Evidentemente non era Zarate: troppo immaturo, troppo fragile, troppo poco campione, forse.
Ma la delusione della sua partenza fa riflettere su un bisogno della nostra tifoseria da troppo tempo inappagato: l'identificazione in un campione che veste i nostri colori, che ci è fedele, che ci trascina e ci incanta.
Ho letto prese in giro dei bambini che hanno pianto per la partenza di Maurito.
Ma a me sembra piu' che naturale il loro (e il nostro della nostra parte bambina) desiderio di identificarsi, di proiettare su un campione, il proprio eroe, le speranze i desideri la fantasia e la voglia di essere rappresentati.
E francamente le critiche realistiche di chi sta coi piedi per terra e parla di bandiere che non esistono piu', dei calciatori professionisti e basta, del conta solo la maglia, non mi convincono piu' di tanto.
Il calcio è amore e identificazione e passa per esseri umani in carne e ossa, perche' tifare solo per la maglia quando sai che chi in campo la indossa pensa solo a svolgere al meglio un lavoro molto ben remunerato è una cosa di una tristezza indicibile, e per fortuna non siamo del tutto ancora arrivati a questo punto.
Abbiamo criticato e criticheremo fino alla nausea gli eccessi e le pacchianerie ossessive del tottismo. Bene.
Ma sta di fatto che negli ultimi anni la figura di giocatore molto forte ( e romano tra l'altro, anche se questo non è proprio indispensabile) che ha speso tutta la carriera nella loro squadra e l'ha di fatto simbolicamente rappresentata, ce l'hanno avuta. Noi no.
Avevamo Signori, ma quando se n'e' andato abbiamo cominciato a vincere.
Di canio on ne parliamo nemmeno.
Tutti i campioni della golden age cragnottiana sono andati via in fretta, compreso quel Nesta che non aveva o non si è voluto prendere il carisma e le responsabilita' del giocatore-bandiera.
E nel resto degli anni zero abbiamo mangiato pane e cipolla a volonta', e Rocchi, ottimo giocatore attaccato a questa maglia non aveva la personalita' ma sopratutto la caratura tecnica necessaria ad assolvere a quella funzione.
E poi appunto è arrivato Maurito e ha cominciato a fare le magie.
Ora la favola è finita, i bambini si asciugano le lacrime e ripongono nel cassetto la maglia numero 10 e si inizia una nuova stagione.
E' andata cosi', e non è colpa di nessuno, in fondo: evidentemene non era lui.
Ma per quanto ci sforziamo di immaginare e pensare che il collettivo è sempre la forza e tutti sono utili e nessuno indispensabile staremo ancora rimuovendo questa mancanza, questo desiderio inappagato che pero' è intrinseco alla passione per il calcio e per la propria squadra del cuore.
è forse questo che hai detto che non riesce a capire la gente, o il tifoso superficialotto...
Zarate non era solo un giocatore qualsiasi, ma il giocatore, ruolo che non ha perso neanche con l'arrivo di Hernanes...il resto è fuffa.
SFL
standing ovation per kelly slater.
non sai quanto ti quoto Kelly....
Ci vuole rispetto per chi la vede come te, per chi ha riposto in questo giocatore sogni e affetto.
Questo però non può giustificare un atteggiamento teso a denigrazione o a insulti nei confronti degli altri tesserati della S.S. Lazio per la sua cessione. Ci sta l'amarezza, ci sta anche la rabbia, ma dobbiamo smetterla di far diventare ogni cosa accada in questa squadra come un'arma da usare a nostro piacimento.
Citazione di: TomYorke il 02 Set 2011, 00:33
Ci vuole rispetto per chi la vede come te, per chi ha riposto in questo giocatore sogni e affetto.
Questo però non può giustificare un atteggiamento teso a denigrazione o a insulti nei confronti degli altri tesserati della S.S. Lazio per la sua cessione. Ci sta l'amarezza, ci sta anche la rabbia, ma dobbiamo smetterla di far diventare ogni cosa accada in questa squadra come un'arma da usare a nostro piacimento.
Scusa?
A parte il fatto che la mia riflessione andava oltre lo specifico caso-zarate, ma poi dove l'hai letti gli insulti e le denigrazioni?
Citazione di: kelly slater il 02 Set 2011, 00:42
Scusa?
A parte il fatto che la mia riflessione andava oltre lo specifico caso-zarate, ma poi dove l'hai letti gli insulti e le denigrazioni?
No aspè, mica ce l'avevo con te.
Ho pure detto che quello che hai scritto merita solo rispetto; il resto non era per te e forse anche abbondantemente off topic.
Cercavo di spiegare solo che la partenza di Zarate e la conseguente rabbia o delusione non può giustificare tutte le reazioni.
Io personalmente contesto l'idea che il bambino automaticamente provi il "desiderio di identificarsi, di proiettare su un campione, il proprio eroe" e che ci sia un "bisogno della nostra tifoseria da troppo tempo inappagato: l'identificazione in un campione che veste i nostri colori, che ci è fedele, che ci trascina e ci incanta": due affermazioni, che mi paiono, per usare un gentil termine qui nel topic, un pò superficialotte (altro che i tifosi).
Personalmente, i miei giocatori preferiti d'infanzia prima e di adolescenza poi sono stati, tanto per citarne alcuni, Gregucci, Pin, Stroppa, Gascoigne, Signori, Chamot, Fuser, Marchegiani.
Ora, a parte Gascoigne e Signori, che comunque arrivarono alla Lazio nella mia adolescenza, secondo il ragionamento del topic, non avrei mai dovuto diventare Laziale, visto che gli altri non mi sembrano sti campioni trascinatori di folle.
Dice, sei strano tu, gli altri avevano miti normali: a parte che allora tra quelli della mia età i Laziali non dovrebbero esistere, ho avuto la fortuna di crescere con molti Laziali intorno, e sto mito del "giocatore che tremare il mondo fa" non l'ho mai avvertito, ma neanche di striscio, e potrei portare a testimoniare tutti i miei cugini, che sò tanti. :beer:
Dice, eh, ma dellà c'è Totti che catalizza, te serve pefforza er contraltare: stocazzo, dico io, PROPRIO perchè dellà c'è uno così col carrozzone mediatico che lo incensa e lo esalta e crea danni che pagheranno nel lungo termine quando Egli terminerà la propria meravigliosa avventura, ma che dico, epopea, tu DEVI creare un'identità Laziale diversa, basata su altri valori, su altre premesse, sennò a forza de provà a copià il modello, tanto vale identificarsi con l'originale, si fa prima (un pò come sinistra e destra, ma siamo OT).
Dice, eh ma guarda che te pare facile a te, che non hai i regazzini pe casa che so bombardati de Roma da mane a sera: eloso, infatti il Laziale da quando in qua s'è potuto costruire un'identità facilmente?
Se a me, a 6/7 anni, m'avessero portato a vedere Olympia allo stadio, me lo sarei ricordato eccome, e cazzo che orgoglio.
E invece qui ci sono persone che strappano l'abbonamento e che "cosa diremo ai bimbi ora?".
Se non sai cosa dire, forse devi guardarti qualcosa e indagare sulla tua identità Laziale che suppongo si voglia estendere ai posteri.
Lo sbaglio, secondo me, non risiede nella dipartita del (presunto) campione, ma nel presentare come identità Laziale il campione di turno.
E' tardi e non so se mi sono spiegato. :))
Aggiungo come postilla che alcuni dei giocatori che ho citato (vedi Signori, Gregucci, Marchegiani, Gascoigne...) pur avendo giocato prima e dopo in altre squadre, saranno sempre considerati Laziali, perchè almeno per un pò ne hanno colto gli aspetti, si sono appropriati dell'idea di Lazio e l'hanno estrinsecata.
premetto che ho un figlio che si chiama mauro non a caso e che forse andrò un po' ot: credo che un personaggio del genere, per esistere, deve meritarselo. Ho visto fior di giocatori straordinari, che non hanno meritato il ruolo che kelly descrive, perché fondamentalmente è mancata una cosa: la vittoria. Dell'anno era un mostro, con la palla ci faceva quel che voleva, ma la lazio con lui in campo non vinse un cazzo. Anzi. Retrocesse. L'avvento di zarate è coinciso con la vittoria in coppa italia, ma poi più nulla. Manco un derby, partita che invece ha fatto le fortune di di canio, legittimamente ricordato come una bandiera, anche se poi lui stesso ha rovinato tutto. In ogni caso, il discorso per me è uno: a comandare è quello che ottieni e fai ottenere alla lazio, tutto il resto è secondario. Per questo molte delle discussioni accanite di questi giorni mi sembrano surreali: proprio perché basate su elementi secondari. Il risultato prima di tutto, il resto, con le vittorie, arriverà come per incanto. Ps: credo che rocchi meriti un porto d'onore nel cuore di ogni laziale. Attualmente è la mia personalissima bandiera.
Gesu', pensa che mio padre mi ha chiamato Silvio perché era tifoso di Piola ...
A casa mia ci sono maglie di Signori, Vieri e Nesta. Poi solo bianche (a parte una sulla quale abbiamo messo Giulia, il nome di mia figlia).
Io sono cresciuto con Rozzoni centravanti ... pensa un po' te!
Marito ha fatto una buona (ottima ... Forse) stagione ed una discreta stagione. Nel mezzo una pena (2 anni fa) ... Noi lo abbiamo montato e creduto un campione ma, mi spiace dirlo, a 24 anni Recoba aveva fatto di più.
Citazione di: gesulio il 02 Set 2011, 01:08
... L'avvento di zarate è coinciso con la vittoria in coppa italia, ma poi più nulla. Manco un derby...
OT
a 00:23
Citazione di: kelly slater il 02 Set 2011, 01:38
OT
a 00:23
Leggi bene, parla di ciò che è successo dopo la Coppa Italia...
Citazione di: JoseAntonio il 02 Set 2011, 01:41
Leggi bene, parla di ciò che è successo dopo la Coppa Italia...
Si, ok, avevo capito che parlasse di un bilancio globale dei 3 anni.
In ogni modo è stata un'occasione per rivivere un momento particolarmente felice, non trovi?
Pensa che quel derby coincise con la prima vacanza con la mia ragazza, mentre mio cugino mi aggiornava impazzito via sms.
Come può non ricordarmi cose belle? :))
Il mio discorso di prima non era riferito a te era una riflessione d'ordine generale. ;))
Forse a qualcuno, nonostante tutto, continua a sfuggire il fatto che Zarate è all'Inter IN PRESTITO quindi non è escluso che lo si possa rivedere con la nostra maglia.
Cmq i bambini se ne faranno una ragione, come se la sono fatta con Signori, Vieri, Nesta e compagnia cantando.
Come me la sono fatta IO quando ho visto andare via Ruben Sosa e Riedle, giocatori per i quali da piccolo provavo una venerazione paragonabile a quella che, evidentemente, molti bambini laziali provano (hanno provato) per Mauro Zarate.
I giocatori vanno e vengono, ciò che conta è LA MAGLIA.
E' un discorso che potrà non piacerti e non convincerti questo della maglia, ma tant'è. E i bambini alla lunga lo capiranno, d'altronde la carriera di un tifoso è fatta non solo di lacrime per cocenti sconfitte ma anche di lacrime per un campione che se ne va.
Pensa un po' come dovevano sentirsi i piccoli sampdoriani quando si sono visti andare via Pazzini e Cassano, i piccoli genoani quando hanno dovuto dire addio a Milito (Preziosi aveva promesso che non l'avrebbe venduto) i piccoli viola ai tempi quando se ne andò Batistuta e via dicendo.
Succede, fa parte della vita, il tifoso deve accettare anche questo, fa parte proprio della MATURAZIONE di tifoso.
E uno dei modi per farti capire che alla fine conta solo la maglia è vedere un giocatore per te rappresentativo andare via, imparare che succede anche questo.
HERNANES! x me può essere il il nostro zanetti!
Citazione di: kelly slater il 02 Set 2011, 00:01
Evidentemente non era Zarate: troppo immaturo, troppo fragile, troppo poco campione, forse.
Ma la delusione della sua partenza fa riflettere su un bisogno della nostra tifoseria da troppo tempo inappagato: l'identificazione in un campione che veste i nostri colori, che ci è fedele, che ci trascina e ci incanta.
Ho letto prese in giro dei bambini che hanno pianto per la partenza di Maurito.
Ma a me sembra piu' che naturale il loro (e il nostro della nostra parte bambina) desiderio di identificarsi, di proiettare su un campione, il proprio eroe, le speranze i desideri la fantasia e la voglia di essere rappresentati.
E francamente le critiche realistiche di chi sta coi piedi per terra e parla di bandiere che non esistono piu', dei calciatori professionisti e basta, del conta solo la maglia, non mi convincono piu' di tanto.
