Citazione di: fish_mark il 03 Giu 2014, 20:06
I padri dei nostri figli quando erano bambini non vivevano la loro Lazio in un'atmosfera celestiale. Anzi, all'indomani dello scudetto furono sempre più assediati dai romanisti mentre la loro squadra vagava stordita tra serie B e salvezza in A.
I nostri figli hanno soltanto il diritto allo studio.
Lo stadio è un luogo di passione e sofferenza: non ci sono i gonfiabili.
Nasco Laziale negli anni '80, quando la roma era forte e noi stavamo in B; avevo 11 anni in Monte Mario quando Chiodi scheggiò il palo, a Torvajanica Cerezo ballava la samba in spiaggia circondato da ragazzini mentre io e mio cugino strabuzzavamo gli occhi per Sciarpa che giocava a biliardino con la maglietta della Lazio.
La prima trasferta fu a Napoli per restare in B e a scuola, non in classe, a scuola dico eravamo in 7 a tifare Lazio, contro tutti.
Quindi non mi devi raccontare com'era essere Laziali ai tempi.
Sto in guerra da allora, non ho mai smesso. Ieri disegnavo la testa d'aquila sui muri di scuola, oggi a 42 anni giro come un [...] con la maglietta di Lulic.
Poi sto invecchiando e non nascondo che mi piacerebbe pure uno stadio meno esasperato e più civile, non lo nascondo.
Ma non era di questo che parlavo. Parlavo di uno stadio in cui è protagonista la Lazio che gioca e noi che la tifiamo.
Un'equazione semplice, da cui non si può prescindere se si vuole far vivere anche ai nostri figli la passione che ci animava mentre sostenevamo i nostri campioni: Filisetti, Calcaterra, Vella etc.
Tifare Lazio non è un pranzo di gala vero, contestazioni e scioperi ci sono sempre stati da Maestrelli a Cragnotti, da Lenzini a Nesta (sigh!) non si è salvato nessuno, lo so bene;
ma oggi è diverso.
Oggi, da 10 anni, va in scena con diverse intensità, a seconda se si vince una coppa o se si hanno i permessi per allestire i gonfiabili fuori la curva, una guerra che ha mortificato lo stadio nel suo complesso, lo ha svuotato del suo senso e lo ha reso posto inadeguato a far crescere nuovi Laziali.
I bambini devono appassionarsi, divertirsi, tifare la squadra, sventolare la bandiera.
E crescere Laziali.
Non possono incupirsi appresso a genitori, tifosi falliti, che ossessionati da Lotito, si sono dimenticati della Lazio.
Famoli ride sti figli nostri, che pe' disperasse ce sarà sempre tempo.