Giornalisti che parlano di Lazio....

Aperto da gentlemen, 30 Apr 2014, 19:04

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MisterFaro

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Citazione di: JoseAntonio il 31 Ago 2018, 15:30
Noi matricole universitarie ci andavamo a fare colazione, prima di inizare le lezioni nella neonata facoltà di Ingegneria della neonata Roma Tre.
20 anni fa, mannaggia ai gesuiti euclidei.

1978-79... NAGC (Nuclei Addestramento Giovani Calciatori)...

poi qualche anno con tornei interni con squadre tipo "River Plate", "Penarol", e altre che ora non ricordo  :S

poi i vari campionati esordienti, giovanissimi
con frequentazione del centro, avevamo in pratica la comitiva e si andava in piscina con l'accalappiatoio

poi gli anni dell'università ho ripreso con il campionato di Seconda Categoria...






JoseAntonio

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Citazione di: MisterFaro il 31 Ago 2018, 15:43
1978-79... NAGC (Nuclei Addestramento Giovani Calciatori)...

Come se non sapessi cosa siano i NAGC  :p
(quindi conoscevi i fratelli Rosci...)

Citazione di: Cesio il 31 Ago 2018, 15:39
Io pure frequentavo quelle zone, qualche anno fa. Mi fermavo prima della facoltà di ingegneria, al dipartimento di fisica in via della vasca navale

Se ti fermavi prima vuol dire che venivi da oltre Ponte Marconi, noi ci studiavamo spesso in quella sala che i più ottimisti chiamavano biblioteca. Tra l'altro quasi tutti i miei prof avevano lo studio da voi.
(i primi tempi andavamo in 5 in 126bis che andava ad acqua, in cui il più minuto ero io...)

Chiedo scusa agli altri per per il gigantesco OT

Cesio

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Citazione di: JoseAntonio il 31 Ago 2018, 15:50
Come se non sapessi cosa siano i NAGC  :p
(quindi conoscevi i fratelli Rosci...)

Se ti fermavi prima vuol dire che venivi da oltre Ponte Marconi, noi ci studiavamo spesso in quella sala che i più ottimisti chiamavano biblioteca. Tra l'altro quasi tutti i miei prof avevano lo studio da voi.
(i primi tempi andavamo in 5 in 126bis che andava ad acqua, in cui il più minuto ero io...)

Chiedo scusa agli altri per per il gigantesco OT

Chiedo scusa anch'io vado ot solo per chiudere la parentesi storica

Si, venivo da viale marconi e scendevo dietro biologia da via segre. È vero, molti prof vostri avevano, e hanno credo, lo studio da noi. Io ad ingegneria venivo in biblioteca e a seguire laboratorio di chimica con Torracca, non so se insegnava pure a voi, ma c'avrà avuto due secoli, e rimaneva uguale, era un cyborg  :D

Fine OT

WernerHeisenberg

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Segnalo su SKYfo una gran faccia da cul.o che durante i sorteggi parla solo delle melme, e fa la battutina sulla "chiesa al centro del villaggio" dell'educateur, ricordando i gol di ljalic e balzaretti. Penso fosse un telecronista...l'ho notato solo io o sono il solito complottista che si sente accerchiato?

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laziale ardeatino

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Citazione di: WernerHeisenberg il 31 Ago 2018, 16:59
Segnalo su SKYfo una gran faccia da cul.o che durante i sorteggi parla solo delle melme, e fa la battutina sulla "chiesa al centro del villaggio" dell'educateur, ricordando i gol di ljalic e balzaretti. Penso fosse un telecronista...l'ho notato solo io o sono il solito complottista che si sente accerchiato?
Trattasi di trevisani Riccardo....piscioruggine della peggior specie!

paolo71

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Con piacere vedo questo titolo sul cds...
Maggiore considerazione non può che giovare a tutto l'ambiente.
Sarebbe ora che i media ci trattassero per quello che sportivamente stiamo facendo da qualche anno.