Il calcio è amore e identificazione e passa per esseri umani in carne e ossa, perche' tifare solo per la maglia quando sai che chi in campo la indossa pensa solo a svolgere al meglio un lavoro molto ben remunerato è una cosa di una tristezza indicibile, e per fortuna non siamo del tutto ancora arrivati a questo punto.
Abbiamo criticato e criticheremo fino alla nausea gli eccessi e le pacchianerie ossessive del tottismo. Bene.
Ma sta di fatto che negli ultimi anni la figura di giocatore molto forte ( e romano tra l'altro, anche se questo non è proprio indispensabile) che ha speso tutta la carriera nella loro squadra e l'ha di fatto simbolicamente rappresentata, ce l'hanno avuta. Noi no.
Avevamo Signori, ma quando se n'e' andato abbiamo cominciato a vincere.
Di canio on ne parliamo nemmeno.
Tutti i campioni della golden age cragnottiana sono andati via in fretta, compreso quel Nesta che non aveva o non si è voluto prendere il carisma e le responsabilita' del giocatore-bandiera.
E nel resto degli anni zero abbiamo mangiato pane e cipolla a volonta', e Rocchi, ottimo giocatore attaccato a questa maglia non aveva la personalita' ma sopratutto la caratura tecnica necessaria ad assolvere a quella funzione.
E poi appunto è arrivato Maurito e ha cominciato a fare le magie.
Ora la favola è finita, i bambini si asciugano le lacrime e ripongono nel cassetto la maglia numero 10 e si inizia una nuova stagione.
E' andata cosi', e non è colpa di nessuno, in fondo: evidentemene non era lui.
Ma per quanto ci sforziamo di immaginare e pensare che il collettivo è sempre la forza e tutti sono utili e nessuno indispensabile staremo ancora rimuovendo questa mancanza, questo desiderio inappagato che pero' è intrinseco alla passione per il calcio e per la propria squadra del cuore.
......ti ringrazio di cuore per aver saputo esprimere meglio di me cosa intendo quando dico che non si può "tifare solo la maglia" se dentro ci sono 11 androidi.............dietro la maglia deve esserci un uomo...come dietro ogni tifoso...........un uomo di cui "innamorarsi", cui appellarsi, in cui identificarsi...........per me tifare la squadra è passione e qualcuno in campo me la deve trasmettere.........Zarate è stato l'ultimo che si è innamorato di noi e di cui noi ci siamo innamorati............a torto......a ragione.........ognuno la veda come vuole.........ma a me i soli risultati non bastano...........altrimenti chi avrebbe mai amato la squadra del -9?
Non si può smettere di amare....e non si può amare solo un pezzo di stoffa ..........la storia è esistita perchè sono esistiti gli uomini di cui ci siamo innamorati e di cui,siamo sinceri, lo siamo ancora..............e io oggi mi sento come se qualcuno mi costringesse a non farlo più...............ecco perchè tanta gente si è allontanata e non viene più allo stadio...................fatela finita co 'sto slogan "esiste solo la maglia"..............non illudetevi......................non è vero!!!!!!! 8)
Condivido totalmente il primo posto di JA. Sarebbe ora che i laziali se ne fregassero delle merde e lasciassero loro ad idrolatare un Totem! Io l'esigenza di un "Leader",e questo in tutti i campi, non ce l'ho!
Nonostante sia uno dei più accaniti difensori della sceltà effettuata dalla società (in termini generali, da Reja a Lotito), il discorso di KS lo comprendo perfettamente e lo condivido.
Si tifa la maglia, la Lazio, ma questa non è un'entità astratta. La Lazio è rappresentata principalmente dai giocatori che ne indossano la maglia e questi sono quindi i primi destinatari/alimentatori della passione sportiva, dell'attaccamento, della "fede" calcistica.
Questo comporta inevitabilmente l'esigenza di uno o più punti di riferimento, spesso calciatori ma non necessariamente (Maestrelli), che possano essere un po' il simbolo, figure cardine che meglio rappresentano quella passione.
Indubbiamente poi da noi questa esigenza si sente ancor più, visto che dall'altra parte una bandiera c'è e da svariati anni. Non perché debba assumere gli stessi contorni (come dicevo prima ogni bandiera è simbolo di quel che rappresenta, Del Piero non è Titty, che non è Maldini), ma perché l'esigenza di averne una è ancor più sentita.
E io credo che qui nasca uno dei principali problemi, se non IL principale, dei tre anni di Maurito alla Lazio.
Una Lazio che veniva dal quasi fallimento, da anni difficilissimi, vissuti per sopravvivere e sempre con l'ingombrante e mefitica presenza de quelli dellà e del loro Cappetano.
Quando è arrivato Zarate non è parso vero a nessuno. Ricordo ancora perfettamente la prima partita all'Olimpico contro la Samp, subito dopo la doppietta di Cagliari... quando entrò quel tiro assurdo davanti ai miei occhi, le parole, o meglio il mio urlo di gioia, furono "Madonna mia chi avemo comprato, madonna mia" mentre abbracciavo commosso un po' tutti i presenti (eheheh).
Da lì partì l'escalation: gol fantastici, giocate sopraffine, il derby, la coppa Italia.
Lo ammetto, quando entrò quel tiro al derby, 2-0 dopo pochi minuti, mi commossi davvero e quasi me stavo a sentì male. Anche qui ricordo perfettamente che dovetti sedermi un paio di minuti a "recuperare", mentre attorno a me esplodeva il panico.
Sembrava fatta, finalmente. Anche la Lazio poteva avere di nuovo la SUA bandiera, fatta a SUO modo. Croce e delizia, come poteva essere diversamente?
E proprio qui, dove meno te l'aspetti, c'è il principio del problema.
E' come quando incontri una ragazza dopo tanto che non hai una relazione stabile (e magari la desideri e la cerchi) e quindi, appena trovi una che te sembra semi-giusta, bruci i tempi, dichiari amore eterno e senza volerlo in alcun modo poni tu stesso le premesse per rovinare tutto.
Noi Laziali ci siamo buttati su Zarate con l'ingordigia di chi non "mangia" da anni. E l'abbiamo macellato.
C'è chi dice che i dribbling non riuscivano più per i chili, chi per la testa ormai montata, chi per una classe in realtà non così pura, io dico che il motivo è un altro.
Zarate si è trovato catapultato nell'arco di un anno in un ruolo che si conquista dopo qualche tempo di più. Abbiamo chiesto di sposarci alla ragazza conosciuta da 15 giorni.
Troppo per un 21enne a cui già si chiedeva di rappresentare il tutto. Se ci pensate, nonostante tutte le critiche ai lordi, il tottismo è cresciuto gradualmente. Non è che dopo un paio d'anni il Cappetano era già tale. E così funziona con le bandiere, come in amore. La passione esplode, ma il rapporto cresce gradualmente.
A quel punto Zarate ha giustamente scapocciato: si è sentito addosso tutte le responsabilità, il pallone si è fatto pesantissimo, le gambe anche, si è montato la testa (l'inevitabile altra faccia della medaglia).
Mettiamoci anche gli aspetti di carattere più generale della stagione Ballardini-Reja e la frittata è fatta.
Da lì i nodi non potevano che venire al pettine prima o poi. Quando fai una cazzata così grande non recuperi il rapporto perché ammetti di aver fatto, forse, qualche errore. Il distacco diventa un bisogno anche se non te lo dici. Anche se non ti dici che, forse, dovevi aspettare ancora un po', dovevi caricare quella relazione un po' alla volta, dandogli il tempo di divenire solida.
Io sono il primo a cui si è stretto il cuore quando ha letto l'ufficialità del prestito all'Inter. Ma davvero.
Ma allo stesso tempo sono convinto che se ci fermiamo a piangere per la ragazza ormai andata, questa stagione diventa un inferno. E allora è bene raddrizzare la schiena e guardare dritti avanti. Evitare il gioco al massacro delle responsabilità e di dover scaricare la colpa su qualcuno.
Magari con gli occhi ancora umidi (non ho bisogno di sbandierare i miei sentimenti ai quattro venti), magari con il respiro pesante, ma andare avanti.
Perché, se è vero quanto ho scritto finora, la colpa è un po' di tutti. Mauro, noi, Reja che s'è trovato in mezzo a sto rapporto, e via cantando.
E ricordando che i giocatori, bandiere comprese, sono mezzi non il fine ultimo. Rappresentano un simbolo, non sono il significato di quel simbolo stesso. Zarate insomma non è la Lazio. Avrebbe potuto esserlo, ma queste sono cose che si dicono alla fine dei giochi.
Così come l'eventuale donna/uomo della propria vita, che si può definire tale alla fine di un percorso, non in base alle aspettative che si creano nel primo anno vissuto insieme.
Cavolo Zarate per essere un leader è scappato a milano veloce come un treno con tanto di SMS amorosi a Moratti e con tutto lo spogliatoio contro...
Non mi risulta che Zanetti, Del Piero Di Vaio ecc tutti Leader (come dite voi) mandino SMS a presidenti / dirigenti di altre e squdre littighino con i propri compagni x poi saltare sul primo treno che passa senza salutare!
Le bandiere della SS LAZIO 1900 sono altre!
Citazione di: gesulio il 02 Set 2011, 01:08
premetto che ho un figlio che si chiama mauro non a caso e che forse andrò un po' ot: credo che un personaggio del genere, per esistere, deve meritarselo. Ho visto fior di giocatori straordinari, che non hanno meritato il ruolo che kelly descrive, perché fondamentalmente è mancata una cosa: la vittoria. Dell'anno era un mostro, con la palla ci faceva quel che voleva, ma la lazio con lui in campo non vinse un cazzo. Anzi. Retrocesse. L'avvento di zarate è coinciso con la vittoria in coppa italia, ma poi più nulla. Manco un derby, partita che invece ha fatto le fortune di di canio, legittimamente ricordato come una bandiera, anche se poi lui stesso ha rovinato tutto. In ogni caso, il discorso per me è uno: a comandare è quello che ottieni e fai ottenere alla lazio, tutto il resto è secondario. Per questo molte delle discussioni accanite di questi giorni mi sembrano surreali: proprio perché basate su elementi secondari. Il risultato prima di tutto, il resto, con le vittorie, arriverà come per incanto. Ps: credo che rocchi meriti un porto d'onore nel cuore di ogni laziale. Attualmente è la mia personalissima bandiera.
Scusate se non leggo il resto, ma questo lo avrei potuto scrivere io stesso.
Compresa la chiosa su Rocchi, che secondo me, oggi rappresenta la Lazio più di qualsiasi altro giocatore.
E sul bagaglio tecnico andatevi a rivedere i 99 gol che ha segnato coin la nostra maglia (oddio scusa che ho scritto ???? la maglia ???...scusate ancora....)
Citazione di: FatDanny il 02 Set 2011, 08:01
Nonostante sia uno dei più accaniti difensori della sceltà effettuata dalla società (in termini generali, da Reja a Lotito), il discorso di KS lo comprendo perfettamente e lo condivido.
Si tifa la maglia, la Lazio, ma questa non è un'entità astratta. La Lazio è rappresentata principalmente dai giocatori che ne indossano la maglia e questi sono quindi i primi destinatari/alimentatori della passione sportiva, dell'attaccamento, della "fede" calcistica.
Questo comporta inevitabilmente l'esigenza di uno o più punti di riferimento, spesso calciatori ma non necessariamente (Maestrelli), che possano essere un po' il simbolo, figure cardine che meglio rappresentano quella passione.
Indubbiamente poi da noi questa esigenza si sente ancor più, visto che dall'altra parte una bandiera c'è e da svariati anni. Non perché debba assumere gli stessi contorni (come dicevo prima ogni bandiera è simbolo di quel che rappresenta, Del Piero non è Titty, che non è Maldini), ma perché l'esigenza di averne una è ancor più sentita.
E io credo che qui nasca uno dei principali problemi, se non IL principale, dei tre anni di Maurito alla Lazio.
Una Lazio che veniva dal quasi fallimento, da anni difficilissimi, vissuti per sopravvivere e sempre con l'ingombrante e mefitica presenza de quelli dellà e del loro Cappetano.
Quando è arrivato Zarate non è parso vero a nessuno. Ricordo ancora perfettamente la prima partita all'Olimpico contro la Samp, subito dopo la doppietta di Cagliari... quando entrò quel tiro assurdo davanti ai miei occhi, le parole, o meglio il mio urlo di gioia, furono "Madonna mia chi avemo comprato, madonna mia" mentre abbracciavo commosso un po' tutti i presenti (eheheh).
Da lì partì l'escalation: gol fantastici, giocate sopraffine, il derby, la coppa Italia.
