di quella Lazio ovviamente non perdo occasione per rinfacciarglielo. A Lazio vicenza ero a naja, ma ormai erano quasi dieci anni che non abitavo più a Roma ed infatti mi sono perso tutti i trofei, difficile riuscire a coniugare la passione per la Lazio con la cronica mancanza di soldi per affrontare le "trasferte" a Roma. Mi sono rifatto per un breve periodo in anni recenti, complice una fortunata coincidenza nell'allineamento dei pianeti ma ultimamente sono purtroppo tornato alle antiche "carenze". Come ha scritto Tommasino chi come noi è un po' più VDM, può essere anche delle generazioni successive, ogni periodo ha caratterizzato una fase della nostra vita, l'anno del meno 9 per me ad esempio ha coinciso esattamente con l'anno del militare, salito sul treno per il CAR il giorno dopo dell'orale alla maturità nell'estate dell'86, (tralascio le cose non belle accadutemi in primavera). Il 21 giugno ultima domenica in caserma (di servizio, mi pare mi ci feci mettere apposta).Mio figlio è nato ad agosto 2000, mia figlia nell'agosto del 2004...sembra fatto apposta.
E mia moglie fa gli anni il 26 maggio...
Prima partita di cui ho un ricordo netto è un disgraziatissimo Lazio-Vicenza deciso da un tiro da Ponte Risorgimento di Cinesinho, sonno di Di Vincenzo e retrocessione matematica alla penultima giornata. Al fianco di papà ho vissuto tutta l'epopea della Banda Maestrelli ed ero in Tevere con lui il 12 maggio 1974, come c'ero a un altro Lazio-Vicenza più fortunato grazie a Fiorini. Dai racconti di papà, che, lavorando alla delegazione ACI dei Parioli era amico personale di Adelmo Eufemi, Paolo Carosi, Franco Janich e tutti quelli che frequentavano l'agenzia (allora i calciatori andavano di persona a espletare le pratiche automobilistiche) conosco abbastanza bene anche la Lazio anni 60.
Generazione Fiorini per me! C'ero a Lazio - Vicenza e Lazio - Campobasso, due delle partite più emozionanti della mia carriera di tifoso.
Però ero già maggiorenne!
Mentre per lo scudetto del '74 ero troppo giovane.
Mi dovrei considerare di una generazione un po' intermedia tra le due.
C'ero il 12 maggio 1974, 11 anni col mio papà, primo abbonamento della vita in curva sud. Il primo di altri 31 o 32 consecutivi. L'ultimo comprato è stato quello della stagione 2004-05 ma ho visto davvero poche partite (Lotito non c'entra nulla). E c'ero in quel Lazio-vicenza del 1987 col gol di Fiorini. Non ero al Villa Park, invece, nel 1999 ma ero al Parco dei Principi l'anno prima. Non c'ero il 26 maggio 2013.
La prima partita allo stadio fu al Flaminio, in serie b, mi portò papà e vincemmo 1-0. Contro il brescia. Quel giorno ebbi per regalo la prima bandierina della Lazio, in plastica e con la scritta "Forza Lazio" a pennarello. Ho provato negli anni a ricostruire la stagione, andavo all'asilo quindi doveva essere tra il 1967 e il 1968.
Fino al primo abbonamento, anno del primo scudetto, le sortite allo stadio non furono tantissime. Papà era un laziale un po' freddo. Ricordo alcune partite della stagione 1969-70 allo stadio, l'anno in cui finimmo di un punto sopra la roma, 29 noi e 28 loro, e alcune altre nella stagione 1971-72, quella della promozione in a. C'ero ad esempio al famoso Lazio-novara, 4 o 5 a 2 e in porta con loro c'era Pulici che poi l'anno dopo fu acquistato dalla Lazio. Quel giorno potei sfoggiare per la prima volta allo stadio finalmente il bandierone cucito dalla nonna fatto con 2 strisce di stoffa orizzontali, una bianca e una blu.
Negli anni degli abbonamenti ininterrotti sono mancato davvero pochissime volte, quasi mai negli anni di piombo della b, qualche volta di più negli anni di Cragnotti ma solo per scaramanzia...
