Trovata su FB. Risposta molta carina data a Dragoni da Fusignano (ennesima sciarpetta giallorotta al collo di un romano-derroma). È lunghissima ma vale la pena leggerla ...
Caro Gianni Dragoni
Leggo spesso con particolare interesse, soprattutto professionale, ancorché passionale, le tue analisi sull'aspetto finanziario calcistico.
La tua ineccepibile dissertazione di mesi or sono sullo stato drammatico in cui versa la seconda squadra della Capitale (quella nata dopo, per fusione di circa 14 clubs), con un bilancio continuamente sotto art. 2447 del Codice Civile e che solo i premi champions, le ricorrenti capitalizzazioni e le straordinarie plusvalenze salvano dalla sua applicazione, è stato un unicum nel mondo mediatico nazionale.
Oggi però mi trovo davanti ad un tuo nuovo spunto a cui non ho potuto fare a meno di evidenziare alcune stonature. Parliamo dell'offerta del Presidente della SS Lazio Claudio Lotito per una probabile acquisizione di Alitalia, di una sua parte ovviamente.
Come nelle mie corde seguo la timeline del tuo scritto per sollevarti le mie umilissime obiezioni.
"Lotito senatore per una notte". Si, diciamo che nella sua verità si cela un po' il leitmotiv di tutto il tuo pezzo, paragrafo dopo paragrafo è un continuo ricorrere a delle battutine che isolatamente fanno anche sorridere ma una volta arrivati in coda danno una nettissima sensazione: quella di una antipatia personale di chi scrive nel personaggio Lotito, ma anche qui dai, ci torniamo alle occasioni giuste.
Andiamo alle cose concrete. La prima: "Lotito, da oggi pretendente all'Alitalia (con quali disponibilità non si sa)". Beh, il giornalista sei te. Scrivere questo equivale a voler solo aumentare il numero di battute sulla tastiera perché in particolare se il giornalista in questione oltre tutto scrive pure sulla testata principale nazionale di economia e finanza mi aspetto che proprio da queste pagine arrivi il "come fa". Dire "non si sa" è più da commentatore della strada sui social, posso accettarlo da un tweet di un tifoso (come me), altrimenti si insinua un tarlo nel mondo della comunicazione sulla capacità effettiva di un imprenditore di ottemperare a quello per cui si è proposto. E mi ripeto, se accade sulla testata economico-finanziaria nazionale per eccellenza assume anche una gravità maggiore considerati gli interessi immensi che gravitano intorno all'affaire Alitalia.
Quanto alla transazione "salva Lazio" mi pare di ricordare chiaramente che andare in Agenzia Entrate e transare una posizione debitoria rateizzandola il più a lungo possibile sia non solo qualcosa che esiste dalla notte dei tempi ma qualcosa a cui tutti noi commercialisti spesso ricorriamo quando nostri clienti, seppur piccolissimi a confronto, hanno una situazione paritetica. Poi, perdonami, ma non mi pare che la Lazio abbia ottenuto alcun beneficio a discapito del bene pubblico (perché cosi è qualsiasi debito fiscale). Alla Lazio non è stato fatto alcuno sconto e si stanno pagando, con regolarità certosina debito, sanzioni e interessi legali. Il tutto, lo reitero, per il bene pubblico. Al contrario di chi ha pensato bene di far brillare la baracca e ricominciare da zero con una nuova struttura, senza macchia e senza pretendenti alle porte, ma riuscendo tuttavia a portarsi dietro i titoli e le coppe.
Mi spiego meglio, per quello che scrivi tu il paradosso è Lotito che ha spalmato il debito e non qualche club che è andato fallito, non ha pagato ne creditori e ne fisco (il bene pubblico, ricordi?) ma che addirittura con le nuove società si porta dietro il "palmares" di quelle ormai andate in ceneri.
In tutto questo tralascio la tua seconda battutina. La seconda squadra della Capitale per tifosi ed elettori. Anche se l'ultimo termine lascia perplessi perché le squadre di calcio vengono misurate per fatturato, per bacino di utenza e per tifoseria. Non per numero di elettori. A cosa ti serviva portare l'attenzione su questo termine? Perché francamente ricordo tantissimi tifosi laziali che non hanno mai necessariamente portato il tifo in cabina elettorale, votando serenamente da Storace a D'Alema, tanto per citare un paio di politici tifosi della "prima squadra della Capitale per numero di elettori".
Ah, scusami... Sempre per ricordati, come detto in capo a questa mia, che quelli che chiami "primi" uscirono fuori da una mega-fusione che coinvolse oltre una dozzina di clubs. Cioè come se tu oggi prendessi un egual numero di formazioni di Serie A, le mettessi insieme, formando di fatto una sorta di nazionale, perché da 12-14 squadre 11 giocatori ultra buoni li trovi (e scusami se non sono preciso su questo dato numerico ma mi sono perso unendo i puntini del disegno di fusione), e poi ti ritrovi con questa "nazionale" che nella sua storia ha vinto pure di meno della povera Lazio. La quale in Europa ha scritto il proprio nome in ben due tornei ufficiali UEFA. E che proprio con l'attuale presidenza ha operato il sorpasso numerico in trofei (vincendone sei dei 15 totali).
