Citazione di: ranocchio il 21 Mag 2018, 15:15
Credo che la semplicità dei fatti sia sotto i nostri occhi da diversi anni e che non sia cambiata più di tanto in quest'ultima annata.
Il calcio a livello italiano ed internazionale è un business che si alimenta di un fortissimo indebitamento per sostenere la sua crescita.
Poiché dall'esterno del sistema arrivano capitali sempre più ingenti (petroldollari, banche d'affari e investimenti di paesi emergenti come la Cina) tutti gli elementi del business si inflazionano (cartellini, stipendi, commissioni agenti, diritti di rivendita, ecc...).
Le società che vogliono stare nel business non hanno altra scelta che indebitarsi e cercare di rendere sostenibile il debito attraverso
- i risultati e l'indotto economico che generano (i diritti tv su tutto);
- il calciomercato, in una logica circolare in cui si venda a tanto per ricomprare a tanto
Ovviamente il sistema è instabile e da quando sono entrati i venture capital a finanziarlo l'allarme per un possibile crack si è accentuato. E' da qui che nasce il fair play finanziario che agisce con logiche di sistema a livello generale e con logiche politiche a livello di club.
L'inflazione deve crescere vertiginosamente per tenere in piedi la baracca ma in questo modo si dipende sempre più da capitali esterni che operano come speculatori puri. Il Milan ad esempio è stato ipotecato ad Elliott, che in caso di insolvenza lo gestirà per drenare il suo credito e poi rivenderlo.
In questo sistema non si sta con un piede dentro e uno fuori. O si gioca la partita o si sta fuori e si trova una dimensione da outsider anch'essa funzionale a qualche interesse privato (i profitti della famiglia Pozzo o di De Laurentiis, gli interessi commerciali di un brand o di un gruppo, la visibilità personale, ecc...)
Anche stando dentro lo si fa al livello che si può. I nostri odiati dirimpettai lo fanno con minori possibilità della Juventus. Ma stando dentro il sistema si può sperare di colpire il bersaglio grosso.
Ovviamente questo si riflette anche negli elementi mediatici. Si pagano gli spazi editoriali sui media per avere quantità e qualità in termini di copertura. Non è che parlino poco e male di noi per antipatia o per un disegno occulto. Questo innesca un'accelerazione anche sulla valutazione dei cartellini, sul seguito di tifosi e simpatizzanti e conseguentemente sui meccanismi politici di supporto.
E perché no anche su alcune designazioni e alcune direzioni arbitrali dove se non c'è malafede (come io penso) c'è interesse tattico e/o di carriera che gli assomigliano molto. Anche questo contribuisce al piazzamento finale.
Noi siamo fuori per scelta. La società è gestita bene in relazione alla sua dimensione di outsider. Anche se fossimo andati in CL non avremmo scardinato proprio nulla. Semplicemente ci saremmo goduti qualche partita di altissimo livello. Se anche il Milan fallisse lo comprerebbe un fondo che lo rivenderebbe a qualcuno che ha voglia di entrare nel sistema.
Ma Milinkovic lo dovevi vendere comunque perchè una partecipazione alla CL non ti permette di offrire 5 milioni o più a SMS. Per cambiare dimensione devi giocare la partita.
Ne vale la pena ? La società ha già risposto senza esitazioni. No.
Quindi se una scelta abbiamo come tifosi è molto semplice. Tifare questa Squadra con passione e augurarci che l'abilità di Tare e un gruppo forte e motivato ci facciano rivivere annate come questa.
Magari con un punto in più per poter vivere l'emozione della CL.
Forza Lazio
Condivido l'analisi, ma io credo che la Lazio sia anche obbligata a rispondere NO.
Dubito fortemente che ci sarebbero tutte le chiusure di occhi da parte del sistema e tutta la rete di aiutini reciproci da parte di chi partecipa "al giro" se fossimo noi ad avere i 190 milioni di debito.
Chiaramente non c'è riprova, ma negli ultimi 15 anni mi sono fatto la strana idea che - grazie ad un intricata rete di concause tra cui ci sta la traboccante simpatia e l'intrallazzo politico di Lotito, i nostri neofascisti, il fatto di essere banalmente la squadra nemesi di un gruppo molto forte a livello di informazione, più tante altre cosette - il sistema molto semplicemente ci respinga scientemente ogni volta che proviamo a farne parte.
Altrimenti torniamo al pensiero di Fish Mark, per cui basterebbe fare i debiti e saremmo come l'Atletico Madrid, ma Lotito non vuole farlo perché è pigro e un po' stro
nzo e forse pure della roma.
Semplicistico, a dir poco.
Ah, dopo quest'anno sono anche io sicuro che la nostra dimensione sia questa e che del giro non faremo mai parte. Ma non è perché non ci indebitiamo a ruota libera (il fatto che non lo si faccia a mio parere è risultato e non causa della nostra dimensione). Se potessimo farlo lo faremmo. Ma a quel punto lo farebbero tutti. Mentre è oggettivo che non tutti lo fanno, perché non tutti possono farlo.