Giornalisti che parlano di Lazio....

Aperto da gentlemen, 30 Apr 2014, 19:04

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ronefor

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Citazione di: pan il 19 Nov 2019, 17:22
secondo me i luoghi comuni roma/popolo/sinistra/ buoni e lazio/elite/destra/cattivi sono stati creati ad arte intorno alla fine degli anni 70, primissimi anni 80.
e, ma questa è opinione mia non supportata da nessun elemento quindi per carità, all'inizio la cazzata non venne creata e sdoganata per attaccare noi laziali ma semplicemente per salvare da una narrazione pessima la roma in anni in cui la politica, soprattutto di sinistra, era importante. una squadra voluta dal regime fascista, una squadra che era sì stata da subito popolare, ma il popolare più becero:quello del branco di pecore che si raduna sotto il balcone di mussolini per osannarlo e il giorno dopo fa finta di non essere mai stato fascista. i calciatori della roma fine anni 30/40 andavano regolarmente a Palazzo Venezia invitati, il clima era quello, la realtà era questa. chi era tifoso Lazio e non volle mischiarsi a questa feccia fece la sua scelta consapevole: rimanere  tifoso della Lazio, mettendo un solco qualitativo, un solco anche nelle idee .
Ovvio che questa [...]a, perchè [...]a era, perchè le scene di campo testaccio con TUTTO il pubblico che fa le mani a paletta ci sono negli archivi RAI, ha portato negli anni fricchettonissimi successivi un cambiamento. ancora vivido il dolore e la vergogna del fascismo, (era passato tutto sommato poco tempo a ben guardare) i giornalisti di sinistra romanisti, turbati ancora, immersi nel periodo storico in cui la contrapposizione destra /sinistra aveva la sua importanza culturale e sociale cominciano a lavare, diluire, smorzare, nascondere, omettere, glissare, dimenticare, inventare una nuova narrazione, un poderoso e vincente whisful thinking. vincente eccome. hanno fatto un capolavoro. peccato che non si sono accontentati di questo e ovviamente creata la squadra dei loro desideri già che c'erano hanno creato anche l'antagonista dei loro desideri, buttando su di lei tutto il fango che apparteneva a loro.
presumo tu sia giovane...chiunque ha vissuto gli anni di piombo sa quello che ho scritto sopra
allora non c'erano social e media ma c'era la scuola la parrocchia e la strada,
si diventava compagni ciellini o  pariolini tutto il resto era consecutivo, dal modo di vestirsi alla squadra cui tifare



pan

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Citazione di: ronefor il 19 Nov 2019, 21:01
presumo tu sia giovane...chiunque ha vissuto gli anni di piombo sa quello che ho scritto sopra
allora non c'erano social e media ma c'era la scuola la parrocchia e la strada,
si diventava compagni ciellini o  pariolini tutto il resto era consecutivo, dal modo di vestirsi alla squadra cui tifare




no, non sono giovane.
comunque tu parli del 74, e si fa presto ad arrivare al 78, il periodo che analizzo io. negli anni 60 mi dicono che queste divisioni sinistra/destra non esistessero, eppure la Lazio c'era da sessant'anni: avoja a inquadrarla se fossero state vere.
la mia disamina, sottolineo personale quindi le mie percezioni possono essere sbagliate ci mancherebbe, si basava più che altro sul lavoro oscuro che è stato fatto da molti divulgatori, giornalisti, della roma. un giornalista di oggi di trenta, quarant'anni non si pone la domanda se ciò di cui parla tanto convinto sia un luogo comune o meno. per lui è il verbo. perché è nato con queste informazioni ricevute in eredità, non ci pensa nemmeno ad analizzarle. io mi soffermavo proprio sulla genesi dei soliti mantra. l'avvento degli irriducibili ha poi dato una mano alla diffusione della cazzata (per me) originaria.

