Giornalisti che parlano di Lazio....

Aperto da gentlemen, 30 Apr 2014, 19:04

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sor greguccio

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Rivendico il diritto di poter ascoltare e criticare qualsiasi cosa sia di dominio pubblico. Questa radio ha una linea editoriale obliqua, ma sono stati presi in contropiede dai ragazzi della Nord, che invece di proseguire nella contestazione hanno radicalmente cambiato perseguendo la linea del cuore. Sono davvero imbarazzanti i commentatori zappulla e c. In confronto.

Brixton

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Citazione di: neogrigio il 03 Ott 2016, 21:32
quest'anno con La Penna al mattino, al posto di Piscedda che mi piaceva, c'è Pino Wilson.
mi ha stupito positivamente: è meno pretestuosamente negativo di quanto mi aspettassi

Si, in effetti avevo dimenticato Wilson (e ci metterei anche Giordano) tra quelli ascoltabili.

Alex_k

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Citazione di: coppadellealpi1971 il 03 Ott 2016, 21:53
Abate e' creatura della Turco, nel senso che grazie alla trasmissione della brava francesca ha avuto modo di trovare un ottimo e stabile lavoro a Roma. Non e' tifoso laziale perché' e' di reggio e questo non sarebbe un problema.. e' chiaro che il rancore verso Lotito e' talmente forte che ce lo dimostra ogni giorno.

Uno che definisce Cataldi come capitan futuro e che si riferisce a noi con l'aggettivo formellese è 'na fogna romanista. Lotito in questo c'entra poco.

Il nostro Giorgione

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Abbate é nemico giurato di L. sin da quando il nostro lo fece cacciare a calci in cul"o. da Formello nel 2011. Il "giovane" pubblicista - che non è calabrese, credo, ma messinese, benché sia iscritto all'ordine della Campania - aveva fatto una domanda sulla vicenda Edileuropa. Allora era in forza a Repubblica......

Ovvio che Abbate smetterà di parlar male della Lazio solo quando L. sarà morto o ad Alcatraz. Nel frattempo, la merd.a. spalata sulla Lazio è soltanto un piccolo (per lui) incidente collaterale.

Io non condivido l'opinione di molti che annettono l'intero palinsesto di R6 alla cosiddetta cornice marcia. Però Abbate non è alimento digeribile e quando interviene in determinati spazi i dubbi mi vengono.

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TheVoice

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Citazione di: Alex_k il 03 Ott 2016, 22:01
Uno che definisce Cataldi come capitan futuro e che si riferisce a noi con l'aggettivo formellese è 'na fogna romanista. Lotito in questo c'entra poco.

Mammagari lo fosse.
Qualche giorno fa ho avuto il piacere (?) di ascoltare il nostro assieme a Buzzanca.
Disquisivano sul fatto che le redazioni dei giornali facciano seguire la Nazionale in prevalenza a giornalisti riomisti.
Passati poi al fronte locale (Lazio - rioma) Abbate ha detto testualmente "A me la rioma non la fanno seguire per il mio viscerale antiromanismo".

Andattene affanculo da dove sei venuto no, eh?

Paladino68

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Citazione di: Biafra il 03 Ott 2016, 20:51
Credo lavori per il messaggero,forte accento calabrese, non che sia un difetto eh,
invitato fisso su radiosei dove oggi l'ho sentito per l'ennesima volta spalare palate di merd sulla Lazio,

In fondo lo scemo sono io che m'ero sintonizzato su radiosei sperando di trovare una trasmissione gasata per il terzo posto e la bella partita di Udine...

invece mi trovo sto tizio e l'ancora più atroce conduttore che tutto eccitato faceva risatine isteriche mentre il tizio con l'accento calabrese faceva il suo show sparlando di tutto avesse a che fare con la società...

Ma che c'entra sta gente con la Lazio?
Ma chi sono? Che vogliono?

Credo che dopo la partita di sabato non ci sia un Laziale che nn sia contento per come stanno andando le cose,
accendo la radio e mi trovo sta lagna oscena, una tristezza unica...

