La Curva Nord e le altre curve

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Offline Palo

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La Curva Nord e le altre curve
« il: 01 Giu 2016, 08:15 »



Agguati e pestaggi per spaccio e merchandising, faida alla Curva Sud


Da Sandokan al Barone il ritorno della Fossa. Digos: interessi criminali. Tutto comincia a metà aprile durante Milan-Juve: alcuni tifosi scendono al secondo anello blu per affrontarne altri. «Interessi criminali»




di Cesare Giuzzi


L’obiettivo è controllare lo spaccio e il business del merchandising in Curva Sud. I metodi sono quelli di sempre. Come i nomi: i fratelli Francesco e Luca Lucci, attuale capo della Sud, Giancarlo Sandokan Lombardi, Marietto Diana e il Barone Giancarlo Capelli. In mezzo una «faida» tra due schieramenti della tifoseria rossonera. I «Commandos tigre» cacciati dal primo anello del Meazza con pestaggi e minacce armate. Il resto è un copione già visto dieci anni fa: agguati, droga e pallottole.
Prima di raccontare questa storia bisogna guardare al passato. Al 2006 e alla vicenda del tentativo di estorsione al Milan: alcuni ultras tentano di mettere le mani sul business dei biglietti. Viene arrestato il capo del gruppo «Guerrieri ultras» Sandokan Lombardi e con lui anche il Barone, Giancarlo Capelli, storico leader della curva milanista, che uscirà poi pulito dall’inchiesta. Lombardi viene condannato a 3 anni e 8 mesi. Nel frattempo finisce in un’inchiesta per riciclaggio con il clan mafioso dei Fidanzati. Si scopre che nella Curva Sud
c’è un sottobosco di interessi criminali. Emergono i contatti tra Sandokan e il leader dei «Viking» della Juventus Loris Grancini, oggi giocatore di poker, miracolosamente scampato nel ‘98 alla sparatoria di viale Faenza e considerato vicino a clan calabrese e al narcotrafficante Pietro Amante. Luca Lucci viene indagato nel 2009 per un’aggressione a un tifoso interista che nel pestaggio perderà un occhio e morirà suicida tre anni dopo. Ma viene anche sfiorato da un’altra indagine: nel 2006 ha prestato la sua auto allo ndranghetista Luigi Cicalese, killer dell’avvocatessa Maria Spinella. A far da tramite Daniele Cataldo, altro ultras arrestato a Sesto un anno fa con un carico di armi.
Gli equilibri del tifo rossonero vedono oggi la Curva Sud (con relativo striscione) unico gruppo del secondo anello blu al Meazza. Al primo ci sono i Commandos. Ma durante Milan-Juve del 9 aprile scorso alcuni ultrà scendono dalla Sud per affrontare i Commandos: lo screzio nasce dalla coreografia dei tifosi. La tensione era nell’aria: quel giorno i Commandos erano in forze. Qualche urlo, poi i tifosi risalgono. La Digos per questi fatti ha già proposto una trentina di Daspo. Il seguito, più violento, ha come teatro lo stadio Marassi di Genova. È la sera del 17 aprile, sulle scalinate e lontani dalle telecamere, alcuni Commandos vengono pestati a sangue. «Picchiatori esperti in arti marziali arrivati dalla Curva Sud», ricostruisce la polizia. Qualche giorno dopo uno dei capi viene minacciato da uomini «armati». Anche i Commandos non sono sprovveduti. I capi sono legati a una famiglia di sardi coinvolti in un’inchiesta antidroga. Per questo la polizia teme una vendetta immediata. Che però non arriva. Non si sa se per cautela (i numeri sono sfavorevoli) o se i Commandos hanno capito che è meglio evitare una guerra. Sembra che alla base della faida ci sia la scoperta della testimonianza di alcuni membri dei Commandos durante le indagini della polizia sul caso dell’estorsione del 2006.
Il 25 aprile esce sul web un misterioso comunicato che annuncia dopo 49 anni lo scioglimento dei Commandos. Passano poche ore e arriva la smentita. Ma il 15 maggio, ultima di campionato Milan-Roma, al primo anello — dove c’erano i Commandos — c’è invece l’inossidabile Barone. Per i ben informati questo è il segnale che il direttivo della Sud s’è preso anche il primo anello. A far gola, oltre al bacino di pubblico (20 mila posti in totale) è il business del merchandising.
Soprattutto in chiave futura, con l’arrivo (possibile) dei cinesi. Sia chiaro: la stragrande maggioranza non ha niente a che vedere con queste vicende. Lucci e soci sono da sempre vicini a Barbara Berlusconi e in questa stagione hanno contestato duramente Adriano Galliani. La vulgata racconta anche di un incontro tra Lucci e il presidente Silvio Berlusconi per chiedere la cacciata dell’ad. Ma i risultati della squadra non contano. Anzi, i vertici della Sud starebbero progettando un grande rientro: quello della Fossa dei Leoni, storico gruppo sciolto nel 2005, e quello delle Brigate rossonere. L’obiettivo è di attirare nuovo pubblico facendo leva sulla nostalgia. E più pubblico serve anche a far da schermo allo spaccio di droga gestito dagli «elementi criminali»: «Iniziative — dicono gli investigatori — che non rispondono a interessi sportivi ma a logiche criminali».


