Identificarsi in un campione biancoceleste

Aperto da kelly slater, 02 Set 2011, 00:01

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JSV23

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Lazionetter
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Citazione di: Beijing09 il 02 Set 2011, 19:27
Non mi risulta. Sarei diventato della Roma quando potevo, come fecero altri.
Ci risentiamo se parlano più del Napoli rispetto alla Lazio semplicemente perchè è INGIUSTO.
Poi non ho detto che siamo pochi ma che non ci interessa quanti siamo, non è importante.
Se vai a vedere le presenze allo stadio o gli abbonamenti alle pay per view vedrai che non siamo inferiori ad altri pur essendo sempre ostacolati dai mass media.

Io credo che il Laziale abbia una sorta di manuale da seguire, per apparire diverso da tutto e tutti.
Non ci interessa quanti siamo? sbagliato!
I diritti tv, i soldi, si spartiscono anche e soprattutto in base a questo, quindi avere più tifosi significa avere più soldi, per dirla papale papale.
Facendo gli snob e gli alternativi finiremo per emarginarci, perchè un tempo il calcio era passione, oggi è business, e da soli finiremo cose sardine in bocca ai pescecani.
Su Sky parlano più del Napoli che della Lazio per quale motivo secondo te? perchè gli è più simpatico?
Noi non siamo ostacolati dai mass media perchè siamo diversi, ma perchè siamo di meno e portiamo meno soldi questo sia chiaro.

Beijing09

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Citazione di: JSV23 il 02 Set 2011, 20:02
Non ci interessa quanti siamo? sbagliato!
I diritti tv, i soldi, si spartiscono anche e soprattutto in base a questo, quindi avere più tifosi significa avere più soldi, per dirla papale papale.
A me dei soldi non me ne frega nulla. La mia è una passione.
Sky non ce l'ho e nemmeno premium.

JSV23

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* 20.708
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Citazione di: Beijing09 il 02 Set 2011, 20:27
A me dei soldi non me ne frega nulla. La mia è una passione.
Sky non ce l'ho e nemmeno premium.

a te no, ma alla società dovrebbe interessare.
Se vuoi competere ad alti livelli i soldi sono importanti (ma che lo devo pure scrivere?).


Beijing09

*
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* 3.922
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Citazione di: JSV23 il 02 Set 2011, 20:31
a te no, ma alla società dovrebbe interessare.
Se vuoi competere ad alti livelli i soldi sono importanti (ma che lo devo pure scrivere?).
Certo, qui si parlava di tifoseria... Lotito sa benissimo quanto siano importanti i soldi.

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ale10sslazio

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Lazionetter
* 428
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Citazione di: jp1900 il 02 Set 2011, 10:43
Bologna
Cagliari
Catania
Cesena
Chievo
Fiorentina
Genoa
Inter
Juve
Lazio
Lecce
Milan
Napoli
Novara
Palermo
Parma
Roma
Siena
Udinese
Atalanta


Mi dite per cortesia i tifosi delle squadre sopra menzionate con chi si identificano? Considerate che totti lo stanno facendo fuori, così come Del Piero.

Bologna     -  Di Vaio......indiscutibile
Cagliari      -  Conti..........con buona pace del papà
Catania      - Loro c'hanno un Lomonaco che li mantiene sempre in A e tanto gli basta
Chievo       -  stesso dicasi del presidente di un quartiere
Fiorentina  -  pure loro hanno appena perso Montolivo
Genoa       -  cambiono 25 giocati l'anno si devono accontentare di Preziosi
Inter         - su una loro bandiera (Facchetti) c'hanno appena scritto una canzone...magari la prossima sarà
                   Zarate!
Juve         -  Del Piero è l'ultima di una serie di bandiere infinite.....sulle bandiere e l'appartenenza c'hanno
                  scritto la storia calcistica d'Italia
Milan        -  vale lo stesso discorso della Juve...guarda come si lamentano dell'esclusione di Inzaghi...per non
                  parlare del fatto che hanno come presidente il capo del governo...più bandiera di così
Napoli      - prova a vedere che succede se De Laurentis gli vende uno della triade
Atalanta   - difendono Doni nonostante l'evidenza
Udinese    -  se non avessero Di Natale che ha rifiutato la Juve per loro che farebbero ora?
La roma non la quoto....loro hanno la bandiera parlante

