Giornalisti che parlano di Lazio....

Aperto da gentlemen, 30 Apr 2014, 19:04

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ES

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Oggi non sarebbe complicato, attraverso i social, organizzare una campagna di boicottaggio contro zazzaroni. Non posso farlo io, servirebbe un gruppo portante.
Avevo già chiesto a qualcuno della Nord che scrive qui se fosse possibile difendere la Lazio da questo sciacallaggio e da questa nuova politica di melma che ha assunto il cds col nuovo direttore.

Ma vedo che loro sono impegnati con le prime dieci fila, noi a scrivere trattati sociologici.

Quindi, tutto a posto, si continua così, a lamentarci senza fare nulla.

Scusate, io quando si parla di Lazio sono terra terra, difendo la Lazio, cerco di passare oltre ciò che non è funzionale.

Nesta idolo

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Citazione di: ES il 23 Ago 2018, 12:21
Oggi non sarebbe complicato, attraverso i social, organizzare una campagna di boicottaggio contro zazzaroni. Non posso farlo io, servirebbe un gruppo portante.
Avevo già chiesto a qualcuno della Nord che scrive qui se fosse possibile difendere la Lazio da questo sciacallaggio e da questa nuova politica di melma che ha assunto il cds col nuovo direttore.

Ma vedo che loro sono impegnati con le prime dieci fila, noi a scrivere trattati sociologici.

Quindi, tutto a posto, si continua così, a lamentarci senza fare nulla.

Scusate, io quando si parla di Lazio sono terra terra, difendo la Lazio, cerco di passare oltre ciò che non è funzionale.
Addirittura boicottaggio contro zazzaroni? Uno infilato in ogni trasmissione con mille ruoli, classico esempio italico del tipo che se hai conoscenze importanti e lecchi il culo a tutti, riesci a trovare lavoro anche se non sai fare un cazzo.
Gli stai dando troppo importanza, conta zero. Impariamo a non dare spazio a costoro, ES non meritano il tempo che li dedichiamo, sono dei :blah: :blah: e basta. Scrivono e dicono cazzate da sempre, ignoriamoli.

Flaminio

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Ma l'avete visto il titolo di Tuttosporc ?

"Milinkovic-Savic rinnova per la Juventus"  :prr:

Kobra

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Lativm88

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La Lazio, nelle edizioni fuori da Roma, non sta quasi mai nelle prime pagine dei giornali sportivi.
Oggi no.
Oggi sulla gazzetta dello sport eravamo in 5 pagina con ben due notizie : il volantino in curva e le inevitabili crepe nel rapporto tra Lotito e Inzaghi.
Stop.

tommasino

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Citazione di: Kobra il 23 Ago 2018, 08:47
Sono nato, vissuto e cresciuto a 70 km da Firenze: nella mia cerchia di amici/conoscenti/conosciuti i tifosi della viola sono quasi tanti quanti quelli della Lazio.
Che in tutta Italia ne abbiamo di più di noi è fuori da qualsiasi realtà.
Quanto a quell'altro reparto a queste latitudini si contano sulle dita di una mano.
Tommasino potrà confermare
Confermo, tolta firenze in Toscana sono pochi i tifosi viola. Per quanti vedi io la classifica è : Milan, Juve, Inter. Stercorari forse qualcuno in più di noi

Lazio19001989

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http://www.[...].it/2018/08/23/pressioni-su-inzaghi-e-obiettivi-da-dichiarare-la-lazio-naviga-controcorrente/

MisterFaro

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Citazione di: Lazio19001989 il 23 Ago 2018, 16:31
http://www.[...].it/2018/08/23/pressioni-su-inzaghi-e-obiettivi-da-dichiarare-la-lazio-naviga-controcorrente/

"Si rema tutti nella stessa direzione"

Articolo perfetto.
Peccato però che probabilmente lo leggiamo solo noi laziali

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Salohcin

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Citazione di: Lazio19001989 il 23 Ago 2018, 16:31
http://www.[...].it/2018/08/23/pressioni-su-inzaghi-e-obiettivi-da-dichiarare-la-lazio-naviga-controcorrente/

