Si riesce a fare un discorso equilibrato senza crociate, attacchi personali o fideismi dall'una o dall'altra parte?
Per quanto mi riguarda, non da oggi ma da qualche mese, nutro molta sfiducia nei confronti del nostro allenatore, Vladimir Petkovic.
Non da oggi, dico: lo criticavo già ad aprile-maggio (nonostante i segnali negativi fossero cominciati già a gennaio). All'epoca mi riservai di astenermi da ogni critica nei suoi confronti per non avvelenare l'atmosfera pre-finale.
La squadra andò in ritiro, le fu imposto un mental coach (che per me è abbastanza assurdo, ma quando non c'è proprio più niente da fare, è necessario, e ha funzionato), gli abbiamo alzato la coppa in faccia, ci siamo ubriacati del successo, forse abbiamo tutti messo in cantina un po' troppo presto i problemi che si erano palesati prima del trionfo. L'ultimo derby della storia, tra l'altro, fu una partita a sé, perché essendo una partita un cui tutti e 22 i giocatori in campo e tutti i tifosi in tribuna, in curva e a casa si sono cagati addosso dal primo all'ultimo minuto intervallo compreso, esulava da qualsiasi discorso tattico.
Poi, si è ripreso a giocare. Abbiamo preso due sveglie con la Juventus, e tutti a dire che ci può stare perché la Juventus è la Juventus (peccato che il Copenhagen non sia dello stesso avviso, e nemmeno l'Inter che l'anno scorso ci è finita dietro; se vogliamo nemmeno Sampdoria e Hellas Verona, che non si sono fatti goleare). Vabbè. Abbiamo vinto due partite, e meno male, con cinismo e più per i colpi geniali dei singoli che per azioni concertate, rischiando tra l'altro di pareggiarne una. Abbiamo perso il memorial Città di Roma anche se lo avremmo potuto vincere a mani basse: se magari Candreva, la migliore ala destra in Europa in questo momento, una volta finito il campo avesse avuto come opzioni quella di servire qualcuno invece di trovare al centro il Deserto del Gobi o Klose circondato da sei o sette strangolatori Sikh, sarebbe stato possibile.
E vabbè.
È vero: siamo alla quarta giornata, non avrebbe senso mandare via un allenatore adesso.
È vero: valide alternative in giro non è che se ne vedano. Sono liberi Di Canio e Gattuso, se vogliamo votarci al suicidio. Ma anche no. Quindi, nessuno dice "Petkovic vattana" (perlomeno adesso).
Il problema non è che alla quarta giornata abbiamo vinto due partite e ne abbiamo perse due, con un inizio vincente (anche se solo parzialmente convincente) in EL e con un calendario difficile all'esordio in campionato.
Vista così, quanti critichiamo Petkovic sembriamo tutti scemi. Ma, ripeto, il problema non viene da agosto o da settembre, il problema viene da gennaio. Io da quel mese non ho più visto fare alla Lazio cose elementari come:
1) movimenti senza palla;
2) precisione nei passaggi;
3) lucidità in fase di conclusione;
4) lucidità in difesa;
5) pressione sull'avversario;
6) schemi di gioco;
7) pericolosità nei calci da fermo;
8 ) attenzione nella difesa sui calci da fermo degli avversari.
Io da gennaio vedo una squadra che non ha più un gioco, vedo dei giocatori che non dialogano (calcisticamente parlando) in campo, iniziative estemporanee, gragnuole di tiri da fuori, grossa fatica ad arrivare in area o a mettere un giocatore di fronte al portiere avversario, grossa imprecisione, confusione totale, svarioni difensivi imbarazzanti e ripetuti, a volte in fotocopia, approssimazione. Le vittorie? Sono arrivate spesso con avversari o già appagati e rassegnati (a volte nemmeno con quelli, vedi Cagliari) o con iniziative estemporanee.
Io apprezzo gli allenatori che cercano di cambiare il modulo secondo le esigenze, ma Petkovic lo ha fatto spesso in maniera confusionaria, peggiorando una situazione già non rosea.
Molte volte, poi, invece di affidarsi a giocatori giovani (e continuo a sentir dire che è Colui Che Punta Sui Giovani), ha schierato giocatori affaticati e fuori ruolo (tipo González terzino, ve lo ricordate?) o gente purtroppo impresentabile (si prendano ad esempio Stankevicius e Pereirinha).
Non capisco poi l'insistenza sul modulo a una punta (ma forse questa è una mia idiosincrasia). Affidarsi al "buttiamola avanti e speriamo che Klose la butti dentro" - specie il Klose purtroppo un po' arrugginito degli ultimi tempi - mi sembra una mossa inefficace e sterile. Peggio ancóra quando al suo posto si inserisce un giocatore come Floccari che, abbiate pietà, secondo me andrebbe messo con tutto il rispetto in pausa di riflessione - per non parlare di Dias in difesa. Mi perplime anche la gestione di Ederson, ma questo è un altro discorso.
Scusa ufficiale 1: il mercato deficitario della società. Benissimo. Un mercato carente giustifica la totale assenza di gioco e di schemi? Non credo. Abbiamo schierato comunque delle formazioni di tutto rispetto e abbiamo preso sonori schiaffoni anche su campi non proprio inviolabili. Ma quel che conta non è la sconfitta, è il non gioco.
Scusa ufficiale 2: manca Mauri. Adoro Mauri, non solo perché è il nostro capitano e un grande giocatore, ma anche per tutto quel che gli stanno facendo indecorosamente pagare per colpire noi, eppure, con tutto il rispetto, non è che Mauri sia Cristiano Ronaldo o Messi. Non credo che la sua assenza possa giustificare un'organizzazione tattica tanto deficitaria.
Scusa ufficiale 3: magari sono i giocatori che non lo seguono. A parte il fatto che questo gruppo mi sembra eccezionalmente coeso e attaccato alla maglia: qualora ciò fosse vero, non spetta a un allenatore scuoterlo e farsi seguire? Io dico di sì.
Attenuante ufficiale universale: eh, ma Petkovic è un signore. Verissimo, ma sta diventando stucchevole. Oltre alla signorilità, se non si fosse capito, vorrei vedere del gioco. Non voglio arrivare primo, né terzo, né vincere le coppe. Voglio prima di tutto vedere una squadra che ha le idee chiare, che si muove bene in campo, che fa divertire, che se proprio deve perdere, agli avversari la vittoria gliela fa sudare alla morte. Non vedo più niente di tutto questo da mesi.
Io non sto con Petkovic. Sto con la Lazio. Non crocefiggo il nostro allenatore, ma tutte queste perplessità me le deve togliere, altrimenti - e spero che lo si stia già facendo - è meglio cominciare a guardarsi intorno, valutare qualche alternativa, e a giugno dirsi rispettosamente "arrivederci e grazie".