Citazione di: Tarallo il 26 Mar 2011, 09:01
Ma perche', cosa ti deve la Lazio, a te?
Quale obbligo ha sottoscritto la Lazio nel momento della fondazione verso i suoi tifosi?
Di cosa ci si innamora quando si vedono quei colori?
Di cosa ci si innamora quando si tifa per il Cambridge City? [Quando abitavo la' era la squadra che andavo a vedere regolarmente (biancoblu, contro gli odiati e molto piu' forti United, gialloverdi e un paio di categorie piu' in alto)]. Ci si aspettano vittorie che non verranno mai? Si va a vederli per prenderli per il culo quando perdono contro lo Stourbridge e quando lisciano a due metri dalla porta? Ma davvero siamo cosi' meschini? Ma perche' non ce ne stiamo a casa, allora? Ci staremmo a provare ad avere una claque di perdenti falliti che ci guardano mentre lavoriamo e si sbellicano dalle risate se la facciamo noi, una cazzata? Ah, ma loro guadagnano milioni. Ma sticazzi no, eh? Sono uomini, hanno muscoli e sentimenti, e possono reagire positivamente o negativamente a fattori esterni. Milioni o no.
Che cazzo e' il tifo, porcaccia di quela zozza?
Davvero e' il diritto di criticare e fischiare, preventivamente se ci va, in quanto clienti?
Davvero e' la liberta' di fare quello che vogliamo, anche davanti all'evidenza che il nostro comportamento non aiuta la squadra che in teoria dovremmo amare? Lo facciamo per lei, come il marito che picchia la moglie?
Davvero e' sedersi sul trespolo aspettando l'errore e la sconfitta (dio ce ne scampi, senza sostenere la squadra sgolandoci nel frattempo, ma brontolando col vicino) cosi' possiamo dire te l'avevo detto, e provare quella speciale soddisfazione che aumenta la nostra autostima?
ma davero?
Perche' se e' cosi' si spiega perche' pagate per andarla a vedere. Non esiste un veicolo cosi' efficace e non violento (manco sempre) per sentirsi meglio, sfogarsi, vomitare le nostre frustrazione prima di ricominciare un'altra settimana di merda.
Praticamente la Lazio la vedete come il vostro divano dello psicanalista personale, e costa anche un po' meno.
Questo e' il tifo della Lazio oggi.
Bella roba.
Piu' che altro il tifoso medio della Lazio ci dovrebbe andare dallo psicanalista, ma uno bravo.
E io mi ci metto in mezzo, sia chiaro.
Secondo me è sadomasochismo, ecco il punto.
Fischiare il giocatore o l'allenatore alla lettura delle formazioni è un po' come fischiare se stessi.
E quando siamo primi o secondi, comunque non ci crediamo.
Accusiamo la squadra di non crederci ma in realta' siamo noi i primi.
Il dire te l'avevo detto dopo esserci lamentati non aumenta affatto la nostra autostima, ma piuttosto
ci rassicura nel nostro cantuccio d'infelicita' e di incompiutezza, al riparo da pericolosi picchi di felicita'.
Tutti i presidenti della Lazio hanno subito contestazioni, nessuno escluso.
ma Lotito è quello che si resta meglio allo scopo: è perfetto nella sua imperfetta ambizione
alla positivita'.
E' la metafora di una vita che ci delude, di un lavoro che non ci piace, di un matrimonio che ci annoia.
E le nostre divisioni, i nostri conflitti tra tifosi, sono anch'esse simboli di contraddizioni interne laceranti
che fanno parte di noi e non riusciamo a ricomporre.
E ha ragione Joker citando Cragnotti che crea mostri, perche' nel momento di nostra massima gloria ci ha dato anche lo stigma di clienti, e oramai noi lo abbiamo introiettato.
Sono cliente, pago, e non sto dando soldi alla mia passione, perche' la passione non si compra e non ha prezzo.
Sto pagando il mio diritto a esprimere la mia negativita' sull'oggetto del mio amore.
E' un'estremizzazione, ma in fondo anche plausibile, del calcio-business moderno.
E noi laziali in quanto a estremizzazioni siamo sempre stati all'avanguardia.