I primi derby allo stadio furono quelli del primo scudetto, andata e ritorno. Al ritorno ero uno dei 6/7mila laziali raccolti nella parte destra della nord, quella vicino alla monte mario. Al centro e verso la tevere c'erano gruppi di romanisti. Ma dalla parte nostra c'era il Tassinaro, quindi stavamo tranquilli... Il gesto di Chinaglia su cui guido de angelis ha costruito una parvenza di carriera, il mocassino indossato prima della partita e mostrato alla sud a mo' di sfida scendendo in campo per assaggiare il terreno prima del match, devo essere sincero, non me lo ricordo perché ero troppo lontano... :lol: :lol:
Ho smesso di abbonarmi nel 2005, m'ero stufato e da quel momento ho anche quasi smesso di andare allo stadio, sebbene abiti a Roma e a un quarto d'ora dall'Olimpico. Ma la passione per la Lazio non è mai scemata: vedo tutte le partite in tv. Anzi vedo la Lazio molto più oggi che non vado più allo stadio che quando ci andavo (non mi piaceva andare in trasferta).
Va bene? Troppo lungo?
Citazione di: Gulp il 30 Lug 2024, 13:20
La prima Lazio di cui ho ricordi è quella di Zaccheroni
Magari questo spiega molto :D
Madonna santa, quella Lazio l'ho completamente rimossa... Non so perché tendo ad associarla a Dino Baggio
La mia prima Lazio fu un Lazio-Catania all'olimpico primi anni '80.
Sempre grazie nonno.
Direi generazione Chinaglia presidente, mammamia.
Io c'ero a Lazio-Juventus-3-1, Lazio-Cagliari-3-1 e purtroppo a Lazio-Torino-0-1 nell'anno dello scudetto!!
Vabbè avevo 6 anni
Idolo Gian Piero Ghio .
Foto Momento Sera sulla parete.
Lenzini.
E poi Giorgio che m' abitava sotto casa.
(E anche chili di chewing gum a imitare Riva )
Sono anziano (vecchio) per questo forum, lo so.
:since :asrm
Cragnotti.
La prima partita, una di coppa Italia o Uefa con mio zio.
Stavo sul prato dell'Olimpico, in quell'attesa tutti insieme, il giorno dello scudetto.
Partito da casa con il mio migliore amico e i suo SH, con pochissime speranze. Entrati in distinti sud gli ultimi 20'
Prima partita allo stadio nel maggio del 1995, un Lazio-Inter 4-1, seduto nei Distinti Nord dove, in futuro, sarei andato tante altre volte grazie a un abbonamento. Avevo appena sette anni e non ricordo moltissimo di quel giorno, giusto qualche azione di Signori e il tabellone che indicava il risultato finale. La mia fortuna, come molti di voi, è di venire da una famiglia che ha una fiera tradizione calcistica che ormai va avanti da un centinaio di anni. Un mio grande dispiacere è di non aver mai conosciuto mio nonno materno, tifoso laziale (come i fratelli) fin dal suo arrivo a Roma, ancora bambino, grazie alla benefica influenza di un parente del quartiere San Lorenzo. Al di là dell'ovvio desiderio di poter avere un ricordo di un parente così stretto, mi sarebbe piaciuto condividere la passione, andare allo stadio insieme, e sentire i racconti di una persona che ha visto giocare Piola, Flamini e Puccinelli, che era sugli spalti durante la finale di Coppa Italia del 1958 e che ha vissuto altri momenti antichi che, ormai, impariamo soltanto dai libri o da LazioWiki.
La prima Lazio di cui ho chiara memoria è dunque quella di Eriksson, vissuta un po' allo stadio un po' davanti alla tv. Appartengo, con grande consapevolezza, alla generazione di laziali più fortunata in assoluto. Ora ci sono tifosi di venticinque o trent'anni che non si sono goduti gli anni d'oro, e fortunatamente non ho visto l'inferno degli anni Ottanta (provo un rispetto infinito per chi si è dovuto subire la città in quel periodo, davvero) Il peggio penso di averlo accusato nel 1999, in quinta elementare, quando, nonostante una Supercoppa in estate, una Coppa delle Coppe e uno scudetto praticamente rubato (sì la Lazio avrà pure buttato punti a inizio stagione e pareggiato in maniera sanguinosa a Empoli, ma quello scudetto è stato un furto), i romanisti, anche se avevamo solo undici anni, festeggiavano come non mai fino alla fine dell'anno scolastico per la nostra mancata vittoria del campionato. Io non capivo il perché di tanta esagerazione (ma loro non pensano mai alla Lazio...eh già) e dopo un po' io e gli altri laziali ci siamo stancati di rispondere e rinfacciare le nostre vittorie di quel periodo contro la loro miseria, mi sembrava di parlare al muro (poi, crescendo, ho capito tante altre cose su di loro). Insomma, ben poca cosa rispetto al decennio precedente, me ne rendo conto.
