Il laziale è un tifoso positivo

Aperto da Ulissechina, 09 Nov 2013, 19:08

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Ulissechina

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Ho riascoltato il mio brevissimo intervento in radio, non nascondo che ero anche leggermente emozionato, quello che intendevo ribadire alla radio mentre si parlava del pessimismo del tifoso laziale, quali erano  i motivi che facevamo scaturire  una tiepida felicità nel festeggiare,  tipica del  tifoso laziale, l'essere tiepidi non significa essere negativi,   secondo me il tifoso laziale è un tifoso che sta sempre con i piedi ben piantati per terra, un tantino sospettoso.
Si stava discutendo su LSR che il laziale non riesce a godere pienamente delle vittorie ottenute nelle coppe  e che il laziale è un tifoso pessimista, secondo il mio punto di vista, il pessimismo scaturisce dal fatto che non siamo mai riusciti ad avere un periodo di serenetà come accade a tifosi di altre squadre anche meno vincenti della Lazio ma mai preoccupati di dover  trovare spesso la propria squadra o i propri giocatori coinvolti in qualcosa di poco piacevole.
Ho detto in trasmissione purtroppo nel 1961, quel purtroppo voleva indicare che dopo la felicissima annata del 1958 conclusasi con la vittoria del primo trofeo importante nella storia della Lazio, la Coppa Italia, nel 1961 precipitammo per la prima volta in B.
Oguno di noi conosce bene la storia della nostra amata Lazio, il 1974 altro anno meraviglioso per i nostri colori, fu appannato poi da tante negatività, partenza di Chinaglia, dipartita di Maestrelli, Re Cecconi ecc. ecc.
Solo una squadra in passato ha tribolato come la nostra,  il Torino.
Trovo positivo che, malgrado tutto quello che è accaduto, ci troviamo tutti i giorni su questo forum a discutere   a sognare e a fare progetti per la nostra Lazio, tutto questo entusiasmo è motivo di positività, una positività con i piedi ben piantati per terra  che non voglio significare pessimismo o disfattismo.
Gradirei un vostro parere,  conoscere come vivete la vostra lazialità e cosa pensate del tifoso della Lazio. :D
Sempre Forza Lazio!!

Maquandovepassa84

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Come suggeriva il buon Lorenzo Cherubini  :since




AquilaLidense

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VeniVidiLulic

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No,noi positivi nun lo siamo manco per errore,siamo pessimisti cosmici proprio per riflesso incondizionato pure quando se vince,purtroppo.

Purtroppo ci portiamo dietro la retorica dei -9,della b,degli spareggi,del pane e salame ma alle prime sconfitte c'è un crollo emotivo generale che ci spinge a bastonarci e deprimerci ulteriormente.

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Dusk

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Il tifoso Laziale è un solitario, ha una scorza di diffidenza perché è cresciuto in minoranza, perché ha dovuto imparare a tenere testa fin da piccolo a prese in giro stupide, provenienti da persone incapaci di scelte forti e fuori dagli schemi e perché l'ambiente intorno a lui gli ha sempre descritto la Lazio come squadra dei cattivi, dei violenti, dei fascisti.
Il pessimismo del Laziale deriva da questo tipo di carattere: si manifesta nella buona e nella cattiva sorte. La storia della Lazio è fatta di pochi trofei, ma di tanti, tantissimi camei da Cinema. La storia di Chinaglia, di Maestrelli, di Re Cecconi, del meno nove. Di Bruno Giordano, di Silvio Piola, di Alessandro Nesta. Del secondo scudetto, della beffa del 1999.
Dalle prime sgambate a Piazza d'Armi a Salas che insacca contro il Manchester.
Il tifoso Laziale è un emotivo, perché volente o nolente questa è la sua storia: altre squadre non ne hanno di così emozionanti.
La roma? La roma è incapace di rielaborare la propria storia. I suoi tifosi sono vittime di una sorta di coazione a ripetere. Il grosso della storia della roma è fatto di una tranquilla permanenza in Serie A, senza picchi drammatici in negativo, di quelli che fortificano, che ti fanno le cicatrici. E con gli sporadici squilli puntualmente rovinati dalla stessa boria, dalla stessa voglia di festeggiare in anticipo, di auto-inventarsi trofei, record, celebrazioni.
La roma ha avuto un decennio durante il quale ha vinto uno scudetto, a parimerito con Verona, Inter, Juve e Napoli, contro i 5 della Juventus, ma quell'epoca è diventata "gli anni '80 della roma".