RG-Lazio

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La roma é sempre stata la squadra del potere politico, su questo non ci piove...dalla sua fondazione sotto il regime fascista fino a quei fessi dei 5stelle passando per i democristiani della peggior specie come Andreotti e Carraro. Certo, é meraviglioso che siano cosí perdenti nonostante il loro potere. Fanno schifo e tenerezza. Una merda totale. Ovviamente in un paese clientelare come l´Italia tutto questo marasma ha un certo effetto. Tra l´altro Roma é una cittá storicamente molto clientelare (correggetemi se sbaglio) che non ha mai avuto un vero e proprio proletariato in senso classico...piuttosto un sottoproletariato urbano (oltre alla classe degli amministratori).

La Lazio a mio modo di vedere é una specie di scheggia impazzita della storia. Nasce da un gruppo di ragazzi che vuole sostanzialmente fare sport secondo lo spirito olimpico. Resiste all´omologazione fascista, vince uno scudetto nel 74 (diciamo la veritá...il primo vero scudetto romano) con una squadra di marziani, precipita negli inferi varie volte e poi risorge sempre dalle proprie ceneri. Ci sta che nel contesto romano, fosse preferita dalla destra liberale e dai borghesi (cmq antifascisti), meno il resto. 

Per quanto sia interessante come discussione, stiamo andando off topic. Personalmente da non romano, quindi estraneo a tutte le radio e l´ambiente romano...restando al giornalismo nazionale non avevo negli anni 90 la sensazione che la Lazio fosse trattata negativamente. Ecco perché ritengo che nella seconda metá del primo decennio 2000 ci sia stato un cambiamento.     

sharp

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Citazione di: ronefor il 19 Nov 2019, 21:01
presumo tu sia giovane...chiunque ha vissuto gli anni di piombo sa quello che ho scritto sopra
allora non c'erano social e media ma c'era la scuola la parrocchia e la strada,
si diventava compagni ciellini o  pariolini tutto il resto era consecutivo, dal modo di vestirsi alla squadra cui tifare




ma anche no guarda.non metto in dubbio la tua esperienza personale 
ma per esempio la mia e quella di molti miei amici è l'esatto opposto,
famiglia di sx e laziale , e ti dirò anche allargando ai familiari meno stretti,
tendenzialmente, quelli di dx riommanisti e quelli di sx laziali, unica eccezione uno zio di mia madre
laziale e fascista (di quelli convinti proprio).

tra l'altro tifo e ideale politico si formavano in età decisamente diverse, quindi non vedo alcun nesso consequenziale

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gigiazzo

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Voglio aggiungere una mia idea.  Nell'azienda calcio le società sono i prodotti da spingere sul mercato. Lo scopo, ovviamente,  è quello di acquisire più tifosi/acquirenti possibile. Le merde hanno investito e investono moltissimo in questo campo, ovviamente anche attraverso la stampa che per soldi deroga a qualsiasi deontologia. Lotito, un po' per risparmiare e un po' perché è moralizzatore, questa strada non la percorre. Non solo, ma ha anche chiuso i rubinetti alla curva che gli si è rivoltata contro con la compiacenza, se non con la complicità, di una stampa che non ha nessun interesse a spingere il prodotto Lazio. Prodotto, oltretutto, marchio rivale delle merde, il marchio che unge. Quindi glorificazione del loro gadget più appetito (la merdina che ancora spremono con l'imminente fiction), copertura e sminuzione delle efferatezze dei loro tifosi, amplificazione continua della nostra merda, veleno nelle nostre fonti.
Secondo me.