Traduzione dal tedesco
"Non dobbiamo parlare subito di titolo. Dobbiamo vedere come si sviluppa la squadra, come si integreranno i sei nuovi acquisti. Vogliamo entrare nei primi quattro-cinque posti. La qualificazione alla Champions è un obiettivo realizzabile, non ci nasconderemo"

Interpretazione di Abbate sul Messaggero:
"Certo che la Lazio è pronta al salto di qualità, bisognerebbe parlare subito di obiettivi. Dobbiamo vedere come si sviluppa la squadra e come i nuovi riusciranno a integrarsi. Siamo fiduciosi, possiamo arrivare tra le prime quattro. La qualificazione per la Champions League è un traguardo reale, possiamo centrarlo"

nestorburma

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Citazione di: Lazio19001989 il 23 Ago 2018, 16:31
http://www.[...].it/2018/08/23/pressioni-su-inzaghi-e-obiettivi-da-dichiarare-la-lazio-naviga-controcorrente/

Si può almeno sommessamente affermare che questo è un Laziale e i vari abatinocacciatodaformello, cittàmarroni e lazialuntisiamonoi sono dei romanisti della peggiore specie e come tali andrebbero trattati dalla società e da tutti i tifosi della S.S. Lazio?

arturo

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Non sommessamente , si deve urlare.

JoseAntonio

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Citazione di: Salohcin il 23 Ago 2018, 16:46
[...]

Che Abbate sia in grado di parlare tedesco la vedo molto difficile (come altre lingue).

Se cercate alcune delle frasi vi ritroverete i link a Messaggero, Repubblica + sitarelli vari. Tutti con la stessa traduzione.
Andrei piuttosto a vedere quale agenzia di stampa ha diffuso la traduzione dell'intervista...

Quando possibile, cercare sempre le fonti inziali, a maggior ragione se estere.

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PARISsn

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Citazione di: Lativm88 il 23 Ago 2018, 15:52
La Lazio, nelle edizioni fuori da Roma, non sta quasi mai nelle prime pagine dei giornali sportivi.
Oggi no.
Oggi sulla gazzetta dello sport eravamo in 5 pagina con ben due notizie : il volantino in curva e le inevitabili crepe nel rapporto tra Lotito e Inzaghi.
Stop.


lo stesso Tuttosporc di oggi....ci sono settimane  intere in cui la Lazio non appare nemmeno nei trafiletti....oggi 2 pagine piene..in una Milinkovic che rinnova per andare alla juve e l'altra con la telefonata di Lotito... 8)

adiutrix

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Non oso immaginare cosa sarebbe successo se a mandare in fin di vita il tifoso del Liverpool, fossero stati gli ultras della Lazio e ancora, cosa sarebbe successo se l'inchiesta sulla corruzione per la Stadio avrebbe riguardato la Lazio e non il Roman... :(

Fabiano9mm

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Citazione di: adiutrix il 23 Ago 2018, 17:18
Non oso immaginare cosa sarebbe successo se a mandare in fin di vita il tifoso del Liverpool, fossero stati gli ultras della Lazio e ancora, cosa sarebbe successo se l'inchiesta sulla corruzione per la Stadio avrebbe riguardato la Lazio e non il Roman... :(

da mettere in home page di Lazio.net, sti pennivendoli [...]. Non cediamo un millimetro.

galafro

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Citazione di: adiutrix il 23 Ago 2018, 17:18
Non oso immaginare cosa sarebbe successo se a mandare in fin di vita il tifoso del Liverpool, fossero stati gli ultras della Lazio e ancora, cosa sarebbe successo se l'inchiesta sulla corruzione per la Stadio avrebbe riguardato la Lazio e non il Roman... :(
Questi se possono mettere a fare dei progrom e direbbero che sono goliardate. Non dimenticare che hanno ammazzato due tifosi ed è come se nulla fosse successo.

Lazio19001989

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Citazione di: JoseAntonio il 23 Ago 2018, 16:51
Che Abbate sia in grado di parlare tedesco la vedo molto difficile (come altre lingue).

Se cercate alcune delle frasi vi ritroverete i link a Messaggero, Repubblica + sitarelli vari. Tutti con la stessa traduzione.
Andrei piuttosto a vedere quale agenzia di stampa ha diffuso la traduzione dell'intervista...