Lo ammetto, quando entrò quel tiro al derby, 2-0 dopo pochi minuti, mi commossi davvero e quasi me stavo a sentì male. Anche qui ricordo perfettamente che dovetti sedermi un paio di minuti a "recuperare", mentre attorno a me esplodeva il panico.
Sembrava fatta, finalmente. Anche la Lazio poteva avere di nuovo la SUA bandiera, fatta a SUO modo. Croce e delizia, come poteva essere diversamente?
E proprio qui, dove meno te l'aspetti, c'è il principio del problema.
E' come quando incontri una ragazza dopo tanto che non hai una relazione stabile (e magari la desideri e la cerchi) e quindi, appena trovi una che te sembra semi-giusta, bruci i tempi, dichiari amore eterno e senza volerlo in alcun modo poni tu stesso le premesse per rovinare tutto.
Noi Laziali ci siamo buttati su Zarate con l'ingordigia di chi non "mangia" da anni. E l'abbiamo macellato.
C'è chi dice che i dribbling non riuscivano più per i chili, chi per la testa ormai montata, chi per una classe in realtà non così pura, io dico che il motivo è un altro.
Zarate si è trovato catapultato nell'arco di un anno in un ruolo che si conquista dopo qualche tempo di più. Abbiamo chiesto di sposarci alla ragazza conosciuta da 15 giorni.
Troppo per un 21enne a cui già si chiedeva di rappresentare il tutto. Se ci pensate, nonostante tutte le critiche ai lordi, il tottismo è cresciuto gradualmente. Non è che dopo un paio d'anni il Cappetano era già tale. E così funziona con le bandiere, come in amore. La passione esplode, ma il rapporto cresce gradualmente.
A quel punto Zarate ha giustamente scapocciato: si è sentito addosso tutte le responsabilità, il pallone si è fatto pesantissimo, le gambe anche, si è montato la testa (l'inevitabile altra faccia della medaglia).
Mettiamoci anche gli aspetti di carattere più generale della stagione Ballardini-Reja e la frittata è fatta.
Da lì i nodi non potevano che venire al pettine prima o poi. Quando fai una cazzata così grande non recuperi il rapporto perché ammetti di aver fatto, forse, qualche errore. Il distacco diventa un bisogno anche se non te lo dici. Anche se non ti dici che, forse, dovevi aspettare ancora un po', dovevi caricare quella relazione un po' alla volta, dandogli il tempo di divenire solida.
Io sono il primo a cui si è stretto il cuore quando ha letto l'ufficialità del prestito all'Inter. Ma davvero.
Ma allo stesso tempo sono convinto che se ci fermiamo a piangere per la ragazza ormai andata, questa stagione diventa un inferno. E allora è bene raddrizzare la schiena e guardare dritti avanti. Evitare il gioco al massacro delle responsabilità e di dover scaricare la colpa su qualcuno.
Magari con gli occhi ancora umidi (non ho bisogno di sbandierare i miei sentimenti ai quattro venti), magari con il respiro pesante, ma andare avanti.
Perché, se è vero quanto ho scritto finora, la colpa è un po' di tutti. Mauro, noi, Reja che s'è trovato in mezzo a sto rapporto, e via cantando.
E ricordando che i giocatori, bandiere comprese, sono mezzi non il fine ultimo. Rappresentano un simbolo, non sono il significato di quel simbolo stesso. Zarate insomma non è la Lazio. Avrebbe potuto esserlo, ma queste sono cose che si dicono alla fine dei giochi.
Così come l'eventuale donna/uomo della propria vita, che si può definire tale alla fine di un percorso, non in base alle aspettative che si creano nel primo anno vissuto insieme.
semplicemente perfetto fat...davvero hai scritto un post bellissimo nel quale mi identifico in pieno.
Peccato davvero
ma ora c'è la nostra lazio e ci sono altri grandissimi giocatori
ho letto tutti attentamente. bel topic.
grande kelly.
dunque, così, sudupiedi, mi viene da dire che no, se mi dite rocchi, allora nunsesemocapiti.
il Giocatore, diventa Simbolo, per scelta in parte irrazionale.
Zarate ne è l'esempio più lamapante.
Nessun Simbolo avrebbe resistito a due stagioni così mediocri se non fosse stato, appunto, un simbolo.
come a dire, Zarate è al di là di ciò che fà.
come Titti, non come rocchi, che evidentemente non "incarna".
(al di là delle preferenze di qualche vecchio) :pp
andato via zarate, la madonna dei bambini ha lacrimato, il che vuol dire che zarate era Simbolo, e che andato via Zarate è andato via anche il Simbolo.
ma.
se è vero che un Simbolo diventa tale irrazionalmente, prendendo spunto e forza dalla fusione fra bravura calcistica ed altro che di calcistico ha poco, diventando investitura, Onore.
e' anche vero che Simbolo è anche Onere.
ed è qui che casca l'asino.
il cerchio, kelly, non s'è chiuso.
senza che l'Onore incontri l'Onere il cerchio, la gestalt, del Simbolo non si chiude, non si completa.
quindi, concludendo, la madonna dei bambini che lacrima, è un fake.
sarò infinitamente sincero, ma per vedere quella vera, per vedere O'Miracolo, bisognerà aspettare che accanna de giocà il Simbolo dell'altra contrada.
:asrm
Citazione di: FatDanny il 02 Set 2011, 08:01
Nonostante sia uno dei più accaniti difensori della sceltà effettuata dalla società (in termini generali, da Reja a Lotito), il discorso di KS lo comprendo perfettamente e lo condivido.
Si tifa la maglia, la Lazio, ma questa non è un'entità astratta. La Lazio è rappresentata principalmente dai giocatori che ne indossano la maglia e questi sono quindi i primi destinatari/alimentatori della passione sportiva, dell'attaccamento, della "fede" calcistica.
Questo comporta inevitabilmente l'esigenza di uno o più punti di riferimento, spesso calciatori ma non necessariamente (Maestrelli), che possano essere un po' il simbolo, figure cardine che meglio rappresentano quella passione.
Indubbiamente poi da noi questa esigenza si sente ancor più, visto che dall'altra parte una bandiera c'è e da svariati anni. Non perché debba assumere gli stessi contorni (come dicevo prima ogni bandiera è simbolo di quel che rappresenta, Del Piero non è Titty, che non è Maldini), ma perché l'esigenza di averne una è ancor più sentita.
E io credo che qui nasca uno dei principali problemi, se non IL principale, dei tre anni di Maurito alla Lazio.
Una Lazio che veniva dal quasi fallimento, da anni difficilissimi, vissuti per sopravvivere e sempre con l'ingombrante e mefitica presenza de quelli dellà e del loro Cappetano.
Quando è arrivato Zarate non è parso vero a nessuno. Ricordo ancora perfettamente la prima partita all'Olimpico contro la Samp, subito dopo la doppietta di Cagliari... quando entrò quel tiro assurdo davanti ai miei occhi, le parole, o meglio il mio urlo di gioia, furono "Madonna mia chi avemo comprato, madonna mia" mentre abbracciavo commosso un po' tutti i presenti (eheheh).
Da lì partì l'escalation: gol fantastici, giocate sopraffine, il derby, la coppa Italia.
Lo ammetto, quando entrò quel tiro al derby, 2-0 dopo pochi minuti, mi commossi davvero e quasi me stavo a sentì male. Anche qui ricordo perfettamente che dovetti sedermi un paio di minuti a "recuperare", mentre attorno a me esplodeva il panico.
Sembrava fatta, finalmente. Anche la Lazio poteva avere di nuovo la SUA bandiera, fatta a SUO modo. Croce e delizia, come poteva essere diversamente?
E proprio qui, dove meno te l'aspetti, c'è il principio del problema.
E' come quando incontri una ragazza dopo tanto che non hai una relazione stabile (e magari la desideri e la cerchi) e quindi, appena trovi una che te sembra semi-giusta, bruci i tempi, dichiari amore eterno e senza volerlo in alcun modo poni tu stesso le premesse per rovinare tutto.
Noi Laziali ci siamo buttati su Zarate con l'ingordigia di chi non "mangia" da anni. E l'abbiamo macellato.
C'è chi dice che i dribbling non riuscivano più per i chili, chi per la testa ormai montata, chi per una classe in realtà non così pura, io dico che il motivo è un altro.
Zarate si è trovato catapultato nell'arco di un anno in un ruolo che si conquista dopo qualche tempo di più. Abbiamo chiesto di sposarci alla ragazza conosciuta da 15 giorni.
Troppo per un 21enne a cui già si chiedeva di rappresentare il tutto. Se ci pensate, nonostante tutte le critiche ai lordi, il tottismo è cresciuto gradualmente. Non è che dopo un paio d'anni il Cappetano era già tale. E così funziona con le bandiere, come in amore. La passione esplode, ma il rapporto cresce gradualmente.
A quel punto Zarate ha giustamente scapocciato: si è sentito addosso tutte le responsabilità, il pallone si è fatto pesantissimo, le gambe anche, si è montato la testa (l'inevitabile altra faccia della medaglia).
Mettiamoci anche gli aspetti di carattere più generale della stagione Ballardini-Reja e la frittata è fatta.
Da lì i nodi non potevano che venire al pettine prima o poi. Quando fai una cazzata così grande non recuperi il rapporto perché ammetti di aver fatto, forse, qualche errore. Il distacco diventa un bisogno anche se non te lo dici. Anche se non ti dici che, forse, dovevi aspettare ancora un po', dovevi caricare quella relazione un po' alla volta, dandogli il tempo di divenire solida.
Io sono il primo a cui si è stretto il cuore quando ha letto l'ufficialità del prestito all'Inter. Ma davvero.
Ma allo stesso tempo sono convinto che se ci fermiamo a piangere per la ragazza ormai andata, questa stagione diventa un inferno. E allora è bene raddrizzare la schiena e guardare dritti avanti. Evitare il gioco al massacro delle responsabilità e di dover scaricare la colpa su qualcuno.
Magari con gli occhi ancora umidi (non ho bisogno di sbandierare i miei sentimenti ai quattro venti), magari con il respiro pesante, ma andare avanti.
Perché, se è vero quanto ho scritto finora, la colpa è un po' di tutti. Mauro, noi, Reja che s'è trovato in mezzo a sto rapporto, e via cantando.
E ricordando che i giocatori, bandiere comprese, sono mezzi non il fine ultimo. Rappresentano un simbolo, non sono il significato di quel simbolo stesso. Zarate insomma non è la Lazio. Avrebbe potuto esserlo, ma queste sono cose che si dicono alla fine dei giochi.
Così come l'eventuale donna/uomo della propria vita, che si può definire tale alla fine di un percorso, non in base alle aspettative che si creano nel primo anno vissuto insieme.
Straquoto, e tra l'altro mi ritrovo anche nella metafora "sentimentale" :( :( :(
Il punto è che i bambini veri e propri, e quei bambini cresciuti che siamo noi tifosi, si legano a un giocatore finché hanno qualcosa in cambio: quando il giocattolo si rompe il bimbo piange e strepita, poi passa a un nuovo giocattolo. E' triste, ci siamo passati tutti, ma si sopravvive e si trova un nuovo simbolo, magari tedesco e cazzuto o francese e crestato.
Se invece il giocattolo (leggi Titty) è reclamizzato a pie' sospinto per anni e anni da un marketing nazionale potentissimo, il bimbo vorrà solo quello e nient'altro, pronto a idolatrarlo qualsiasi cosa faccia, dall'assist geniale alla pubblicità del telefono. Ma parliamo di un totem, di un idolo sacro, non più di un semplice "giocattolo preferito".
Insomma, finché rimaniamo legati a Nedeved, Nesta, Veron, e per ultimo Zarate, in modo onesto e passionale, spingendoci anche a odiare per qualche tempo chiunque l'abbia fatto allontanare dalla Lazio, ci sto.
Il tottismo invece lo ripudio come una grande presa per il cul@.
Citazione di: Palo il 02 Set 2011, 01:19
Io sono cresciuto con Rozzoni centravanti ... pensa un po' te!
Allora ti ricordi quell'anno maledetto quando vennero ceduti tutti i migliori e giovani giocatori della Lazio (Janich, Carradori, Landoni, Maraschi) per prendere i Petris e i Christensen?
Abbiamo Cisse', adesso di cui mio figlio a 16 anni mi chiede la maglia un giorno si e l'altro anche.
Carismatico,globale.
Abbiamo Hernanes campione in campo e nella vita vero colpo di Lotito, vera persona che incarna ideali belli e positivi.
Abbiamo Klose che lascera' un segno a questa squadra che aveva bisongo di carisma e non capricci.
