Mettiamo il caso che un calciatore, uno a caso, che guadagna milioni di euro l'anno si compri un auto molto costosa. Difficile pensare che faccia le pulci per l'assicurazione. Il buon senso mi dice che non è escluso che la sua assicurazione sia un'assicurazione casco.
Mettiamo caso che hai un incidente stradale, non conta di chi sia la colpa perché con l'assicurazione casco i danni sono comunque coperti. In quel caso per riparare l'auto devi fare un denuncia alla tua assicurazione. Non è una cosa particolarmente maligna e cattiva. Le assicurazioni si fanno per questo, esistono per questo, per riparare i danni alle automobili in caso di incidente. Se fai la polizza casco, che è piuttosto cara, puoi far riparare la tua automobile anche in caso di responsabilità tua (secondo certi parametri, ma insomma, è quello l'obiettivo). Ovviamente la trafila comporta che si passi attraverso una comunicazione all'assicurazione, alla propria assicurazione.
Ma non per Repubblica, e non per Ciro Immobile.
Perché come diceva Moretti le parole sono importanti.
Ciro non fa una denuncia alla sua compagnia di assicurazione, Ciro BUSSA ALLA PORTA. Come un mafioso che chiede il pizzo magari. Come un volgare prepotente. Sto cattivone della Lazio, che nel titolo più importante, quello che la casalinga di Voghera (una che da in culo mille volte a qualsiasi giornalista di repubblica in termini di onestà intellettuale probabilmente) legge, alla fine della fiera addirittura, senza vergogna st'impunito,
CHIEDE I DANNI ALL'ATAC. Quindi a Roma, alla città, a noi. Perché è questo il passaggio che vogliono venga percepito. Che il giocatore della Lazio sfrutta la città.
Quando, appunto, poi leggi, anche solo nell'occhiello, che Immobile ha semplicemente iniziato l'iter con la sua compagnia di assicurazione che, per conoscenza, ha trasmesso l'informazione alla compagnia di Assicurazioni che assicura i veicoli Atac. Per un incidente in cui sono state coinvolte le due bambine.

Stemmerde cacate a forza.
C'hanno la credibilità de Paperoga.
Stemmerde cacate a forza.