Il Centrocampo

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Il Centrocampo
« il: 18 Ott 2020, 15:29 »
Che abbiamo un problema in mezzo al campo, e non da inizio stagione, è palese.

L'andamento della squadra nel pre-lockdown può essere riassunto così: Leiva va al massimo, SMS e Luis danno il meglio e possono sguinzagliarsi davanti, ergo attacchiamo in tanti e abbiamo una diga davanti la difesa che compensa ai buchi lasciati dietro.

Dal post-lockdown in poi, la situazione è altrettanto semplice: Leiva (mi spiace dire lo avevo detto, prendendomi le pernacchie, ma questo è) diventa un ex-giocatore, non anticipa più gli avversari e in mediana siamo divisi in due tronconi. Luis Alberto è terrorizzato dalle ripartenze avversarie e non prova più passaggi complicati, sbagliando anzi anche quelli semplici. SMS, pur non demeritando, non può fare miracoli da solo e anche lui alterna momenti no ad altri positivi.

Il centrocampo, così come è delineato, non funziona.

Funzionava giocando ogni sette giorni.

Ora in una settimana di partite ne disputiamo tre.

Per me tocca tornare al 3-4-2-1 di un paio d'anni fa, dove difendevamo effettivamente con due mediani (Leiva e Parolo) e ai due talenti veniva data assoluta libertà di svariare (e di sbagliare, cosa che non possono permettersi, oggi, a meno di non creare svarioni difensivi).

Alternative non ne conosco (gac, non sono un allenatore), ma mi sembra la strada giusta.

Gli uomini li abbiamo.

Facciamoli ruotare.


Re:Il Centrocampo
« Risposta #1 il: 18 Ott 2020, 15:45 »
L’unico post serio sarebbe uno sulla DIFESA ma nessuno sembra mai interessato a questo argomento sia in sede di mercato e sia sul versante tattico.
Fatti una difesa di ferro e poi viene il resto. Hai voglia di avere un centrocampo umorale, perché quando lo salti poi hai un fortino. Al contrario, si salvi chi può...
Re:Il Centrocampo
« Risposta #2 il: 18 Ott 2020, 15:52 »
L’unico post serio sarebbe uno sulla DIFESA ma nessuno sembra mai interessato a questo argomento sia in sede di mercato e sia sul versante tattico.
Fatti una difesa di ferro e poi viene il resto. Hai voglia di avere un centrocampo umorale, perché quando lo salti poi hai un fortino. Al contrario, si salvi chi può...

Da che mondo è mondo, è sempre stato l'esatto opposto  :)

Se hai un centrocampo solido ma una difesa scarsa, la fase difensiva della squadra funziona comunque.

Se hai un centrocampo a pezzi ma una difesa solida, soffri a prescindere.

(Poi, sono d'accordo sul fatto che la difesa andava rafforzata. Ma è un altro discorso, e la prestazione di ieri - per fare un esempio - non dipende dalle defezioni in difesa).

Offline RG-Lazio

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Re:Il Centrocampo
« Risposta #3 il: 18 Ott 2020, 17:52 »
ogni mese lo stesso topic...mettiti l´anima in pace...Inzaghi (per fortuna) non ti legge  :beer:
Re:Il Centrocampo
« Risposta #4 il: 18 Ott 2020, 19:32 »
ogni mese lo stesso topic...mettiti l´anima in pace...Inzaghi (per fortuna) non ti legge  :beer:

Ma se è il secondo topic che apro :lol:

Offline sharp

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Re:Il Centrocampo
« Risposta #5 il: 18 Ott 2020, 19:47 »
Che abbiamo un problema in mezzo al campo, e non da inizio stagione, è palese.

L'andamento della squadra nel pre-lockdown può essere riassunto così: Leiva va al massimo, SMS e Luis danno il meglio e possono sguinzagliarsi davanti, ergo attacchiamo in tanti e abbiamo una diga davanti la difesa che compensa ai buchi lasciati dietro.

Dal post-lockdown in poi, la situazione è altrettanto semplice: Leiva (mi spiace dire lo avevo detto, prendendomi le pernacchie, ma questo è) diventa un ex-giocatore, non anticipa più gli avversari e in mediana siamo divisi in due tronconi. Luis Alberto è terrorizzato dalle ripartenze avversarie e non prova più passaggi complicati, sbagliando anzi anche quelli semplici. SMS, pur non demeritando, non può fare miracoli da solo e anche lui alterna momenti no ad altri positivi.

Il centrocampo, così come è delineato, non funziona.