Quando possibile, cercare sempre le fonti inziali, a maggior ragione se estere.
La fonte prima è lalaziosonoloro, quanto ti sbagli...

Alex_k

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Personalmente mi sono ricreduto su sollòro, che hanno cambiato decisamente registro negli ultimi due anni nei confronti della società, analogamente a quanto fatto dalla cn. In ogni caso,  rispetto a cittafunesta, abatino, acresti, achilli, raglioraglio, e zozzeria varia stanno su un altro livello proprio.
Imho

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gentlemen

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.it/2018/08/23/lassedio-perenne-e-una-strategia-antica-ora-ce-bisogno-dei-laziali/]http://www.[...].it/2018/08/23/lassedio-perenne-e-una-strategia-antica-ora-ce-bisogno-dei-laziali/

Posted By: MarcoValerio Bava 23/08/2018

Mettetevi l'elmetto. La guerra è partita in anticipo, anzi non è mai finita. L'onda lunga arriva dalla scorsa stagione, da quando la Lazio si è imposta come una delle realtà del campionato, capace di inserirsi in zona Champions, a scapito di più pubblicizzate e tutelate società. L'assedio mediatico è continuo, incessante, sfrutta ogni occasione per girare il coltello nella piaga e far male alla Lazio. Dal caso adesivi in poi non c'è stata più pace. Sembra che ogni male del mondo possa essere accollato alla Lazio e ai suoi tifosi. E' un gioco antico, arcinoto, ma che non passa mai di moda. Un gioco che parte da lontano, un gioco che ha radici profonde, radici politiche e culturali. Un modus operandi che ha sempre cercato di esaltare una parte e affossare l'altra. Il romanista triviale, ma de core, generoso, che rappresenta la Roma più genuina. Il Laziale, invece, ignorato, oppure denigrato: il Laziale burino, col termine che assume ovviamente valenza negativa (come se fosse un'offesa essere ciociari o pontini), o peggio il Laziale fascista, violento, oggi pure sessista. Una politica attuata al cinema, in televisione, sulla stampa: nata coi film nei '70, poi proseguita da Vanzina e arrivata fino alle moderne fiction. Ma se questi prodotti da grande e piccolo schermo possono pure strappare una risata, il modo con cui la stampa manipola l'opinione e la indirizza dove vuole dovrebbe far suonare diversi campanelli d'allarme e invitare un popolo a compattarsi. A chiedersi come sia possibile essere sempre nel mirino altrui. E interrogarsi se non sia anche colpa di chi permette a questi agenti esterni di fare della Lazio un bersaglio facile. Chiedersi se non ci siano responsabilità di una società troppo passiva (da sempre) sul piano della comunicazione, ma soprattutto di una tifoseria umorale, spesso divisa, concentrata sul farsi del male da sola, focalizzata sul suo atavico tafazzismo, piuttosto che a difendersi. I detrattori hanno trovato campo libero; sanno che sputando il loro veleno sulla Lazio e sui Laziali, troveranno non solo gli applausi altrui, ma pure quelli di coloro che sono bersaglio. Paradossi.

 