Bene.

gentlemen

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.it/2018/09/04/la-lazio-lobiettivo-scippato-e-il-naturale-contraccolpo-ecco-perche-i-primi-3-punti-valgono-di-piu/]http://www.[...].it/2018/09/04/la-lazio-lobiettivo-scippato-e-il-naturale-contraccolpo-ecco-perche-i-primi-3-punti-valgono-di-piu/

Posted By: MarcoValerio Bava 04/09/2018

Le scorie della Champions, uno zaino pieno di sassi che la Lazio si porta dietro da quel maledetto 20 maggio. Da quel gol di Vecino, dall'intervento folle di De Vrij pochi minuti prima. Attimi che cambiano un destino e tolgono un sogno, diventato obiettivo in corsa e meritato sul campo. Un articolo di Fabrizio Bocca, su La Repubblica di lunedì 3 settembre, recita così: "Nel variegato mondo biancoceleste, gira la storiella della sindrome del 20 maggio. E cioè di quel Lazio-Inter all'ultima giornata della stagiona scorsa, in cui Icardi e Vecino sbatterono la Lazio fuori dalla Champions [...] Potrebbe sembrare nient'altro che fumo se non fosse che lo stesso Inzaghi gli abbia dato un certo peso". L'allenatore gli ha dato peso, perché evidentemente respira e tasta l'atmosfera nello spogliatoio. Lo vive e percepisce quali sono i fastidi, i blocchi mentali di un gruppo di ragazzi che si è visto scippare un obiettivo per cui aveva lottato un anno intero. Scippato. E' il termine giusto. Un termine che ai più non piacerà. Ma che è il più aderente alla realtà dei fatti. Perché, se per alcuni "giornalisti" il Var è morto a San Siro, quando Orsato non venne richiamato per mostrare il secondo giallo a Pjanic in Inter-Juve, la realtà dice che il Var era morto quasi sei mesi prima. Era novembre, si giocava Lazio-Fiorentina all'Olimpico e al 93', l'arbitro Massa fischia un rigore molto dubbio a favore dei viola per un contatto presunto tra Caicedo e Pezzella. Var che dovrebbe intervenire solo in caso di chiaro errore. E se ancora, dopo un anno, ci chiediamo se quello fosse o meno rigore, vuol dire che la prima decisione di Massa (quella di lasciar correre) non poteva essere categorizzata come chiaro errore.

La morte del Var, però, non fu rapida. I colpi ferali furono ripetuti. Li portarono Giacomelli in Lazio-Torino, Irrati in Milan-Lazio (gol di mano di Cutrone), Guida in Cagliari-Lazio (rigore netto negato a Immobile), Damato in Lazio-Bologna (rigore non fischiato su Anderson), Banti in Lazio-Juventus (rigore non fischiato a Leiva), Lazio-Roma (mancata espulsione di J.Jesus). Tutte partite che poi la Lazio non ha vinto. Pensate se le decisioni fossero state eque (non favorevoli) oggi questa squadra dove sarebbe. Semplice. In Champions. Al posto dell'Inter (più probabilmente) o della Roma. E' vero che vincendo a Crotone, la squadra di Inzaghi, poteva comunque chiudere il discorso Champions. Ma alla Lazio, lo scorso anno, non vennero concessi passaggi a vuoto. Ogni minimo errore veniva pagato doppio, a causa della scellerata interpretazione arbitrale di alcune partite. Bastava un punto tra quelli indebitamente sottratti (almeno 7) per raccontare oggi una storia diversa. La Lazio risente di un obiettivo strappatole senza ritegno e decenza. La compagine biancoceleste risente di un'indignazione legittima verso un sistema che ha mostrato, nell'anno passato, il suo volto peggiore. E allora eccolo lo zaino con i sassi ha appesantito i biancocelesti in queste prime tre giornate.

La banda Inzaghi non è ancora bella da vedere, non sciorina calcio come faceva lo scorso anno, fa più fatica a segnare. Tutto giusto. Ma condizione fisica e mentale spesso vanno di pari passo e la Lazio deve migliorare entrambe. La condizione fisica arriverà col tempo, con le partite giocate e gli allenamenti messi nelle gambe. Già domenica, contro il Frosinone, qualche progresso si è visto. Quella mentale la porteranno le vittorie, che cancelleranno -almeno in parte- la rabbia e la delusione per quanto accaduto lo scorso anno. Dove a ogni minima decisione contraria scattava il pensiero: "Ci risiamo". La squadra deve ritrovare entusiasmo e spensieratezza. Ed è naturale che sia così. L'unica cura si chiama vittoria. E per questo quella di domenica sera, contro il Frosinone, è un'iniezione di fiducia, una boccata d'ossigeno provvidenziale. Tre punti che hanno una valenza maggiore rispetto a quello che dice la classifica. E che il gol del successo lo abbia segnato Luis Alberto, uno dei giocatori che più ha accusato la delusione dello scorso anno, può essere interpretato come un segno del destino. Inzaghi spera che la sua squadra sfrutti la sosta per ricaricare le pile fisiche e mentali. La rinascita passa dall'alleggerire quello zaino che ancora la Lazio si porta sulle spalle. Col Frosinone è stato fatto un passo importante. Forse decisivo. Per dimenticare l'amarezza di un obiettivo meritato e poi sfumato non solo per demeriti propri...