biancocelestedentro

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Secondo me pure, cioè parte del problema sta indubbiamente anche in questo.
Se posso portare una testimonianza de relato, diciamo così, sulla percezione del laziale come fascista, ricordo un vecchio laziale del mio paese, mancato ormai da almeno un paio di decenni, che era iscritto al partito comunista praticamente dalla fine della guerra. Questo signore soleva raccontare a noi giovani che negli anni della Lazio di Maestrelli andò a San Siro a vedere un milan-Lazio e si presentò in qualche parte del secondo anello a contatto con i tifosi di casa con la sciarpa della Lazio al collo. Sosteneva che per calmare le aggressioni verbali di quelli, delle quali rimarcava con insistenza due epiteti, "fascista" e "papalino", dovette brandire la tessera del partito.
Probabilmente il suo racconto era parecchio romanzato, ma secondo me vale a dire almeno che in quegli anni c'era una certa consapevolezza della nomea che già ci portavamo dietro. Valga anche il citato episodio di Sollier a sostegno.
Certo io da ragazzino qual ero, per di più lontano da Roma, non me ne accorgevo minimamente, anche perché, come ha ricordato giustamente Sharp, tifo calcistico e ideali politici si formano in epoche diverse della vita di un individuo e io allora ero un ingenuo bambino che sognava una maglia biancazzurra con la chioma bionda di Re Cecconi correre felice sul prato dell'Olimpico.
In anni più recenti ho invece avuto consapevolezza di come stampa e televisioni ci abbiano sempre trattato male, soprattutto quando, negli anni di Cragnotti, abbiamo iniziato a pestare i piedi alle strisciate. Per tutti cito i servizi sportivi rai che nel campionato del secondo scudetto dopo una sconfitta della giuve parlavano di battuta d'arresto, mentre per le nostre sconfitte si sprecavano l'enfasi e le iperboli. Lazio messa in ginocchio in Laguna, dopo la sconfitta di Venezia, la prima che mi viene in mente.

paolo71

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Citazione di: gigiazzo il 20 Nov 2019, 00:43
Voglio aggiungere una mia idea.  Nell'azienda calcio le società sono i prodotti da spingere sul mercato. Lo scopo, ovviamente,  è quello di acquisire più tifosi/acquirenti possibile. Le merde hanno investito e investono moltissimo in questo campo, ovviamente anche attraverso la stampa che per soldi deroga a qualsiasi deontologia. Lotito, un po' per risparmiare e un po' perché è moralizzatore, questa strada non la percorre. Non solo, ma ha anche chiuso i rubinetti alla curva che gli si è rivoltata contro con la compiacenza, se non con la complicità, di una stampa che non ha nessun interesse a spingere il prodotto Lazio. Prodotto, oltretutto, marchio rivale delle merde, il marchio che unge. Quindi glorificazione del loro gadget più appetito (la merdina che ancora spremono con l'imminente fiction), copertura e sminuzione delle efferatezze dei loro tifosi, amplificazione continua della nostra merda, veleno nelle nostre fonti.
Secondo me.

questo è, anche per me, unito all'odio alla presidenza Lotito.
Non scordiamo come il più diffuso quotidiano sportivo con sede a Milano sia legato economicamente alla rioma da un decennio ormai.
Anche oggi benchè terzi in classifica, non c'è una riga sull' edizione nazionale.
Sta cosa è imbarazzante per quanto assurda.

RG-Lazio

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Intanto oggi merdepubblica fa un altro articolo contro i laziali...

quanto li odio...

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RG-Lazio

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Citazione di: gigiazzo il 20 Nov 2019, 00:43
Voglio aggiungere una mia idea.  Nell'azienda calcio le società sono i prodotti da spingere sul mercato. Lo scopo, ovviamente,  è quello di acquisire più tifosi/acquirenti possibile. Le merde hanno investito e investono moltissimo in questo campo, ovviamente anche attraverso la stampa che per soldi deroga a qualsiasi deontologia. Lotito, un po' per risparmiare e un po' perché è moralizzatore, questa strada non la percorre. Non solo, ma ha anche chiuso i rubinetti alla curva che gli si è rivoltata contro con la compiacenza, se non con la complicità, di una stampa che non ha nessun interesse a spingere il prodotto Lazio. Prodotto, oltretutto, marchio rivale delle merde, il marchio che unge. Quindi glorificazione del loro gadget più appetito (la merdina che ancora spremono con l'imminente fiction), copertura e sminuzione delle efferatezze dei loro tifosi, amplificazione continua della nostra merda, veleno nelle nostre fonti.
Secondo me.