Bah, da domani solo e sempre musica  8))

Ho messo Radiosei durante la pubblicità su un'altra radio ed ho ascoltato 40 secondi di questo Abate. Urlava che Tare ha fallito anche quest'anno perché con la vendita di Candreva ha aveva i "sordi da spendere" é c'ha comprato Leitner, Luis Alberto e Wallace. Ovviamente pretestuoso perché Immobile e Bastos non li ha nominati. Irritante il tono quasi urlato e falsamente ironico. Poi ho cambiato pensando che ormai anche loro hanno fatto il loro tempo.
Per completezza sulla stessa radio,  la mattina, La Penna e Wilson, il pomeriggio Pantano fanno discreta Radio. Per il resto mi tengo a distanza. Perfino quelli della Nord quest'anno hanno invertito bruscamente rotta. Altri finiranno per fare radio da soli.

Neal

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Citazione di: LazialEtrusco il 03 Ott 2016, 21:25
tu non puoi capire quanto mi piace la pizza
c'è un posto dalle mie parti che la fa da schifo, continuo ad andarci e fa sempre più schifo e mi sento pure strano quando torno a casa. Magari utilizzano pure cibo scaduto per farla
ma io continuo ad andarci e non posso lamentarmi
al contrario, forse, dovrei smettere di frequentare quella pizzeria

Il problema è che, pure se io non ci vado, in quella pizzeria ci vanno molti amici miei e che, con i lassativi nel pomodoro, li fanno sempre tornare a casa presto.
Così facendo, i maledetti pizzaioli mi rovinano la serata e svuotano un bel posto che frequento.


Tyler87

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Citazione di: DajeLazioMia il 03 Ott 2016, 21:03
Adesso arriva qualcuno "il problema sei tu che te li ascolti".
Per me il problema sono loro che parlano di Lazio, non un tifoso che magari ogni tanto ha voglia di sentire un po' di radio per sentir parlare di Lazio.
Questi sono la rovina. Troppi danni hanno fatto e fanno.
Dovrebbero essere, se sei onesto e Laziale, 2 settimane di FOMENTO per riempire lo stadio. Invece no, non si può pretendere.
Chiedo a chi ascolta le radio: c'è qualcuno in giro che in  questi gior i sta spingendo per creare un po' di atmosfera positiva?

Discreta c'è 'I Laziali sono qua' su Elleradio 88.100 la mattina dalle 10 alle 13. Trasmissione tifosa, simile alla "Voce della Nord". Senza esperti del "so tutto io", atteggiamento tendente al positivo,molto antiromanista.

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angeloadamo

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Un'idea cosi' che mi e' venuta leggendo il topic (e tanti altri simili), solo un pensiero ad alta voce.

Magari un giorno ci sara' la radio di Lazionet. Sai che figata

Bambino

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Citazione di: angeloadamo il 03 Ott 2016, 22:17
Un'idea cosi' che mi e' venuta leggendo il topic (e tanti altri simili), solo un pensiero ad alta voce.

Magari un giorno ci sara' la radio di Lazionet. Sai che figata


ma che sei matto?? e chi la seguirebbe??? troppa lazialita',  critiche costruttive, sostegno alla squadra sempre, in questo momento è poco laziale... 8)

charlie

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Chiama in diretta, fai nome e cognome del giornalista e digli chiaramente che boicotterai loro ed i loro sponsor.
Fai che lo fanno una decina di persone al giorno.
Vedrai come cambia sinfonia.

ES

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Quella radio andrebbe eliminata fisicamente dall'etere, sottolineo dall'etere, non sto incitando alla violenza.

Poiché la Lazio si è dimostrata incapace, incompetente, nello svolgere questo lavoro che riporterebbe serenità e pubblico allo stadio, spero nella curva Nord.
Io non c'ho più l'età per fare ste cose.

