Citazione di: Ulissechina il 23 Feb 2016, 17:00
...
Tu che sai scrivere tanto bene, affronta anche questo tema Societari. Grazie!
Grazie Ulisse, un abbraccio.
Tu mi chiedi perché non affronto i temi societari? Sarò ben chiaro, forse impopolare. Perché me ne frega un'emerita ceppa. Dovrei affrontare il tema sul perché a Lotito (cito un post un po' più su di Babu1975) è riservato questo trattamento, laddove, con un'elegante metafora che faccio mia, con la Lazio ci si sono sciacquati lo scroto più o meno tutti? Dovrei analizzare e cercare colpe, giustificare l'uno o l'altro percentualmente? Non è da me giustificare o il contrario. Io faccio solo il tifoso.
Il giovedì, o il lunedì (cavoli di orari...), qualora il comportamento di alcuni tifosi me lo permetta, avendo la mala sorte di essere abbonato, raccolgo la mia sciarpetta degli Eagles che si sta sfaldando sotto le ingiurie del tempo (anche se - non avendola mai lavata - resiste ancora abbastanza bene), mi muovo per tempo biastimando contro le idiozie crescenti del prefetto, parcheggio in quei del Casilino, subisco un po' di palpamenti da addetti ahimé rigorosamente sempre maschi, poi accelero il passo, salgo le scalette di corsa... et voilà il rettangolo verde, undici ragazzi con la maglia biancoceleste dietro ad un pallone.
Tanto mi basta per scaldarmi il cuore. Poi mi incazzo per l'ennesimo cross di Candreva che finisce sulla Madonnina, insulto Pioli perché ha sbagliato la formazione, auguro all'arbitro e ai suoi collaboratori le stesse pene che saranno sicuramente riservate a colui (o colei) che mi ha rigato la macchina con una chiave, e poi - quando per caso riusciamo a segnare - esulto, mi abbraccio con la mia vicina (che è la mia compagna, sia mai che scegliessi un'altra da abbracciare), e... sono felice.
Poi finisce la partita, si vince (evvai!), oppure no, mi allontano da questo stadio brutto, da queste tribune da cui non si vede nulla, e inizio a contare mentalmente i giorni che mancano alla prossima partita casalinga. Già mi manca questo stadio. E ci sarò, ci sono stato con sole pioggia o vento, ci sono stato con febbroni da cavallo e due giorni dopo un'operazione, con mia madre che preconizzava per me una fine lenta e dolorosa.
Perché io sono come lo scorpione della favola di Esopo. O come Jessica Rabbit. Non ci posso fare niente, questa è la mia natura e mi hanno disegnato così. Non sarà certo una dirigenza discutibile o una situazione di classifica non ottimale a tenermi lontano. Quanti soldi, quante trasferte in serie B in posti che solo a ricordarli, Rimini, Campobasso, Terni, Pistoia, Cava, Salerno (con il Catania, chi se lo ricorda?) avrei potuto risparmiare. Ma non sarei più ricco di un centesimo, perché sono nel mio database dei ricordi e chi me li frega più.
kelly slater chiede a che serve? A nulla serve, io penso solo a vivere al meglio il mio rapporto con la squadra. Che è mio e di nessun altro. Che poi pensi che gli altri, una buona parte degli altri, diciamo la maggioranza degli altri, siano alieni che hanno nottetempo attraversato le porte spazio-temporali di Fringe, beh, che devo dire? Non servirà, tanto niente di quel che i tifosi fanno serve (se non a danneggiare la squadra, come avviene di questi tempi). Ecco, almeno non la danneggio.
Una volta andai a cena con Zoff, e discutevamo del suo ruolo di allenatore, in una Lazio di grande spessore. Quando gli chiesi (scemo) quali sono le caratteristiche principali di un buon allenatore, mi rispose: cercare di fare tatticamente meno danni possibili.
Ecco, cerco di fare meno danni possibili a quei ragazzi in campo. Se altri hanno la stessa sicurezza, sono contento per loro.