Per me centri il punto. Per me il grosso limite di Lotito é proprio quello di non saper salvaguardare il marchio. Praticamente un mezzo-suicidio economico.
Francamente io non sono mai stato entusiasta anche del "padre in figlio" perché non sono romano e mio padre non era laziale.
Detesto la rincorsa sulla romanitá. La posso in parte capire ma non mi piace e la trovo anacronistica.

In ogni caso si puó creare una narrazione positiva anche senza imitare le merde. Basterebbe ritornare alle origine, ai ragazzi che volevano fare sport secondo lo spirito olimpico e per questo scelsero i colori della Grecia. Abbiamo anche una bella storia. Ad oggi, se prendi gente brava, ti rivaluta il marchio senza per forza di cose fare come quelli...anche perché sono troppo ammanicati, per poterli contrastare su quel campo.
Certo se la nostra comunicazione é affidata a Diaconale e la miss che ha lavorato per il ministro Fontana...cazzo discutiamo a fare.

paolo71

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Citazione di: RG-Lazio il 20 Nov 2019, 09:59
Intanto oggi merdepubblica fa un altro articolo contro i laziali...

quanto li odio...

che articolo è?
io non ho mai letto repubblica...

Aquila Romana

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Citazione di: gigiazzo il 20 Nov 2019, 00:43
Voglio aggiungere una mia idea.  Nell'azienda calcio le società sono i prodotti da spingere sul mercato. Lo scopo, ovviamente,  è quello di acquisire più tifosi/acquirenti possibile. Le merde hanno investito e investono moltissimo in questo campo, ovviamente anche attraverso la stampa che per soldi deroga a qualsiasi deontologia. Lotito, un po' per risparmiare e un po' perché è moralizzatore, questa strada non la percorre. Non solo, ma ha anche chiuso i rubinetti alla curva che gli si è rivoltata contro con la compiacenza, se non con la complicità, di una stampa che non ha nessun interesse a spingere il prodotto Lazio. Prodotto, oltretutto, marchio rivale delle merde, il marchio che unge. Quindi glorificazione del loro gadget più appetito (la merdina che ancora spremono con l'imminente fiction), copertura e sminuzione delle efferatezze dei loro tifosi, amplificazione continua della nostra merda, veleno nelle nostre fonti.
Secondo me.

Ma anche secondo me

Mai visto un endorsement totale, compatto e trasversale come quello che accompagna quotidianamente i diretti rivali della SS Lazio, che spesso dall'enfatizzazione in positivo di quanto avviene nel mondo delle merde (e censura "da regime" dei fatti negativi) si trasforma in un'enfatizzazione in negativo di quanto avviene nel mondo Lazio

Coltivando così la nascita dei vari luoghi comuni 

tatoccolo

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Citazione di: RG-Lazio il 20 Nov 2019, 09:59
Intanto oggi merdepubblica fa un altro articolo contro i laziali...

quanto li odio...
ste mer*e schifose

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Indaco

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Citazione di: orchetto il 19 Nov 2019, 19:08
[...]

Prima anche il caso Sollier fu preso come episodio isolato anche se credo che più passa il tempo e più su quell'episodio ci si ragiona con più lucidità, ovviamente con il senno del poi
[...]

Quindi, se non capisco male dalla tua frase, traiamo delle conclusioni dal fatto di Sollier. O meglio, consideriamolo un mattoncino importante nella ricostruzione che stiamo facendo. Io provo a dire la mia.

Il campionato è quello del 1975-76, primo del perugia di castagner in a. Per la Lazio invece è il campionato della salvezza all'ultima giornata a Como (2-2), il secondo dopo la vittoria dello scudetto, quello dell'esordio di Giordano in serie a, quello di Corsini allenatore cacciato a un certo punto per far ritornare Maestrelli che sembrava stare un po' meglio e il cui allontanamento dalla panchina sembrava aver lasciato 11 orfani in campo.