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angeloadamo

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El Matador

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Studio sulle rose più costose nei 5 principali campionati d'Europa.
Ci sono tutte le posizioni delle squadre italiane, ma per il corriere noi non esistiamo.

http://www.corriere.it/sport/cards/classifica-rose-piu-costose-d-europa-vince-manchester-united-juventus-settima/manchester-united-718-milioni_principale.shtml

In realtà siamo al 30° posto.

http://www.football-observatory.com/IMG/sites/b5wp/2016/159/en/



Sbadati?

COLDILANA61

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Vorrei segnalare tale Furio Fedele .
Milanese , milanista , CdR .


Lo ascoltavo fare un panegirico sull'imprenditore di Tor Tre Teste .

Secondo sto genio anche NOI laziali lo ammiriamo e stimiamo .

Se non lo sapevate , sapevatelo *.

* Volutamente sbagliato per i cog/ioni amici dell'oste e di questo analfabeta (sportivo) .


Dusk

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Citazione di: Il nostro Giorgione il 03 Ott 2016, 22:04
Abbate é nemico giurato di L. sin da quando il nostro lo fece cacciare a calci in cul"o. da Formello nel 2011. Il "giovane" pubblicista - che non è calabrese, credo, ma messinese, benché sia iscritto all'ordine della Campania - aveva fatto una domanda sulla vicenda Edileuropa. Allora era in forza a Repubblica......

Ovvio che Abbate smetterà di parlar male della Lazio solo quando L. sarà morto o ad Alcatraz. Nel frattempo, la merd.a. spalata sulla Lazio è soltanto un piccolo (per lui) incidente collaterale.

Io non condivido l'opinione di molti che annettono l'intero palinsesto di R6 alla cosiddetta cornice marcia. Però Abbate non è alimento digeribile e quando interviene in determinati spazi i dubbi mi vengono.


La malafede della linea editoriale sta nel fare intervenire questa persona. Che manifesta squilibrio emotivo e odio puro, quando si parla di Lazio, sempre e costantemente. Non è particolarmente brillante, non è particolarmente dotto, non ha conoscenze calcistiche particolari, né altro che possa minimamente costituire un minimo di giustificazione per la sua presenza. Si limita a insultare e prendere in giro la Lazio dall'inizio alla fine dei suoi interventi. Ripeto, oltretutto con un tono tutt'altro che professionale o distaccato.
In oltre 30 anni di vita avrò incontrato giusto due o tre romanisti (su una miriade) odiare la Lazio più di lui.
Avevo un collega di lavoro, romanista, scartato dalle giovanili della Lazio (una trentina d'anni fa) dopo un infortunio: nonostante sia stato lasciato letteralmente a piedi dalla Lazio in un momento di difficoltà, e nonostante non faccia mistero della sua passione per la seconda squadra della Capitale, non aveva un centesimo del livore che ha il messinese in questione.

robylele

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Citazione di: Dusk il 05 Ott 2016, 18:00

non è particolarmente dotto

pensa che lo preferisco ad Abbate.

(per esperti)   :))

pan

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tutto giusto, me sta sul cacchio pure a me dalla prima volta che l'ho visto ed ascoltato. però vi prego basta mettere l'accento sul fatto che non è di Roma, perché non c'entra niente col suo livore.

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Ranxerox

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Citazione di: Dusk il 05 Ott 2016, 18:00

La malafede della linea editoriale sta nel fare intervenire questa persona. Che manifesta squilibrio emotivo e odio puro, quando si parla di Lazio, sempre e costantemente. Non è particolarmente brillante, non è particolarmente dotto, non ha conoscenze calcistiche particolari, né altro che possa minimamente costituire un minimo di giustificazione per la sua presenza. Si limita a insultare e prendere in giro la Lazio dall'inizio alla fine dei suoi interventi. Ripeto, oltretutto con un tono tutt'altro che professionale o distaccato.
In oltre 30 anni di vita avrò incontrato giusto due o tre romanisti (su una miriade) odiare la Lazio più di lui.
Avevo un collega di lavoro, romanista, scartato dalle giovanili della Lazio (una trentina d'anni fa) dopo un infortunio: nonostante sia stato lasciato letteralmente a piedi dalla Lazio in un momento di difficoltà, e nonostante non faccia mistero della sua passione per la seconda squadra della Capitale, non aveva un centesimo del livore che ha il messinese in questione.

