Citazione di: strike il 01 Giu 2012, 16:15
Per quello che vedo ci sono club che controllano i giocatori e club che li controllano poco, o piuttosto tollerano certi comportamenti, non solo le scommesse (fenomeno diffusissimo) ma anche la droga, la frequentazione di certi ambienti criminali e altro (chiaramente ha ragione Buffon quando dice che ha il diritto di incontrare un ultrà, parlo di limitazioni ragionevoli). Io voglio che la Lazio sia nel gruppo 1.
Occhio che così ci si inerpica sua di una china pericolosa.
Quale è il limite della ragionevolezza? Sino a che punto la società può ingerirsi nei comportamenti extralavorativi dei propri dipendenti (si diceva che Boniperti voleva decidere anche la lunghezza dei capelli dei propri giocatori, ma oggi un simile modello mi pare improponibile e solleverebbe, subito, l'
indignata reazione di Tommasi e della sua associazione)? E sino a che limite si può esigere che lo facciano? Quali strumenti di vigilanza è lecito che siano utilizzati? Quante possibilità di controllo effettivo esistono?
Si tratta di quesiti a cui rispondere è molto difficile (sicuramente gli attuali dirigenti calcistici e sportivi non vi risucirebbero) e che, se lasciati irrisolti, creerebbero molti più problemi ed incertezze di quelli che la responsabilità oggettiva si propone di risolvere.
Detto questo, continuo a non capire la storia del far west.
La verità, secondo me, è che, al netto della demagogia, la responsabilità oggettiva è uno strumento per trasferire dalla Federazione, che pure ha appositi, ma chiaramente inefficienti, organismi di
polizia interna, alle società l'onere del controllo. Se la Procura e gli ispettori federali funzionassero a dovere (certe schifezze le coglie anche un bambino) e se le pene personali (da responsabilità soggettiva) fossero applicate in maniera rigorosa ed eguale per tutti credo che la moralizzazione (termine indigesto) dei comportamenti verrebbe da sé senza cercare nel polveroso armamentario dell'inciviltà giuridica un pezzo d'antiquariato puzzolente quale è la responsabilità oggettiva.
E poi sai che ti dico. Se proprio è necessario applicare la responsabilità oggettiva per salvare il sistema, che lo si faccia nella sua forma più ampia e si chiami a rispondere degli illeciti dei tesserati anche la federazione ed il coni che sugli stessi dovrebbero vigilare (con apposite strutture), nelle persone dei loro rappresentanti. Che siano squalificati, meglio radiati, petrucci ed abete, sotto il cui impero si sono già verificati 3/4 scandali piuttosto imbarazzanti in poco più di un lustro: quasi un record.