A me invece piacerebbe che il tifo si esprimesse quanto più possibile per gruppi.
Ma questo discorso io lo allargherei a buona parte della propria "vita pubblica".
Non perché costretti a stare in un gruppo eh, figuriamoci. Chi se vole fa i fatti suoi, fa come je pare.
Diciamo che mi piacerebbe vedere diffusa quanto più possibile questa forma aggregativa.
Che non è solo senso di appartenenza e identità, ma anche condivisione e confronto.
Viviamo fin troppo delle nostre vite in modo atomizzato, da singoli clienti, da fruitori di un servizio da consumare.
Se invece di consumare qualcosa, la viviamo insieme ad altri non può che farci bene.
Anche perché questa frantumazione ci abitua a fare sempre e solo gli spettatori. In tutto. Non decidiamo mai nulla, riteniamo tutto o quasi non di nostra competenza (fatta eccezione forse per il nostro lavoro).
Invece la dinamica di gruppo tende, in qualsiasi contesto, a renderti attore attivo anche quando in teoria non hanno disegnato per te quel ruolo (e molti equivoci e malintesi su sta cosa dei gruppi allo stadio nascono da qui).
Il numero ti dà più forza, vuoi dire la tua, vuoi contare qualcosa.
Io vedo in tutto questo elementi positivi, che si parli di stadio, della bocciofila o del gruppo d'acquisto.
Io pure per il sesso voto di gruppo, figuriamoce annà allo stadio.

Quello che però te contesto KG è la totale assenza di premesse al discorso che fai te.
La tua non sarebbe la naturale evoluzione di un processo (che non c'è), ma un'operazione a freddo dovuta ai desiderata repressi de un po' de gente.
Le domande che te ponevo prima non erano mica dovute al fatto che non so che è un gruppo.
Ma co quale faccia te presenti allo stadio pretendendo uno spazio (per te e per uno striscione identitario) quando non te sei fatto na trasferta (intendo come aggregato de gente, non singolarmente), non hai partecipato a situazioni o iniziative, non te sei distinto in nulla?
Boh, questo mi parrebbe inaccettabile e manco troppo scandaloso che te becchi un po' di insulti.
Al di là della connotazione politica (anzi, a maggior ragione quando il contesto è avverso), nei luoghi stai quando e se te costruisci la legittimità per farlo. Quando chi è intorno a te riconosce che quello è il tuo posto.
Altrimenti parti con un enorme problema in più e rischi un autogol clamoroso.