Gruz qui il clima goliardico lo conosci, ora è il tuo turno di prendere gli sberleffi. Ma ti si vuole bene

Aggiungo che pur essendo uno statistico non sono esperto di modelli econometrici e la metodologia usata da LS la posso solo intuire. Figuriamoci per chi ha altra formazione quanto sia facile prendere cantonate, a volte anche senza la consapevolezza di non sapete.
Quando mi capita di fare seminari all'Università o eventi divulgativi una delle mie prime slide riporta
"I dati sono dati?"
Gioco di parole ripreso da un grande professore di statistica come Enzo D'Arcangelo (a parte essere romanista, persona veramente in gamba e stimolante culturalmente, non si può avere tutto

) che evidenzia in modo chiaro come troppe volte si pensa ai dati come qualcosa di esistente, devi solo aprire il cassetto giusto e li prendi. Sono "dati", appunto.
Non è così, quasi sempre il dato che vorresti non esiste, devi accontentarti di qualcosa che gli va vicino, usare una variabile misurabile X al posto di una variabile non misurabile (o non disponibile) Y, una variabile "PROXY".
E a volte, anche quando un certo dettaglio è disponibile può essere preferibile lavorare a livello più aggregato, accettando di perdere quel dettaglio, per avere però numeri robusti.