La partita è la terza del girone di ritorno e si gioca il 22 febbraio 1976 (sono andato a controllare in rete). Finisce 1-0 per noi, gol di Chinaglia, e fu un furto clamoroso (al perugia venne annullato il pareggio regolarissimo di Novellino).

Fu una giornata tesissima e fu caratterizzata dalla gazzarra contro Sollier. Ma non solo. C'erano tanti tifosi del perugia (era la prima trasferta a roma, casa Lazio, in serie a della storia) e complice la vicinanza e il bel campionato della loro squadra vennero almeno in 5mila, compreso un mio parente che stette con noi in tevere non numerata. Dopo quella domenica tanti perugini a roma a vedere la loro squadra contro la Lazio non si videro mai più... Per anni ne sono venuti al massimo duecento.

I laziali se l'erano legata al dito a causa di quello che era accaduto all'andata, 3 giornata di campionato, quando andarono in tantissimi a perugia e si divisero l'unica curva del Curi appena terminato, la nord, con i perugini. Furono umiliati, perdemmo 2-0 (fu una vittoria storica per il perugia, la prima in casa in serie a) e scoppiarono incidenti in curva (immaginate ultras laziali e perugini nello stesso settore, gomito a gomito. I primi con la fama di essere fascisti [perché i fascisti nella curva della Lazio già c'erano...], i secondi tutti di sinistra). A partita ancora in corso e compromessa i laziali decisero di andare via dalla curva e furono insultati e sbeffeggiati mentre raccoglievano gli striscioni e i tamburi (ancora c'erano i tamburi) e se ne andavano. Uscirono minacciando: ci rivedremo a roma.
Fu una giornata epica per i perugini, l'hanno raccontata per anni (conosco bene perugia, al tempo ci andavo tutte le estati in vacanza in campagna, moltissimi amici miei erano allo stadio quel giorno e m'hanno raccontato per filo e per segno l'accaduto, comprese le burle subite dai tanti laziali arrivati da Roma in macchina con fare altezzoso che, chiedendo informazioni su dove stesse "il campetto" per la partita venivano inviati in sprofondi lontani da indicazioni volontariamente sbagliate...).

Al ritorno ci fu la vendetta. I perugini presero un sacco di botte, addirittura vicino alla Palla prima di entrare vedemmo ultras della Lazio travisati con sciarpe e bandiere biancorosse avvicinarsi a tifosi del perugia veri, che stavano entrando, per picchiarli e rubare loro le bandiere. In tevere non numerata, dove stavo io, ci fu un accoltellato. Ci fu la caccia al perugino. E non sto esagerando.

La gazzarra contro Sollier fu clamorosa ed ebbe ampia eco sui giornali per una settimana. "Sollier boia" fu la cosa più gentile che partì dalla curva sud (al tempo gli ultras della Lazio erano ancora sistemati dove oggi ci sono i distinti ospiti, in alto quasi ai confini con la monte mario) e fu una gazzarra politica. Non c'erano ancora gli Eagles, c'erano gli Ultras, i Commandos Monteverde, c'erano i Folgore, credo che il capo di tutto fosse ancora Goffredo Lucarelli, "il Tassinaro" (se sbaglio qualche dettaglio mi scuso con chi dovesse avere ricordi più vividi ma credo di ricordare abbastanza bene l'accaduto).

Fu una carneficina, mi scuso per il termine un po' splatter ma è la verità. Moltissimi perugini vennero feriti e picchiati, alla fine pure mazziati perché rubammo loro la partita (punti d'oro per noi perché stavamo lottando per evitare la b) e Sollier fu insultato tutta la partita per la sua appartenenza politica.

Tutto questo per dire che? Che a gennaio del 1976 gli ultras della Lazio erano già pesantemente infiltrati dai fascisti e che contro Sollier la contestazione fu fatta da ultras fascisti della Lazio contro un calciatore che professava apertamente idee di estrema sinistra.

