46 giorni

Aperto da GuyMontag, 11 Lug 2013, 23:22

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el jardinero

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La dimostrazione che le parole del valente collega Guy sono Vangelo arriva dalla quotidianità. Nel mio bar aziendale si è instaurata tra me ed il " bartender " ( malato di Lazio sebbene sia la copia esatta di Capitan Futuro) una gag simpatica. Alle 9.10 scendo per la colazione, ordino il mio latte macchiato freddo con lievito annesso e, quando il prode Stefano mi accompagna alla cassa, il totale è magicamente 71, qualsiasi consumazione si verifichi. Il tutto sotto gli occhi di attoniti avventori riommers che ormai abbiamo individuato e che, per loro somma sfortuna, si trovano nel bar sempre a quell'ora. Sempre ad occhi bassi, sempre con il dolore che gli spacca visibilmente il cuore. Perchè il 26 maggio è un virus autoimmune che li consuma minuto dopo minuto e per il quale non esiste cura. Sta a noi alimentare questa condanna, un nuovo supplizio di Prometeo. Lunga vita a Lulic, lunga vita alla mia Lazio.

saramago

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 "Io, che non sono certo un fanatico,....)
una cosa sbagliata l'hai scritta. tu sei un meraviglioso Laziale fanatico. per fortuna.

:beer: :beer: :beer:

Zoppo

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Svegliarsi e leggere guy...
Che vuoi di più...

porgascogne

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Zoppo

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Panzabianca

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Guy Montag a vedello sembra un misto tra un asceta un santone indiano e n'imbriaco  :)
Ottima alchimia, se vede...

maverickiv2007

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Complimenti Guy, un'altra data indelebile per i nostri colori

Gricia

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Citazione di: porgascogne il 12 Lug 2013, 08:21
con sicuramente meno sapienza, avevo aperto un topic dal titolo "nessun prigioniero"


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Kalle

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Citazione di: GuyMontag il 11 Lug 2013, 23:22
46 giorni. A seconda da quale parte della Coppa Italia li vedi, possono essere pochi istanti oppure una vita. In ogni caso sin d'ora si può affermare come il 26 maggio si accomodi a pieno titolo tra le date che, come pietre miliari, hanno segnato la storia della Nostra società. Tutti conosciamo il 9 gennaio. Chiedi a bruciapelo ad uno per strada cos'è successo il 9 gennaio. Se ti guarda smarrito, oppure ti dice è nata mia suocera, di sicuro non è un laziale. Un laziale SA. Un laziale conosce il 12 maggio, perché il 12 maggio Giorgione sistemava con cura quel pallone sul dischetto, fingendo indifferenza, in attesa di mandare un popolo in Paradiso. I più giovani conoscono meglio il 14, di maggio, perché il 14 di quel mese, nell'anno del Giubileo, il Fato decideva che era giunto il momento di rimettere un po' in ordine le cose, e che a quelli finalmente una ciambella sarebbe riuscita senza buco.

Altre date segnano la Nostra storia. Appena meno di un anno prima, era il 19 di maggio, una interminabile marea biancoceleste emigrava verso la perfida Albione per cucire sulle Nostre maglie il primo alloro internazionale.
Poi ci sono le date della salvezza. Il ventuno di giugno del 1987 non dovrebbe mai essere dimenticato, e la formazione di quel giorno mandata a memoria dai ragazzi nelle scuole. Quel fatidico giorno il Fato (sì, quello stesso del 14 maggio del duemila) fece girare la roulette e - dopo aver giocato con le coronarie di settantamila cuori, spruzzando la polverina magica sui guantoni di un onesto mestierante di provincia, tale Dal Bianco - decise di affidare la speranza ai piedi di un altro onesto mestierante, che però da quel momento divenne ai nostri cuori più caro di un Pelé o di un Maradona. E che dire di quell'aletta riccia, di non eccelsa classe anch'essa, che il 5 di luglio dello stesso anno, con uno scatto di reni, fece superare alla Lazio l'ultimo ostacolo, il più terribile, per portarci finalmente al di là, al Futuro?

Ce ne sono altre di date, magari uno studente di Storia Biancoceleste meno attento, uno che gli basta il 24 e non punta al trenta e lode, non si ricorda, tipo il 6 gennaio, detta anche la Befana di Di Canio, oppure il 1 novembre 1997, la Ognissanti Biancoceleste, quando la Lazio in 10 dopo sette minuti fece carne di porco dell'Armata Giallorossa. Ci sono le altre Coppe Italia, c'è Montecarlo, altro fulgido momento di Lazialità, ma non è sempre facile ricordare e santificare tutte quelle feste.