Sono stato anche fortunato in termini di compagnia. Pur nella minoranza in classe non sono mai stato l'unico laziale, e spontaneamente ho avuto quasi solo amicizie biancocelesti o non interessate al calcio (poi qualche romanista c'è: per fortuna sono relativamente tranquilli).
Essendo cresciuto con le gesta di Nesta, Veron, Nedved e gli altri, è un po' difficile per me accettare i venti anni di Lotito, ma capisco bene il punto di vista di chi, avendo conosciuto periodi ben più complicati, ha per forza di cose una percezione diversa. Guardo il bicchiere mezzo pieno, penso alle sei coppe di questi ultimi venti anni, su tutte quella del 26 maggio ovviamente, e spero sempre che un domani si possa ritrovare lo splendore del periodo cragnottiano (come tutti, penso).
Citazione di: calimero il 30 Lug 2024, 18:48
Prima partita di cui ho un ricordo netto è un disgraziatissimo Lazio-Vicenza deciso da un tiro da Ponte Risorgimento di Cinesinho, sonno di Di Vincenzo e retrocessione matematica alla penultima giornata. Al fianco di papà ho vissuto tutta l'epopea della Banda Maestrelli ed ero in Tevere con lui il 12 maggio 1974, come c'ero a un altro Lazio-Vicenza più fortunato grazie a Fiorini. Dai racconti di papà, che, lavorando alla delegazione ACI dei Parioli era amico personale di Adelmo Eufemi, Paolo Carosi, Franco Janich e tutti quelli che frequentavano l'agenzia (allora i calciatori andavano di persona a espletare le pratiche automobilistiche) conosco abbastanza bene anche la Lazio anni 60.
come ho scritto nel mio post anche per me quella fu la prima partita allo stadio, avevo 7 anni e tu ? pero' dai nonostante ero piccolo mi ricordo bene perche la sconfitta e la retrocessione annullarono di molto la gioia per la prima volta a vedere la Lazio, Cinesinho era gia' avanti con gli anni ma aveva piedi buoni e la punizione era quasi dal limite dell'area ;)
Sono del '66.
Prima partita allo stadio nel 1972, Lazio Ternana 2-1
Mio padre, abbonato, mi portava allo stadio ma non con regolarità: per i derby e le partite "calde" tipo Lazio Napoli mi lasciava a casa.
Rimasi a casa anche contro il Foggia.
Chissà perché fece lo stesso anche lui.
Forse sentiva troppa pressione anche se non lo ricordo così tranquillo davanti alla radiolina.
Il primo derby fu quel maledetto 28 ottobre 1979
La prima partita da solo allo stadio Lazio Palermo, stagione 80/81
La prima trasferta Fiorentina Lazio, stagione 83/84, quella del ritorno di Bruno Giordano
da bambino con mio padre un lazio ternana.
ricordo i laziali che ruppero le panche degli spalti che erano ancora in legno e ricavandone delle assi menarono ai tifosi della ternana facendoli volare qualche fila sotto.
Io divento Laziale piccolissimo scimmiottando senza neanche sapere cosa volesse dire il nome di Chinaglia giochicchiando a casa con una paletta contro il muro. Poi poster di Giordano in cucina strappato il giorno in cui venne arrestato e gli spareggi visti in una TV bn da pochi pollici (diciamo che non sono di famiglia ricca). Degli anni di Cragnotti paradossalmente non ricordo molto perché in una fase della mia vita un po' complicata in cui avevo altro a cui pensare. Ritorno a seguirla con la banda Mancini e poi con Lotito. Proprio questo periodo é quello più felice come tifoso perché vissuto con serenità con qualche bella soddisfazione, in cima a tutte il 26 maggio, poi la sgroppata di Lukaku :^^, la supercoppa di Lulic, il derby di Klose e altre belle gioie.A me questa ultima Lazio piace, del personaggio Lotito mi interessa il giusto. Continuo a pensare che comunque essere Laziale (soprattutto se come me si è nati é vissuti lontani da Roma) significa essere persone un po' fuori dagli schemi, forse un po' complicate e diverse dalla massa. Ogni volta che dico di essere tifoso della Lazio mi chiedono "perché o come mai" ed io non so per quale motivo faccio spallucce ma non riesco a trattenere un sorrisetto compiaciuto. Forza Lazio sempre.