Quindi quando proviamo a ricostruire la storia degli ultras laziali e cerchiamo le origini dell'infiltrazione fascista al suo interno ricordiamoci che essa avvenne dalle origini, dalla nascita dei gruppi, fin dal 1975 quindi. O che quantomeno la presenza dei fascisti nei gruppi di tifo ultras organizzato è maggioritaria fin da subito. D'altronde i nomi dei gruppi ante Eagles, i commandos monteverde del Tassinaro, i folgore, sono lì a testimoniarlo.

[mi scuso per la lunghezza]

CityZen

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Grazie Orchetto interessante e diretta testimonianza. Per uscirne dovremmo sapere ben bene come sono state le cose. secondo me.

RG-Lazio

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Citazione di: paolo71 il 20 Nov 2019, 10:31
che articolo è?
io non ho mai letto repubblica...

la notizia...il what? dell´articolo é la donazione da parte dei tifosi del celtic (delle green brigade) alla Baobab  Experience.
I tifosi del Celtic commentano la loro donazione con le seguenti parole:

"Il Celtic è un club di immigrati. In fuga dalla carestia e dall'oppressione coloniale, un gruppo di immigrati ha fondato il Celtic Football Club per nutrire i bambini affamati di una comunità che aveva trovato una nuova casa a Glasgow.
Purtroppo, nel 2019, l'intolleranza verso gli immigrati è ancora una storia familiare in tutta Europa. Troppo spesso questo si manifesta negli stadi di calcio e troppo a lungo è rimasto incontestato. Dobbiamo avere la forza di difendere gli ideali da cui siamo nati. Allo stesso tempo dobbiamo combattere contro quei principi che sono l'antitesi della nostra stessa esistenza. Non c'è posto per il fascismo al Celtic Park come in nessun altro luogo."

quello che é un messaggio contro il fascismo negli stadi, diventa su merdpubblica una dichiarazione di "guerra" ai laziali in quanto fascisti.

quelli del Baobab quanto meno fanno una differenziazione nel post di FB "Vi ricordate il corteo di una parte della tifoseria laziale con cori e saluti fascisti per le vie di Glasgow". Ossia parlano di una "parte" della tifoseria laziale non del tutto (per me quel parte é importante)

su merdpubblica si parla prima di "laziali" qualche volta di "ultras laziali" senza distinzione, la cui parata con saluto romano sarebbe stata cancellati e umiliati da tale iniziativa

pan

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sì però ragazzi, sapere se le infiltrazioni di estrema destra ci sono state a metà degli anni 70 o negli anni 80 con gli irr  è interessantissimo come notizia socio/culturale ma non è che cambia niente ai fini della narrazione sulla Lazio. che cambia questo spostamento di dieci anni? niente. perchè il problema non è se ci fossero già, più o meno, i fasci, il tassinaro, dieci anni prima dell'avvento ufficiale 1987. il problema è che fino a quel momento non si enfatizzava la faccenda. esattamente come nella curva sudde, anch'essa abbondantemente nello stesso periodo infiltrata dai destri. o meglio per tutte e due le curve se ne parlava come una notizia, la giusta informazione, quella che dovrebbe essere, SENZA DARE ETICHETTE.
quindi, a meno che non ho capito ancora una volta il quesito di RGLazio, che ha sottolineato come rischiamo di andare OT, è la narrazione post fine anni 70/80  che ha recato i problemi di cui lui chiede. da lì sono stati piantati i semini.
Lui li ha avvertiti dopo gli anni novanta. Certo perché ormai i semini erano cresciuti, la situazione era incancrenita sia a livello di mani a paletta che a livello di comunicazione settaria decisa a tavolino: i cambiamenti li fissi col tempo anche a livello comunicativo. La motivazione di questo cambio negativo nei confronti della Lazio? Ognuno prova a dirti la sua, RG Lazio, nell'ambito delle opinioni personali come ti ho detto nei post precedenti, non c'è un episodio plateale degli anni 2000 al quale si può ricondurre la causa della stampa avversa, credo.