Prendiamo il caso della telefonata Lotito-Inzaghi che verteva, a quanto pare, su due membri dello staff medico. Quando qualche giornalista sostiene che Inzaghi si dovesse dimettere e che non si possa lavorare in questo modo –ignorando completamente il carattere di Lotito, la contestualizzazione di quelle parole, il rapporto che c'è tra i diretti interessati- alcuni rispondono che un momento di confronto acceso sia del tutto normale, altri invece danno ragione al giornalista. E allora la domanda viene spontanea: cosa torna in tasca a quel tifoso che sostiene una tesi tanto assurda? Come fa a non rendersi conto che si sta cercando di fare del male alla Lazio? Come si può prestare a un simile gioco? Vi siete accorti del silenzio che ha circondato le parole di Gasperini di qualche giorno fa? Quali? Eccole: "Il mercato purtroppo è stato molto triste e molto esiguo, la squadra per questo è in difficoltà. La società sa di cosa c'è bisogno perché l'ho sempre detto, ha messo a disposizione un budget importante ma sono arrivati tanti giovani che non sono ancora pronti. La rosa, così com'è, difficilmente può essere competitiva su più fronti: se le aspettative sono quelle di ripetere le due annate precedenti, forse ci vuole un allenatore più bravo". Parole di una gravità inaudita che, fossero state pronunciate da Inzaghi, avrebbero portato a una tempesta mediatica e d'ambiente senza precedenti. Avete letto per caso, riguardo a queste dichiarazioni, inviti a dimettersi, accuse alla società e altra roba simile? No. Avete letto di "parole shock"? No. Gli stessi che nelle ultime ore hanno vomitato di tutto su Lotito, su Inzaghi, sulla Lazio, hanno pensato bene di sorvolare, evitando di dare un giudizio sulla vicenda. Si dirà che la Lazio ha una portata mediatica diversa da quella dell'Atalanta. Ma questo o vale sempre o non vale mai. Ancora oggi si parla della meravigliosa avventura della Dea nella passata Europa League, quella della Lazio -invece- viene ricordata solo per il tonfo di Salisburgo. La stortura sta che l'Atalanta si è fermata ai sedicesimi di Europa League, mentre la Lazio è arrivata a un palmo dalla semifinale. Quindi, ricapitolando, se altrove succedono cose poco carine (vedi dichiarazioni di Gasperini) si tende a riportare e lì ci si ferma. Senza creare casi mediatici di portata abnorme. Se altrove succedono cose positive si esalta quella realtà. Se invece le cose positive succedono alla Lazio parte la tattica del silenzio, dell'evitamento. Quando gli eventi sono negativi, invece, ecco che la Lazio torna alla ribalta.

La Lazio, lo abbiamo scritto dieci giorni fa, e lo ripetiamo, merita rispetto. Merita un trattamento uguale a quello delle altre società italiane. Sennò siamo di fronte a delle dichiarazioni di guerra e la guerra poi va accettata. Non si lancia una bomba, per poi fare il finto tonto dicendo che l'intenzione era quella di lanciare un fiore di campo. Non ci si atteggia a vittime di un gruppo di pazzi visionari che si sentono accerchiati senza un perché. La Lazio viene attaccata senza ritegno e senza soluzione di continuità, viene presa di mira con una ferocia non riscontrabile in altri contesti. Viene derisa, denigrata, schiacciata, infangata. E non c'è nessuna remora nel farle del male, perché si sa che nessuno scenderà in campo per difenderla. Perché l'opinione pubblica laziale (a parte rarissimi casi) si è sempre nascosta, perché ha sempre tenuto un atteggiamento neutrale, come se fosse una prerogativa dei laziali essere obiettivi e distaccati. Gli altri no, noi sì. Questo prima di Lotito, prima di quel luglio 2004. Perché l'avvento dell'attuale presidente ha portato, invece, alla nascita di un fronte interno diventato ancor più corrosivo, divisivo. Quindi, quelli che erano laziali, quelli che si definivano laziali, con la capacità di tutelare la Lazio dalle offensive esterne, avendo dalla loro un buon seguito, si sono schierati e hanno cominciato una campagna di boicottaggio, di svuotamento, di guerra civile, che ha lasciato macerie diffuse. E sulle macerie gli sciacalli banchettano. La Lazio oggi è sola. Le restano i suoi tifosi. Quelli veri. Quelli che per Lei si butterebbero pure nel fuoco. Ed è il loro momento. Infilare l'elmetto, serrare le fila, scendere in campo a fianco dell'aquila, per non lasciarla alla mercé di chi vuole rovinare il suo cammino, di chi vuole creare intorno alla Lazio una continua cappa di negatività. Di chi non vuole che la Lazio esista, competa, si affermi. Non si deve correre il rischio che la Lazio cresca e tolga risorse a chi ne ha assoluto e disperato bisogno. Non si vuole far entrare la Lazio nei circoli riservati, in quelli dell'elite. Men che meno la Lazio. Quella dei tifosi brutti, sporchi e cattivi. Nazifascisti, violenti e sessisti. Tutti. Nessuno escluso. Sia mai che si scorga qualcosa di bello nell'universo biancoceleste. Ma il Laziale sa quanto bello c'è, sa riconoscere quanto di positivo si sta costruendo, sa che questa squadra è composta da ragazzi sani, per bene, attaccati a questi colori e a questo simbolo. Per questo uniti è come troverete i Laziali e accanto alla Lazio è dove troverete i Laziali. Come sempre. W la Lazio, W i Laziali.

