Citazione di: Aquila1979 il 17 Apr 2022, 11:12
Come ho detto i risultati della roma sono molto modesti.
È sufficiente che non vincano a Napoli per averli a meno di una partita di distanza. In Coppa Italia sono usciti al nostro stesso turno (anche se con meno ignominia), e sono in semifinale di una coppa di scappati di casa. Ed io continuo a pensare che non la vinceranno.
Ma i sogni romanisti hanno un fondamento. Hanno una proprietà molto ricca.
Hanno sostituito il loro attaccante con un giocatore pagato 45 milioni.
E hanno preso l'allenatore più titolato del mondo. Bollito? Sarà. Ma il suo ingaggio è finito sul Clarin. Perché è un nome roboante.
Noi abbiamo preso Sarri e lo abbiamo umiliato con l'indice di liquidità, Jovane Cabral e Kamenovic.
Come dice l'ottimo LS (che seguo su Twitter) la Lazio ha bisogno dei suoi tifosi allo stadio, come negli anni 80 del secolo scorso.
Eppure il suo presidente è famoso per espressioni come "io parlo di calcio e voi di pallone".
Il suo disprezzo è palese. L'aridità è manifesta.
Una struttura novecentesca che gestisce la Lazio in maniera novecentesca.
Nel 2022.
Io, che non ho alzato quel cartello a Lazio Sassuolo, che mi sono fatto tutte le altre partite di quella stagione così simile a questa, ho cambiato idea.
Il tifoso che segue la Lazio, che non si straccia le vesti per la sassuolizzazione, che continua a cianciare di acquisti (passando invariabilmente da Kepa a inizio mercato a "Provedel è un bell'acchiappo" alla fine) è il Male.
A Firenze hanno fatto scappare i Della Valle, a Roma Pallotta s'é nascosto per 2 anni, avvicinandosi al massimo fino a Londra.
Qui da noi un duo pittoresco detta legge, ci spiega la vita oltre al calcio. Tare trasuda tutta la sua arroganza, il suo disprezzo verso la gente, spiega con minuziosa tracotanza quanto sia geniale, come Jovane fosse concordato con Sarri.
Lotito spiega tutto a tutti, politica calcistica in primis.
Poi però i soldi li vuole da noi, perché altrimenti andremo a rovistare a malagrotta casomai avessero abbandonato un giocatore decente.
Qualcuno ha giustamente citato la Lazio in B.
Interessante mistificazione. Innanzitutto lo stadio era quasi sempre vuoto.
In secondo luogo se non puoi competere sul piano dei risultati (e la Lazio di Lotito non può) devi inventare una narrazione diversa, magari incentrata sulla identificazione, sul senso di appartenenza, sulla tua diversità, originalità.
Noi facciamo (peggio) quello che gli altri fanno meglio e con più soldi.
Giochiamo su un terreno non nostro e, sorpresa, perdiamo!
Per me è vero in parte.
Ovvero: hai ragione quando dici che Lotito detta legge e fa come je pare. Però è anche vero che Lotito, in un lasso di tempo tutto sommato ragionevole, ti ha portato 3 trofei, ti ha fatto vedere Klose e Immobile, la Lazio è stabilmente nelle prime posizioni del campionato e ci ha evitato di stare col patema d'animo e i cartelli fuori dalle istituzioni. La sensazione che manchi sempre un centesimo per fare un euro è palese, mi ha causato grossi mal di pancia e continua a darmeli, e come te sono allergico a chi ostenta il va tutto bene Madama la marchesa anche oltre il lecito e ragionevole dubbio.
Però capisco meglio chi fa così rispetto a chi, in base anche a cervellotiche e analitiche riflessioni, decide di abbandonare totalmente la squadra. In guerra con la società, in guerra con i giocatori, in guerra con i suoi stessi compagni di tifo, in guerra con tutti. Te credo che poi mollare la nave è quasi un sollievo, considerato pure il clima ostile che respiramo fuori, tra riommici e stampa asservita.
C'è modo di invertire questa rotta? Forse sì. Laddove manca una narrazione valida in società, forse dovremmo farcela da soli. Al netto di una curva che saltuariamente sbarella e organizza/impianta situazioni che vanno oltre il masochismo, tipo lo stadio vuoto, i fischi ai giocatori, i perculamenti alla Lazio sui social, le strette di mano a Palazzi davanti al tribunale augurandogli "buon lavoro".