Laziale grazie a papà e a Bruno Giordano, idolo di un bimbetto già sfegato a 7 anni nel '78, quando divenne capocannoniere in serie A a 19 anni con 19 reti.
Lazio - Pescara 2-2
Campionato 88/89
Rubén Sosa eccetera.
In curva nord, all'epoca scoperta mentre mi pare c'erano i lavori dall' altra parta per i mondiali.
A me arrivarono lattine in testa da un gruppo di skin seduti qualche gradone più su.
Poi però quando ero già in America dal 1993 furono i gol del Re Beppe a farmi ammalare seriamente di Lazialità.
Derby visti di mattina in bar nella Brooklyn italoamericana di Bensonhurst, tanti altri bar per Manhattan e Astoria Queens, insieme a tanti emigrati, europei e africani, quando il soccer non era così popolare... anzi.
Ritagliando foto dalla gazzetta (unico quotidiano sportivo italiano in US) o scaricandole dalla appena nata America On Line...
Che tempi.
Io sono un generazione Cragnotti che però ha vissuto le vittorie in adolescenza.
I miei primi ricordi di Stadio sono un Lazio-Milan 2-2 con gol di Papin e autogol di Winter per loro e gol nostri di Bergodi e Gazza. Da li in poi mio padre fece gli abbonamenti per me e per lui nel biennio di Zeman e in quello 98/99 e 99/2000.
Mio padre progressivamente si è fatto rapire dalle TV e io andavo quando potevo, addirittura per un triennio ho fatto lo Steward per la Lazio pur di andare allo Stadio, ci permettevano di vedere un tempo la partita e l'altro di stare fuori per misere 20€ lorde...dopodichè dal 2008 sono stato sempre abbonato e questa mia nuova iniziazione la devo a mio suocero che praticamente mi regalò l'abbonamento visto che all'epoca la Lazio permetteva ad un vecchio abbonato di avere un altro abbonamento a 1€ per un nuovo abbonato.
Da età devo dire Cragnotti, ma sono belga e in quest' epoca non seguivo il calcio italiano, stavo principalmente un tifoso dell' Anderlecht.
Sono diventato laziale più tardi. Anticipando di andare a Roma per i miei studi, mi sono innamorato con questi colori. La mia prima partita era la Supercoppa contro la Juve che abbiamo perso 4-0.
Da questa partita in poi sono biancoceleste prima di tutto :ssl
La generazione Fiorini ha staccato tutti con uno sprint nelle ultime ore
8)
(il che spiega abbastanza di questo spazio, secondo me)
Generazione Cava de' Tirreni.
ho iniziato ad avere coscienza effettiva di Lazio dall'89-90 (prima ero troppo piccolo), col relativo album Panini. Sono cresciuto con Cragnotti e ho visto che significa un percorso di vera crescita progressiva di squadra e società (non le cazzate che dice il sor claudio). ho vissuto a pieno l'era che ha mostrato qual è il posto della Lazio e qual è il posto dove deve ambire a restare.
Forza Lazio :band5:
La classificazione che esce fuori da questo topic fa anche capire cosa "chiede" su queste pagine chi contesta il sultano.
Il Laziale "Lotitiano" (ma anche il Cragnottiano) contesterà soprattutto l'aspetto pratico, i mercati sotto tono, la competività ad alto livello.
I VDM "Fioriniani" come me e i "Maestrelliani" ne fanno più un discorso di ideali, di identità che va dissolvendosi un (bel) po' alla volta, di mancanza di rispetto verso l'idea di Lazio prima ancora che verso categorie precise come i tifosi.
Visto che i VDM sono la maggioranza in questa specie di RSA, direi che la nostra Resistenza alla dittatura didascalica e moralizzata è quanto di più nobile possa esserci.
A noi frega cax.xi se arriva James Rodriguez o Levandosky se il prezzo da pagare è la nostra identità e la nostra memoria.
Fermo restando che allo stesso modo è comprensibile che un'altra percentuale di VDM abbia ancora vivide le cicatrici delle passate peripezie che preferisca garantirsi la sopravvivenza piuttosto che rischiare la pelle in qualcosa che non si conosce.