Gli idoli sono questi
Citazione di: Adler Nest il 02 Set 2011, 09:20
Abbiamo Cisse'
cissè ha le stigmate dell'Idolo. potrebbe divenatre Simbolo.
ma ci sono tante, forse troppe squadre importanti prima, che credo, rendano la Lazio un po una, l'ultima, dopo
altre.non so se me sò spiegato. :S
ci vogliono una serie di ingredienti per fare un Simbolo.
non è che uno dice tiè, mo ti compro un Simbolo.
oppure ao, dai, fai il Simbolo.
è una Magia.
Cissè, secondo me, avrebbe "incarnato" sicuramente, se fosse venuto da ste bande con qualche anno in anticipo e con meno squadre importanti alle spalle.
noi siamo gelosi, come tifosi. ;)
Sono cresciuto nel mito di Fabio Poli e Giuliano Fiorini, ceduti un mese dopo aver salvato la Lazio e la sua storia.
Sono passato ad idolatrare Monelli e Galderisi (1 solo gol, credo, con la maglia della Lazio in casa col Bologna), ceduti entrambi l'anno successivo.
Sono passato poi a Di Canio, Sosa, Riedle, Doll, Gazza, Beppe nell'adolescenza.
Niente, manco loro.
Ho smesso di credere alle bandiere il 31 Agosto 2002 e non ci cadrò più.
Nell'epoca di Football Manager molti hanno dimenticato che il calcio è anche poesia, i cui versi vengono declamati con i piedi.
Sappiate che uno come Arrigo Dolso nella squadra di Reja non avrebbe nemmeno fatto il raccattapalle.
vai con la retorica dei bambini...
Quando eravate bambini voi con quale campione vi identificavate?
Quale giocatore ha vestito la maglia della Lazio da inizio carriera fino alla fine?
Io ricordo solo D'Amico, pur con la parentesi torinista.
Ai bambini insegnate che va amata la maglia. Se hanno bisogno di idoli indirizzateli verso altre squadre.
A mio figlio ho voluto regalare la maglietta della Lazio senza numero e nome. Essendo anche senza sponsor (sfortunatamente per le casse, ma fortunatamente per l'estetica) è bellissima così, grazie a quei pochi cm quadrati che occupa il nostro stemma. Per me è questo il "Lazio Style", identificarsi con lo stemma e non con un campione. A parte roma e juve (ancora per poco), ditemi chi è che rappresenta qualsiasi altra squadra che sicuramente il prossimo anno non potrebbe trasferirsi.
Sono molto d'accordo con il discorso di KS quando dice che il tifoso della Lazio ha bisogno assoluto di un giocatore con cui identificarsi. Io lo vedo nei miei figli e nella loro ricerca viscerale di un giocatore cui riferirsi per contrastare il tottismo imperante nel mondo 8calcisticamente parlando) che vivono.
Il tutto in condizioni difficili, perchè i rapporto tra Laziali e romanisti nell'età intorno ai 14 anni è di 1 a 3 nei casi migliori.
Non sono d'accordo sul fatto che Zarate non fosse idoneo. Lo era ed i fatti di questi giorni lo dimostrano.
E nessuno mi leva dalla mente che proprio il pericolo che Zarate ha fatto correre a totti il primo anno stia alla base della fine della sua parabola. Forte sì, ma antipatico. E l'hanno distrutto con la compiacenza di alcuni di noi. Il cerchio si è chiuso.
I miei figli non hanno pianto per la sua cessione, non smetteranno di tifare Lazio e continueranno ad indossare la maglia di Zarate nei calcettini con gli amici. Però mi hanno chiesto di poter vedere le partite di Zarate con l'Inter.
Di questo non si è tenuto minimamente conto nella gestione della situazione.
E questo è imperdonabile, davvero.
Ora c'è Cissè, si dice.
Però, non sarà lo stesso. Perchè ora lo sanno come funziona. Oggi c'è, tu t'affezioni e poi lo mandano via perchè non va d'accordo con l'allenatore.
Di là hanno mandato via e manderanno via sempre gli allenatori, non c'è nemmeno il dubbio.
Tecnicamente e per la squadra forse saremo noi quelli nel giusto (mah ...), però ...
Citazione di: Gio il 02 Set 2011, 10:19
Sono molto d'accordo con il discorso di KS quando dice che il tifoso della Lazio ha bisogno assoluto di un giocatore con cui identificarsi. Io lo vedo nei miei figli e nella loro ricerca viscerale di un giocatore cui riferirsi per contrastare il tottismo imperante nel mondo 8calcisticamente parlando) che vivono.
Il tutto in condizioni difficili, perchè i rapporto tra Laziali e romanisti nell'età intorno ai 14 anni è di 1 a 3 nei casi migliori.
Non sono d'accordo sul fatto che Zarate non fosse idoneo. Lo era ed i fatti di questi giorni lo dimostrano.
E nessuno mi leva dalla mente che proprio il pericolo che Zarate ha fatto correre a totti il primo anno stia alla base della fine della sua parabola. Forte sì, ma antipatico. E l'hanno distrutto con la compiacenza di alcuni di noi. Il cerchio si è chiuso.
I miei figli non hanno pianto per la sua cessione, non smetteranno di tifare Lazio e continueranno ad indossare la maglia di Zarate nei calcettini con gli amici. Però mi hanno chiesto di poter vedere le partite di Zarate con l'Inter.
Di questo non si è tenuto minimamente conto nella gestione della situazione.
E questo è imperdonabile, davvero.
Ora c'è Cissè, si dice.
Però, non sarà lo stesso. Perchè ora lo sanno come funziona. Oggi c'è, tu t'affezioni e poi lo mandano via perchè non va d'accordo con l'allenatore.
Di là hanno mandato via e manderanno via sempre gli allenatori, non c'è nemmeno il dubbio.
Tecnicamente e per la squadra forse saremo noi quelli nel giusto (mah ...), però ...
La Lazio non è una società che vende tappeti, il suo scopo è dare emozioni, un tifoso che non lo capisce non è un tifoso. I ragionamenti logici e di convenienza li facciano gli amministratori.
Citazione di: Gio il 02 Set 2011, 10:19
Sono molto d'accordo con il discorso di KS quando dice che il tifoso della Lazio ha bisogno assoluto di un giocatore con cui identificarsi. Io lo vedo nei miei figli e nella loro ricerca viscerale di un giocatore cui riferirsi per contrastare il tottismo imperante nel mondo 8calcisticamente parlando) che vivono.
Non so quanti anni tu abbia.
Mi domando solo chi contrapponevo a Falcao, Conti, Pruzzo o Cerezo nel 1985.
Quale giocatore cercavo visceralmente? Garlini?
Citazione di: Beijing09 il 02 Set 2011, 10:24
Non so quanti anni tu abbia.
Mi domando solo chi contrapponevo a Falcao, Conti, Pruzzo o Cerezo nel 1985.
Quale giocatore cercavo visceralmente? Garlini?
Proprio per questo nelle scuole elementari scarseggiavano i bambini laziali. Ai tempi di Veron, Salas, Nedved, Nesta etc era un'altra cosa, anche se alla fin fin le bandiere sono state...Negro e Favalli.
Ma non importa quanto a lungo un giocatore giochi un una squadra, importa che abbia un tipo di gioco che entusiasmi. D'amico faceva entusiamare il pubblico, difficile che possa farlo Sculli. Speriamo che lo facciano Klose e Cissè, con i gol se non con le giocate.
Citazione di: Esprit Libre il 02 Set 2011, 10:29
Proprio per questo nelle scuole elementari scarseggiavano i bambini laziali.
Da quando, per un Laziale, la quantità è determinante?
Citazione di: Gio il 02 Set 2011, 10:19Oggi c'è, tu t'affezioni e poi lo mandano via perchè non va d'accordo con l'allenatore.
Di là hanno mandato via e manderanno via sempre gli allenatori, non c'è nemmeno il dubbio.
allora, pemetto una cosina
io, circa due anni fa, scrissi un topic nel quale esaminavo l'importanza per "le nuove generazioni" di identificarsi con un calciatore
zarate, nello specifico
scrissi che io, da ragazzino, come tutti, quando giocavo a pallone, pure quando lo facevo co' 'na palletta de carta e straccia lungo il corridoio de casa, non dicevo "...ecco la Lazio, la Lazio scende sulla fascia, la Lazio crossa...goooo'...la Lazio ha segnato!!!", ma sostituivo, negli anni, il nome Lazio con Chinaglia, Giordano, D'Amico...e via cantando
quindi, è EVIDENTE, soprattutto a me, come l'aderenza fra squadra e giovani tifosi si basi e sui cementi non solo sui colori, sulla maglia, su Olimpia ma anche e soprattutto sui nomi dei calciatori
probabilmente, siamo stati più fortunati, noi da giovani, pur vivendo annate di merda a livello calcistico: ai ns tempi un calciatore restava più anni con la ns Lazio e, magari, facevi in tenmpo a crescerci insieme
oggi, invece, lo vediamo tutti come si possa restare anche solo 1 anno in una squadra e lasciare il segno, ma poi essere ceduti/prestati
mi trovo d'accordo con quanto scritto da Fat Danny e comprendo le ragioni di kelly slater
capisco meno certe tragedie ancor prima dell'inizio del campionato ed un certo pessimismo, tipico de 'sta tifoseria de strani che semo
detto questo, e mi ricollego a Gio, che ho quotato, sul paragone con quelli della', con totti e gli allenatori che non lo hanno capito, debbo dire una cosa
io non credo che possa esistere un Laziale, per quanto fomentato, per quanto antiromanista, per quanto odii totti, che sia anche così cieco da non vedere come AD OGGI il paragone zarate/totti non sia minimamente applicabile
e ve lo dice uno che non lo sopporta, che ritiene che il 30% della sua storia non sia che finzione e pacchiana paraculaggine, che ritiene che il circo mediatico costruitogli intorno lo abbia protetto e continui a farlo anche di fronte a comportamenti ripugnanti
ma non posso essere così' scorretto com me stesso da non riconoscere che stiamo a parla' di uno dei più grandi calciatori italiani del dopoguerra
certo, non è baggio, non è mancini, non è del piero, non è maldini, nè nesta, nè baresi
non s'avvicina a nessuno, per comportamenti in campo, di questi sopra citati ed a nessuno dei vincitori del mondiale dell'82
ma non posso non riconoscere che la sua leadeship (e quindi l'aderenza dei nuovi tifosi romanisti al loro campione) sia indiscussa, almeno della', e che sia, anzi debba, essere oggetto di riconsiderazione calcistica da parte nostra
altrimenti se stamo a pija' per culo
in questo, il paragone con zarate è impossibile da fare
per peso calcistico, intendo
su tutto il resto, io, da Laziale, uno come totti non lo vorrei mai come calciatore
ma come Laziale, però, uno così forte A PALLONE si
e ritorno al discorso di Fat Danny
è ANCHE colpa nostra se zarate non è diventato quello che tutti speravamo
ma anche, non SOLO
la colpa, principalmente, è sua
ed è sua in quanto lui deve gestire solo se stesso
un allenatore ne deve gestire 35
...io, per non sbagliarmi, mi identifico con Manzini! :D
Citazione di: oberdan il 02 Set 2011, 10:39
...io, per non sbagliarmi, mi identifico con Manzini! :D
meglio de no, se no se vendemo pure lui... :)
Bologna
Cagliari
Catania
Cesena
Chievo
Fiorentina
Genoa
Inter
Juve
Lazio
Lecce
Milan
Napoli
Novara
Palermo
Parma
Roma
Siena
Udinese
Atalanta
Mi dite per cortesia i tifosi delle squadre sopra menzionate con chi si identificano? Considerate che totti lo stanno facendo fuori, così come Del Piero.
Citazione di: jp1900 il 02 Set 2011, 10:43
Mi dite per cortesia i tifosi delle squadre sopra menzionate con chi si identificano? Considerate che totti lo stanno facendo fuori, così come Del Piero.
Credo solo l'inter con Zanetti.
Citazione di: jp1900 il 02 Set 2011, 10:43
Bologna - Di Vaio
Inter - Zanetti
Juve - DelPiero
Milan - Gattuso, Inzaghi, Ambrosini
Novara - Silvio Piola?!
Palermo - Miccoli
Roma - Titty
Udinese - DiNatale
Atalanta - Doni?!
Mi dite per cortesia i tifosi delle squadre sopra menzionate con chi si identificano? Considerate che totti lo stanno facendo fuori, così come Del Piero.
Del Piero e Titty non sono più al centro del progetto tecnico delle rispettive società per raggiunti limiti d'età, ma di certo sono ancora gli idoli delle tifoserie.
Citazione di: porgascogne il 02 Set 2011, 10:36
ti quoto. su totti dici bene. io oserei dire che se non fossi laziale non ti soffermeresti neanche su quegli aspetti che ti fanno dire "come calciatore non lo vorrei", sono sicuro, che li avresti fatto divenatre un punto di forza il suo carattere da stronxo mammone rosicone.
io quando correvo appresso alla palletta di carta gridavo "laudrup"...