http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/16_maggio_30/faida-curva-sud-23a65f5c-262b-11e6-844b-1dd7d0858058.shtml


Le curve sono luogo di "business" e di reclutamento. Da sempre! Ovunque! Anche a Pisa o a Vicenza (per dire due nomi a casaccio).

Il che non mi fa pensare che la Nord sia "buona". La CN è come le altre. Probabilmente non è la migliore ma certamente non è la peggiore.

Non giustificherò MAI gli atteggiamenti razzisti e quelli fascisti della curva nord, ma non voglio nemmeno considerare la Nord sic et simpliciter un ricettacolo di spacciatori e troie! Il "potere" decide cosa tollerare e cosa no. Quando smettere di tollerare e quando ricominciare. Se mettere le barriere qui e non metterle lì. Se daspare il laziale sulla cancellata e perdonare il frusinate.

Guardare al fenomeno "curve" come ad un qualcosa di isolato, geograficamente e/o temporalmente, è sbagliato. Qualcuno ha deciso, circa 40/45 anni fa che certo malessere sociale andava gestito nello "spazio curva". Uno spazio in cui certe regole di "convivenza civile" venivano ... dimenticate, sospese, trasfigurate. Poi, quasi subito, il substrato locale prendeva il sopravvento. Quindi la politica o la delinquenza comune si impossessavano di questa o quella curva. La nord a Laziale in mano ai fasci, altre curve in mano alla delinquenza organizzata.

La domanda è: va bene così? Finirà? E dopo?



Offline bak

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Re:La Curva Nord e le altre curve
« Risposta #1 il: 01 Giu 2016, 10:11 »
E altre curve ancora in mano ai compagni dei centri sociali, dove la delinquenza proliferava nello stesso tanto.
Potrei citarti la Sud di Milano, la curva atalantina, la gradinata Nord di Genova che in passato (40 anni fa, ma anche 30) era gestita da gruppi di sinistra e dove di certo non regnava l'Eden.
Bene hai fatti a sottolineare che "circa 40/45 anni fa che certo malessere sociale andava gestito nello "spazio curva"" perché l'idealizzazione di quel periodo, anche rispetto agli E.S. non va bene ne alla verità né alla loro stessa storia. Erano altri tempi, altro calcio ed altro modo di intendere l'essere ultras, ma avendolo vissuto da vicino vi assicuro che non era tutto rose e fiori. La Nord comunque è stata sempre nera, sin da prima della nascita dei GABA e degli E.S. e questo ne è un esempio.

Re:La Curva Nord e le altre curve
« Risposta #2 il: 01 Giu 2016, 10:15 »

Le curve sono luogo di "business" e di reclutamento. Da sempre! Ovunque! Anche a Pisa o a Vicenza (per dire due nomi a casaccio).

Il che non mi fa pensare che la Nord sia "buona". La CN è come le altre. Probabilmente non è la migliore ma certamente non è la peggiore.