Spesso penso alla gente, alla maggioranza della gente, che ha scelto una squadra di calcio in quanto vincente. Che gusto prova, un milanista o uno juventino, di Canicattì, di Isernia, di Trento o di Boccea a sapere che la sua squadra ha vinto l'ennesimo scudetto, l'ennesima coppa? Grazie al cacchio, l'hai scelta perché è vincente. Se il palmares della Serie A indicasse il Poggibonsi a 30 scudetti, tu, oggi, cittadino di Canicattì, saresti tifoso del Poggibonsi. Come la vivi? Che razza di gioia puoi provare?

Io il mio primo trofeo l'ho vinto a 15 anni. Una Coppa Italia, all'Olimpico contro il Milan.
Sono stato felice tre mesi. Perché la Lazio l'ho scelta in quanto squadra della mia città, fregandomene del Palmares, e sbattendomene di aggregarmi alla maggioranza. Chi cazz'altro ha una storia così, se non Noi?

Solitari, emotivi ed orgogliosi.
Questi, secondo me, i nostri tre aggettivi. Il pessimismo è una sfumatura che non ci inquadra alla perfezione, secondo me. Certo, si sposa bene con tali caratteristiche, è innegabile. ;)

VeniVidiLulic

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Complimenti Dusk,totalmente d'accordo. ;)

AquilaLidense

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Citazione di: Dusk il 09 Nov 2013, 20:27
Io il mio primo trofeo l'ho vinto a 15 anni. Una Coppa Italia, all'Olimpico contro il Milan.

e sei pure uno di quelli fortunati. fidate.


EDIT:
Citazione di: VeniVidiLulic il 09 Nov 2013, 20:30
Complimenti Dusk,totalmente d'accordo. ;)

Tarallo

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Infatti Dusk, in radio ho accennato, a questo riguardo, alla roma perché per me i due discorsi sono intimamente legati, come hai spiegato tu, ma ho preferito sorvolare per non focalizzare una bella opportunità di parlare di Lazio sulle croste infette.


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GoodbyeStranger

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Il laziale è uno col freno a mano tirato, sa che la vittoria
è un fuggevole momento e vive la sconfitta come una
eternità.

Spera nel trionfo e poi si pente perché sa che dopo il
trionfo può solo inevitabilmente andare peggio.

Ultimamente ha cercato di essere come gli altri... di
prolungare artificialmente l'esultanaza, di esibire
una goliardia chiassosa che non gli appartiene, non
ha capito che se c'è qualcosa da imitare negli altri
è solo una certa ottusa maniera di difendere la propria
squadra contro tutto e tutti in barba alle alchimie
tattiche, alle partite doppie, alle questioni "di principio".


Dusk

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Citazione di: Tarallo il 09 Nov 2013, 20:37
Infatti Dusk, in radio ho accennato, a questo riguardo, alla roma perché per me i due discorsi sono intimamente legati, come hai spiegato tu, ma ho preferito sorvolare per non focalizzare una bella opportunità di parlare di Lazio sulle croste infette.


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OT1: non ho avuto ancora il piacere di ascoltare la trasmissione di ieri, ma rimedierò. ;)

OT2: Perdonate il refuso comico/surreale: tra i vincitori di uno scudetto negli '80 figura la Juve, contro i 5 della Juventus. :D

domenico

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" i tifosi laziali sono competenti, obiettivi e spesso critici nei confronti della squadra, ma pronti ad unirsi per seguire l'aquila fino all'inferno se necessario" .
G. Brera

Questa è una delle definizioni del tifoso laziale che più mi piace e mi rispecchia. Anche i tratteggi proposti da Dusk ed Ulissechina contribuiscono a completare il nostro ritratto.

Ci sentiamo degli incapaci, capaci di tutto.
Non ci sentiamo mai al sicuro, anche nel momento migliore temiamo sempre che qualcosa possa andare storto.
Siamo in grado di far diventare una "pipparsugo" prima fenomeno, poi campione, poi idolo.
Ci ammaliamo, ammattiamo per ogni sconfitta, ma sappiamo rialzarci e subito siamo con la testa al prossimo avversario, sia dentro che fuori dal campo. Perchè la Lazio c'era e ci sarà sempre a prescindere da tutto e tutti.
Siamo dei sognatori part-time, passiamo metà della nostra vita a sognare, e l'altra ad autoconvincerci che non succederà mai.
Siamo questo e tanto altro, siamo laziali bella gente.

