Citazione di: Pikkio il 12 Mar 2014, 19:26
dimentichi solo che i soldi di sky e mediaset non ce li aveva nessuno.
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è vero, non ce li aveva nessuno.
dov'è allora la differenza con il tartan?
Sta nel fatto che magari sulla pozzolana avere scarpe di un certo tipo era decisivo, sul tartan lo è meno.
E questo conta.
Tornando quindi al calcio: avere decine di milioni di diritti tv ha avvicinato le squadre dal bacino d'utenza maggiore a quelle che avevano un vantaggio storico basato sul proprio gruppo industriale/imprenditore di riferimento.
Ti ricordi che negli anni '90 si parlava delle "sette sorelle"? Chi erano e sulla base di cosa?
Se infatti andiamo a vedere la dinamica generale del movimento calcistico italiano ci accorgiamo che oggi fatta eccezione della juve (che per ristabilire questo gap versa nelle casse centinaia di milioni di euro), le altre due - inter e milan - faticano parecchio.
Si sono dovute indebitare fino al collo per mantenere le distanze e se la cosa ha pagato nel breve, sta oggi presentando il conto.
Nell'Era dei diritti TV o hai l'emiro, il magnate russo, la Fiat (un gradino sotto), Berlusconi/Moratti finché je reggono i conti, oppure stai su quel livello lì.
Insieme a roma, Napoli, Fiorentina e, perché no, Lazio. E infatti Milan e Inter stanno a quel livello lì e pure co svariati milioni di debito per la fatica accumulata nell'ultima decade.
Noi questa cosa non possiamo far finta che non sia successa.
Perchè DeLa fa un certo discorso sul Napoli? O perché lo fa Unicredit (al netto di impicci d'altro tipo)?
O perché ci prova quel matto di Thorir accollandosi addirittura debiti a otto zeri? E Della Valle?
Perché è evidente che finché in Italia non arrivano un altro paio di magnati come nel resto d'Europa, ci sono un paio di posti liberi.
Prodromi del supercampionato europeo? Può darsi, ma andremmo su un altro discorso, evito.
Ma ciò non cambia che la situazione è questa.
E se ce prova Della Valle pikkiè, ce DOVEMO provà pure noi.
E' un treno che c'è adesso, non tra dieci anni. Tra dieci anni vivremo l'effetto di quanto accade ora.
Come dalla fine degli anni '90 abbiamo vissuto gli effetti dei diritti tv nei dieci anni successivi.
Se i tifosi si aspettano questo so' matti? (non è una domanda retorica)
A me pare che Lotito c'abbia provato una volta, gli abbia detto male (e ha fatto almeno un paio di cazzate) e da lì ha voltato registro, soprattutto perché non gli fanno fare lo stadio come dice lui.
E perché non lo fa, perché cinicamente ricerca il male della Lazio? Assolutamente NO.
Per come la vedo io e guardando agli ultimi due anni, semplicemente perché ha adottato un'altra strategia imprenditoriale, che gli garantisce un profitto basso a basso rischio.
Si è attestato su uno standard, consapevole che più o meno su sta corrente se tiene la barra dritta più di tanto non rischia e alla fine ce guadagna.
E' questo il punto! Non che me devi arrivà sempre terzo (figuriamoci).
Ma per la realtà che è la Lazio tu oggi devi avere un rendimento in cui graviti sempre nelle zone alte e ogni tanto, quando ti dice bene, ti affacci pure in quelle altissime.
E' chiaro che da questo tentativo ad un salto di qualità definitivo ci passano tante cose.
E pretendere QUESTO io lo riterrei in malafede. Non si può chiedere.
Chiedere invece che il progetto tecnico-sportivo sia conseguente al discorso appena fatto mi sembra invece ragionevole, mi sembra legato ad alcuni dati di realtà e non solo ai sogni dei tifosi.
In questo i modi di Lotito rendono solo più isterica un'incazzatura che già ci sarebbe.
Mi pare banale affermare che se fai i passaggi giusti, il fatto che tu sia insopportabile diviene irrilevante.
Poi oh, se ci vogliamo attenere ai risultati attuali evitando di vedere una dinamica di medio periodo ok.
Negare che sia però in atto sulla base di una coppa italia in meno per il Napoli non mi pare molto lungimirante.
Finisco sulla protesta, anche rispetto a quello che dice Tarallo: è la migliore protesta possibile?
Assolutamente no.
E' confusa, dice cose molto diverse e ha un solo collante: essere contro Lotito.
Questa è la cosa più negativa di tutte. Perché le proteste vincenti sono quelle che hanno come collante un aspetto propositivo, un qualcosa che ti spinge in avanti e non l'unità sulla base di un nemico, che il miglior risultato che può portare è una buona resistenza (nel caso in oggetto del tutto inutile).
Servono punti concreti su cui discutere, perché io mi rifiuto di articolare la mia protesta in un augurio di morte.
Mi rifiuto e mi rifiuterei pure se oggi fossimo diciottesimi su venti. Come mi rifiuto che si dia la forma dello stadio deserto.
Quindi su questo siamo più che d'accordo (con tutti e due).
Tuttavia qui non stiamo discutendo (credo) come continuare, perché non dipende da noi.
Stiamo solo cercando di capire se in mezzo a questa tempesta c'è un faro lì in fondo che possa avere un senso comune, anche per Laziali che continuano ad avere idee diverse sul fatto che il vento sia una Tramontana o un Maestrale.