Mi raccomando: non fate l'errore nell'usare la parola "giornalisti", perché se è vero che a Roma "regalano" i "tesserini", noi abbiamo il cervello per poter distinguere tra:
coloro che fanno il "copia ed incolla";

quelli che "farfugliano" e che, oltre al difetto labiale, non riescono ad articolare una frase di "senso compiuto";
i "pennivendoli" (sia della carta stampata che "gestori di sitarelli raccogli pubblicità" al soldo della "combriccola di turno";

gli "inquisiti" e "falliti professionalmente" (mi limito in questa sede ad astenermi sul valore della persona...);

gli "eterni vomitatori di veleno" (soprattutto via etere: è dura non avere niente in cambio, vero poveracci?...);

quelli "veramente bravi" (allo stato attuale i romani si contano sulla punta di una mano con il moncherino, mentre quelli a livello nazionale sono molti di piu'...), capaci cioè di fare il mestiere con oculatezza, spirito di verità e di rispetto dell'amor proprio e del codice deontologico: in poche parole, quelli che non si vendono per un osso, una ciotola di latte ed un piatto di lenticchie rancide...

Forza Lazio