.............come vedi!!!!!!!!!!!

ale10sslazio

*
Lazionetter
* 428
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Citazione di: JSV23 il 02 Set 2011, 20:02
Io credo che il Laziale abbia una sorta di manuale da seguire, per apparire diverso da tutto e tutti.
Non ci interessa quanti siamo? sbagliato!
I diritti tv, i soldi, si spartiscono anche e soprattutto in base a questo, quindi avere più tifosi significa avere più soldi, per dirla papale papale.
Facendo gli snob e gli alternativi finiremo per emarginarci, perchè un tempo il calcio era passione, oggi è business, e da soli finiremo cose sardine in bocca ai pescecani.
Su Sky parlano più del Napoli che della Lazio per quale motivo secondo te? perchè gli è più simpatico?
Noi non siamo ostacolati dai mass media perchè siamo diversi, ma perchè siamo di meno e portiamo meno soldi questo sia chiaro.

Quoto

Aregai

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* 4.325
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E comunque non è veramente più il tempo di identificarsi in un campione nel calcio attuale...come detto da qualcuno ci sono alcuni giocatori che, nel tempo, più si identificano nella squadra nella quale giocano, nei valori e nelle idee dei suoi tifosi...è esattamente il contrario ed è a costoro che il tifoso dovrebbe rivolgersi e "affidarsi" ma certamente non identificarsi.

eagles4ever66

*
Lazionetter
* 102
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Io a mio figlio gli ho sempre comprato la maglia della Lazio senza nessun nome sulle spalle...............gli ho insegnato che l'unico simbolo importante della Squadra e' l'Aquila che sta sul davanti !!!!

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drini

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* 203
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corebiancazzurro

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* 3.815
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personalmente non ho mai visto Zarate come un idolo quindi non posso neanche paragonarlo a quando vidi partire Nesta,Gazza,Stam ecc ecc
io il mio "campione" ce l'ho in squadra dal 2004 ed è anche il capitano della mia Lazio oltre che uno degli attaccanti più prolifici della nostra storia
TOMMASO ROCCHI!!

Zoppo

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Topic interessantissimo.

Il discorso del simbolo è un discorso, vuoi o non vuoi, a noi caro. Penso che sul pensiero che la maglia venga prima di tutto siamo tutti d'accordo. E situazioni come questa di Zarate e tutte le altre insegnano proprio questo. Io ho le maglie di Nesta, Crespo, Nedved, Stankovic. Ho pianto a 11 anni quando andò via Conceicao a cui ero molto legato. Il giorno in cui Alessandro Nesta andò a Milano non uscì di casa per una settimana. Mi chiamò addirittura mio fratello (romanista) per consolarmi. Esperienze che anche voi avete vissuto e che conoscete benissimo. E' da quel giorno che ancora speriamo tutti, che un ragazzino esca dalla primavera per ricalcare la carriera di Nesta e contrastare quello dellà. Chi non lo confessa secondo me mente.

Su Zarate, nello specifico, per me non sarebbe stato mai un giocatore a cui mi sarei identificato, ma queste sono considerazioni personali. Come dice benissimo un monologo nel film "Febbre a 90°", anche se parlava di altro, c'è sempre un'altra stagione. Ci saranno altri gol e altre giocate. Di altri fortissimi giocatori che per fortuna abbiamo. Ci affezioneremo a qualcun altro, e a qualcun altro ancora quando questo o quello andrà per altri lidi. E lo continueremo a fare, nonostante tutto. Perchè sappiamo che la Lazio viene prima di tutto.


Se la vendita di un calciatore, qualunque esso sia, ti porta a cambiare fede e a tifare per qualcun'altra squadra, per me significa che non sei pronto per supportare ed aiutare questa meravigliosa maglia


Centurio

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la maglia é meravigliosa, ma chi la indossa non sono i manichini in campo.
Senza giocatori simbolo non si va da nessuna parte. Perché un bambino dovrebbe tifare per la maglia? Il bambino, tifoso futuro che porterá soldi alla societá, si innamora di un calciatore e poi diventa tifoso della squadra, nella maggior parte dei casi.