El Matador

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Citazione di: Dusk il 09 Nov 2013, 20:27
Il tifoso Laziale è un solitario, ha una scorza di diffidenza perché è cresciuto in minoranza, perché ha dovuto imparare a tenere testa fin da piccolo a prese in giro stupide, provenienti da persone incapaci di scelte forti e fuori dagli schemi e perché l'ambiente intorno a lui gli ha sempre descritto la Lazio come squadra dei cattivi, dei violenti, dei fascisti.
Il pessimismo del Laziale deriva da questo tipo di carattere: si manifesta nella buona e nella cattiva sorte. La storia della Lazio è fatta di pochi trofei, ma di tanti, tantissimi camei da Cinema. La storia di Chinaglia, di Maestrelli, di Re Cecconi, del meno nove. Di Bruno Giordano, di Silvio Piola, di Alessandro Nesta. Del secondo scudetto, della beffa del 1999.
Dalle prime sgambate a Piazza d'Armi a Salas che insacca contro il Manchester.
Il tifoso Laziale è un emotivo, perché volente o nolente questa è la sua storia: altre squadre non ne hanno di così emozionanti.
La roma? La roma è incapace di rielaborare la propria storia. I suoi tifosi sono vittime di una sorta di coazione a ripetere. Il grosso della storia della roma è fatto di una tranquilla permanenza in Serie A, senza picchi drammatici in negativo, di quelli che fortificano, che ti fanno le cicatrici. E con gli sporadici squilli puntualmente rovinati dalla stessa boria, dalla stessa voglia di festeggiare in anticipo, di auto-inventarsi trofei, record, celebrazioni.
La roma ha avuto un decennio durante il quale ha vinto uno scudetto, a parimerito con Verona, Inter, Juve e Napoli, contro i 5 della Juventus, ma quell'epoca è diventata "gli anni '80 della roma".

Spesso penso alla gente, alla maggioranza della gente, che ha scelto una squadra di calcio in quanto vincente. Che gusto prova, un milanista o uno juventino, di Canicattì, di Isernia, di Trento o di Boccea a sapere che la sua squadra ha vinto l'ennesimo scudetto, l'ennesima coppa? Grazie al cacchio, l'hai scelta perché è vincente. Se il palmares della Serie A indicasse il Poggibonsi a 30 scudetti, tu, oggi, cittadino di Canicattì, saresti tifoso del Poggibonsi. Come la vivi? Che razza di gioia puoi provare?

Io il mio primo trofeo l'ho vinto a 15 anni. Una Coppa Italia, all'Olimpico contro il Milan.
Sono stato felice tre mesi. Perché la Lazio l'ho scelta in quanto squadra della mia città, fregandomene del Palmares, e sbattendomene di aggregarmi alla maggioranza. Chi cazz'altro ha una storia così, se non Noi?

Solitari, emotivi ed orgogliosi.
Questi, secondo me, i nostri tre aggettivi. Il pessimismo è una sfumatura che non ci inquadra alla perfezione, secondo me. Certo, si sposa bene con tali caratteristiche, è innegabile. ;)
Io però non rientro in nessuna delle due categorie.  ;)
Pur non essendo romano ho scelto la Lazio (quindi non una squadra "vincente").
Sono da ricovero?  :DD

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jp1900

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Citazione di: Dusk il 09 Nov 2013, 20:27
Il tifoso Laziale è un solitario, ha una scorza di diffidenza perché è cresciuto in minoranza, perché ha dovuto imparare a tenere testa fin da piccolo a prese in giro stupide, provenienti da persone incapaci di scelte forti e fuori dagli schemi e perché l'ambiente intorno a lui gli ha sempre descritto la Lazio come squadra dei cattivi, dei violenti, dei fascisti.
A parte essere d'accordo con il resto del post di Dusk, vorrei sapere perchè "sembriamo" sempre in minoranza. Leggevo su un altro post che comunque siamo la sesta tifoseria in Italia (3.9%). 'Ndo stamo?

In ogni caso io mi ritengo positivo, ho smesso di credere alla vittoria in Lazio-Genoa dopo l'80mo, e sono sempre sicuro che dalla prossima ci riscatteremo. E sarà sempre così, il tifo è una questione irrazionale, e io lo sono nel calcio così come sono realista e razionale nella vita...

