Resto fiducioso.
Situazione campionato: non corriamo, ma nessuno lo fa. C'è tempo fino a fine ottobre per tirare le prime somme. Sarà importante non sottovalutare gli scontri post-derby, sia perché la Lazio è bravissima a farsi male da sola contro le cosiddette "piccole", sia perché il derby ha sempre strascichi a livello di tensione accumulata.
Situazione EL: il pareggio delle altre due ieri ci lascia spalancata la porta della qualificazione, ancora nulla è compromesso. Certo, le prove d'appello sono quasi esaurite e bisogna pur cominciare a fare punti. Anche lo Sporting, sinceramente, non mi ha impressionato: qualche punticino potrebbe perderlo, e dovremo essere bravi a batterli con due gol di scarto al ritorno in casa.
Situazione spogliatoio: è secondo me il punto più nebuloso e difficile da decifrare. Ammesso che a livello di compattezza e unione di intenti la squadra sia solida dopo la bufera delle scorse settimane, resta da capire ancora che genere di squadra sia questa Lazio. Per ora è una foto sfocata: si intuisce qualcosa ma nessuno ne è certo. Brillante, propositiva e ingenua nelle primissime uscite (Milan, Vaslui, anche il primo tempo col Genoa), concreta e meno spettacolare poi (Cesena e Palermo). Quella di ieri è secondo me la prima partita cannata per 90 minuti dai nostri, a cui è doveroso aggiungere il secondo tempo col Genoa.
Restano però ancora tanti dubbi: la forma dei due brasiliani, l'organizzazione in attacco senza Mauri, la presenza fondamentale di Klose, il ruolo di molte "seconde linee", la gestione del turnover, le gerarchie in campo e fuori, la mancata solidità difensiva.
Sono tante questioni, piccole e grandi, che emergono e ritornano, e alle quali tocca iniziare a far fronte, magari approfittando della sosta.