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Mocambo

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Topic ottimo e abbondante. Credo che la cessione di Zarate -al di là di quanto lo stesso Maurito ha fatto vedere il primo anno (molto) e negli anni successivi (ben poco, direi)- abbia creato un enorme scompiglio in tutta la tifoseria proprio perchè la sensazione prevalente in questi anni era che finalmente ci fosse in squadra un giocatore nel quale i bambini potevano identificarsi, un uomo-simbolo, un totem laziale da contrapporre al santone dei trigorioidi. Ripeto, non so quanto Zarate abbia fatto in concreto per meritarsi questo onore. Forse troppo poco: il gol spaziale al derby del 2009, il pallonetto a Buffon a Torino e altri flash abbacinanti di questo tipo. Fatto sta che per molti di noi Maurito era diventato 'il' giocatore.
Per questo la sua cessione è stata un trauma, indipendentemente dalla perdita tecnica e di forza della squadra, ampiamente compensabile con l'acquisto di Miro e Djibril là davanti.
Quando mi prende lo sconforto, penso al rigore sciagurato di Udine e d'incanto Maurito mi appare come forse avrebbe sempre dovuto essere considerato: una meravigliosa, maledettissima incompiuta. Per i simboli, insomma, citofonare D'Amico o Nesta.

Beijing09

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* 3.922
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Citazione di: Centurio il 04 Set 2011, 13:04Perché un bambino dovrebbe tifare per la maglia? Il bambino, tifoso futuro che porterá soldi alla societá, si innamora di un calciatore e poi diventa tifoso della squadra, nella maggior parte dei casi.
Allora la vedo dura per i poveri bimbi....
Pensa il bimbo interista quanto amava Eto'o... il bimbo del Manchester amava C.Ronaldo... Il milanista con Kaka.... quello del Panathinaikos con Cisse e così via....
La verità è che si innamorano del campione che in quel momento è in squadra.
Ne va via uno, si innamorano di un altro.

Adler Nest

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Concordo con Bejiing.
3 anni sono pochi per fare di un giocatore un idolo assoluto, figuarsi una bandiera.

oberdan

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Zarate si era provato, giustamente, a farlo diventare l'idolo dei bambini (e anche dei grandi) e ci si era anche riusciti...il problema è che un giocatore per rimanere idolo deve: o giocare quasi sempre alla grande, o impegnarsi in ogni partita che gioca...Maurito, purtroppo, non ha fatto nessuna delle due.
p.s. io l'ultimo giocatore di cui ero "innamorato" e di cui mi sono fatto mettere il numero sulla maglia è stato Karel Poborsky......lì si che sono stato davvero deluso dal trattamento ricevuto dal calciatore e dal modo in cui è stato costretto ad andarsene!

Omar65

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Bel topic. Impegnativo, perchè significa, in buona sostanza, cercare di spiegare
l'irrazionale, quello cioè in cui consiste il legame con una squadra di calcio.
Identificarsi in un campione. Per me non è mai stato fondamentale, e non è mai successo in maniera
"totalizzante", quella che ti fa anche solo pensare (anche se poi non lo fai) "basta, andato via lui
finisce tutto".
Sono laziale per "discendenza familiare", perchè papà mi ci ha portato la prima volta a cinque anni,
perchè fino ai trenta ho rinnovato regolarmente l'abbonamento di "default", a volte senza sapere
nemmeno esattamente chi avevamo comprato. Perchè era così, perchè neanche ti veniva in mente che
la domenica pomeriggio si potesse fare qualche altra cosa, se la Lazio giocava in casa.
Perchè la Lazio continua ad accompagnarmi da allora, da quando si andava tutti insieme con
papà, fratello, zii e cugini (gli ultimi anni anche mia madre!).
Certo, ci sono giocatori ai quali mi sono affezionato di più, e i cui addìi sono stati più dolorosi di altri,
ma poi è passata. E quelli a cui sono sono più affezionato non sono necessariamente i campioni che
mi hanno fatto vincere, ma sono anche i Vella, i Magnocavallo, gli Acerbis, gli Spinozzi e via discorrendo.
Onesti manovali del pallone che però, quello che avevano, l'hanno dato tutto, senza riserve.
Figuriamoci, al momento il giocatore a cui sono più affezionato è Brocchi.
Non ho mai sentito la necessità di un particolare calciatore in cui identificarmi, tanto meno di avere
un contraltare a Totti: non mi interessa.
Questo, però, è il mio percorso, e capisco e rispetto profondamente quelli di tutti gli altri.
Non nego che l'identificazione nel "campione" sia uno di questi, soprattutto per il proselitismo tra
le giovani leve. Mio figlio ha otto anni, ci è rimasto molto male sia per Zarate sia per Floccari.
Ma poi mi ha visto tranquillo, gli ho spiegato che abbiamo giocatori molto forti e che la squadra
è più importante. Non so se mi ha capito fino in fondo, ma si è tranquillizzato.
Insomma, il mio essere laziale è qualcosa che non so spiegare fino in fondo. E' qualcosa che mi
appartiene, che nessuno potrà mai togliermi, è parte importante della mia infanzia e della mia
gioventù, è una trincea, è papà che vorrei riportare allo stadio almeno un'altra volta, malgrado
i suoi problemi di salute. E ho smesso pure di tentare di spiegarlo a chi trova assurdo questo
tipo di coinvolgimento, facendo anche della stolida ironia: non me ne frega niente.
So solo che l'emozione di un prato verde che si apre alla fine della scalinata, circondato dai
colori più belli del mondo, loro non la proveranno mai. Io, che sono un cretino, sì.

