Citazione di: Sfumatura il 08 Nov 2022, 08:48
Questo coro è almeno un anno che viene cantato, in casa e in trasferta. E' pessimo, ma è un caso che se ne siano accorti il giorno che perdono il derby? Addirittura la squadra lo avrebbe cantato? Siamo seri. Stanno rosicando che abbiamo vinto e come proviamo ad avvicinarci, lassù tirano fuori le armi pesanti.
Però cercando di essere lucidi, c'è da dire una cosa: per quanto il coro sia brutto e senza logica, non è antisemita. Antisemita è qualcosa che offende e va contro gli ebrei, qui si dice solo che si va a pregare in sinagoga. Dove sarebbe l'offesa? Chi va in sinagoga farebbe qualcosa di sbagliato e quindi assimilare chi compie questa azione ad una persona è offensivo? Se avessero cantato "la mattina vai a rubare....ecc..." allora sarebbe offensivo, perchè stai dando del ladro, ma che si vada a pregare non ha nulla di offensivo. Credo stiano forzando la mano, per destabilizzare la squadra per le prossime due partite.
vi prego rega, dire questa cosa vuol dire non sapere che significa "antisemita".
O far finta di non saperlo, non so quale è peggio, ma a leggervi penso siate sinceri ed è estremamente preoccupante.
Ripeto: faccio un altro esempio.
Se io dicessi "
ammazza quanto hai pulito bene, vabbè sei una donna, è normale" tale commento che vorrebbe addirittura esprimere apprezzamento è sessista. Dire che sei brava a pulire perché donna è sessista. Ok? Ci siamo? Non è che per essere sessista devo dire "puttana, zitta e lava".
Dire in un coro ai romanisti che vanno a pregare in sinagoga quando chiaramente questa cosa non avviene perché non c'è alcuna correlazione tra essere romanisti e andare in sinagoga, implica che quell'azione di andare in sinagoga è letta come azione negativa. Negativa perché? Perché si è ebrei. Dunque ebreo assume un'accezione implicitamente negativa.
Quindi certo che è antisemita, porca la miseriaccia ladra.
Poi magari sono [...] io che mi metto qui a spiegare pure significanti e significati, però non penso serva essere esperti di decostruzione del linguaggio e attenti lettori di Derrida (quale io non sono) per rendersene conto.