 


CityZen

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* 351
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io non l'ho capito bene, invece, il post di Pan. Cosa vuol dire? non importa ricostruire gli eventi ma... ? cosa importa ?

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ronefor

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Citazione di: pan il 19 Nov 2019, 21:21
no, non sono giovane.
comunque tu parli del 74, e si fa presto ad arrivare al 78, il periodo che analizzo io. negli anni 60 mi dicono che queste divisioni sinistra/destra non esistessero, eppure la Lazio c'era da sessant'anni: avoja a inquadrarla se fossero state vere.
la mia disamina, sottolineo personale quindi le mie percezioni possono essere sbagliate ci mancherebbe, si basava più che altro sul lavoro oscuro che è stato fatto da molti divulgatori, giornalisti, della roma. un giornalista di oggi di trenta, quarant'anni non si pone la domanda se ciò di cui parla tanto convinto sia un luogo comune o meno. per lui è il verbo. perché è nato con queste informazioni ricevute in eredità, non ci pensa nemmeno ad analizzarle. io mi soffermavo proprio sulla genesi dei soliti mantra. l'avvento degli irriducibili ha poi dato una mano alla diffusione della cazzata (per me) originaria.
maledetta giovinezza  :p
negli anni 60 le divisioni non esistevano come ti hanno detto,la Lazio era poco considerata e ritenuta squadra della provincia(bandiere con la donna ciociara ecc ecc, il tifoso Laziale medio nemmeno sapeva che la Lazio era nata a Piazza della Libertà in Prati)
il boom è iniziato con la banda Maestrelli e anche li iniziò la nomina della squadra dei pariolini(giocatori allenatore dirigenza e alla fine anche la curva)
Con lo scudetto è iniziato anche  il vero dualismo e la rivalità delle curve agli opposti politici
Quando anche la curva degli imbecilli divento' prima pluripoliticizzata e poi di destra arrivarono gli Irriducibili che col loro stile colpirono l'immaginario collettivo della mentalità ultras Europea(ma anche in Oriente cominciarono ad apprezzare la Lazio) e  inculcarono il binomio Lazio/Destra
Da allora i giornalai e i media tutti hanno esasperato il concetto Lazio fascista in ogni occasione si presentasse perché la presenza dei canidi è forte ad ogni livello e al contrario di quello che dicono ci temono e ci soffrono quindi non perdono occasione per metterci in cattiva luce
Ci vorranno  decenni per "prendere potere"

ronefor

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Citazione di: Indaco il 20 Nov 2019, 12:12
Quindi, se non capisco male dalla tua frase, traiamo delle conclusioni dal fatto di Sollier. O meglio, consideriamolo un mattoncino importante nella ricostruzione che stiamo facendo. Io provo a dire la mia.

Il campionato è quello del 1975-76, primo del perugia di castagner in a. Per la Lazio invece è il campionato della salvezza all'ultima giornata a Como (2-2), il secondo dopo la vittoria dello scudetto, quello dell'esordio di Giordano in serie a, quello di Corsini allenatore cacciato a un certo punto per far ritornare Maestrelli che sembrava stare un po' meglio e il cui allontanamento dalla panchina sembrava aver lasciato 11 orfani in campo.

La partita è la terza del girone di ritorno e si gioca il 22 febbraio 1976 (sono andato a controllare in rete). Finisce 1-0 per noi, gol di Chinaglia, e fu un furto clamoroso (al perugia venne annullato il pareggio regolarissimo di Novellino).

Fu una giornata tesissima e fu caratterizzata dalla gazzarra contro Sollier. Ma non solo. C'erano tanti tifosi del perugia (era la prima trasferta a roma, casa Lazio, in serie a della storia) e complice la vicinanza e il bel campionato della loro squadra vennero almeno in 5mila, compreso un mio parente che stette con noi in tevere non numerata. Dopo quella domenica tanti perugini a roma a vedere la loro squadra contro la Lazio non si videro mai più... Per anni ne sono venuti al massimo duecento.