Non giustificherò MAI gli atteggiamenti razzisti e quelli fascisti della curva nord, ma non voglio nemmeno considerare la Nord sic et simpliciter un ricettacolo di spacciatori e troie! Il "potere" decide cosa tollerare e cosa no. Quando smettere di tollerare e quando ricominciare. Se mettere le barriere qui e non metterle lì. Se daspare il laziale sulla cancellata e perdonare il frusinate.

Guardare al fenomeno "curve" come ad un qualcosa di isolato, geograficamente e/o temporalmente, è sbagliato. Qualcuno ha deciso, circa 40/45 anni fa che certo malessere sociale andava gestito nello "spazio curva". Uno spazio in cui certe regole di "convivenza civile" venivano ... dimenticate, sospese, trasfigurate. Poi, quasi subito, il substrato locale prendeva il sopravvento. Quindi la politica o la delinquenza comune si impossessavano di questa o quella curva. La nord a Laziale in mano ai fasci, altre curve in mano alla delinquenza organizzata.

La domanda è: va bene così? Finirà? E dopo?


Per me la domanda e' "va bene cosi... A CHI?", a chi comanda in curva (se c'e' qualcuno che comanda veramente), alle istituzioni e alla poilitica o agli stessi tifosi che in nome di una "bella curva" sono disposti a chiudere un occhio?

Intanto a noi andrebbe bene?

le altre due domande sono in cascata
Re:La Curva Nord e le altre curve
« Risposta #3 il: 01 Giu 2016, 10:23 »
Le curve sono tutte uguali..
In ogni latitudine.
Pensare che siano luogo di educande é assurdo.
Poi si strumentalizza da una parte e dall'altra.
Non è il luogo dove si compiono crimini efferati.
É una specie di zona franca.
Per quello non mi sono scandalizzato delle parole di Lotito.
Ma la nord vale le altre.
E allora o le vetrate le mettono ovunque, oppure le tolgono anche a Roma.
E risolvono la coda in maniera più intelligente (se esiste)

Offline GiPoda

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Re:La Curva Nord e le altre curve
« Risposta #4 il: 01 Giu 2016, 10:53 »
Le curve, gestite dai professionisti del tifo, sono sostanzialmente tutte uguali.
Il problema è che i Club calcistici sono ancora troppo restii a parlare e lottare per davvero contro questa degenerazione.
L importante è rendersi conto, noi singoli tifosi, che quando vediamo contestazione o anche appoggio, dovremmo sempre porci la domanda se queste manifestazioni sono davvero genuine e in buona fede.
Questo almeno è il mio approccio.
Re:La Curva Nord e le altre curve
« Risposta #5 il: 01 Giu 2016, 12:44 »
E altre curve ancora in mano ai compagni dei centri sociali, dove la delinquenza proliferava nello stesso tanto.
Potrei citarti la Sud di Milano, la curva atalantina, la gradinata Nord di Genova che in passato (40 anni fa, ma anche 30) era gestita da gruppi di sinistra e dove di certo non regnava l'Eden.
Bene hai fatti a sottolineare che "circa 40/45 anni fa che certo malessere sociale andava gestito nello "spazio curva"" perché l'idealizzazione di quel periodo, anche rispetto agli E.S. non va bene ne alla verità né alla loro stessa storia. Erano altri tempi, altro calcio ed altro modo di intendere l'essere ultras, ma avendolo vissuto da vicino vi assicuro che non era tutto rose e fiori. La Nord comunque è stata sempre nera, sin da prima della nascita dei GABA e degli E.S. e questo ne è un esempio.



No.... non sono d'accordo . Il traffico della cocaina è stato sempre, dentro e fuori lo stadio, il marchio di fabbrica dell'estrema destra connessa con la malavita. Fatto particolarmente vero a Roma e Milano .
Ne sono piene le cronache dei giornali. Non mi risultano invece le connessioni di cui parli tu a sinistra. 

Offline bak

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20153
Re:La Curva Nord e le altre curve
« Risposta #6 il: 01 Giu 2016, 13:13 »
Il mio era un riferimento agli anni 80.