(stavo così in fissa che poi mi affezionai anche al fratellino viola. :S)
...provo,ma non perchè voglia dimostrare nulla, solo perchè il gioco è divertente :)
Citazione di: jp1900 il 02 Set 2011, 10:43
Bologna Marco Di Vaio
Cagliari Daniele Conti
Catania Maxi Lopez
Cesena
Chievo Sergio Pellissier
Fiorentina Milan Jovetic
Genoa Rodrigo Palacio
Inter Javier Zanetti
Juve Del Piero/ Buffon
Lazio
Lecce
Milan Gattuso
Napoli Lavezzi
Novara
Palermo Miccoli
Parma
Roma Totti/ De Rossi
Siena
Udinese
Atalanta Cristiano Doni :S
Mi dite per cortesia i tifosi delle squadre sopra menzionate con chi si identificano? Considerate che totti lo stanno facendo fuori, così come Del Piero.
gli altri non mi sovvengono...
I ragazzini sono tutti attaccanti, amano i dribling e il gollazo, non si interessano ai difensori se non raramente, quelli sono roba per adulti, amano i giocatori fantasiosi, proprio quelli che certi allenatori non vogliono. In Italia ha fatto fatica a giocare pure uno come Baggio (dico Roberto Baggio!!!).
(http://www.google.it/url?source=imglanding&ct=img&q=http://www2.raisport.rai.it/news/rubriche/coppe978/199801/21/34c6725d0284d/3GOTTARDI3.JPG&sa=X&ei=UJxgToLNM83JsgaP9tyXDg&ved=0CAcQ8wc&usg=AFQjCNHB8Os-gIsTabK66dJ49ZSxKZ-LfQ)
da giovanissimo mi identificavo con lui, ma so' sempre stato strano
in questi ultimi anni mi ero affezionato molto a muslera, che pero' mi ha deluso moltissimo.
spero tantissimo in lui
(http://www.google.it/url?source=imglanding&ct=img&q=http://www.corriereinformazione.it/images/stories/hernanes-lazio.jpg&sa=X&ei=sJxgTv6KO5Hxsgbpq8mTDg&ved=0CAYQ8wc&usg=AFQjCNEWoaa1KMBervYFDJDgIZZlap5J7w)
un giocatore incredibile, di caratura mondiale ma soprattutto un grande uomo, quello che forse non era zarate
Citazione di: Esprit Libre il 02 Set 2011, 10:54
I ragazzini sono tutti attaccanti, amano i dribling e il gollazo, non si interessano ai difensori se non raramente, quelli sono roba per adulti, amano i giocatori fantasiosi, proprio quelli che certi allenatori non vogliono. In Italia ha fatto fatica a giocare pure uno come Baggio (dico Roberto Baggio!!!).
Questo può andare bene per i bambini?
(http:///wp-content/uploads/2010/12/HERNANES-Gol-contro-Inter.jpg)
Citazione di: oberdan il 02 Set 2011, 10:51
...provo,ma non perchè voglia dimostrare nulla, solo perchè il gioco è divertente :)gli altri non mi sovvengono...
i genoani molto più con Marco Rossi, te lo dico per esperienza diretta vivendo a Genova ;) ;)
SFL :since
Citazione di: Beijing09 il 02 Set 2011, 10:24
Non so quanti anni tu abbia.
Mi domando solo chi contrapponevo a Falcao, Conti, Pruzzo o Cerezo nel 1985.
Quale giocatore cercavo visceralmente? Garlini?
Nessuno di quelli che citi è paragonabile a totti ed al tottismo che vivono i nostri figli (non so se tu ne hai).
per noi era Lazio contro roma. Ci siamo difesi con onore.
La squadra di calcio dove gioca mio figlio (14 anni) una volta al mese lascia libertà di maglia.
Circa la metà si presenta con quella di totti. Non della roma. Di totti.
Non è semplice per loro.
Porgascogne è vero che non c'è paragone. Oggi.
Ma il primo anno c'era eccome. E di là hanno tremato (iniziando la sottile opera di demolizione, ripeto).
Era forte, giovane ed in grado di trascinare la folla.
Zarate avrà le sue colpe, ma anche l'ambiente Lazio (che non è solo i tifosi) poco ha fatto per sfruttare l'occasione che si era presentata.
Io non mi "identifico" in nessun giocatore, ma sono MOLTO affezionato a Rocchi e Hernanes, ma non mi "innamorerò" mai più come feci con Nesta e Oddo.
Citazione di: Gio il 02 Set 2011, 11:01
Nessuno di quelli che citi è paragonabile a totti ed al tottismo che vivono i nostri figli (non so se tu ne hai).
per noi era Lazio contro roma. Ci siamo difesi con onore.
Mah... stavamo in serie B rischiando la serie C... vedi un po' tu come ci difendevamo...
Ma a te il tottismo piace? A me no e quindi NON voglio che ne sia afflitto anche il tifoso della Lazio.
Oppure, visto che loro lo hanno, dobbiamo averlo pure noi?
(http://www.mondoliberonline.it/site/wp-content/uploads/cisse-lazio-europa-league-620x310.jpg)
no dico...LUI! ma che ve sete scordati che avemo LUI! NO DICO LUI!
come lo vedo entro in fibrillazione...quasi sono omosessuale per questo uomo!
lo adoro...lo volevo me l'hanno regalato!
GODO! madonna GODO!
Citazione di: Esprit Libre il 02 Set 2011, 10:54
I ragazzini sono tutti attaccanti, amano i dribling e il gollazo, non si interessano ai difensori se non raramente, quelli sono roba per adulti, amano i giocatori fantasiosi, proprio quelli che certi allenatori non vogliono. In Italia ha fatto fatica a giocare pure uno come Baggio (dico Roberto Baggio!!!).
Giusto una precisazione,
a mio avviso paragonare Zarate a Baggio, a oggi, é blasfemo.
per risultati, reti segnate e tanto altro.
E probabilmente lo é anche paragonare Zarate a titty. per le stesse ragioni sopracitate.
Gol segnati, classe e risultati.
Io ve seguo a tutti, ma voi davvero negli ultimi due anni ve siete emozionati a guardà giocà Zarate ?
Cioé i vostri figli se so emozionati vedendo giocare Zarate nelle ultime due stagioni ?
Due anni, mica una settimana, due anni.
Citazione di: italicbold il 02 Set 2011, 11:06
Io ve seguo a tutti, ma voi davvero negli ultimi due anni ve siete emozionati a guardà giocà Zarate ?
Cioé i vostri figli se so emozionati vedendo giocare Zarate nelle ultime due stagioni ?
Due anni, mica una settimana, due anni.
Io credo che molti bambini, già da ottobre, abbiano sostituito Zarate con Hernanes nelle loro partitelle nelle loro camerette...
Citazione di: A.Voronin il 02 Set 2011, 10:58
(http://www.google.it/url?source=imglanding&ct=img&q=http://www2.raisport.rai.it/news/rubriche/coppe978/199801/21/34c6725d0284d/3GOTTARDI3.JPG&sa=X&ei=UJxgToLNM83JsgaP9tyXDg&ved=0CAcQ8wc&usg=AFQjCNHB8Os-gIsTabK66dJ49ZSxKZ-LfQ)
da giovanissimo mi identificavo con lui, ma so' sempre stato strano
Gli strani siamo in due :beer:
Quest'estate, camminando per il centro di Roma, ho notato su una bancarella le maglie tarocche delle squadre romane: la maglia della Lazio era Hernanes 8, a differenza di uno o due anni fa quando c'era il 10 partito ora per Milano.
OT ma manco tanto
Tra l'altro poco dopo ho incontrato una famiglia francese col figlio che indossava proprio quella maglia:
(rivolgendomi al padre)
"Vous avez acheté un très beau maillot"
"J'avais le choix entre celui-ci et le rouge..."
"Vous avez fait le bon choix, bravo!"
EOT
Citazione di: Beijing09 il 02 Set 2011, 11:05
Mah... stavamo in serie B rischiando la serie C... vedi un po' tu come ci difendevamo...
Ma a te il tottismo piace? A me no e quindi NON voglio che ne sia afflitto anche il tifoso della Lazio.
Oppure, visto che loro lo hanno, dobbiamo averlo pure noi?
quoto
Citazione di: italicbold il 02 Set 2011, 11:06
Giusto una precisazione,
a mio avviso paragonare Zarate a Baggio, a oggi, é blasfemo.
per risultati, reti segnate e tanto altro.
E probabilmente lo é anche paragonare Zarate a titty. per le stesse ragioni sopracitate.
Gol segnati, classe e risultati.
Io ve seguo a tutti, ma voi davvero negli ultimi due anni ve siete emozionati a guardà giocà Zarate ?
Cioé i vostri figli se so emozionati vedendo giocare Zarate nelle ultime due stagioni ?
Due anni, mica una settimana, due anni.
Come ho già detto altre volte, la stagione passata Maurito ha giocato bene, con degli alti e bassi, ma il suo rendimento è stato più che sufficiene e addirittura buono nella parte finale.
Ma ormai è impopolare sostenerlo e bisogna adeguarsi alla vulgata che lo vuole grasso, involuto ed egoista.
Citazione di: arturo il 02 Set 2011, 06:27
Sarebbe ora che i laziali se ne fregassero delle merde e lasciassero loro ad idrolatare un Totem! Io l'esigenza di un "Leader",e questo in tutti i campi, non ce l'ho!
Aspetta, Arturo.
Non ho parlato di leader.
Leader è uno che comanda e gli altri ubbidiscono, per me (nel calcio come nella vita) e condivido la tua esigenza di non avere leader.
E neanche un totem (che è un simbolo fallico tra l'altro).
Ho parlato di campione in cui identificarsi, uno fortissimo ma anche non un pezzo di ghiaccio per il quale giocare con te o con altri è la stessa identica cosa.
E come diceva Jose Antonio, che magari sappia immergersi nella particolarita' unica che ci appartiene in quanto laziali ( oltre che nel male che lo conosciamo fin troppo, pure nel bene)
Citazione di: alby1608 il 02 Set 2011, 08:05
Cavolo Zarate per essere un leader è scappato a milano veloce come un treno con tanto di SMS amorosi a Moratti e con tutto lo spogliatoio contro...
Non mi risulta che Zanetti, Del Piero Di Vaio ecc tutti Leader (come dite voi) mandino SMS a presidenti / dirigenti di altre e squdre littighino con i propri compagni x poi saltare sul primo treno che passa senza salutare!
Le bandiere della SS LAZIO 1900 sono altre!
Il modo con cui ha lasciato la Lazio, manifestando subito il suo amore per la sua nuova squadra e praticamente senza una parola per i suoi vecchi tifosi che tanto lo avevano osannato ( io per primo ), è indice della sua immaturità. Per essere un campione bisogna avere tre cose: testa, cuore e gambe. Auguro a Zarate di riuscire a dimostrare di avere questi tre requisiti, perché con noi non lo ha fatto.
Citazione di: Esprit Libre il 02 Set 2011, 11:47
Come ho già detto altre volte, la stagione passata Maurito ha giocato bene, con degli alti e bassi, ma il suo rendimento è stato più che sufficiene e addirittura buono nella parte finale.
Ma ormai è impopolare sostenerlo e bisogna adeguarsi alla vulgata che lo vuole grasso, involuto ed egoista.
Non é una vulgata, lo scorso anno, rispetto alle attese Zarate ha ancora deluso.
Soprattutto rispetto alle attese che oggi determinano questo maelstrom di lacrime per la sua partenza.
Si, ok, l'elastico e quanto vuoi, ma francamente dal suo talento ci si aspettava molto ma molto di più.
Peraltro, in termini strettamente tecnici, é molto più popolare lacrimare per la sua partenza.
Citazione di: jp1900 il 02 Set 2011, 10:11
A mio figlio ho voluto regalare la maglietta della Lazio senza numero e nome. Essendo anche senza sponsor (sfortunatamente per le casse, ma fortunatamente per l'estetica) è bellissima così, grazie a quei pochi cm quadrati che occupa il nostro stemma. Per me è questo il "Lazio Style", identificarsi con lo stemma e non con un campione. A parte roma e juve (ancora per poco), ditemi chi è che rappresenta qualsiasi altra squadra che sicuramente il prossimo anno non potrebbe trasferirsi.
E' questa la chiave di tutto.
E credo, pure coi "fenomeni" Signori, Nesta, Zarate stesso, sia sempre stato così.
La cosidetta "identificazione", il "simbolo" esiste solo a Roma e solo per Totti.
Come dici bene "a parte Roma e Juve ancora per poco", io dico "a parte Roma" e basta. Perchè anche il rapporto dei tifosi Juventini, anche i più accaniti, con Del Piero, come prima quello dei Milanisti con Maldini, è TOTALMENTE diverso da qualsiasi di questi canoni.