Pur di non morire, rinunciamo a vivere... scusate ma non mi appartiene, in nessun ambito.
Non generalizzate convinzioni che sono assolutamente ed esclusivamente le tue.
Magari i Fioriniani sanno benissimo che la "lazialità", gli "ideali" sono stronzate con cui lazialissimi laziali ci hanno largamente incul.ato nel corso dei decenni.
Quando bastava uno striscione aperto davanti la curva nord con "siete impagabili" dal più laziale dei laziali per farci andare fieramente, ma stoltamente, incontro a un camion lanciato in piena velocità in direzione opposta. Oppure lazialissimi calciatori lazialoni, che oggi pretendono di dare lezioni di dignità e ideali sono stati i primi a salire sulla prima scialuppa lasciandoci con una mano davanti e una dietro.
Pur di non morire siamo da più di dieci anni nella parte sinistra della classifica con una regolarità che non abbiamo mai avuto nel corso della storia secolare piena di ideali, di valori e dignità. Pensa, da qualche anno si va anche regolarmente in Europa. Mentre con gli ideali idealoni l'abbiamo dimenticata per quasi vent'anni. I valori, la lazialità.
Con cui ce l'hanno messa al cul.o spesso e volentieri.
Si puo' fare meglio? Si, si pûo' fare meglio. Ma in questi anni abbiamo alzato coppe e portaombrelli come non pensavamo più di saper fare. SI puo' fare meglio ? Si, si puo' fare meglio.
Ma sto cupio dissolvi sta solo nella capoccia di qualcuno e non corrisponde assolutamente alla realtà dei fatti.
Citazione di: maumarta il 31 Lug 2024, 10:40
I VDM "Fioriniani" come me e i "Maestrelliani" ne fanno più un discorso di ideali, di identità che va dissolvendosi un (bel) po' alla volta, di mancanza di rispetto verso l'idea di Lazio prima ancora che verso categorie precise come i tifosi.
100% :ssl
Citazione di: italicbold il 31 Lug 2024, 12:42
Non generalizzate convinzioni che sono assolutamente ed esclusivamente le tue.
Magari i Fioriniani sanno benissimo che la "lazialità", gli "ideali" sono stronzate con cui lazialissimi laziali ci hanno largamente incul.ato nel corso dei decenni.
Quando bastava uno striscione aperto davanti la curva nord con "siete impagabili" dal più laziale dei laziali per farci andare fieramente, ma stoltamente, incontro a un camion lanciato in piena velocità in direzione opposta. Oppure lazialissimi calciatori lazialoni, che oggi pretendono di dare lezioni di dignità e ideali sono stati i primi a salire sulla prima scialuppa lasciandoci con una mano davanti e una dietro.
Pur di non morire siamo da più di dieci anni nella parte sinistra della classifica con una regolarità che non abbiamo mai avuto nel corso della storia secolare piena di ideali, di valori e dignità. Pensa, da qualche anno si va anche regolarmente in Europa. Mentre con gli ideali idealoni l'abbiamo dimenticata per quasi vent'anni. I valori, la lazialità.
Con cui ce l'hanno messa al cul.o spesso e volentieri.
Si puo' fare meglio? Si, si pûo' fare meglio. Ma in questi anni abbiamo alzato coppe e portaombrelli come non pensavamo più di saper fare. SI puo' fare meglio ? Si, si puo' fare meglio.
Ma sto cupio dissolvi sta solo nella capoccia di qualcuno e non corrisponde assolutamente alla realtà dei fatti.
Non avrei saputo spiegarlo meglio.
Grazie.
Citazione di: italicbold il 31 Lug 2024, 12:42
...
Potrà sembrare strano ma sono molto d'accordo con te.
Proprio perchè non ho mai pensato, e mai lo farò, di discutere i risultati del campo che, soprattutto per noi VDM, sono indiscutibili.
Da piccolo, mentre sul mio terrazzo mi inventavo telecronache dai più grandi stadi d'Italia (l'Europa neanche sapevo dove stava), me lo sognavo di tifare per una squadra con questo trend.
Capisco i Cragnottiani e i Lotitiani che invece hanno avuto un imprinting diverso.
Vedo però altrettanto chiaramente che ciò che è diventato il sultano grazie alla Lazio è pienamente conforme ad un progetto originario dove la Lazio era (ed è) il mezzo per far crescere il sultanato e non il contrario.