Attualmente, cioè dal 2003, le politiche di curva sono dettate da questo:

https://forum.termometropolitico.it/252579-manifestazione-ultras-roma.html

e da questo, sempre riferito alla stessa manifestazione:

Tornano i fascisti
Uniti nella fede del Duce. Lo slogan dell'iniziativa: Boia chi molla

 di Giampaolo Borgia

Domanda facile facile: cosa ci faceva Maurizio Boccacci, tifoso della Roma, al sit-in di solidarietà organizzato sotto Regina Coeli per portare il saluto degli "Irriducibili" ai loro amici arrestati? Cosa ci facevano tanti tifosi della Roma? La riposta è semplice: politica. Perché la protesta organizzata sotto i colori biancocelesti è stata abilmente sfruttata da Base Autonoma, ossia dal gruppo neofascista del quale Boccacci è uno dei nuovi capi e che ha i suoi tentacoli dentro le tifoserie organizzate di Roma (Tradizione e Distinzione) e di Lazio, secondo un piano ben preciso di infiltrazione politica, denunciato le settimane scorse dal ministro dell'Interno, Pisanu, nella sua relazione sui rischi eversivi in Italia.
Dopo essere stato presente a numerose iniziative di Forza Nuova, adesso Boccacci si è fatto vedere in pubblico anche alla manifestazione dei "rivali" della Lazio, calcolando che è arrivato il momento di gettare la maschera e di rendere visibile ciò che era stato denunciato da tempo, ma che veniva tenuto nascosto ai tifosi i quali - ignari delle manovre alle loro spalle - avrebbero potuto costituire un'ottima massa di manovra: il ruolo di Base Autonoma, il reclutamento nelle curve; il coordinamento politico tra tifoserie fasciste (secondo lo schema del network proprio di Base Autonoma) le parole d'ordine "contro la repressione" che possono trovare qualche consenso tra tifosi sprovveduti e legittimare le violenze ultras.
Un disegno assai vecchio. Se si considera che Maurizio Boccacci, che era in piazza con gli Irriducibili, è lo stesso Boccacci condannato in primo grado a 4 anni per i gravissimi incidenti del 20 novembre del 1994, quando gruppi di ultras fascisti e della Roma in trasferta a Brascia, attaccarono la polizia con asce, bastoni e bombe carta ed accoltellarono gravemente il vice-questore Giovanni Selmini, che rimase a lungo in ospedale in prognosi riservata.
Un'aggressione tutta politica, che venne organizzata - ha stabilito il tribunale - da un lato per ricattare la Roma, dall'altro per far riacquistare prestigio ai nazisti del Movimento Politico Occidentale (la precedente formazione guidata da Boccacci) che era stato sciolto in base al decreto Mancino che punisce l'odio razziale.
Una persona dai precedenti di Boccacci (già militante di Avanguardia Nazionale) non sembra essere la più rappresentativa per parlare di "repressione" e far passare gli ultras come vittime del sistema. Ma tant'è. Gli ormeggi sono stati sciolti. E Base Autonoma ha deciso di entrare in campo in maniera non più occulta, ma manifesta.

Ma Boccacci come ha giustificato la sua presenza al sit-in degli "odiati" laziali". "Qui non c' entra la politica - ha detto -. La verità è che le società calcistiche il prossimo anno avranno enormi problemi economici e per distrarre l' attenzione si vogliono criminalizzare gli ultras e le aree antagoniste. E' questo il vero problema". Di diverso avviso il Viminale: c'entra solo la politica. E le aggressioni pianificate prima delle partite sono parte integrante di questa strategia.

Altri segnali politici: alla manifestazione organizzata dagli Irriducibili è stato letto un messaggio dell'associazione "Per la giustizia e il diritto Enzo Tortora". Perbacco, si potrebbe pensare. Ma allora qui c'entra il garantismo vero. Peccato solo che l'Associazione per il diritto e la giustizia "Enzo Tortora" non ha nulla a che vedere con la Fondazione Tortora (quella vera) ed è nota alle forze dell'ordine perché uno dei coordinatori era l'avvocato Edoardo Longo, già difensore dei camerati pordenonesi responsabili dell'accoltellamento di Dida Shamir, un migrante marocchino aggredito presso Bolzano. La sedicente Associazione, inoltre, aveva aderito ad alcuni convegni "revisionisti" promossi dal Fronte Nazionale, altra formazione dell'estrema destra.