E c'è il 26 maggio. Ora ne sono sicuro, non è data destinata a cadere nell'oblio. E' data che assurgerà tra le primissime, sgomitando accanto agli Scudetti e a Birmingham. Maggio è nel nostro destino. E Lulic è destinato ad essere il nuovo Giuliano Fiorini e il Fabio Poli del 2000. Dalla Salvezza alla Liberazione.

Sono 46 giorni, tanti nel calcio, ma è come fosse passato un attimo. Io, che non sono certo un fanatico, ancor oggi almeno una volta al giorno me ne vado su Youtube a ricercare i video di QUEL momento. I video del 71'. E oggi come allora annego in quel ruggito, in quel boato che ha rivoltato come un calzino questa città, come le Aquile che preannunciavano all'armata di Gondor la fine del regno di Mordor. Da quel giorno i nostri sfortunati dirimpettai rivivono come un eterno loop la loro disfatta. E pensare che quest'anno mi ero chiesto se sarebbe stato meglio, più gratificante, vincere in Europa piuttosto che una coppa Italia che avrebbe lasciato il tempo che trovava. Stupido io. Questa non è stata una Coppa Italia, è stata LA Coppa Italia. E per una volta abbiamo deciso che nessuno, né noi né loro, avrebbe dovuto dimenticarlo. 46 giorni. 46 giorni di feste, di festeggiamenti, ma col nostro stile, non col loro. Laddove loro avrebbero devastato ed imbrattato forse per sempre l'arredo urbano della città più bella del mondo, noi abbiamo colorato di biancoceleste i suoi monumenti più belli, ma con sciarpe, bandiere, con un video in 3d proiettato su una facciata, non con un secchio di vernice... L'altroieri piazza di Spagna, ieri piazza San Silvestro. E pazienza se un solerte ed ottuso funzionario (cui ovviamente non passa, e quanno je passa...) ci ha vietato piazza del Popolo. Noi siamo più gente da flash mob, noi invadiamo, noi coloriamo, noi non sporchiamo, noi rispettiamo, in attesa di far scoppiare una bolla biancoceleste in un altro quartiere, o in un paese.

Dal mio osservatorio privilegiato in Trastevere ancor oggi ogni tanto capto cori da un vicino ristorante, e il "quanno ve passa" è diventata quasi una benefica ninna nanna. E tanto, se per un momento ci distraiamo noi, ci pensano loro, gli sfortunati amici dell'uomo, che è un peccato abbandonare, poveri esseri affamati che vengono condotti al macello in un'arena, in una pubblicità che dovrebbe far gridare allo scandalo ogni animalista che si rispetti. Loro, che accolgono i loro beniamini al raduno con un "26-5-2013 Benvenuti merde" che racchiude con perfetta sintesi ciò che noi abbiamo sempre pensato, ma che non siamo riusciti ad esprimere con cotanta lucidità. Ad essere pignoli, perché benvenuti, che tanto tutto erano tranne che benvenuti? "26-5-2013: Merde" sarebbe stato un claim di tutto rispetto e dall'enorme impatto pubblicitario. Ma sono giovani, possono migliorare.

Noi pure possiamo, dobbiamo migliorare. Non salti in mente a nessuno di pensare solo lontanamente che è giunto il momento di lasciarli un po' in pace, che ci hanno tanti cazzi a prescindere. Non devono mai dimenticare. Lulic, il 71, il 26 di maggio, la Coppa, la Stellina, devono entrare nel lessico quotidiano di ogni laziale. Pensate ad ottobre, ciao come va? Bene a te (Lulic), come va la famiglia? Oppure Mi dà un etto di parmigiano, anzi 71 grammi? Scusi mi sa dire per via 26 maggio? Ma non era via 24 maggio? Si aggiorni... e noi come loro sappiamo che in futuro non basterà un derby vinto, nulla potrà cancellare questa data. Che ormai è tra le nostre pietre miliari. Ma - felicemente - anche tra le loro.

E' il Nostro 25 aprile, è la Liberazione. Anche il loro 25 aprile. Solo che loro sono i tedeschi...


:band1:

COLDILANA61

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