Adler Nest

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Citazione di: gentlemen il 04 Set 2018, 18:33
.it/2018/09/04/la-lazio-lobiettivo-scippato-e-il-naturale-contraccolpo-ecco-perche-i-primi-3-punti-valgono-di-piu/]http://www.[...].it/2018/09/04/la-lazio-lobiettivo-scippato-e-il-naturale-contraccolpo-ecco-perche-i-primi-3-punti-valgono-di-piu/

Posted By: MarcoValerio Bava 04/09/2018

Le scorie della Champions, uno zaino pieno di sassi che la Lazio si porta dietro da quel maledetto 20 maggio. Da quel gol di Vecino, dall'intervento folle di De Vrij pochi minuti prima. Attimi che cambiano un destino e tolgono un sogno, diventato obiettivo in corsa e meritato sul campo. Un articolo di Fabrizio Bocca, su La Repubblica di lunedì 3 settembre, recita così: "Nel variegato mondo biancoceleste, gira la storiella della sindrome del 20 maggio. E cioè di quel Lazio-Inter all'ultima giornata della stagiona scorsa, in cui Icardi e Vecino sbatterono la Lazio fuori dalla Champions [...] Potrebbe sembrare nient'altro che fumo se non fosse che lo stesso Inzaghi gli abbia dato un certo peso". L'allenatore gli ha dato peso, perché evidentemente respira e tasta l'atmosfera nello spogliatoio. Lo vive e percepisce quali sono i fastidi, i blocchi mentali di un gruppo di ragazzi che si è visto scippare un obiettivo per cui aveva lottato un anno intero. Scippato. E' il termine giusto. Un termine che ai più non piacerà. Ma che è il più aderente alla realtà dei fatti. Perché, se per alcuni "giornalisti" il Var è morto a San Siro, quando Orsato non venne richiamato per mostrare il secondo giallo a Pjanic in Inter-Juve, la realtà dice che il Var era morto quasi sei mesi prima. Era novembre, si giocava Lazio-Fiorentina all'Olimpico e al 93', l'arbitro Massa fischia un rigore molto dubbio a favore dei viola per un contatto presunto tra Caicedo e Pezzella. Var che dovrebbe intervenire solo in caso di chiaro errore. E se ancora, dopo un anno, ci chiediamo se quello fosse o meno rigore, vuol dire che la prima decisione di Massa (quella di lasciar correre) non poteva essere categorizzata come chiaro errore.

La morte del Var, però, non fu rapida. I colpi ferali furono ripetuti. Li portarono Giacomelli in Lazio-Torino, Irrati in Milan-Lazio (gol di mano di Cutrone), Guida in Cagliari-Lazio (rigore netto negato a Immobile), Damato in Lazio-Bologna (rigore non fischiato su Anderson), Banti in Lazio-Juventus (rigore non fischiato a Leiva), Lazio-Roma (mancata espulsione di J.Jesus). Tutte partite che poi la Lazio non ha vinto. Pensate se le decisioni fossero state eque (non favorevoli) oggi questa squadra dove sarebbe. Semplice. In Champions. Al posto dell'Inter (più probabilmente) o della Roma. E' vero che vincendo a Crotone, la squadra di Inzaghi, poteva comunque chiudere il discorso Champions. Ma alla Lazio, lo scorso anno, non vennero concessi passaggi a vuoto. Ogni minimo errore veniva pagato doppio, a causa della scellerata interpretazione arbitrale di alcune partite. Bastava un punto tra quelli indebitamente sottratti (almeno 7) per raccontare oggi una storia diversa. La Lazio risente di un obiettivo strappatole senza ritegno e decenza. La compagine biancoceleste risente di un'indignazione legittima verso un sistema che ha mostrato, nell'anno passato, il suo volto peggiore. E allora eccolo lo zaino con i sassi ha appesantito i biancocelesti in queste prime tre giornate.