APLLAUSI IN PIEDI !!!
:since :since :since :since :since

GiPoda

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Citazione di: gentlemen il 23 Ago 2018, 18:34
.it/2018/08/23/lassedio-perenne-e-una-strategia-antica-ora-ce-bisogno-dei-laziali/]http://www.[...].it/2018/08/23/lassedio-perenne-e-una-strategia-antica-ora-ce-bisogno-dei-laziali/

Posted By: MarcoValerio Bava 23/08/2018

Mettetevi l'elmetto. La guerra è partita in anticipo, anzi non è mai finita. L'onda lunga arriva dalla scorsa stagione, da quando la Lazio si è imposta come una delle realtà del campionato, capace di inserirsi in zona Champions, a scapito di più pubblicizzate e tutelate società. L'assedio mediatico è continuo, incessante, sfrutta ogni occasione per girare il coltello nella piaga e far male alla Lazio. Dal caso adesivi in poi non c'è stata più pace. Sembra che ogni male del mondo possa essere accollato alla Lazio e ai suoi tifosi. E' un gioco antico, arcinoto, ma che non passa mai di moda. Un gioco che parte da lontano, un gioco che ha radici profonde, radici politiche e culturali. Un modus operandi che ha sempre cercato di esaltare una parte e affossare l'altra. Il romanista triviale, ma de core, generoso, che rappresenta la Roma più genuina. Il Laziale, invece, ignorato, oppure denigrato: il Laziale burino, col termine che assume ovviamente valenza negativa (come se fosse un'offesa essere ciociari o pontini), o peggio il Laziale fascista, violento, oggi pure sessista. Una politica attuata al cinema, in televisione, sulla stampa: nata coi film nei '70, poi proseguita da Vanzina e arrivata fino alle moderne fiction. Ma se questi prodotti da grande e piccolo schermo possono pure strappare una risata, il modo con cui la stampa manipola l'opinione e la indirizza dove vuole dovrebbe far suonare diversi campanelli d'allarme e invitare un popolo a compattarsi. A chiedersi come sia possibile essere sempre nel mirino altrui. E interrogarsi se non sia anche colpa di chi permette a questi agenti esterni di fare della Lazio un bersaglio facile. Chiedersi se non ci siano responsabilità di una società troppo passiva (da sempre) sul piano della comunicazione, ma soprattutto di una tifoseria umorale, spesso divisa, concentrata sul farsi del male da sola, focalizzata sul suo atavico tafazzismo, piuttosto che a difendersi. I detrattori hanno trovato campo libero; sanno che sputando il loro veleno sulla Lazio e sui Laziali, troveranno non solo gli applausi altrui, ma pure quelli di coloro che sono bersaglio. Paradossi.

 

Prendiamo il caso della telefonata Lotito-Inzaghi che verteva, a quanto pare, su due membri dello staff medico. Quando qualche giornalista sostiene che Inzaghi si dovesse dimettere e che non si possa lavorare in questo modo –ignorando completamente il carattere di Lotito, la contestualizzazione di quelle parole, il rapporto che c'è tra i diretti interessati- alcuni rispondono che un momento di confronto acceso sia del tutto normale, altri invece danno ragione al giornalista. E allora la domanda viene spontanea: cosa torna in tasca a quel tifoso che sostiene una tesi tanto assurda? Come fa a non rendersi conto che si sta cercando di fare del male alla Lazio? Come si può prestare a un simile gioco? Vi siete accorti del silenzio che ha circondato le parole di Gasperini di qualche giorno fa? Quali? Eccole: "Il mercato purtroppo è stato molto triste e molto esiguo, la squadra per questo è in difficoltà. La società sa di cosa c'è bisogno perché l'ho sempre detto, ha messo a disposizione un budget importante ma sono arrivati tanti giovani che non sono ancora pronti. La rosa, così com'è, difficilmente può essere competitiva su più fronti: se le aspettative sono quelle di ripetere le due annate precedenti, forse ci vuole un allenatore più bravo". Parole di una gravità inaudita che, fossero state pronunciate da Inzaghi, avrebbero portato a una tempesta mediatica e d'ambiente senza precedenti. Avete letto per caso, riguardo a queste dichiarazioni, inviti a dimettersi, accuse alla società e altra roba simile? No. Avete letto di "parole shock"? No. Gli stessi che nelle ultime ore hanno vomitato di tutto su Lotito, su Inzaghi, sulla Lazio, hanno pensato bene di sorvolare, evitando di dare un giudizio sulla vicenda. Si dirà che la Lazio ha una portata mediatica diversa da quella dell'Atalanta. Ma questo o vale sempre o non vale mai. Ancora oggi si parla della meravigliosa avventura della Dea nella passata Europa League, quella della Lazio -invece- viene ricordata solo per il tonfo di Salisburgo. La stortura sta che l'Atalanta si è fermata ai sedicesimi di Europa League, mentre la Lazio è arrivata a un palmo dalla semifinale. Quindi, ricapitolando, se altrove succedono cose poco carine (vedi dichiarazioni di Gasperini) si tende a riportare e lì ci si ferma. Senza creare casi mediatici di portata abnorme. Se altrove succedono cose positive si esalta quella realtà. Se invece le cose positive succedono alla Lazio parte la tattica del silenzio, dell'evitamento. Quando gli eventi sono negativi, invece, ecco che la Lazio torna alla ribalta.