E a questo, nonostante il buon livello tecnico, non mi voglio più piegare.
La mia passione al servizio dei suoi trigligeridi non la metto più, e neanche ci riesco più.
Da qualsiasi angolazione la guardo questa "cosa" mi fa sentire ancora di più la mancanza della MIA Lazio.
Ma forse è solo la vecchiaia, la nostalgia dei tempi andati che ti fa ricordare bello quello che poi tanto bello non era.
Spero di guarire... e vedere il "male" andare via aiuterebbe.
Citazione di: italicbold il 31 Lug 2024, 12:42
Non generalizzate convinzioni che sono assolutamente ed esclusivamente le tue.
Magari i Fioriniani sanno benissimo che la "lazialità", gli "ideali" sono stronzate con cui lazialissimi laziali ci hanno largamente incul.ato nel corso dei decenni.
Quando bastava uno striscione aperto davanti la curva nord con "siete impagabili" dal più laziale dei laziali per farci andare fieramente, ma stoltamente, incontro a un camion lanciato in piena velocità in direzione opposta. Oppure lazialissimi calciatori lazialoni, che oggi pretendono di dare lezioni di dignità e ideali sono stati i primi a salire sulla prima scialuppa lasciandoci con una mano davanti e una dietro.
Pur di non morire siamo da più di dieci anni nella parte sinistra della classifica con una regolarità che non abbiamo mai avuto nel corso della storia secolare piena di ideali, di valori e dignità. Pensa, da qualche anno si va anche regolarmente in Europa. Mentre con gli ideali idealoni l'abbiamo dimenticata per quasi vent'anni. I valori, la lazialità.
Con cui ce l'hanno messa al cul.o spesso e volentieri.
Si puo' fare meglio? Si, si pûo' fare meglio. Ma in questi anni abbiamo alzato coppe e portaombrelli come non pensavamo più di saper fare. SI puo' fare meglio ? Si, si puo' fare meglio.
Ma sto cupio dissolvi sta solo nella capoccia di qualcuno e non corrisponde assolutamente alla realtà dei fatti.
non ricominciamo con le solite chiacchiere anche su questo topic. ce ne sono 100 altri
Citazione di: italicbold il 31 Lug 2024, 12:42
Non generalizzate convinzioni che sono assolutamente ed esclusivamente le tue.
Magari i Fioriniani sanno benissimo che la "lazialità", gli "ideali" sono stronzate con cui lazialissimi laziali ci hanno largamente incul.ato nel corso dei decenni.
Quando bastava uno striscione aperto davanti la curva nord con "siete impagabili" dal più laziale dei laziali per farci andare fieramente, ma stoltamente, incontro a un camion lanciato in piena velocità in direzione opposta. Oppure lazialissimi calciatori lazialoni, che oggi pretendono di dare lezioni di dignità e ideali sono stati i primi a salire sulla prima scialuppa lasciandoci con una mano davanti e una dietro.
Pur di non morire siamo da più di dieci anni nella parte sinistra della classifica con una regolarità che non abbiamo mai avuto nel corso della storia secolare piena di ideali, di valori e dignità. Pensa, da qualche anno si va anche regolarmente in Europa. Mentre con gli ideali idealoni l'abbiamo dimenticata per quasi vent'anni. I valori, la lazialità.
Con cui ce l'hanno messa al cul.o spesso e volentieri.
Si puo' fare meglio? Si, si pûo' fare meglio. Ma in questi anni abbiamo alzato coppe e portaombrelli come non pensavamo più di saper fare. SI puo' fare meglio ? Si, si puo' fare meglio.
Ma sto cupio dissolvi sta solo nella capoccia di qualcuno e non corrisponde assolutamente alla realtà dei fatti.
La penso esattamente così
Sono della generazione dei -9, ero giovane, quindi ho sofferto e (perché no) goduto in quegli anni, per poi vivere i miei 30 anni, gli anni della maturità, con la Lazio cragnottiana, senza scordare nulla però di quei più o meno 15 anni in mezzo, belli sempre e comunque.