Funzionava giocando ogni sette giorni.

Ora in una settimana di partite ne disputiamo tre.

Per me tocca tornare al 3-4-2-1 di un paio d'anni fa, dove difendevamo effettivamente con due mediani (Leiva e Parolo) e ai due talenti veniva data assoluta libertà di svariare (e di sbagliare, cosa che non possono permettersi, oggi, a meno di non creare svarioni difensivi).

Alternative non ne conosco (gac, non sono un allenatore), ma mi sembra la strada giusta.

Gli uomini li abbiamo.

Facciamoli ruotare.


manco io faccio l'allenatore, ma se le condizioni fisiche sono quelle attuali,
forse cambiare è di suo una possibilità, certo bisogna vedere come si adatterebbero LAzzari e Marusic (imho Fares ha la tecnica necessaria per adattarsi bene), però al momento visto le assenze e la forma
sta mossa potrebbe avere una sua logica
Re:Il Centrocampo
« Risposta #6 il: 18 Ott 2020, 20:36 »

sono d'accordo. Qualcosina mi sembra vada rivista sul piano tattico.

Non sono un esperto di tattica ma usando semplicemente il buon senso non mi sembra ottimale usare sempre la stessa strategia specialmente in momenti in cui sei in una situazione sfavorevole. Non si carica con la cavalleria dalla pianura alla collina.

Mi piacerebbe vedere un 4-3-1-2 ma se proprio Inzaghi non può fare a meno di giocare con la difesa a 3 allora proviamo un 3-4-1-2: non dico sempre ma ogni tanto. Si potrebbe giocare con Leiva ed Akpro. O anche con Akpro e Milinkovic se vediamo che Leiva non ce la fa. O con Akpro ed Escalante se vogliamo proprio buttarla in caciara.

Mi ricordo una partita bellissima della gestione di Simone ovvero il derby di andata di Coppa Italia 2-0 dove giocammo accortissimi e ripartivamo alla grande con Milinkovic F.Anderson ed Immobile (in difesa avevamo Wallace e Bastos....)

 
Re:Il Centrocampo
« Risposta #7 il: 18 Ott 2020, 20:55 »
 Non è colpa di Leiva,  i pare chiaro.

E queste convinzioni “oggettive” sul suo rendimento attuale, come quelle “predittive” sul rendimento futuro sono totalmente opinabili.

Per me, ad esempio,  sono infondate.
Re:Il Centrocampo
« Risposta #8 il: 18 Ott 2020, 21:39 »
Non è colpa di Leiva,  i pare chiaro.

E queste convinzioni “oggettive” sul suo rendimento attuale, come quelle “predittive” sul rendimento futuro sono totalmente opinabili.

Per me, ad esempio,  sono infondate.

Che Leiva non andrà in crescendo è una mia semplice opinione, anche se non ci metto la mano sul fuoco.

(E speriamo di no, eh).

Che da quando è tornato sia stato un fantasma, sì, direi che è oggettivo eccome.

Offline Miro68

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Re:Il Centrocampo
« Risposta #9 il: 18 Ott 2020, 22:04 »
Osservazione più che giusta. Leiva non è più tornato il giocatore ammirato fino a febbraio. Ma l'altra assenza fondamentale dal pre-lockdown, capace di dare equilibrio tra fase offensiva e difensiva a mio avviso è quella di Lulic, giocatore fondamentale per il gioco della Lazio. 
Re:Il Centrocampo
« Risposta #10 il: 18 Ott 2020, 22:32 »
..Leiva, Lulic...

Ieri il centocampo Dortmund giocava con Passlack (classe 98), Witsel (89) Dahoud (96) e Meunier (91). Sostituiti poi da Belligham (2003) e Guerreiro (93).

..senza contare l'attacco dove più vecchio è Haaland del 2000 :)

Boh..

Offline paolo71

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Re:Il Centrocampo
« Risposta #11 il: 18 Ott 2020, 22:37 »
Il problema è Leiva anche secondo me.
Senza le sue chiusure il centrocampo con le 2 mezzali come abbiamo noi non regge.
Lucas purtroppo è la metà di quello che era  in questo momento.
Non abbiamo elementi per capire da fuori se potrà crescere ma a oggi è un punto debole.
Cataldi aveva dato in qualche occasione l'anno scorso sensazioni positive ma ovviamente non è Leiva, quello vero, e dall'infortunio di Bergamo non è stato più considerato da Inzaghi.
Escalante è fermo.
Qualcosa va cambiato perché è dal centrocampo più forte della seria A che era nata la Lazio che ci ha fatto sognare, ma oggi non c'è.
E non dimentichamo Lulic, la sua assenza è troppo spesso sottovalutata perché Senad era un fattore, di quelli pesanti.