Broccolino

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Ma esistono queste categorie? Cioè, ci sono dei tratti comuni in tutti i tifosi "laziali", "romanisti", "interisti", "juventini"...?

Io credo di no.
Non posso essere d'accordo con questa frase, la trovo fuori dalla realtà.
Citazione di: domenico il 09 Nov 2013, 21:21
" i tifosi laziali sono competenti, obiettivi e spesso critici nei confronti della squadra, ma pronti ad unirsi per seguire l'aquila fino all'inferno se necessario" .

fabichan

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Citazione di: Broccolino il 09 Nov 2013, 22:29
Ma esistono queste categorie? Cioè, ci sono dei tratti comuni in tutti i tifosi "laziali", "romanisti", "interisti", "juventini"...?

Io credo di no.
Non posso essere d'accordo con questa frase, la trovo fuori dalla realtà.

Io credo invece che ci siano delle caratteristiche socio-culturali comuni a una tifoseria, dovuti alla storia e al contesto sociale, mediatico, ecc.
Poi, è chiaro che si tratta di generalizzazioni, come quando si parla di un paese o di un popolo, per esempio.

In questo senso, sono d'accordo con la citazione di Brera, anche se il periodo di Cragnotti e tutto quanto avvenuto successivamente ha significato una "cesura" netta con la storia precedente della Lazio.

Rivolazionario

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Il tifoso laziale non è nè positivo nè negativo.
E' eccessivo.
Ha il gusto del paradosso, ma contestualmente è più realista del re.
Al limite del parossismo a volte.
Tanto da non vincere mai gli scudetti ad agosto, ma a volte neanche a Maggio alle 18.04.
Tanto che, come dicevo ieri in radio "Veron gioca 20 partite l'anno".
Il tifoso laziale e' pero' quello che sta anche in 70000 mila, quando la squadra rischia la Serie C.
Il tifoso laziale, è il tifoso laziale.
Punto.

cartesio

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Citazione di: Ulissechina il 09 Nov 2013, 19:08secondo me il tifoso laziale è un tifoso che sta sempre con i piedi ben piantati per terra, un tantino sospettoso

Vorrei poter essere d'accordo, ma dopo aver visto come è stato accolto Chinaglia quando tornò per fare il presidente, dopo aver visto i deliri pro-Bertarelli, dopo aver letto per anni i piani dei vari tifosi per campagne acquisti extra-budget nell'era Lotito, tutto posso pensare fuor che il tifoso laziale stia con i piedi per terra.

Posso eventualmente pensare che nella tifoseria laziale vi sia un'alta percentuale di scettici, come me. Scettici che hanno un peso, ma non preponderante, nell'influenzare gli atteggiamenti degli altri tifosi.

Alcares

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Citazione di: Dusk il 09 Nov 2013, 20:27
Il tifoso Laziale è un solitario, ha una scorza di diffidenza perché è cresciuto in minoranza, perché ha dovuto imparare a tenere testa fin da piccolo a prese in giro stupide, provenienti da persone incapaci di scelte forti e fuori dagli schemi e perché l'ambiente intorno a lui gli ha sempre descritto la Lazio come squadra dei cattivi, dei violenti, dei fascisti.
Primo giorno di scuola elementare, impaurito come un pulcino.
Erano gli anni pre-calcio scommesse, 1977.
Ora di pranzo, uno steronzo riommico più grande gira tra i tavoli della mensa scolastica chiedendo a tutti di che squadra fossero.
Se rispondevi Lazio, questo iniziava a cantare a squarciagola, invasato, stonato come l'animadelimortaccisua: "Laziale, carogna, ritorna nella fogna!".

Per non sentirmelo dire mentii. Non me lo perdonai mai.


L'altro ieri sera, Novembre 2013, cena con i genitori dei compagni di asilo di mia figlia.
Maggioranza di genitori mediamente colti, tutti educati, buon livello generale.
Ma riommici.
Alcuni di questi orgogliosi del fatto che i propri figli al sentire la parola "Lazio" dicessero "Bleeeaaah! Schifo! Cacca! Viaaa!".

Sono inguaribili.


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FedericaB

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Positivo... al test della paranoia, secondo me!  :ssl

Pablito1977

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Citazione di: FedericaB il 10 Nov 2013, 12:00
Positivo... al test della paranoia, secondo me!  :ssl
...più che altro fa di necessità virtù...di meglio non si può fare

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