La banda Inzaghi non è ancora bella da vedere, non sciorina calcio come faceva lo scorso anno, fa più fatica a segnare. Tutto giusto. Ma condizione fisica e mentale spesso vanno di pari passo e la Lazio deve migliorare entrambe. La condizione fisica arriverà col tempo, con le partite giocate e gli allenamenti messi nelle gambe. Già domenica, contro il Frosinone, qualche progresso si è visto. Quella mentale la porteranno le vittorie, che cancelleranno -almeno in parte- la rabbia e la delusione per quanto accaduto lo scorso anno. Dove a ogni minima decisione contraria scattava il pensiero: "Ci risiamo". La squadra deve ritrovare entusiasmo e spensieratezza. Ed è naturale che sia così. L'unica cura si chiama vittoria. E per questo quella di domenica sera, contro il Frosinone, è un'iniezione di fiducia, una boccata d'ossigeno provvidenziale. Tre punti che hanno una valenza maggiore rispetto a quello che dice la classifica. E che il gol del successo lo abbia segnato Luis Alberto, uno dei giocatori che più ha accusato la delusione dello scorso anno, può essere interpretato come un segno del destino. Inzaghi spera che la sua squadra sfrutti la sosta per ricaricare le pile fisiche e mentali. La rinascita passa dall'alleggerire quello zaino che ancora la Lazio si porta sulle spalle. Col Frosinone è stato fatto un passo importante. Forse decisivo. Per dimenticare l'amarezza di un obiettivo meritato e poi sfumato non solo per demeriti propri...

Ancora con le lacrime agli occhi per la commozione di aver visto in prima pagina Immobile (a proposito il rotolo rosa di oggi non ha nemmeno un  trafiletto tra le squadre di c.....) alla prima lettura ho perso la fine del virgolettato di Bocca e mi stava venendo una sincope a pensare che una foto così lucida e serenamente obiettiva fosse stata pubblicata su repubblica.

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simcar

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Intanto oggi Agresti fa polemica, perché Badelj il migliore acquisto estivo fa panchina. Dopo 3 giornate di cui una giocata titolare e le altre due è entrato. Le altre allingano la rosa, noi no noi abbiamo quelli che fanno panchina...

MauroLaziale

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Citazione di: simcar il 05 Set 2018, 06:36
Intanto oggi Agresti fa polemica, perché Badelj il migliore acquisto estivo fa panchina. Dopo 3 giornate di cui una giocata titolare e le altre due è entrato. Le altre allingano la rosa, noi no noi abbiamo quelli che fanno panchina...
Non fanno mai pace col cervello,anno scorso diceva che non poteva entrare Murgia se mancava un c campista,significava nn esser all'altezza ed avere la coperta corta,quest'anno nn va bene avere alternative valide in panchina perché è uno spreco..

Tarallo

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Cornice marcia in una delle sue più limpide espressioni.
Ma l'ambiente Lazio è sereno. :sisisi:

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Nessuno parla del mancato posticipo di Lazio-Fiorentina.
Non se ne sono accorti ? Va bene così ?

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Citazione di: simcar il 05 Set 2018, 06:36
Intanto oggi Agresti fa polemica, perché Badelj il migliore acquisto estivo fa panchina. Dopo 3 giornate di cui una giocata titolare e le altre due è entrato. Le altre allingano la rosa, noi no noi abbiamo quelli che fanno panchina...

agresti è un nemico, andrebbe eliminato...cioè basterebbe fargli fare lo stradino in autostrada quello se merita...

dani2110

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Citazione di: simcar il 05 Set 2018, 06:36
Intanto oggi Agresti fa polemica, perché Badelj il migliore acquisto estivo fa panchina. Dopo 3 giornate di cui una giocata titolare e le altre due è entrato. Le altre allingano la rosa, noi no noi abbiamo quelli che fanno panchina...

Ma chi se lo copre  :since

MisterFaro

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Citazione di: Aquila1954 il 05 Set 2018, 14:34
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no prima persona del verbo "ammerda"

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Citazione di: laziale ardeatino il 03 Set 2018, 08:34
Trattasi di trevisani Riccardo....piscioruggine della peggior specie!

coppainfacciato merdoso come di caro, come lengua, come david rossi 8tutta gente che ha iniziato a lavorare (?!?) da marione

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