I laziali se l'erano legata al dito a causa di quello che era accaduto all'andata, 3 giornata di campionato, quando andarono in tantissimi a perugia e si divisero l'unica curva del Curi appena terminato, la nord, con i perugini. Furono umiliati, perdemmo 2-0 (fu una vittoria storica per il perugia, la prima in casa in serie a) e scoppiarono incidenti in curva (immaginate ultras laziali e perugini nello stesso settore, gomito a gomito. I primi con la fama di essere fascisti [perché i fascisti nella curva della Lazio già c'erano...], i secondi tutti di sinistra). A partita ancora in corso e compromessa i laziali decisero di andare via dalla curva e furono insultati e sbeffeggiati mentre raccoglievano gli striscioni e i tamburi (ancora c'erano i tamburi) e se ne andavano. Uscirono minacciando: ci rivedremo a roma.
Fu una giornata epica per i perugini, l'hanno raccontata per anni (conosco bene perugia, al tempo ci andavo tutte le estati in vacanza in campagna, moltissimi amici miei erano allo stadio quel giorno e m'hanno raccontato per filo e per segno l'accaduto, comprese le burle subite dai tanti laziali arrivati da Roma in macchina con fare altezzoso che, chiedendo informazioni su dove stesse "il campetto" per la partita venivano inviati in sprofondi lontani da indicazioni volontariamente sbagliate...).

Al ritorno ci fu la vendetta. I perugini presero un sacco di botte, addirittura vicino alla Palla prima di entrare vedemmo ultras della Lazio travisati con sciarpe e bandiere biancorosse avvicinarsi a tifosi del perugia veri, che stavano entrando, per picchiarli e rubare loro le bandiere. In tevere non numerata, dove stavo io, ci fu un accoltellato. Ci fu la caccia al perugino. E non sto esagerando.

La gazzarra contro Sollier fu clamorosa ed ebbe ampia eco sui giornali per una settimana. "Sollier boia" fu la cosa più gentile che partì dalla curva sud (al tempo gli ultras della Lazio erano ancora sistemati dove oggi ci sono i distinti ospiti, in alto quasi ai confini con la monte mario) e fu una gazzarra politica. Non c'erano ancora gli Eagles, c'erano gli Ultras, i Commandos Monteverde, c'erano i Folgore, credo che il capo di tutto fosse ancora Goffredo Lucarelli, "il Tassinaro" (se sbaglio qualche dettaglio mi scuso con chi dovesse avere ricordi più vividi ma credo di ricordare abbastanza bene l'accaduto).

Fu una carneficina, mi scuso per il termine un po' splatter ma è la verità. Moltissimi perugini vennero feriti e picchiati, alla fine pure mazziati perché rubammo loro la partita (punti d'oro per noi perché stavamo lottando per evitare la b) e Sollier fu insultato tutta la partita per la sua appartenenza politica.

Tutto questo per dire che? Che a gennaio del 1976 gli ultras della Lazio erano già pesantemente infiltrati dai fascisti e che contro Sollier la contestazione fu fatta da ultras fascisti della Lazio contro un calciatore che professava apertamente idee di estrema sinistra.

Quindi quando proviamo a ricostruire la storia degli ultras laziali e cerchiamo le origini dell'infiltrazione fascista al suo interno ricordiamoci che essa avvenne dalle origini, dalla nascita dei gruppi, fin dal 1975 quindi. O che quantomeno la presenza dei fascisti nei gruppi di tifo ultras organizzato è maggioritaria fin da subito. D'altronde i nomi dei gruppi ante Eagles, i commandos monteverde del Tassinaro, i folgore, sono lì a testimoniarlo.

[mi scuso per la lunghezza]
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