Io appartengo pienamente alla generazione Lotito, mi sono iniziato ad appassionare al calcio con la nazionale campione del mondo e successivamente quindi alla Lazio di mio padre che è diventata poi Mia. Non sono stati anni fantastici ma dicerto neanche così complessi, la mia stima rimarrà per sempre per quei Laziali anni 80 che vedevano una Lazio così in difficoltà mentre dall'altra parte del tevere il periodo d'oro della loro storia. Siete stati e sarete sempre i veri eroi di questa società e tifoseria.
Sono un 85, ma della Lazio di Fiorini ne ho solo sentito parlare, visto spezzoni in video e VHS varie, mai "vissuta".
Avevo una coperta con l'aquila stilizzata di quand'ero piccolissimo, ma è tipo l'unico ricordo personale di quel periodo.
Quindi generazione Cragnotti, visto la Lazio ascendere, sofferto per la paventata cessione di Signori, mio idolo assoluto, ero cresciuto con le storie di papà e di mio nonno, la Lazio che non vince mai, Laziali per passione e sofferenza, il mito della squadra di Chinaglia e Maestrelli, Fascetti e i -9, insomma, visto che in famiglia si tifava tutti Lazio, riuscimmo a contagiare pure mamma a cui del calcio è sempre importato poco, però se poteva ci portava allo stadio o la seguiva con noi in tv.
I laziali con una certa età, che hanno quindi quell'esperienza più distante pre-Cragnotti sono spesso avvolti in questo fatalismo del "è così perchè è così", quindi capisco perchè percepiscano lo status quo come comfortevole.
Sfortunatamente non andai a Birmingham ma a Parigi, insistetti così tanto che papà fu costretto a portare anche me trovando un terzo biglietto in extremis (ancora non so quanto gli costò, e non credo me lo dirà mai), la serata fu quella che fu, ma posso dire di essermi abbastanza rifatto in termini di gioie sportive, pur con la sensazione che mancasse sempre qualcosa.
Durante l'anno dello scudetto ci eravamo trasferiti già a Bologna, e dovetti ancora una volta insistere per poter andare a Roma a vedere Lazio-Reggina, anzi, ricordo proprio che promisi ogni cosa, non avrei mai fatto assenze a scuola, avrei trovato un lavoro per ripagarmi viaggio e biglietto, ero pronto a farmela in treno da solo se serviva, ma me lo sentivo che non poteva finire nuovamente male, inspiegabile e irrazionale quanto si vuole.
Riuscì, infine, a convincere anche papà a prendersi un giorno e venire con noi, li il suo pessimismo cosmico scomparve, finalmente, alle 18.04 del 14 maggio 2000, era rimasto abbastanza impassibile durante i gol tranne quando uno sconosciuto della fila di fronte lo abbracciò al gol del 2-0, vederlo sorridere e condividere con noi un momento di gioia, per lui a quasi 50 anni era come tornare bambino e rivedere la Lazio campione, per me e mio fratello fu la prima volta, ma pensavamo, che illusi, che da li in poi fosse fatta, che ci sarebbero state tante altre vittorie, ci sentivamo invincibili perchè quella Lazio era veramente qualcosa di incredibile.
Penso che chi ha avuto la fortuna di vivere e godersi quel periodo senta lo scarto a prescindere dal fatto di vivere a Roma o da quello che fanno "gli altri", mi spiego, se vincessimo (o ci giocassimo, almeno) la Champions noi ci importerebbe qualcosa se loro si giocassero un'altra finale di EL (dio non voglia)?
Ecco, quindi i paragoni forzati con quelli sono appunto un veicolo con cui si esprime un certo stato d'animo, in ambito sportivo, le cause sono altre.
Però da tifoso, soprattutto nei tempi moderni, giocare "per partecipare" è abbastanza soffocante, in primis per i giovanissimi che ad una certa narrativa sono perfettamente impermeabili, quindi se gli parli di spareggi salvezza o rischio di fallimento non li raggiungi proprio.
Io, generazione Ugo Longo <3
Io non riesco a capire come fate a dire mi manca la mia Lazio.
La mia Lazio, la Lazio, ha vinto 3 a 0 contro una squadra tedesca.quale altra Lazio vi manca?
Perché se parlate di quando vi e' capitato di prendere il caffè da Vanni e avete incontrato Beruatto si parla di altro.
Porcavacca, presente in tutti e quattro i "fermi immagine" scelti da Fat e non solo in quelli, purtroppo e per fortuna, a seconda dei casi.