Ma vado avanti e arriviamo ai numeri. "La Lazio ha dichiarato i conti in attivo... grazie alle plusvalenze". Ebbene, ti prego Gianni, nominami un solo club di Serie A, uno soltanto, che negli ultimi 15 anni non ha chiuso il bilancio in utile "grazie alle plusvalenze". Perché anche qui mi pare che tu stia sottolineando il solito paradosso al contrario. Cioè, Juventus, Napoli, Roma, per andare a Genoa, Atalanta, financo al Chievo (ahem...) hanno i loro bilanci che quando chiudono in utile, lo fanno grazie alle plusvalenze appunto e quando chiudono in perdita, hanno una perdita più esigua sempre grazie alle plusvalenze. Allora spiegami caro Gianni dove sta la particolarità del bilancio della SS Lazio. E ti vado a dare anche un supporto numerico a questa mia obiezione, supportata da una tabella apparsa sulla Gazzetta dello Sport e riportata anche da Calcio e Finanza, lo scorso aprile.
Vado in ordine alfabetico:
Atalanta. 26.7 milioni di utile con 45.5 milioni di plusvalenza
Bologna. 4.8 milioni di perdita con 26.1 milioni di plusvalenza
Chievo, si quelli penalizzati, loro. 0.3 milioni di utile e 24 milioni di plusvalenza
Fiorentina. 37.1 milioni di utile con 87.2 milioni di plusvalenza
Genoa. 11.7 milioni di perdita con 27.5 milioni di plusvalenza
Inter. 17.8 milioni di perdita con 49.1 milioni di plusvalenza
Juventus. 19.2 milioni di perdita con 93.9 milioni di plusvalenza (!!!)
Milan. 126 milioni di perdita con 34.7 milioni di plusvalenza (!!!)
Napoli. 6.4 milioni di perdita con 30.2 milioni di plusvalenza
Roma. 25.7 milioni di perdita con 53.9 milioni di plusvalenza (!!!)
Sassuolo. 4.1 milioni di utile con 17 milioni di plusvalenza (e 15 milioni di sponsorizzazioni, il top in Serie A, ma questo per te non è un paradosso)
Torino. 37.2 milioni di utile con 71.2 milioni di plusvalenza.
Tralascio gli altri ma nel 2017/18, al netto di Crotone e Spal, tutte hanno chiuso il bilancio in questo "paradosso". Perciò continuo a non capire dove sta l'eccezionalità della Lazio. Spero me lo spiegherai accuratamente.
Argomento debiti. "Malgrado l'attivo la Lazio ha un indebitamento in aumento". Eh, e dove starebbe anche qui la straordinarietà? Scusami ma parlo sempre da commercialista, proprio perché la Lazio ha incrementato ricavi, fatturato, utili, si anche le plusvalenze, vuol dire che ha lavorato per crescere e la crescita passa sempre dall'indebitamento, ce lo insegnavano al primo anno di Economia & Commercio. Con l'indebitamento le aziende crescono e si sviluppano. Perché l'indebitamento è la "fonte" dopo il Patrimonio Netto di tutte le risorse dell'azienda.
Chiudi il paragrafo con "Lotito non è tenuto ad aprire il portafoglio per ricapitalizzare". Beh, caro Gianni, anche qui mi sembra di vedere un tuo "impuntamento" senza alcuna base. Perché fino a prova contraria nel calcio le società che ricorrono alla ricapitalizzazione sono quelle con grossi problemi di perdite, l'art. 2447cc nominato. E solo loro! E se vuoi in quell'elenco di prima ne troviamo tantissime in quella situazione. La società sta bene ma quello che da fastidio è che Lotito non è tenuto a ricapitalizzare.
Chiudiamo con l'ultima nota, anche perché i bilanci, quelli dei miei clienti, mi chiamano. "Stipendi pagati con tre mesi di ritardo". Non è scritto da nessuna parte che Lotito stia pagando con tre mesi di ritardo, ma il bilancio giustamente sottolinea quello che è consentito dalle norme NOIF, cioè che ogni club ha il trimestre solare per regolarizzare la posizione debitoria con i propri tesserati. Altrimenti scatterebbe un punto di penalizzazione automatico. E tutte le squadre utilizzano questa norma per mantenere l'efficienza del proprio cash-flow. Pensa, anche e soprattutto quella che tu chiami la prima squadra della Capitale, che poi... sarebbe la seconda!
Giuseppe Vasapollo