Più che giornalismo sportivo fa gossip spicciolo. È il re del pettegolezzo sulla Lazio.

bak

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"Complice!", "Gufo!": l'assurda battaglia degli insulti sui social. Ridateci il bar dello sport

di Vincenzo Cerracchio

Se fossi ancora un giovane cronista di quotidiano proporrei al mio direttore – per ingannare il tempo di questa sosta inopportuna – un servizio su quel singolare e stupefacente fenomeno che prospera sui social tra i tifosi della Lazio e che si potrebbe definire banalmente "dell'insofferenza per l'altro". Ove "l'altro" non è il romanista o lo juventino. L'"altro" è il laziale che non la pensa come te.
Siccome molti di voi non la penseranno come me, sarò anch'io l'"altro" alla fine di questo articolo. Sarò il laziale spurio, peggio il sedicente laziale, peggio il laziale presunto, peggio il "troll" – oddìo si dirà davvero così? – giallorosso infiltrato nei forum per seminare zizzania. O per rivelare, maledetto giornalista, notizie falsificate apposta, amplificate ad arte o che andrebbero tenute segrete, anche se basta aprire facebook o twitter per trovarle spiattellate, spesso accompagnate da illazioni e bassezze di ogni sorta. Una specie di tutti contro tutti.
Ripensandoci... se fossi un giovane cronista lascerei perdere. Scriverei dei giocatori fagocitati dalle nazionali, di Basta che recupera e di Strakosha che contende il posto tra i pali a Marchetti. Ma credo che ci sia bisogno di persone  – persone che vogliono bene alla Lazio punto e basta – le quali fermino un attimo la giostra e facciano scendere tutti prima che prenda troppa velocità, rompa i freni e sfracelli definitivamente i cervelli residui. Ed è solo con questo intento che continuo il ragionamento.
Ho un osservatorio privilegiato da cui guardare, lo ammetto. Perché i miei amici che vanno allo stadio, e anche in trasferta quando capita, sono più o meno dello stesso numero di quelli che promettono di non andarci finché ci sarà Lotito. Perché è di questo che sto parlando, lo avranno capito anche gli ingenuotti: non ci si insulta più tra laziali e romanisti. Non ci si denigra neanche più nel nome che sappiamo (che sempre soggetto sottinteso resta...) bensì nel nome – niente di meno che – della lazialità. Ovvero se siano più laziali gli uni o gli altri delle due fazioni contrapposte. Qualcuno ricorderà, quando studiammo la storia di Dante Alighieri, che non c'erano solo guelfi contro ghibellini a Firenze, ma pure guelfi bianchi contro guelfi neri. Ecco nel campo dell'attuale tifo laziale, le sfaccettature potrebbero assumere tutti i colori dell'iride...
Dunque cosa accade? Chi va allo stadio accusa i contestatori di avere ormai un legame incestuoso con il proprio divano e una passione insana e morbosa per le pantofole sfondate. Chi non ci va accusa i viandanti del pane e frittata di fare il gioco della dirigenza ovvero di complicità nel prolungare un'agonia che potrebbe durare all'infinito, facendo sparire generazioni intere di (ancor giovani) potenziali tifosi. Il brutto è che nessuno crede – come credo io, conoscendo bene gli uni e gli altri – alla pura e semplice buona fede. Perché ormai si vive nel sospetto,  nella pericolosa sindrome da "pensiero unico", si milita in un partito "politico" dove chi è contrario o chi tradisce va fatto fuori (bannato, si dice così?) dalle discussioni, isolato, deriso, sbeffeggiato ed esposto al pubblico social-ludibrio. Ho letto tweet di insospettabili facinorosi, al secolo incravattati professionisti. "Sei complice!", "E tu sei un gufo!" Sono rimasto allibito per chi conosco, lo confesso.