Io generazione Maestro (so' del '63 :(( ) e andavo spessissimo allo stadio con mamma e papà, compreso quel 12 maggio e quella dopo a Bologna
Sono un vdm, le ho viste tutte, vissute sempre fieramente,contro tanti da piccolo, da alcuni anni però non mi sento più rappresentato da questo figuro. :since :asrm
Classe (tardo) 1968, la mia...
Non ero allo stadio nel 1987 (per motivi chiari più avanti), ma mi colloco in quel gruppo...
Ricordo da bimbo la Lazio del 1974, ma poco altro. L'ho conosciuta meglio più avanti, come spiegherò, ma i primi ricordi che ho di quella Lazio (più di cronaca che di sport) sono legati all'assurda morte di Luciano e al disgraziato derby di Vincenzo.
Papà, Laziale tiepido, mi porta allo stadio raramente: ho tra i miei ricordi un biglietto di un Lazio-bari, incerto l'anno (credo fosse il 1980 o giù di lì). E questo spiega anche la mia storia di Laziale tiepido negli anni a venire.
La b, una classe di liceo con 4 Laziali (me compreso) e una maggioranza giallorossa che vinceva scudetti e giocava in Europa. Una convivenza relativamente tranquilla, a metà tra gli sfottò e il compatimento (con qualche indimenticabile rivalsa, tipo roma-Liverpool...).
Nel 1984, la Lazio di Giorgio presidente, con D'Amico, Laudrup, Giordano appena rientrato dall'infortunio ed il resto della truppa, mi conquista battendo il napoli (non ancora quello di Maradona, ma comunque una signora squadra) all'Olimpico.
Faccio l'abbonamento da aquilotto in Nord per l'anno successivo, disastroso... Non perdo una partita, sotto al diluvio col milan, seduto sul ghiaccio con l'inter, prendendo schiaffi dall'udinese in una sfida decisiva per la salvezza.
Alla fine di quel disgraziato anno, decido che basta... niente stadio, e seguirò la Lazio da lontano.
Mi riavvicino (ma sempre con poco stadio) dopo quel drammatico 1987, vissuto alla radiolina, a 90° minuto e Domenica Sportiva a tarda notte.
Calleri, una squadra finalmente solida che perdeva poco e vinceva poco (non a caso, Beppe Materazzi si guadagnerà il soprannome di "mister X").
Poi Cragnotti, e la Lazio entra nell'Olimpo dalla porta principale. Coppe Italia, Coppa delle Coppe, Scudetto (uno solo, purtroppo, un po' per demeriti della squadra ma soprattutto per "meriti" dello "zio Fester" di cui ancora ricordo l'esultanza sguaiata di Perugia '99).
Beppe Signori il mio giocatore preferito...
Vado talvolta allo stadio, più spesso la seguo dalle pay-tv dell'epoca.
Poi il default Cirio e l'inizio dell'epoca attuale.
In quel periodo, al lavoro conosco un Lazionetter DOC. Comincio a conoscere ed apprezzare questa comunità, e imparo ad essere più vicino alla Lazio di quanto non lo sia mai stato, e a conoscere meglio la Lazio del passato (a partire da quella di Maestrelli, che avevo solo sfiorato).
Eccomi qua, con uno dei due miei ragazzi appassionato di calcio e di Lazio (l'altro ha deciso che il calcio non gli interessa...). Allo stadio sempre poco per altri motivi, personali e non... ma sempre vicino alla mia Lazio.
Perdonatemi il post chilometrico, ma ho voluto raccontarmi, spero senza annoiare troppo... :)
SFL
Citazione di: Masters il 01 Ago 2024, 09:08
...non mi sento più rappresentato da questo figuro. :since :asrm
Guarda che a me non mi rappresentava nemmeno Cragnotti, o Chinaglia (persona discutibile nella vita privata).
l'Ultimo che mi rappresentava degnamente è stato Zoff. Ma i soldi, guadagnati in qualche modo, ce li metteva comunque Cragnotti.
Citazione di: Palo il 01 Ago 2024, 09:18
Guarda che a me non mi rappresentava nemmeno Cragnotti, o Chinaglia (persona discutibile nella vita privata).
l'Ultimo che mi rappresentava degnamente è stato Zoff. Ma i soldi, guadagnati in qualche modo, ce li metteva comunque Cragnotti.
Io invece mi sono sentito rappresentato da Lenzini, Gian Casoni, Calleri, Ugo Longo....