Online Hicks

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Re:Il Centrocampo
« Risposta #12 il: 18 Ott 2020, 22:49 »
Io penso che uno fra Cataldi, Escalante e Ak-Ak dovrà per forza diventare quello che era Parolo nel 17/18. Poi quando (se) più avanti si entrerà tutti in condizione magari se ne riparla, ad oggi credo anche io non abbiamo la forza di giocare con Leiva e gli altri.

Offline olympia

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Re:Il Centrocampo
« Risposta #13 il: 18 Ott 2020, 22:52 »
Che abbiamo un problema in mezzo al campo, e non da inizio stagione, è palese.

L'andamento della squadra nel pre-lockdown può essere riassunto così: Leiva va al massimo, SMS e Luis danno il meglio e possono sguinzagliarsi davanti, ergo attacchiamo in tanti e abbiamo una diga davanti la difesa che compensa ai buchi lasciati dietro.

Dal post-lockdown in poi, la situazione è altrettanto semplice: Leiva (mi spiace dire lo avevo detto, prendendomi le pernacchie, ma questo è) diventa un ex-giocatore, non anticipa più gli avversari e in mediana siamo divisi in due tronconi. Luis Alberto è terrorizzato dalle ripartenze avversarie e non prova più passaggi complicati, sbagliando anzi anche quelli semplici. SMS, pur non demeritando, non può fare miracoli da solo e anche lui alterna momenti no ad altri positivi.

Il centrocampo, così come è delineato, non funziona.

Funzionava giocando ogni sette giorni.

Ora in una settimana di partite ne disputiamo tre.

Per me tocca tornare al 3-4-2-1 di un paio d'anni fa, dove difendevamo effettivamente con due mediani (Leiva e Parolo) e ai due talenti veniva data assoluta libertà di svariare (e di sbagliare, cosa che non possono permettersi, oggi, a meno di non creare svarioni difensivi).

Alternative non ne conosco (gac, non sono un allenatore), ma mi sembra la strada giusta.

Gli uomini li abbiamo.

Facciamoli ruotare.
Sono d'accordo . Le squadre si fanno con un gran centrocampo. Finché Leiva giocava per due e Milinkovic e Luis Alberto davano il fritto, la squadra volava. Con Leiva infortunato e poi non al massimo vediamo che succede. Mettiamoci pure l' assenza di Lulic, fondamentale. La squadra la fanno i giocatori, non il gioco.

Offline Miro68

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Re:Il Centrocampo
« Risposta #14 il: 18 Ott 2020, 23:21 »
..Leiva, Lulic...

Ieri il centocampo Dortmund giocava con Passlack (classe 98), Witsel (89) Dahoud (96) e Meunier (91). Sostituiti poi da Belligham (2003) e Guerreiro (93).

..senza contare l'attacco dove più vecchio è Haaland del 2000 :)

Boh..
già.... i giovani in Italia non giocano mai...
Re:Il Centrocampo
« Risposta #15 il: 19 Ott 2020, 02:14 »
Da profano - anche se confesso che mi piacerebbe prendere il patentino "Uefa C"; dunque, leggo  qua e là e a novembre comprerò il mio primo Football Manager  :=)) - trovo lo spunto di HummingBard interessante.
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Innanzitutto, la parola chiave di qualsiasi squadra: equilibrio; sul campo e nello spogliatoio.
Questo deve essere di due tipi: "materiale" (caratteristiche tecniche, tattiche e fisiche) e "spirituale" (mentalità collettiva e dei singoli calciatori).
Non esiste un "equilibrio assoluto": ciò che funziona oggi, non è detto che funzioni domani. Perchè il contesto cambia (pressioni, infortuni, cessioni, nuovi acquisti, difficoltà dei singoli, etc); oltre al fatto che ci sono degli avversari, il cui obiettivo è proprio far si che questo equilibrio salti.
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Detto che si può essere equilibrati accompagnando l'azione offensiva con sette giocatori; oppure difendendo in nove e arrivando a rete con tre passaggi e sganciando appena tre contropiedisti; mi vengono da fare le seguenti considerazioni:
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1) Al netto della qualità media della retroguardia - che è da migliorare, ma non si è potuto/riusciti a farlo in sede di mercato - è altresì vero che la cosiddetta "fase difensiva" va al di là dei singoli interpreti.
È qualcosa di corale, "sistemico", e dunque in tale modo deve essere giudicata.