La Lazio, lo abbiamo scritto dieci giorni fa, e lo ripetiamo, merita rispetto. Merita un trattamento uguale a quello delle altre società italiane. Sennò siamo di fronte a delle dichiarazioni di guerra e la guerra poi va accettata. Non si lancia una bomba, per poi fare il finto tonto dicendo che l'intenzione era quella di lanciare un fiore di campo. Non ci si atteggia a vittime di un gruppo di pazzi visionari che si sentono accerchiati senza un perché. La Lazio viene attaccata senza ritegno e senza soluzione di continuità, viene presa di mira con una ferocia non riscontrabile in altri contesti. Viene derisa, denigrata, schiacciata, infangata. E non c'è nessuna remora nel farle del male, perché si sa che nessuno scenderà in campo per difenderla. Perché l'opinione pubblica laziale (a parte rarissimi casi) si è sempre nascosta, perché ha sempre tenuto un atteggiamento neutrale, come se fosse una prerogativa dei laziali essere obiettivi e distaccati. Gli altri no, noi sì. Questo prima di Lotito, prima di quel luglio 2004. Perché l'avvento dell'attuale presidente ha portato, invece, alla nascita di un fronte interno diventato ancor più corrosivo, divisivo. Quindi, quelli che erano laziali, quelli che si definivano laziali, con la capacità di tutelare la Lazio dalle offensive esterne, avendo dalla loro un buon seguito, si sono schierati e hanno cominciato una campagna di boicottaggio, di svuotamento, di guerra civile, che ha lasciato macerie diffuse. E sulle macerie gli sciacalli banchettano. La Lazio oggi è sola. Le restano i suoi tifosi. Quelli veri. Quelli che per Lei si butterebbero pure nel fuoco. Ed è il loro momento. Infilare l'elmetto, serrare le fila, scendere in campo a fianco dell'aquila, per non lasciarla alla mercé di chi vuole rovinare il suo cammino, di chi vuole creare intorno alla Lazio una continua cappa di negatività. Di chi non vuole che la Lazio esista, competa, si affermi. Non si deve correre il rischio che la Lazio cresca e tolga risorse a chi ne ha assoluto e disperato bisogno. Non si vuole far entrare la Lazio nei circoli riservati, in quelli dell'elite. Men che meno la Lazio. Quella dei tifosi brutti, sporchi e cattivi. Nazifascisti, violenti e sessisti. Tutti. Nessuno escluso. Sia mai che si scorga qualcosa di bello nell'universo biancoceleste. Ma il Laziale sa quanto bello c'è, sa riconoscere quanto di positivo si sta costruendo, sa che questa squadra è composta da ragazzi sani, per bene, attaccati a questi colori e a questo simbolo. Per questo uniti è come troverete i Laziali e accanto alla Lazio è dove troverete i Laziali. Come sempre. W la Lazio, W i Laziali.

APLLAUSI IN PIEDI !!!
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Condivido.
Illuminante, qualora ce ne fosse ancora bisogno, il paragone con il non caso Gasperini!


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