cuoreBA

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Lazionetter
* 163
Registrato
Citazione di: JoseAntonio il 02 Set 2011, 01:07

Se a me, a 6/7 anni, m'avessero portato a vedere Olympia allo stadio, me lo sarei ricordato eccome, e cazzo che orgoglio.
E invece qui ci sono persone che strappano l'abbonamento e che "cosa diremo ai bimbi ora?".
Se non sai cosa dire, forse devi guardarti qualcosa e indagare sulla tua identità Laziale che suppongo si voglia estendere ai posteri.
Lo sbaglio, secondo me, non risiede nella dipartita del (presunto) campione, ma nel presentare come identità Laziale il campione di turno.
E' tardi e non so se mi sono spiegato. :))

Ti sei spiegato benissimo e concordo con te.
Ero bambino e tifavo la Svezia che mi faceva vedere un giocatore laziale in nazionale (Selmosson), poi sapete come è andata a finire. Sono cresciuto ed ho preso a riferimento Wilson e Chinaglia, ma poi ... peggio.
Poi mi sono reso conto che il vero mito si chiama solo SS LAZIO: le persone da cui è nata, i valori che che l'hanno fatta crescere; quell'aquila che mi ha fatto commuovere a 60 anni (non a 7 o 8), una società che è forse la più grande polisportiva d'Europa, se non di più (pensate se lo fossero quell'altri).
Facciamo valere i valori veri.
Il laziale non ha bisogno di giocatori in cui identificarsi, piuttosto di giocatori che  si identificano nello spirito laziale.  :since

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kelly slater

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Lazionetter
* 27.227
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Citazione di: Omar65 il 04 Set 2011, 16:32
Insomma, il mio essere laziale è qualcosa che non so spiegare fino in fondo. E' qualcosa che mi
appartiene, che nessuno potrà mai togliermi, è parte importante della mia infanzia e della mia
gioventù, è una trincea...

Maurito10

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Lazionetter
* 792
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Io a differenza di molti netter (romani e quindi legati alla Lazio per regole familiari  ;)) sono diventato un tifoso della squadra più bella del mondo proprio per un giocatore. Ho 22 anni e ho iniziato a seguire il calcio,veramente, solo grazie ad un calciatore che mi faceva letteralmente impazzire. Bobone Vieri!! :) La mia famiglia è la famiglia a-calcistica per eccellenza (ho praticato basket per anni, inizialmente perchè NON potevo giocare a calcio) e per di più vivo a Genova. Vieri, e il suo passaggio alla Lazio, mi ha fatto seguire le vicende della prima squadra della capitale. In seguito, però il mio amore per i colori biancoazzurri è rimasto e di Vieri mi sono pian piano disinnamorato. Ad oggi ritengo questo un'immensa fortuna, il fatto che un simbolo (dal punto di vista personale) ed un idolo mi hanno fatto diventare Laziale!
Questo per dire che a mio modo di vedere, nello sport è giusto identificarsi con un calciatore/sportivo però quello che poi rimane alla fine è l'amore per la squadra, per i colori. I calciatori vanno e vengono, il dispiacere rimarrà per qualche giorno o settimana al massimo. La società invece c'era, c'è e ci sarà. Prima e dopo di noi (a meno che non ti chiami Florentia Viola o Naples 2004)

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