Ma quale identificazione, ma quale simbolo? Amore, certo, affetto, entusiasmo, stima. Ma mai, mai, mai, idolatria, ottuso culto della personalità, "intoccabilità", ma per favore.
Queste pacchianate solo a Roma con Totti (e forse venti anni fa a Napoli con Maradona).
La Lazio non è manco abituata a cose del genere.
e' sempre stato cosi' e sempre di piu' succedera' di bandiere nel calcio ne sono rimaste ben poche e quelle poche chiedono ingaggi ben oltre il pensabile anche dopo il pensionamento.
non e' che uno ha buttato le maglia di Nedved, Nesta,Vieri,Signori,Salas,Mancini,Peruzzi ecc. ecc.
e comunque quella di Zarate puo' sempre venire utile il prossimo anno.....
Citazione di: Nanni il 02 Set 2011, 12:18
Ma quale identificazione, ma quale simbolo? Amore, certo, affetto, entusiasmo, stima. Ma mai, mai, mai, idolatria, ottuso culto della personalità, "intoccabilità", ma per favore.
Queste pacchianate solo a Roma con Totti (e forse venti anni fa a Napoli con Maradona).
La Lazio non è manco abituata a cose del genere.
Infatti, anche per me è così.
Personalmente io il nome dietro la maglia ce lo faccio mettere comunque.
Mancini su quella della coppa Italia del 1998
Salas sulla maglia della Coppa delle Coppe.
Veron su quella della Supercoppa
Nesta su quella dello scudetto.
Stam su quella della coppa Italia del 2004
Zarate sulla maglia della coppa Italia del 2009
Rocchi su quella della Supercoppa del 2009
Hernanes su quella dello scorso anno.
Probabilmente Cisse e Klose su quella di quest'anno.
I campioni fanno parte della nostra storia ma passano. Solo una cosa è sempre la stessa su tutte le maglie:
(http://4.bp.blogspot.com/-rLPChF4m2MU/TZhppy5m2QI/AAAAAAAABdI/sMvCalEjqO8/s1600/lazio.jpg)
My own two cents: qui in Turchia c'è un sacco di gente che va in giro con le infradito firmate Hernanes (con bandierina del brasile annessa. Brutte come la morte, ma mi pare una buona cosa. Direi che in quanto a rappresentatività abbiamo già su chi puntare.
Citazione di: Nanni il 02 Set 2011, 12:18
E' questa la chiave di tutto.
E credo, pure coi "fenomeni" Signori, Nesta, Zarate stesso, sia sempre stato così.
La cosidetta "identificazione", il "simbolo" esiste solo a Roma e solo per Totti.
Come dici bene "a parte Roma e Juve ancora per poco", io dico "a parte Roma" e basta. Perchè anche il rapporto dei tifosi Juventini, anche i più accaniti, con Del Piero, come prima quello dei Milanisti con Maldini, è TOTALMENTE diverso da qualsiasi di questi canoni.
Ma quale identificazione, ma quale simbolo? Amore, certo, affetto, entusiasmo, stima. Ma mai, mai, mai, idolatria, ottuso culto della personalità, "intoccabilità", ma per favore.
Queste pacchianate solo a Roma con Totti (e forse venti anni fa a Napoli con Maradona).
La Lazio non è manco abituata a cose del genere.
no nanni, mi dispiace ma non è così.
questo, come (provavo :S) a dire prima a beijing è ciò che si vorrebbe.
l'Amore per la Maglia e basta è un Utopia, nel senso che non è realtà empirica.
è prendere la Realtà e farla divenatre ciò che si vorebbe, in base a costrutti che si crede siano quelli Giusti.
porga, in maniera chiarissima, ha spiegato come e perchè "serva" l'essere umano che veste la Maglia.
Daltronde senza carne è difficile "incarnare".
per il tifoso, la fede è sublimazione, ma la sublimazione ha bisogno di una base da cui partire.
e la base sono gli esseri umani, le loro scelte, gesta, interpretazioni, non può essere una Maglia.
oggetto che rimane inerme senza il soggetto che la muove sul prato.
la Maglia è il punto di arrivo.
i Bambini, con la loro innocenza e sincerità, ci insegnano quale sia il punto di partenza.
quella di scegliere il "migliore" che la indossa come simbolo.
tanto che gli adulti per colludere con l'idolatria di un Simbolo devono attingere per forza di cose nella loro parte bambina, come giustamente sottolineava nino (in modo un pò incazzato questo scriveva).
Citazione di: Baldrick il 02 Set 2011, 13:04
My own two cents: qui in Turchia c'è un sacco di gente che va in giro con le infradito firmate Hernanes (con bandierina del brasile annessa. Brutte come la morte, ma mi pare una buona cosa. Direi che in quanto a rappresentatività abbiamo già su chi puntare.
Ma non è che ti confondi con queste, per caso???
(http://www.mountainsurfsnow.co.uk/ekmps/shops/fifthelement/images/havaianas-mens-brasil-logo-navy-16.99-rrp-19.99-2251-p.jpg)
Havaianas e non Hernanes???
No, il carattere è lo stesso ma c'è scritto "hernanes". So' rimasto abbastanza stupito pure io.
pp'0è'pwdkqjkdjoòifjhnjhnejmnig
Citazione di: kelly slater il 02 Set 2011, 11:48
Aspetta, Arturo.
Non ho parlato di leader.
Leader è uno che comanda e gli altri ubbidiscono, per me (nel calcio come nella vita) e condivido la tua esigenza di non avere leader.
E neanche un totem (che è un simbolo fallico tra l'altro).
Ho parlato di campione in cui identificarsi, uno fortissimo ma anche non un pezzo di ghiaccio per il quale giocare con te o con altri è la stessa identica cosa.
E come diceva Jose Antonio, che magari sappia immergersi nella particolarita' unica che ci appartiene in quanto laziali ( oltre che nel male che lo conosciamo fin troppo, pure nel bene)
Non intendevo il termine leader in senso letterale,comunque la cosa che mi sembra abbastanza evidente e che il tifoso laziale abbia bisogno di qualcuno da contrapporre al fesso,ecco io questa esigenza io,ripeto,
Scusate, ma quanto possono essere tristi i bambini interisti senza più Eto'o?
I bambini milanisti senza Kakà? ( :p )
I bimbi del Napoli senza Maradona?
Quelli juventini senza Cannavaro/Ibra ecc... andati via con Calciopoli?
Che fine hanno fatto quelle magliette?
Gli unici che si salvano sono i tottisti, il cui merciandaising tarocco spopola nei secoli...
Citazione di: Kim Gordon il 02 Set 2011, 13:12
porga, in maniera chiarissima, ha spiegato come e perchè "serva" l'essere umano che veste la Maglia.
Daltronde senza carne è difficile "incarnare".
Certo che serve e per quanto mi riguarda te lo dimostra la serie di magliette che ho e che "appartengono" tutti a campioni legati a quella maglia e a quell'epoca.
Quello che provavo a dirti, prima che buttassi tutto in caciara :S , è che i giocatori passano ma la maglia no.
Era così anche ai tempi di Piola e poi di Selmonsson.
Quando Chinaglia andò via fu il turno di Giordano... tutti passano e gli idoli vengono dimenticati facilmente.
C'era Zarate, poi Hernanes, domani Cisse. Cambia poco per un ragazzino.
Almeno che non sia un ragazzino romanista che non ama più la sua squadra ma solo totti.
Citazione di: Baldrick il 02 Set 2011, 13:15
No, il carattere è lo stesso ma c'è scritto "hernanes". So' rimasto abbastanza stupito pure io.
quella è la grappa. :beer:
Citazione di: Beijing09 il 02 Set 2011, 14:16
Certo che serve e per quanto mi riguarda te lo dimostra la serie di magliette che ho e che "appartengono" tutti a campioni legati a quella maglia e a quell'epoca.
Quello che provavo a dirti, prima che buttassi tutto in caciara :S , è che i giocatori passano ma la maglia no.
Era così anche ai tempi di Piola e poi di Selmonsson.
Quando Chinaglia andò via fu il turno di Giordano... tutti passano e gli idoli vengono dimenticati facilmente.
C'era Zarate, poi Hernanes, domani Cisse. Cambia poco per un ragazzino.
Almeno che non sia un ragazzino romanista che non ama più la sua squadra ma solo totti.
ok, certo.
non ho nulla da replicare. è ovvio che così come serve una carne per incarnare così serve una maglia per poterla vestire.
e quella maglia deve esse sempre la stessa. sennò ti piace il Calcio, e non sei ciò che si definisce un Tifoso.
lo potevi dì prima, senza fà tutte quelle storie. :pp
:beer:
Citazione di: Kim Gordon il 02 Set 2011, 13:12
no nanni, mi dispiace ma non è così.
questo, come (provavo :S) a dire prima a beijing è ciò che si vorrebbe.
l'Amore per la Maglia e basta è un Utopia, nel senso che non è realtà empirica.
è prendere la Realtà e farla divenatre ciò che si vorebbe, in base a costrutti che si crede siano quelli Giusti.
porga, in maniera chiarissima, ha spiegato come e perchè "serva" l'essere umano che veste la Maglia.
Daltronde senza carne è difficile "incarnare".
per il tifoso, la fede è sublimazione, ma la sublimazione ha bisogno di una base da cui partire.
e la base sono gli esseri umani, le loro scelte, gesta, interpretazioni, non può essere una Maglia.
oggetto che rimane inerme senza il soggetto che la muove sul prato.
la Maglia è il punto di arrivo.
i Bambini, con la loro innocenza e sincerità, ci insegnano quale sia il punto di partenza.
quella di scegliere il "migliore" che la indossa come simbolo.
tanto che gli adulti per colludere con l'idolatria di un Simbolo devono attingere per forza di cose nella loro parte bambina, come giustamente sottolineava nino (in modo un pò incazzato questo scriveva).
Capisco il tuo punto di vista, ma noi rispetto alle altre squadre abbiamo un qualcosa in più in cui ci si può identificare: l'aquila! E quella non andrà mai via, nè finirà la carriera.
I bambini molte volte scelgono quello che gli adulti gli fanno scegliere, stai tranquillo. Basta identificarsi con la maglia, non serve una persona dentro...
PS: sapessi la gioia che mi ha dato mio figlio quando si è voluto mettere la maglia della Lazio perchè la portavo anche io...
Citazione di: Kim Gordon il 02 Set 2011, 14:23
lo potevi dì prima, senza fà tutte quelle storie. :pp
:beer:
a dire il vero è tutta la mattina che dico ste cose.... :)
Magari alcuni di noi discettano senza avere figli, ma vabbe'.
Siamo stati tutti bambini e poi ragazzi.
Il punto e' certo: i bambini/ragazzini si identificano con un giocatore della squadra del cuore. Alcuni si omologano sull'attaccante, meglio se e' esotico, altri sono più originali.
In questa Lazio c'e' tutto il campionario che puo' offire lo scibile umano.
Vuoi l'eroe? Mettici Cisse'
Vuoi la classe? Hernanes
Vuoi il leader? Klose
Vuoi la bandiera? Rocchi, Ledesma
Vuoi il combattente? Cana
Noi veci abbiamo visto i nostri eroi tradire la Lazio, altri li abbiamo visti partire quando non volevano andarsene, altri prendere l'elicottero e volare a torino.
Ci siamo affezzionati a Speggiorin,oliviero bombervero,monelli,mandelli; io amavo antonioelia,angeloadamo; mi sono gasato per l'arrivo di gutierrez, ho i ritagli di giornale su Rene'.
Non e' che i ragazzini d'oggi malati di playstation siano un po' troppo viziati?
quando ero ragazzina, mentre tutte le mie compagne avevano il diario tappezzato di fotografie di rock star e attori del cinema, io mi innamoravo dei giocatori della lazio. praticamente di chiunque.
chiaramente le delusioni ti insegnano a mantenere sempre una certa distanza, a dirti con razionalità, e giustezza anche, che quella che conta è solo la lazio. il resto passa.
ora continuo ad essere "emotivamente attaccata" a qualunque calciatore indossi i nostri colori, ma con la stessa facilità con la quale mi invaghisco riesco a dimenticare.
prima, invece, ne uscivo davvero acciaccata e delusa.
E alcune eccezioni rare ci sono state anche recentemente.
visto il mio passato e il mio presente non posso, dunque, non comprendere il legame che si crea con alcuni calciatori, soprattutto a una certa giovane età.
quello che non mi spiego completamente è perchè Zarate.
Il mio cuore l'ho sempre regalato a quei giocatori che davano l'impressione di aver creato con i tifosi un rapporto speciale, di lottare fino all'ultimo secondo per vincere, di ricambiare quello che provavo per loro.