A conclusione della manifestazione, la polemica contro Luca Casarini: "I veri disobbedienti - ha detto al microfono Fabrizio Diabolik - siamo noi, non quelli che si mettono d' accordo con le guardie per decidere insieme quale binario assaltare. Noi non vogliamo fare reati senza andare in carcere, ma pagare quando è giusto con processi equi. Cinque ragazzi coinvolti nella rissa con un marocchino sono da sette mesi in carcere per tentato omicidio, senza un processo".

Al grido di "I veri disobbedienti siamo noi: boia chi molla", il sit-in si è sciolto poco dopo le 19. Boccacci. Boia chi molla. Sono tornati i fascisti. Strumentalizzando i colori della Lazio.

dal Magazine di Lazionet
Re:La Curva Nord e le altre curve
« Risposta #7 il: 01 Giu 2016, 13:54 »
Sono d'accordo. Ma anche i fatti che riporti sono riferiti in realtà agli anni '90. E rispondevano comunque a una visione diciamo così "politica". Così come negli anni '80 ancora c'era un certo strascico della violenza politica degli anni '70.

Dai primi anni 2000 si parla invece di veri e propri sodalizi criminali tesi solo a fare profitti .

Offline Indaco

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Re:La Curva Nord e le altre curve
« Risposta #8 il: 03 Giu 2016, 11:26 »
Non credo sia del tutto vero che tutte le curve degli stadi italiani siano uguali.
Porto l'esempio di quella del genoa, la nord di Marassi, dove da qualche anno s'è sciolto il gruppo storico, la Fossa dei Grifoni, è s'è inevitabilmente creato un po' di caos organizzativo.

Da dopo lo scioglimento sono venuti fuori 5, 6 gruppi che la mano forte di quello portante per anni aveva tenuto a bada. Fra questi gruppi nuovi ce n'è uno, la Brigata Speloncia, che ha una marcata coloritura fascista. Sta in curva, in mezzo agli altri gruppi, col proprio striscione, con stendardi e bandiere "firmate". Il fondatore della Brigata, credo oggi morto, è stato nel "direttivo" della Fossa finché è esistita e garantito per questo suo gruppo nel corso degli anni. Era un genoano che tutti conoscevano in curva e rispettavano, addirittura, se non ricordo male, con un enorme tatuaggio di mussolini su una delle due braccia, insomma un fascista vero. Quando è morto, al funerale c'era mezza Genova.
Ditemi voi se ricordate di aver visto mai sventolare un drappo nero nella gradinata nord del genoa da secoli, una bandiera fascista, se ricordate un coro razzista partire da quella curva, provocare una multa, una squalifica del campo, una partita a porte chiuse per colpa di cori politicamente scorretti.

Mai. Mai successo. Eppure la Brigata Speloncia c'è sempre, non manca mai, la sua presenza si nota in tutte le partite del genoa, in casa e in trasferta, è il gruppo ormai più organizzato della nord di Marassi e quello più numeroso da dopo lo scioglimento della Fossa che racchiudeva un po' tutti.
La Brigata sta là, tutte le partite, colorata di rossoblù e non di nero, ha accettato la presenza di altri gruppi (ce ne sono anche un paio di idee politiche oppooste alle sue) in un settore piccolo e angusto grande la metà della curva dell'Olimpico. I suoi aderenti vanno allo stadio e tifano, per il genoa, fino alla fine, tutte le domeniche. ma sono di idee fasciste che non hanno mai portato dentro allo stadio. Lì dentro viene il genoa prima di tutto e i suoi colori non quelli della propria idea politica. Quelli della Brigata sono prima di tutto genoani, poi fascisti. Sono responsabili e rispettosi degli altri 30mila genoani con cui dividono lo stadio ogni domenica.

Questo non succede, ad esempio, nella curva della Lazio, dove in tantissime partite non vedi sventolare una bandiera biancoceleste e la gente appare da lontano come un'enorme macchia nera. Per tanti della curva nord la Lazio viene dopo l'idea politica, in certi casi anzi è una scusa per andare lì dentro e dare sfogo alle proprie idee malate. La curva della Lazio viene strumentalizzata da più di 40 anni. Nessuno s'è ribellato. Oggi si raccolgono i frutti.