E allora, dico a voi, vi dispiace scendere un attimo dal preconcetto? Poi ci risalirete per carità.  Però alla stragrande maggioranza dei miei amici che vanno allo stadio, di Lotito non può fregare di meno, non lo considerano proprio e se andasse via domani stapperebbero champagne. E i miei amici che allo stadio rinunciano ci tornerebbero anche a piedi scalzi, bruciando divano, pantofole e abbonamento al calcio tv, se solo Lotito accettasse di intavolare una trattativa qualunque per farsi da parte.
Direte: sì, vabbè! Ma quanta gente all'Olimpico invece non ci va perché deve posteggiare lontano? E si nasconde dietro l'antilotitismo? Penso una minoranza, che sbaglia ma che comunque va rispettata. Sbaglia non perché il tifo deve superare ogni ostacolo (c'è chi non ce la fa fisicamente e chi ha il portafogli vuoto, checché ne dica l'Istat) ma perché è diventato lui stesso ingenuamente ingranaggio di quel meccanismo "di potere" che predica il calcio lontano dagli stadi, soldi solo alle tv e dalle tv alle società in un sistema di mutua assistenza e generale arricchimento di chi governa. Ci avete fatto caso che i presidenti ormai lasciano solo per limiti di età? Ricordate quando li chiamavano i ricchi scemi? Ora sono ricchi e basta. E non mollano l'osso, statene certi. Andare allo stadio almeno ogni tanto vuol dire quasi quasi fargli un dispetto!
Il tutto con la benedizione dello Stato. Meno tifosi, meno ressa. Più barriere, più abbandono del campo dei ragazzi, dei bambini verso divertimenti casalinghi, magari qualche alienante videogioco. Meno poliziotti in strada, più straordinari risparmiati.
Scendete dalla giostra e pensateci. Pensiamoci. Che tutta questa acredine, questo insultarsi, questo prendersi per i fondelli, questa "prevalenza del cretino" che a volte sfocia in comportamenti bulleschi, violenti sia pure solo a parole, questa intolleranza – chiamiamola per nome – non fa che il gioco altrui.  E' già accaduto a ben tragici livelli politici nei cosiddetti anni di piombo, giovani messi ad arte gli uni contro gli altri.
Questo contesto divide, nel nostro caso, un popolo sviluppatosi dal 1900 lungo percorsi diametralmente diversi, quello dello spirito sportivo, dell'amicizia e della solidarietà. Con uno stile che stiamo disperdendo nel nome e per conto di chi laziale non è, di chi della Lazio non è mai importato nulla.
Non ho proposte rivoluzionarie da fare. Pareggio 0-0 e ne sono contento, anzi fiero. Magari 2-2 perché un paio di gol vorrei averli segnati. Perché sono idealmente nato in piazza della Libertà e per me ogni laziale vale un altro, non ce n'è uno migliore di un altro. Viva chi va allo stadio e viva chi non ci va, specie se il motivo è nobile e costa identico sacrificio. Detesto solo chi manipola la nostra storia sostenendo che sempre Laziotta siamo stati – niente di più falso, rileggetevi le classifiche e soprattutto i contesti! –  e dovremmo quindi accontentarci per l'eternità di esserlo.
Potrei aggiungere, l'età me lo consente: ai miei tempi... Beh ai miei tempi c'erano lo stadio e il bar, quasi sempre il bar dello sport. E si litigava e ci si riabbracciava nello stesso spazio fisico e temporale, perfino tra laziali e romanisti seduti fianco a fianco in tribuna. Contavano il contatto visivo,  l'adrenalina, l'emozione e alla fine il buon senso. Oggi dietro alla tastiera ci sono leoni, asini e altri animali virtuali. Soprattutto c'è la giungla del nonsenso da cui sottrarsi in fretta. Ora conta la Lazio. E quando vince, credete a me, gode pure chi è lontano mille miglia. Perché al cuore non si comanda, questo almeno dovremmo averlo imparato...




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