Diciamo che per Zarate non mi ha mai fatto perdere veramente la testa, tecnicamente forse si per un momento, ma nulla a che vedere con altri addii.
Se avessi ancora i soldi per comprarmi le magliette forse in questi anni avrei scritto sulle mie spalle più il nome di Brocchi che quello di Mauro.
Senza giudicare nessuno, ovviamente, è solo il mio stato d'animo.
Citazione di: Beijing09 il 02 Set 2011, 10:30
Da quando, per un Laziale, la quantità è determinante?
Da sempre, anche se non lo ammette.
Perchè Noi siamo quelli che ce ne sbattiamo di chi passano in tv ma poi ci risentiamo se parlano del Napoli più della Lazio, oppure siamo quelli che gli Eroi del meno 9 sono stati la Lazialità, ma poi se non abbiamo lo squadrone nemmeno ci abboniamo, ecc...
Siamo persone come altre, non siamo diversi, nè superiori....
Citazione di: JSV23 il 02 Set 2011, 19:12
Da sempre, anche se non lo ammette.
Non mi risulta. Sarei diventato della Roma quando potevo, come fecero altri.
Ci risentiamo se parlano più del Napoli rispetto alla Lazio semplicemente perchè è INGIUSTO.
Poi non ho detto che siamo pochi ma che non ci interessa quanti siamo, non è importante.
Se vai a vedere le presenze allo stadio o gli abbonamenti alle pay per view vedrai che non siamo inferiori ad altri pur essendo sempre ostacolati dai mass media.
Che poi, quanto rompono er cazzo sti regazzini...
du pizze e a letto senza cena...
Ma che davero davero...
:lol:
Ok vado.
Citazione di: Beijing09 il 02 Set 2011, 19:27
Non mi risulta. Sarei diventato della Roma quando potevo, come fecero altri.
Ci risentiamo se parlano più del Napoli rispetto alla Lazio semplicemente perchè è INGIUSTO.
Poi non ho detto che siamo pochi ma che non ci interessa quanti siamo, non è importante.
Se vai a vedere le presenze allo stadio o gli abbonamenti alle pay per view vedrai che non siamo inferiori ad altri pur essendo sempre ostacolati dai mass media.
Io credo che il Laziale abbia una sorta di manuale da seguire, per apparire diverso da tutto e tutti.
Non ci interessa quanti siamo? sbagliato!
I diritti tv, i soldi, si spartiscono anche e soprattutto in base a questo, quindi avere più tifosi significa avere più soldi, per dirla papale papale.
Facendo gli snob e gli alternativi finiremo per emarginarci, perchè un tempo il calcio era passione, oggi è business, e da soli finiremo cose sardine in bocca ai pescecani.
Su Sky parlano più del Napoli che della Lazio per quale motivo secondo te? perchè gli è più simpatico?
Noi non siamo ostacolati dai mass media perchè siamo diversi, ma perchè siamo di meno e portiamo meno soldi questo sia chiaro.
Citazione di: JSV23 il 02 Set 2011, 20:02
Non ci interessa quanti siamo? sbagliato!
I diritti tv, i soldi, si spartiscono anche e soprattutto in base a questo, quindi avere più tifosi significa avere più soldi, per dirla papale papale.
A me dei soldi non me ne frega nulla. La mia è una passione.
Sky non ce l'ho e nemmeno premium.
Citazione di: Beijing09 il 02 Set 2011, 20:27
A me dei soldi non me ne frega nulla. La mia è una passione.
Sky non ce l'ho e nemmeno premium.
a te no, ma alla società dovrebbe interessare.
Se vuoi competere ad alti livelli i soldi sono importanti (ma che lo devo pure scrivere?).
Citazione di: JSV23 il 02 Set 2011, 20:31
a te no, ma alla società dovrebbe interessare.
Se vuoi competere ad alti livelli i soldi sono importanti (ma che lo devo pure scrivere?).
Certo, qui si parlava di tifoseria... Lotito sa benissimo quanto siano importanti i soldi.
Citazione di: jp1900 il 02 Set 2011, 10:43
Bologna
Cagliari
Catania
Cesena
Chievo
Fiorentina
Genoa
Inter
Juve
Lazio
Lecce
Milan
Napoli
Novara
Palermo
Parma
Roma
Siena
Udinese
Atalanta
Mi dite per cortesia i tifosi delle squadre sopra menzionate con chi si identificano? Considerate che totti lo stanno facendo fuori, così come Del Piero.
Bologna - Di Vaio......indiscutibile
Cagliari - Conti..........con buona pace del papà
Catania - Loro c'hanno un Lomonaco che li mantiene sempre in A e tanto gli basta
Chievo - stesso dicasi del presidente di un quartiere
Fiorentina - pure loro hanno appena perso Montolivo
Genoa - cambiono 25 giocati l'anno si devono accontentare di Preziosi
Inter - su una loro bandiera (Facchetti) c'hanno appena scritto una canzone...magari la prossima sarà
Zarate!
Juve - Del Piero è l'ultima di una serie di bandiere infinite.....sulle bandiere e l'appartenenza c'hanno
scritto la storia calcistica d'Italia
Milan - vale lo stesso discorso della Juve...guarda come si lamentano dell'esclusione di Inzaghi...per non
parlare del fatto che hanno come presidente il capo del governo...più bandiera di così
Napoli - prova a vedere che succede se De Laurentis gli vende uno della triade
Atalanta - difendono Doni nonostante l'evidenza
Udinese - se non avessero Di Natale che ha rifiutato la Juve per loro che farebbero ora?
La roma non la quoto....loro hanno la bandiera parlante
.............come vedi!!!!!!!!!!!
Citazione di: JSV23 il 02 Set 2011, 20:02
Io credo che il Laziale abbia una sorta di manuale da seguire, per apparire diverso da tutto e tutti.
Non ci interessa quanti siamo? sbagliato!
I diritti tv, i soldi, si spartiscono anche e soprattutto in base a questo, quindi avere più tifosi significa avere più soldi, per dirla papale papale.
Facendo gli snob e gli alternativi finiremo per emarginarci, perchè un tempo il calcio era passione, oggi è business, e da soli finiremo cose sardine in bocca ai pescecani.
Su Sky parlano più del Napoli che della Lazio per quale motivo secondo te? perchè gli è più simpatico?
Noi non siamo ostacolati dai mass media perchè siamo diversi, ma perchè siamo di meno e portiamo meno soldi questo sia chiaro.
Quoto
E comunque non è veramente più il tempo di identificarsi in un campione nel calcio attuale...come detto da qualcuno ci sono alcuni giocatori che, nel tempo, più si identificano nella squadra nella quale giocano, nei valori e nelle idee dei suoi tifosi...è esattamente il contrario ed è a costoro che il tifoso dovrebbe rivolgersi e "affidarsi" ma certamente non identificarsi.
Io a mio figlio gli ho sempre comprato la maglia della Lazio senza nessun nome sulle spalle...............gli ho insegnato che l'unico simbolo importante della Squadra e' l'Aquila che sta sul davanti !!!!
[MSG_EDITATO]
personalmente non ho mai visto Zarate come un idolo quindi non posso neanche paragonarlo a quando vidi partire Nesta,Gazza,Stam ecc ecc
io il mio "campione" ce l'ho in squadra dal 2004 ed è anche il capitano della mia Lazio oltre che uno degli attaccanti più prolifici della nostra storia
TOMMASO ROCCHI!!
Topic interessantissimo.
Il discorso del simbolo è un discorso, vuoi o non vuoi, a noi caro. Penso che sul pensiero che la maglia venga prima di tutto siamo tutti d'accordo. E situazioni come questa di Zarate e tutte le altre insegnano proprio questo. Io ho le maglie di Nesta, Crespo, Nedved, Stankovic. Ho pianto a 11 anni quando andò via Conceicao a cui ero molto legato. Il giorno in cui Alessandro Nesta andò a Milano non uscì di casa per una settimana. Mi chiamò addirittura mio fratello (romanista) per consolarmi. Esperienze che anche voi avete vissuto e che conoscete benissimo. E' da quel giorno che ancora speriamo tutti, che un ragazzino esca dalla primavera per ricalcare la carriera di Nesta e contrastare quello dellà. Chi non lo confessa secondo me mente.
Su Zarate, nello specifico, per me non sarebbe stato mai un giocatore a cui mi sarei identificato, ma queste sono considerazioni personali. Come dice benissimo un monologo nel film "Febbre a 90°", anche se parlava di altro, c'è sempre un'altra stagione. Ci saranno altri gol e altre giocate. Di altri fortissimi giocatori che per fortuna abbiamo. Ci affezioneremo a qualcun altro, e a qualcun altro ancora quando questo o quello andrà per altri lidi. E lo continueremo a fare, nonostante tutto. Perchè sappiamo che la Lazio viene prima di tutto.
Se la vendita di un calciatore, qualunque esso sia, ti porta a cambiare fede e a tifare per qualcun'altra squadra, per me significa che non sei pronto per supportare ed aiutare questa meravigliosa maglia
(http://1.bp.blogspot.com/-3CriUGkCCdM/Tg9aXhfHqWI/AAAAAAAABYA/9HiU9X0zTCk/s1600/maglia+lazio+2011+2012+nuova+prima+home+2.JPG)
la maglia é meravigliosa, ma chi la indossa non sono i manichini in campo.
Senza giocatori simbolo non si va da nessuna parte. Perché un bambino dovrebbe tifare per la maglia? Il bambino, tifoso futuro che porterá soldi alla societá, si innamora di un calciatore e poi diventa tifoso della squadra, nella maggior parte dei casi.
Topic ottimo e abbondante. Credo che la cessione di Zarate -al di là di quanto lo stesso Maurito ha fatto vedere il primo anno (molto) e negli anni successivi (ben poco, direi)- abbia creato un enorme scompiglio in tutta la tifoseria proprio perchè la sensazione prevalente in questi anni era che finalmente ci fosse in squadra un giocatore nel quale i bambini potevano identificarsi, un uomo-simbolo, un totem laziale da contrapporre al santone dei trigorioidi. Ripeto, non so quanto Zarate abbia fatto in concreto per meritarsi questo onore. Forse troppo poco: il gol spaziale al derby del 2009, il pallonetto a Buffon a Torino e altri flash abbacinanti di questo tipo. Fatto sta che per molti di noi Maurito era diventato 'il' giocatore.
Per questo la sua cessione è stata un trauma, indipendentemente dalla perdita tecnica e di forza della squadra, ampiamente compensabile con l'acquisto di Miro e Djibril là davanti.
Quando mi prende lo sconforto, penso al rigore sciagurato di Udine e d'incanto Maurito mi appare come forse avrebbe sempre dovuto essere considerato: una meravigliosa, maledettissima incompiuta. Per i simboli, insomma, citofonare D'Amico o Nesta.
Citazione di: Centurio il 04 Set 2011, 13:04Perché un bambino dovrebbe tifare per la maglia? Il bambino, tifoso futuro che porterá soldi alla societá, si innamora di un calciatore e poi diventa tifoso della squadra, nella maggior parte dei casi.
Allora la vedo dura per i poveri bimbi....
Pensa il bimbo interista quanto amava Eto'o... il bimbo del Manchester amava C.Ronaldo... Il milanista con Kaka.... quello del Panathinaikos con Cisse e così via....
La verità è che si innamorano del campione che in quel momento è in squadra.
Ne va via uno, si innamorano di un altro.
Concordo con Bejiing.
3 anni sono pochi per fare di un giocatore un idolo assoluto, figuarsi una bandiera.
Zarate si era provato, giustamente, a farlo diventare l'idolo dei bambini (e anche dei grandi) e ci si era anche riusciti...il problema è che un giocatore per rimanere idolo deve: o giocare quasi sempre alla grande, o impegnarsi in ogni partita che gioca...Maurito, purtroppo, non ha fatto nessuna delle due.
p.s. io l'ultimo giocatore di cui ero "innamorato" e di cui mi sono fatto mettere il numero sulla maglia è stato Karel Poborsky......lì si che sono stato davvero deluso dal trattamento ricevuto dal calciatore e dal modo in cui è stato costretto ad andarsene!
Bel topic. Impegnativo, perchè significa, in buona sostanza, cercare di spiegare
l'irrazionale, quello cioè in cui consiste il legame con una squadra di calcio.
Identificarsi in un campione. Per me non è mai stato fondamentale, e non è mai successo in maniera
"totalizzante", quella che ti fa anche solo pensare (anche se poi non lo fai) "basta, andato via lui
finisce tutto".
Sono laziale per "discendenza familiare", perchè papà mi ci ha portato la prima volta a cinque anni,
perchè fino ai trenta ho rinnovato regolarmente l'abbonamento di "default", a volte senza sapere
nemmeno esattamente chi avevamo comprato. Perchè era così, perchè neanche ti veniva in mente che
la domenica pomeriggio si potesse fare qualche altra cosa, se la Lazio giocava in casa.