La foto della SUD della Lazio postata poco più sopra (perché a quel tempo gli ultras della Lazio erano ancora in curva sud) risale agli inizi del 1976, Lazio-Perugia 1-0, e allo stadio c'ero anch'io, anche se in Tevere non numerata. La scritta su quello striscione appena spiegato, recitava: "Sollier boia". Inutile spiegare cosa significasse quello striscione e cosa fosse successo all'andata a Perugia, dove ultras laziali e perugini s'erano trovati nello stesso settore poiché il Curi, appena costruito, presentava ancora una sola curva, la nord.

Gli ultras della Lazio nascono fascisti, fin dai tempi appena precedenti gli Eagles. E da sempre sono prima fascisti e poi laziali (e nemmeno sempre). La curva della Lazio è stata strumentalizzata da subito dai gruppoi fascisti e nessuno sì è mai ribellato.

Quindi, tutte le curve non sono uguali.

Offline bak

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Re:La Curva Nord e le altre curve
« Risposta #9 il: 03 Giu 2016, 12:20 »
Quadro quasi perfetto. Il quasi risiede nel fatto che i cori razzisti sono albergati anche in gradinata Nord, a Diawara del Bologna (multa) e a Keità, quello nostro.

Offline CityZen

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Re:La Curva Nord e le altre curve
« Risposta #10 il: 03 Giu 2016, 14:46 »

se aspettiamo che si ribelli Palo stamo freschi, faccio prima a cambiare squadra
Re:La Curva Nord e le altre curve
« Risposta #11 il: 03 Giu 2016, 16:13 »
Il post di Indaco riassume perfettamente quello che penso riguardo alla politica e al tifo, non ho mai pensato che la gente possa smettere di "essere", o semplicemente rinunciare al proprio credo politico, ma nel momento in cui sali le scale che ti portano al tuo settore sei principalmente tifoso della Lazio e continui a esserlo per tutta la partita, tifando insieme a chi ti siede accanto, con i suoi tatuaggi e la sua ideologia, dovrebbe essere il senso profondo del tifo, in quel momento senza divisione, poi fuori dallo stadio ognuno per la sua strada.

Questo e' e resterà pura utopia, quantomeno a Roma, e nella Nord in modo speciale
peccato

PS - A quel Lazio Perugia c'ero anche io, e quello striscione l'avevo rimosso completamente, ammazza quanto me so fatto vecchio

Offline Palo

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Re:La Curva Nord e le altre curve
« Risposta #12 il: 03 Giu 2016, 16:46 »
Il post di Indaco riassume perfettamente quello che penso riguardo alla politica e al tifo, non ho mai pensato che la gente possa smettere di "essere", o semplicemente rinunciare al proprio credo politico, ma nel momento in cui sali le scale che ti portano al tuo settore sei principalmente tifoso della Lazio e continui a esserlo per tutta la partita, tifando insieme a chi ti siede accanto, con i suoi tatuaggi e la sua ideologia, dovrebbe essere il senso profondo del tifo, in quel momento senza divisione, poi fuori dallo stadio ognuno per la sua strada.

Questo e' e resterà pura utopia, quantomeno a Roma, e nella Nord in modo speciale
peccato

PS - A quel Lazio Perugia c'ero anche io, e quello striscione l'avevo rimosso completamente, ammazza quanto me so fatto vecchio
Mah! o sono troppo vecchio io che mi ricordo da sempre i fascisti a dominare in curva o la vostra memoria funziona male davvero.

Ma le domande erano altre. Va veramente bene così? A tutti noi? Non è che, pur usando i sistemi sbagliati (Gabrielli) o le parole sbagliate (Lotito), la ragione ce l'hanno loro?
Re:La Curva Nord e le altre curve
« Risposta #13 il: 03 Giu 2016, 17:02 »


Mah! o sono troppo vecchio io che mi ricordo da sempre i fascisti a dominare in curva o la vostra memoria funziona male davvero.