A me sembra che - al contrario di altre Lazio d'Inzaghi - l'ultima versione (19/20, 20/21) possa dare il meglio di sè solo in dominio tecnico, tattico, fisico e mentale del gioco; se questo non avviene, va in difficoltà; proprio perchè, non disponendo di formidabili marcatori come "Nesta-Maldini" dietro e (per ora = Leiva) di un mediano come "Gattuso" in grado di equilibrare una squadra per vocazioni e qualità dei singoli molto offensiva; la nostra squadra, costretta a subire, non ha i mezzi, per caratteristiche materiali e mentalità, per resistere.
Al momento, non disponendo nemmeno di Radu e Ramos ("terzino csx" e "stopper cdx" della nostra difesa, con Acerbi "libero"), a Genova abbiamo giocato con un "terzino" poco marcatore (Patric) sul centrodestra, e un giocatore sul csx che, il meglio di sé, probabilmente lo darebbe come "libero" in fase d'impostazione (Hoedt); non certo come "stopper" o "terzino" di una difesa a tre.
A queste caratteristiche difensive, aggiungiamo i nostri "quinti" (ala tornante destra e terzino fludificante sinistro) molto offensivi, che nel nostro gioco d'attacco risultano essere delle vere e proprie ali; Lulic, bontà sua, grazie alla sua intelligenza tattica ed esperienza, era un ottimo "equilibratore", un terzino fluidificante perfetto, oltre che leader in campo; Fares, non è nè l'uno e né l'altro: è un'ala d'attacco, suo ruolo originario, oltre ad avere 10 anni di meno d'esperienza.
Detto questo, arriviamo alle mezzali (il mediano offensivo Milinkovic e il regista Alberto) che affiancano il nostro unico "mediano difensivo, Leiva".

2) Per quanta riguarda, nello specifico, il rapporto tra centrocampo e difesa, va ricordato che il lavoro delle mezzali (mediano e regista, in questo caso) è fondamentale. Perchè - se è vero che possono diventare attaccanti aggiunti in transizione offensiva - in fase difensiva le mezzali devono dividersi i compiti di marcatura: o allargandosi sull'esterno, dunque raddoppiando e aiutando i cosidetti quinti contro le ali avversarie; oppure seguendo qualcuno (prestabilito) dell'attacco avversario, sia questo una mezzapunta o un'altra mezzala.
Bene: se le caratteristiche della Lazio - soprattutto ora, cui si aggiunge uno stato psicologico non ottimale - sono quelle sopra descritte, è evidente come diventi difficile difendere con due mezzali del genere, in campo (un regista-trequartista e un mediano offensivo sì fisico ma con poco passo, specie nel breve; questo a prescindere dai km complessivi percorsi; parlo dell'intensità del movimento).
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Ora: non credo basti inserire Akpa Akpro o Escalante come mezzala per far rinascere la Lazio.
Ma: forse, sì, necessiteremmo di trovare delle alternative al nostro spartito.
E Inzaghi, se non sbaglio, in estate ne parlò. Fermo restando i princìpi di gioco della difesa a tre.
(Detto che, poi, i numeri lasciano il tempo che trovano, visto che c'è chi difende a quattro, ma poi costruisce il gioco a tre; oppure difende in cinque, ma costruisce con solo due difensori e un mediano, etc, etc).
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E allora, come se ne esce?
Purtroppo la risposta non è semplice. E bisogna rimandare al punto iniziale: l'equilibrio; tecnico, tattico, fisico e psicologico (collettivo e individuale).