Perchè la Lazio continua ad accompagnarmi da allora, da quando si andava tutti insieme con
papà, fratello, zii e cugini (gli ultimi anni anche mia madre!).
Certo, ci sono giocatori ai quali mi sono affezionato di più, e i cui addìi sono stati più dolorosi di altri,
ma poi è passata. E quelli a cui sono sono più affezionato non sono necessariamente i campioni che
mi hanno fatto vincere, ma sono anche i Vella, i Magnocavallo, gli Acerbis, gli Spinozzi e via discorrendo.
Onesti manovali del pallone che però, quello che avevano, l'hanno dato tutto, senza riserve.
Figuriamoci, al momento il giocatore a cui sono più affezionato è Brocchi.
Non ho mai sentito la necessità di un particolare calciatore in cui identificarmi, tanto meno di avere
un contraltare a Totti: non mi interessa.
Questo, però, è il mio percorso, e capisco e rispetto profondamente quelli di tutti gli altri.
Non nego che l'identificazione nel "campione" sia uno di questi, soprattutto per il proselitismo tra
le giovani leve. Mio figlio ha otto anni, ci è rimasto molto male sia per Zarate sia per Floccari.
Ma poi mi ha visto tranquillo, gli ho spiegato che abbiamo giocatori molto forti e che la squadra
è più importante. Non so se mi ha capito fino in fondo, ma si è tranquillizzato.
Insomma, il mio essere laziale è qualcosa che non so spiegare fino in fondo. E' qualcosa che mi
appartiene, che nessuno potrà mai togliermi, è parte importante della mia infanzia e della mia
gioventù, è una trincea, è papà che vorrei riportare allo stadio almeno un'altra volta, malgrado
i suoi problemi di salute. E ho smesso pure di tentare di spiegarlo a chi trova assurdo questo
tipo di coinvolgimento, facendo anche della stolida ironia: non me ne frega niente.
So solo che l'emozione di un prato verde che si apre alla fine della scalinata, circondato dai
colori più belli del mondo, loro non la proveranno mai. Io, che sono un cretino, sì.
Citazione di: JoseAntonio il 02 Set 2011, 01:07
Se a me, a 6/7 anni, m'avessero portato a vedere Olympia allo stadio, me lo sarei ricordato eccome, e cazzo che orgoglio.
E invece qui ci sono persone che strappano l'abbonamento e che "cosa diremo ai bimbi ora?".
Se non sai cosa dire, forse devi guardarti qualcosa e indagare sulla tua identità Laziale che suppongo si voglia estendere ai posteri.
Lo sbaglio, secondo me, non risiede nella dipartita del (presunto) campione, ma nel presentare come identità Laziale il campione di turno.
E' tardi e non so se mi sono spiegato. :))
Ti sei spiegato benissimo e concordo con te.
Ero bambino e tifavo la Svezia che mi faceva vedere un giocatore laziale in nazionale (Selmosson), poi sapete come è andata a finire. Sono cresciuto ed ho preso a riferimento Wilson e Chinaglia, ma poi ... peggio.
Poi mi sono reso conto che il vero mito si chiama solo SS LAZIO: le persone da cui è nata, i valori che che l'hanno fatta crescere; quell'aquila che mi ha fatto commuovere a 60 anni (non a 7 o 8), una società che è forse la più grande polisportiva d'Europa, se non di più (pensate se lo fossero quell'altri).
Facciamo valere i valori veri.
Il laziale non ha bisogno di giocatori in cui identificarsi, piuttosto di giocatori che si identificano nello spirito laziale. :since
Citazione di: Omar65 il 04 Set 2011, 16:32
Insomma, il mio essere laziale è qualcosa che non so spiegare fino in fondo. E' qualcosa che mi
appartiene, che nessuno potrà mai togliermi, è parte importante della mia infanzia e della mia
gioventù, è una trincea...
Io a differenza di molti netter (romani e quindi legati alla Lazio per regole familiari ;)) sono diventato un tifoso della squadra più bella del mondo proprio per un giocatore. Ho 22 anni e ho iniziato a seguire il calcio,veramente, solo grazie ad un calciatore che mi faceva letteralmente impazzire. Bobone Vieri!! :) La mia famiglia è la famiglia a-calcistica per eccellenza (ho praticato basket per anni, inizialmente perchè NON potevo giocare a calcio) e per di più vivo a Genova. Vieri, e il suo passaggio alla Lazio, mi ha fatto seguire le vicende della prima squadra della capitale. In seguito, però il mio amore per i colori biancoazzurri è rimasto e di Vieri mi sono pian piano disinnamorato. Ad oggi ritengo questo un'immensa fortuna, il fatto che un simbolo (dal punto di vista personale) ed un idolo mi hanno fatto diventare Laziale!
Questo per dire che a mio modo di vedere, nello sport è giusto identificarsi con un calciatore/sportivo però quello che poi rimane alla fine è l'amore per la squadra, per i colori. I calciatori vanno e vengono, il dispiacere rimarrà per qualche giorno o settimana al massimo. La società invece c'era, c'è e ci sarà. Prima e dopo di noi (a meno che non ti chiami Florentia Viola o Naples 2004)
Citazione di: Maurito10 il 04 Set 2011, 20:03
Questo per dire che a mio modo di vedere, nello sport è giusto identificarsi con un calciatore/sportivo però quello che poi rimane alla fine è l'amore per la squadra, per i colori. I calciatori vanno e vengono, il dispiacere rimarrà per qualche giorno o settimana al massimo. La società invece c'era, c'è e ci sarà. Prima e dopo di noi (a meno che non ti chiami Florentia Viola o Naples 2004)
...sarà che non si gioca..ma a distanza di una settimana c'ho ancora la depressione e evito i reportage sull'Inter......bha....passerà
[MSG_EDITATO]
[MSG_EDITATO]
[MSG_EDITATO]
[MSG_EDITATO]
scusate... non avevo capito che stavate perculeggiando un giocatore della S.S. Lazio... continuate pure... :roll:
Non c'è bisogno di essere un fuoriclasse per accendere cuori e fantasie infantili. Pensate che alcuni decenni fa io mi esaltavo per D'Amato.
[MSG_EDITATO]
Citazione di: cartesio il 04 Set 2011, 22:05
Non c'è bisogno di essere un fuoriclasse per accendere cuori e fantasie infantili. Pensate che alcuni decenni fa io mi esaltavo per D'Amato.
E' vero, io da ragazzino stravedevo per Montesi.
Però bisogna pur essere un "qualcosa", un giocatore ti deve affascinare per qualche suo aspetto positivo, almeno uno.
:since
(http://img837.imageshack.us/img837/8821/40181425069050605589610.jpg)
Stankovic :beer:
ovviamente JSV
Citazione di: olandese il 05 Set 2011, 11:08
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(http://img837.imageshack.us/img837/8821/40181425069050605589610.jpg)
Ieri questo fantastico uomo, si è presentato a Formello con una Fiat Doblò Cargo...
Un grande!!!
Premesso che sono anni che non ho un giocatore in cui mi identifico, sarà perchè ne ho visti tanti passare, sarà per le fregature prese per quelli che stravedevo. Ho iniziato con Giordano e ho chiuso con Nesta e Simeone passando per Signori, altri non ce ne sono stati.
Per identificarmi in un giocatore questo deve avere alcune caratteristiche imprescindibili.
Non conta nè il ruolo nè la classe (anche se un bomber con piedi buoni più facilmente ti entra nella pelle).
Conta come interpreta la partita con la Nostra maglia, se dà il fritto in ogni occasione, se si comporta da uomo mettendoci la faccia in caso di sconfitta, se interviene a difesa di un suo compagno in caso di difficoltà, se si allena con impegno, se rispetta compagni e allenatore, se non fa parlare di se fuori dal campo per gossip o serate in disco, se rispetta la curva e i tifosi in generale ma non ci si mischia, se non chiede il rinnovo di contratto alla prima stagione buona che fa, non deve dichiarare appena arrivato che la Lazio è il sogno di tutta la vita (ci potrei crederei forse solo per un primavera...).
E poi deve essere un giocatore che sta alla Lazio da almeno un pò di tempo altrimenti neanche lo prendo in considerazione ed infine deve aver vissuto un momento topico della vita della ss Lazio ed esserci indissolubilmente legato (es: scudetto 74, meno nove, primi trofei, scudetto 2000, banda mancini ecc..)
Insomma per me deve essere prima un uomo, poi un leader con la maglia biancoceleste tatuata addosso,per il resto che poi sia romano, bergamasco o di lampedusa poco mi interessa.
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Vediamo se vi riesce di costringerci a chiudere anche questo topic. Non sarebbe incredibile, ma di certo sarebbe deprimente.
L'invito ad abbassare i toni e a rimanere RIGOROSAMENTE in topic è rivolto a tutti, ma in particolar modo agli utenti che, nel presente thread, hanno visto i propri interventi moderati: siamo stufi delle polemiche gratuite ed autoreferenziali, al prossimo messaggio fuori posto ci si accomoda fuori. Senza guardare in faccia nessuno.
Speriamo di essere stati (finalmente) chiari.
Lazio.net Staff
Citazione di: erredielle il 05 Set 2011, 14:00Insomma per me deve essere prima un uomo, poi un leader con la maglia biancoceleste tatuata addosso,per il resto che poi sia romano, bergamasco o di lampedusa poco mi interessa.
Mi trovo molto d'accordo. Forse perchè sono un tifoso alquanto annacquato, trovo più importante la statura umana di un calciatore che la sua bravura con la palla. Fra un campione svogliato ed un onesto pedatore che da' sempre il 101% delle sue possibilità in campo (e fuori), preferirò sempre il secondo, e quello additerò ai miei figli come esempio (se poi un campione in campo lo è anche fuori, tipo Hernanes, tanto meglio). Come ricordava qualcuno nei post precedenti in questo bel topic, il pupone potrà anche essere un campione, ma i suoi comportamenti saranno sempre come il fumo negli occhi, più che la brutta maglia che indossa.
Io sono laziale perchè da piccolo gli altri bambini mi dissero che
dovevo scegliermi una squadra da tifare (a me fregava ben poco di mio), e mi mostrarono un album Panini. Quando vidi l'aquila e i colori, mi fermai: questa! Non sapevo neanche che fosse la prima squadra della capitale, figuriamoci se conoscevo qualche giocatore. Alcuni degli altri mi dissero: "ma la Juve* vince di più, e voi siete in serie B!" ed io risposi che non me ne fregava niente, a me piaceva quella squadra, e che se anche vincevamo poco quando capitava sarebbe stato più bello. Due anni dopo, vincemmo lo scudetto.
Per la cronaca mia figlia, autoconsacratasi laziale all'età di 3 anni (con ovvia mia soddisfazione), mi fa sempre una sola domanda: abbiamo vinto? Da ormai qualche anno se ne è aggiunta una seconda: Rocchi ha segnato?
GP
* Lazio e Juve erano in pratica le uniche squadre tifate, più qualche rarissimo e misterioso caso "esotico" (Milan, Inter, Samp, ecc.). Passarono diversi anni prima di scoprire che esisteva anche un'altra squadra di Roma...
:)
i leader non mancano...
fantasia, classe e uomo HERNANES
carriera, nazionale, mondiali... numeri... KLOSE
estro gol potenza personaggio... CISSE (ha vinto pure una champions)
per i piu' sofisti del pallone DIAS, LEDESMA, MAURI...
cisse' per la cronaca ha giocato 1 ora nella finale di champions 3-3 col milan per poi segnare uno dei rigori e alzare la coppa dei campioni
klose e' il secondo cannoniere di tutti i tempi ai mondiali... ma de che parlamo?
Per come sono fatto, più che ai leader carismatici della squadra mi sento vicino a lui
(http://u.goal.com/122700/122782hp2.jpg)
"identificarsi" è un termine improprio..perchè io, ad esempio, mi identifico nella MAGLIA, nel SIMBOLO, nell'AQUILA.
se invece mi si chiede chi può essere il trascinatore allora il discorso è diverso...ora il nostro trascinatore è CISSE.
Citazione di: rocchigol il 06 Set 2011, 16:43
i leader non mancano...
non stiamo parlando di quelli
Citazione di: rocchigol il 06 Set 2011, 16:52
cisse' per la cronaca ha giocato 1 ora nella finale di champions 3-3 col milan per poi segnare uno dei rigori e alzare la coppa dei campioni
klose e' il secondo cannoniere di tutti i tempi ai mondiali... ma de che parlamo?
Questi sò forti ma sò arrivati 5 minuti fa....
E tu già ti ci identifichi (come da topic)? :o