Ma le domande erano altre. Va veramente bene così? A tutti noi? Non è che, pur usando i sistemi sbagliati (Gabrielli) o le parole sbagliate (Lotito), la ragione ce l'hanno loro?

No tu sei troppo vecchio a prescindere.... A te nun te funziona male la memoria ma la vista.... :) dove l'hai letto che i fasci non dominano in curva? [emoji2] [emoji2] [emoji2]

Offline Palo

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Re:La Curva Nord e le altre curve
« Risposta #14 il: 03 Giu 2016, 19:55 »

No tu sei troppo vecchio a prescindere.... A te nun te funziona male la memoria ma la vista.... :) dove l'hai letto che i fasci non dominano in curva?
Ti quotavo ma il riferimento era soprattutto ai molti che adesso sostengono che gli es fossero dei santarell senza macchia. Purtroppo la macchia c'era ed era nera.  Che poi fossero meglio di certe generazioni di irr lo credo sulla fiducia ma non posso dirlo con certezza perché i tempi degli irr li ho vissuti da più lontano.


Riguardo al troppo vecchio ... sto convincendo mio padre ad aprire un account: mario26 ... Lui è certamente più vecchio del me ed anche più laziale!

Offline gentlemen

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Re:La Curva Nord e le altre curve
« Risposta #15 il: 03 Giu 2016, 20:14 »
Non credo sia del tutto vero che tutte le curve degli stadi italiani siano uguali.
Porto l'esempio di quella del genoa, la nord di Marassi, dove da qualche anno s'è sciolto il gruppo storico, la Fossa dei Grifoni, è s'è inevitabilmente creato un po' di caos organizzativo.

Da dopo lo scioglimento sono venuti fuori 5, 6 gruppi che la mano forte di quello portante per anni aveva tenuto a bada. Fra questi gruppi nuovi ce n'è uno, la Brigata Speloncia, che ha una marcata coloritura fascista. Sta in curva, in mezzo agli altri gruppi, col proprio striscione, con stendardi e bandiere "firmate". Il fondatore della Brigata, credo oggi morto, è stato nel "direttivo" della Fossa finché è esistita e garantito per questo suo gruppo nel corso degli anni. Era un genoano che tutti conoscevano in curva e rispettavano, addirittura, se non ricordo male, con un enorme tatuaggio di mussolini su una delle due braccia, insomma un fascista vero. Quando è morto, al funerale c'era mezza Genova.
Ditemi voi se ricordate di aver visto mai sventolare un drappo nero nella gradinata nord del genoa da secoli, una bandiera fascista, se ricordate un coro razzista partire da quella curva, provocare una multa, una squalifica del campo, una partita a porte chiuse per colpa di cori politicamente scorretti.

Mai. Mai successo. Eppure la Brigata Speloncia c'è sempre, non manca mai, la sua presenza si nota in tutte le partite del genoa, in casa e in trasferta, è il gruppo ormai più organizzato della nord di Marassi e quello più numeroso da dopo lo scioglimento della Fossa che racchiudeva un po' tutti.
La Brigata sta là, tutte le partite, colorata di rossoblù e non di nero, ha accettato la presenza di altri gruppi (ce ne sono anche un paio di idee politiche oppooste alle sue) in un settore piccolo e angusto grande la metà della curva dell'Olimpico. I suoi aderenti vanno allo stadio e tifano, per il genoa, fino alla fine, tutte le domeniche. ma sono di idee fasciste che non hanno mai portato dentro allo stadio. Lì dentro viene il genoa prima di tutto e i suoi colori non quelli della propria idea politica. Quelli della Brigata sono prima di tutto genoani, poi fascisti. Sono responsabili e rispettosi degli altri 30mila genoani con cui dividono lo stadio ogni domenica.

Questo non succede, ad esempio, nella curva della Lazio, dove in tantissime partite non vedi sventolare una bandiera biancoceleste e la gente appare da lontano come un'enorme macchia nera. Per tanti della curva nord la Lazio viene dopo l'idea politica, in certi casi anzi è una scusa per andare lì dentro e dare sfogo alle proprie idee malate. La curva della Lazio viene strumentalizzata da più di 40 anni. Nessuno s'è ribellato. Oggi si raccolgono i frutti.