Anche quello dovrebbe essere un terreno "nostro", eppure stiamo forse fallendo più della società. Punti Kepa e prendi Provedel, e allora? La Juve prende vlahovic e zakaria e se ieri Cataldi prende lo specchio al 94' o il rioma esce da Napoli senza perdere je tocca pure guardarsi dietro con un filo di terrore. Tu pensi che loro vadano allo stadio a sostenere una squadra plurititolata che da anni fa stagioni mediamente deludenti, che viene coinvolta in indagini della finanza ogni 2 per 3, solo pensando che "il futuro è luminoso", anche se il presente dice che perdi in casa con l'Empoli?
No, la discussione per me va fatta su due piani diversi: quello che scrivi è giusto in ottica futuro e esasperazione rispetto a Lotito e ai suoi sodali. Infatti anche molti irriducibili del forum (nel senso di lotitiani, per quello che vale l'aggettivo) stanno convenendo sul fatto che auspicare una nuova proprietà non sia un reato. Ma queste sono analisi che facciamo da tifosi su un forum: Pallotta non è scappato da Roma perché i tifosi gli hanno fatto "buh", se ne è andato perché oltre ad una miracolosa semifinale di Champions (ottenuta anche ad investimenti Monstre che hanno aumentato il loro debito), si è accorto che lo stadio non poteva farlo (nonostante la mobilitazione di massa e la spinta mediatica, a proposito di peso specifico dei tifosi sulle questioni importanti) e ha beccato alcuni speculatori più spericolati di lui che gli hanno tolto in maniera conveniente una bella patata bollente che si sarebbe trasformata in un asteroide di lì a poco.
Adesso è una bella luna di miele: Mourinho, Abraham al posto di Dzeko (e io oggi comunque continuerei a non fare a cambio, ma vabbè è più giovane), la conference, il derby, le partite vinte al 98', i 60mila.
Però riparliamone se quest'anno falliscono, riparliamone quando zaniolo gli si piazzerà sul groppone, riparliamone quando Mourinho dirà che perde per colpa della società che non compra i giocatori, riparliamone quando i biglietti costeranno più di 7 euro a partita.
Ma comunque la loro narrazione non cambierà. Non è mai stata la nostra, la Lazio se discute e se ama, ma loro cominciano dallo step precedente, quello che non include l'analisi fisiologica e bioritmica del loro proprietario. Lo fanno a prescindere, e spesso questo genera una percezione popolare, anche ai simpatizzanti, anche ai cronisti. E così si crea la reazione a catena. Stessa cosa da noi, ma al contrario: siamo talmente convinti della nostra mediocrità, della nostra impossibilità di crescere, della distruzione perpetrata da Lotito, per alcuni emissario della Spectre romanista investito della responsabilità di far sparire la Lazio dal globo, che alla fine stiamo riuscendo nell'impresa.
Questo è un anno complicato, quest'estate dovremo capire dove andremo, ma i processi qui sono già stati conclusi, già si sa: è finita, ridimensionamento (ma quindi eravamo forti prima, giusto? Non si ridimensiona qualcosa di già piccolo), morte e sofferenza. E per carità, magari sarà pure così: ma a proposito di narrazione potrei anche sostenere che nel primo anno dell'era Lotito, in cui forse ci saranno problemi gravi rispetto al passato, noi ci affrettiamo a urlare "Ve l'avevo detto" per giustificare la nostra assenza allo stadio e il vomitatoio alla prima papera di vicario o al gol sbagliato di fagioli.
Non so, sicuramente sbaglio io che in passato ho anche condiviso (anche se non totalmente) la contestazione e la pressione affinché lotito capisse che il suo mandato era a termine. Non sono uno felice a prescindere, che rimane allegro e spensierato allo stadio pure se siamo penultimi con i biglietti a 80 euro.
Però credo che se non ci diamo una mano da soli quantomeno a non fare dimenticare che prima di tutto c'è la passione, finirà che ci racconteremo da soli quanto siamo stati bravi a capire in anticipo che saremmo veramente finiti male, quando la Lazio sarà solo un racconto nostalgico e deprimente di qualche superstite.