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Inzaghi a me sembra un allenatore che instaura legami fiduciari fortissimi con i suoi calciatori; e viceversa.
È vero che, sulla carta, non ci sono più titolari e riserve, a causa delle tante partite; ma la Lazio un suo "11" ce l'ha; ed è noto a tutti, giocatori in primis: Strakosha; Ramos, Acerbi, Radu; Lazzari, Sergej, Leiva, Alberto, Lulic (Fares); Correa; Immobile.
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Per le ragioni appena dette - forte legame emotivo coi calciatori - a me Inzaghi pare un tecnico molto "conservatore", nel bene e nel male; ha i suoi scudieri, di quelli si fida e poco è disposto a rischiare; specie se si tratta di leader tecnici ed emotivi della squadra (vedi Parolo, fedelissimo, e messo a fare l'ala). O almeno lo è diventato, rispetto ai suoi esordi (cambi di modulo, d'interpreti, calciatori giovani, etc, etc); credo che l'alzarsi dell'asticella degli obiettivi e delle pressioni abbia contribuito.
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Dalla metà campo in su (dove si concentrano qualità e personalità) mettere in panchina "definitivamente" (parlo di formazione "titolare", che nonistante il turnover esiste e deve esistere) Leiva, Alberto, Milinkovic o Correa (ma pure Radu e Lulic, quando sarà) ho la sensazione non sia semplice, per Simone. Specie nelle partite di cartello, che sono un po' il termometro per valutare le gerarchie.
Ne va della fiducia dei singoli giocatori, ritenuti fondamentali per la squadra.
L'inserimento dei nuovi, infatti, temo sarà difficoltoso; e mi riferisco soprattutto a Muriqi, Pereira ed Escalante; mentre Akpa, Hoedt, Fares e Reina, per motivi diversi, hanno meno pretese di trovare spazio.
(Charamente, le pastoie burocratiche del mercato e la breve interruzione tra una stagione e l'altra non hanno aiutato l'allenatore a conoscere bene i nuovi acquisti più importanti; considerato quanto detto, ciò rende il quadro ancora più complicato).
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Conclusione.
Per me - nel bene o nel male - lo spartito della Lazio non cambierà: come atteggiamento psico-fisico in campo, tattica e "mentalità", che matura lentamente e non è facile cambiare dall'oggi al domani; al netto del turnover, la formazione titolare resterà quella nota, specie nelle partite di cartello.

Occorre ritrovare fiducia e consapevolezza in quello che si è fatto e si sta facendo. Al di là dei limiti tecnici, questa fa tutta la differenza del mondo; siamo stati a lungo una delle migliori difese dello scorso campioanato: come spiegarlo, altrimenti?
La fiducia del singolo e del gruppo è fondamentale e viene trasmessa dall'allenatore (guardate il Napoli da Ancelotti a Gattuso; in particolare, Lozano).
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Se - anche grazie ad un po' di fortuna = serie vittorie o vittoria di prestigio - ci ritroveremo, torneremo in carreggiata.
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Altrimenti, se qualcosa si rompe definitivamente (ed è una possibilità, come frequente negli sport di squadra: non solo sul campo, ma soprattutto fuori: uffici e spogliatoio) sappiamo tutti come va a finire.
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Una squadra che gioca bene al calcio e segna è un'opera d'arte; a suo modo - considerate tutte le variabili del gioco - un gol è un momento d'estasi, frutto d'organizzazione e magia.
Se viene a mancare la prima (equilibrio materiale), e soprattutto la seconda (equilibrio spirituale), si ricomincia da capo, con un nuovo profeta in panchina.
Perchè, in teoria, Inzaghi potrebbe cambiare ciò che vuole, pure ribaltare la squadra.
Nella realtà, invece, le sue scelte sono limitate (alternative disponibili, certo, ma anche rapporti interpersonali ed equilibrio nello spogliatoio).
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Resto comunque fiducioso che ne usciremo.
Re:Il Centrocampo
« Risposta #16 il: 19 Ott 2020, 02:27 »


(...)

Bene: se le caratteristiche della Lazio - soprattutto ora, cui si aggiunge uno stato psicologico non ottimale -

(...)

(...)

soprattutto ora, con tante assenze, cui si aggiunge uno stato psicologico non ottimale: sono aumentate aspettative e pressioni; siamo una big che gioca la Champions  e tanto si aspettano tutti, calciatori in testa

(...)

Offline Ghido

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Re:Il Centrocampo
« Risposta #17 il: 19 Ott 2020, 08:50 »
Esiste anche il cambio modulo.

Offline Aregai

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Re:Il Centrocampo
« Risposta #18 il: 19 Ott 2020, 09:02 »
purtroppo leiva nn je la fa, inutile girarci intorno.

Online hafssol

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music won't save you
Re:Il Centrocampo
« Risposta #19 il: 19 Ott 2020, 09:30 »
Anche secondo me la chiave è Leiva. Lo è stato in positivo, permettendo la realizzazione del modulo con tanta qualità a centrocampo, lo è in negativo adesso che non riesce a sostenere le prestazioni dei suoi momenti migliori.
Ovviamente è impossibile fargliene una colpa, visto che si vede che non sta benissimo e comunque il tempo passa anche per lui. Però se anche noi capiamo che non ce la fa, qualche contromisura va presa e la rosa a disposizione comunque lo permette.
 

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