Citazione di: JoeStrummer il 24 Giu 2026, 11:40No Lazio, no party.
La Lazio è stata l'occasione della sua vita, un bene collettivo e sociale che muove sentimenti irrazionali di centinaia di migliaia di persone. Una fonte di visibilità e potere eccezionale.
Se la Lazio fallisce perchè perde la sua fanbase, lui ritorna nell'oblìo, con ignominia per giunta.
Chi ci rimette: tutti, in primis noi che perdiamo l'oggetto della nostra passione. Ma dal mio punto di vista, arrivati a questo punto, il volere di una sola persona, anche se in forza del diritto di proprietà, non può prevaricare quello di una moltitudine o quantomeno ed è comunque immorale che non ne tenga neanche conto con delle azioni concrete, come investire risorse proprie( Sensi) o cedere parte di sovranità in cambio di risorse( Percassi, Stirpe).
Per me stiamo dimenticando un assunto che proprio perché è sempre esistito nel calcio adesso fatichiamo a interpretarlo dato che la nostra situazione è un "unicum".
Un presidente in difficoltà economiche (lato società) e con la stragrande maggioranza di persone contro che si ostina a non mollare, indipendentemente dal ridimensionamento e le difficoltà che incontrerà.
Uno scenario totalmente insensato perché nessuno accetterebbe di ritrovarsi nella situazione di rischiare di distruggere il proprio asset dovendone fare le spese sia economicamente che socialmente (e avendo un ruolo pubblico bisognerebbe anche capire che tipo di ricaduta avrebbe a livello personale).
Chiunque avrebbe venduto e incassato e passato la patata bollente ad altri, lui no: evidenza del fatto che per lui la Lazio è uno status che prescinde dai risultati e dal consenso. Ha paura che perdendolo possa poi ritrovarsi a dover ricostruire un'intera carriera senza peraltro più lo scudo dai nemici che si è fatto nel frattempo.