La foto della SUD della Lazio postata poco più sopra (perché a quel tempo gli ultras della Lazio erano ancora in curva sud) risale agli inizi del 1976, Lazio-Perugia 1-0, e allo stadio c'ero anch'io, anche se in Tevere non numerata. La scritta su quello striscione appena spiegato, recitava: "Sollier boia". Inutile spiegare cosa significasse quello striscione e cosa fosse successo all'andata a Perugia, dove ultras laziali e perugini s'erano trovati nello stesso settore poiché il Curi, appena costruito, presentava ancora una sola curva, la nord.

Gli ultras della Lazio nascono fascisti, fin dai tempi appena precedenti gli Eagles. E da sempre sono prima fascisti e poi laziali (e nemmeno sempre). La curva della Lazio è stata strumentalizzata da subito dai gruppoi fascisti e nessuno sì è mai ribellato.

Quindi, tutte le curve non sono uguali.
Confermo.
Ci sono poi dei report molto precisi che parlano chiaramente di infiltrazione nelle curve di roma e Lazio, soprattutto la CN laziale, da parte di esponenti dell'allora Forza Nuova, che guardava alle curve come veicolo di propaganda popolare molto efficace.
La curva Laziale è sempre stata destrorsa, però è con gli Irriducibili che si fa sfoggio orgoglioso di celtiche, svastiche, si fischiano Montesano (simpatizzante PCI) e Plastino, per la sola idea politiche, si intonano cori prettamente politici, cori fascisti, mani tese, ed in più viene messa su una organizzazione perfetta e monopolistica per merchandising, trasferte, steward, sempre da parte degli Irriducibili, che, senza voler dare un giudizio, più volte hanno messa davanti la logica del gruppo, anche politica, rispetto alle questioni calcistiche.
Re:La Curva Nord e le altre curve
« Risposta #16 il: 03 Giu 2016, 20:50 »
stroncare gli "affari" e la "politica" (spesso a braccetto) è il solo modo per avere, nel tempo, una curva di tifosi reali

Offline fiord

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Re:La Curva Nord e le altre curve
« Risposta #17 il: 03 Giu 2016, 22:17 »
stroncare gli "affari" e la "politica" (spesso a braccetto) è il solo modo per avere, nel tempo, una curva di tifosi reali

Io invece gli "affari" li avrei garantiti e regolamentati.
In fondo una curva che funziona porta tifosi allo stadio e fa vendere il prodotto Lazio.
Ti do 200.000 € l'anno per finanziare tifo e coreografie.
Però te li do a fine anno.
Ogni multa per bomboni o cori razzisti o altro te la scalo dai 200.000.
Partita a porte chiuse: - 50.000
Tutti felici e contenti
Re:La Curva Nord e le altre curve
« Risposta #18 il: 03 Giu 2016, 22:20 »
Io invece gli "affari" li avrei garantiti e regolamentati.
In fondo una curva che funziona porta tifosi allo stadio e fa vendere il prodotto Lazio.
Ti do 200.000 € l'anno per finanziare tifo e coreografie.
Però te li do a fine anno.
Ogni multa per bomboni o cori razzisti o altro te la scalo dai 200.000.
Partita a porte chiuse: - 50.000
Tutti felici e contenti

potrebbe funzionare ma come la gestisci? in nero vai in galera....la curva deve fare una società e vendere il marchio Lazio? Be'....insomma
oppure gli affidi la sicurezza, ma non credo sia facile, credo servano dei requisiti, un Albo...qualcosa
beneficenza? li metti in mano ai 3/4 capi? e se poi se ne presentano altri a bussare?

mi sembra un bordello

Offline fiord

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Re:La Curva Nord e le altre curve
« Risposta #19 il: 03 Giu 2016, 22:26 »
Gli irriducibili erano interlocutori possibili, tant'è che ai tempi di Cragnotti si parlava di affidargli la gestione della sicurezza allo stadio.
Oggi non saprei dire chi comanda in curva e se avrebbe la forza di fare un accordo con la società e al contempo guidare la curva.
Comunque se si volesse fare, una veste giuridica si trova senza ricorrere al nero.
 

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