La Guerra Mediatica abbia inizio !!

Aperto da asteN_A., 06 Gen 2015, 15:29

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bak

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Citazione di: white-blu il 07 Gen 2015, 08:57
Te lo giuro , sta cosa del noi non siamo loro , mi ha fracassato il ca..o.
Sono buono sono bravo e sò signore  , ma se incotro un PDM , divento PDM all'ennesima potenza pure io.

Ci diventi, non inizi tu a comportarti in quel modo.
Ed era quello che volevo intendere io  ;))

arkham

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Citazione di: m.m. il 06 Gen 2015, 20:04
PANORAMA.IT (G. CAPUANO) - I fatti prima di tutto. In questo campionato la Roma ha un saldo certamente non negativo con la sorte e con i direttori di gara. C'è stata la notte di Torino e la battaglia mediatica sulle decisioni di Rocchi, peraltro non tutte così a senso unico, regolamento alla mano, come nella Capitale hanno disegnato. Poi, però, sono arrivati gli aiutini della sfida con il Sassuolo, il rigorino negato all'Inter (magari ininfluente, ma c'era), la difficile partita di Marassi con Banti non impeccabile e, infine, il pomeriggio di Udine. Quello in cui, per capirci, non è tanto in discussione se il colpo di testa di Astori sia entrato o no, quanto piuttosto l'assoluta discrezionalità di un arbitro che prima ha sconfessato il suo assistente, pur avendo la visuale completamente coperta su un episodio millimetrico, infine si è affidato allo stesso (sbagliando) quando aveva tutti i parametri per giudicare e dare rigore ai friulani.

Siamo sinceri. Fosse avvenuto a parti invertite, oppure a favore della Juventus in una qualsiasi delle altre 36 giornate di campionato, ci troveremmo a misurarci con interrogazioni parlamentari e cori sguaiati di proteste e polemiche. Invece a Udine abbiamo assistito a una scena diversa e per certi versi sorprendente. Garcia Rudi da Nemours, tecnico della Roma appena beneficiata di tanta grazia, ha scelto di percorrere la strada delle certezze e del sarcasmo piuttosto che mostrare il volto più ragionevole di chi, nel dubbio, è consapevole di averla scampata bella. Lui, che aveva aperto il 2015 tornando a suonare il disco dell'indignazione per i fatti di Torino ("Forse non riuscirò a dimenticare per tutta la stagione o per tutta la vita. Non ho un rammarico per i tre gol irregolari; è il sentimento di ingiustizia che è difficile da cancellare", 3 gennaio).

Udinese-Roma, il gol fantasma di Astori e la domenica in cui morirono i giudici di porta

Lo stesso Garcia più volte impegnato a spiegare il primato degli altri sempre partendo dalla questione arbitrale e mai aggiungendo altri elementi ("In Europa solo Real Madrid, Chelsea e Bayern hanno fatto meglio di noi. In Italia la Juve ha tre punti in più e sappiamo tutti come li ha ottenuti", 29 novembre). Oppure quello ecumenico del giorno dopo: "A mente fredda questa è una partita che fa veramente male al calcio italiano" (6 ottobre). Strategia legittima, certamente non un'invenzione del francese e che ha dato i suoi frutti considerato cosa è accaduto nell'ultimo mese. Dunque nessuna morale. Però c'è un limite a tutto e anche un calcio scassato come il nostro non può accettare che un allenatore venuto da fuori a comportarsi come e magari peggio di noi ci faccia la morale.

La scenetta di Garcia che, in diretta tv, ha preso a scudisciate gli inermi giornalisti, impegnati - senza troppa enfasi - ad analizzare gli episodi di Udine è da bollino rosso. "Lei mi fa sorridere, che dice che non vuole fare polemiche e parla solo di episodi arbitrali" ha detto a chi gli mostrava l'intervento scomposto di Emanuelson su Kone. Appunto. Se sorride lui, figurarsi tutti gli altri dopo tre mesi di sermoni e moviole fuori tempo massimo, mind games e tentativi di mettere pressione ad arbitri e avversari. A Udine Garcia è uscito fuori strada. Il rischio è una crisi di rigetto, che non farebbe certamente il bene della Roma. Alla gara scudetto del 2 marzo mancano poco meno di due mesi. Ad oggi va detto con franchezza che la Roma non è stata certo meno favorita della Juventus. Anzi. Ogni tentativo di intossicare oltre questa lunghissima vigilia va repinto al mittente, cominciando a riconoscerne paternità e origine, senza far finta che sia sempre e solo colpa di giornali e bar sport.

E s'è scordato Roma-Sassuolo. Per non parlare di qualche torto ai danni della Juventus, che è arrivato qui e là.

N.G.E.

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M'aspetto de tutto, mi auguro che la squadra e la società si facciano rispettare prima e durante il derby, al dopo speriamo non ce ne sia bisogno.  :asrm

gentlemen

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Il problema non è il goal dato o il rigore negato all'Udinese, o meglio il problema è che queste sono conseguenze di una questione molto più grave, direi gravissima, che va avanti dal 2011, senza che CONI, FIGC o Lega di A abbiano detto, fatto qualcosa o sollevato il problema:
il nocciolo della questione è che quando UNICREDIT acquisì l'asset as roma, in quanto la famiglia Sensi non riusciva, per le esposizioni che aveva in essere, a ripianare i debiti che aveva con la banca, quest'ultima, acquisendo per l'appunto l'as, come bene dei Sensi, non fece ciò che LA BANCA fa con qualsiasi azienda che acquisisce da imprenditori morosi, ovvero o cercare un compratore in tempi brevie con il ricavato ripianare l'esposizione passata, oppure, come di norma avviene per una società di calcio che ha in sé elementi (giocatori in primis) che si possono cedere e da queste cessioni ricavare danaro, tanto danaro.
In sintesi UNICREDIT poteva gestire la società, garantendone la sola sussistenza, ma sempre e solo al fine di rientrare dei crediti che aveva, più o meno come avvenne nel 2002 con la Lazio, cioè assicurando, con il pagamento dei costi, la continuità aziendale, ma sicuramente vendendo i giocatori più appetibili sul mercato, in grado di permettere alla banca (che non sarebbe un istituto di beneficienza) di iniziare a rientrare dall'esposizione.
Giova precisare che le BANCHE, anche a fronte di aziende che danno lavoro a centinaia di persone, limitano al minimo la gestione diretta delle aziende, cercando in tempi brevi compratori o vendendone i beni, al solo fine di rientrare dai crediti che aveva dato al vecchio proprietario.
Con l'as roma accade qualcosa di illogico, mai avvenuto prima anche con altri club....incomincia a gestire il club con la finalità di mantenere una alta competitività, assumendo e pagando dirigenti e manager al solo fine di ottimizzarne i destini sportivi (???????)....UNICREDIT cerca sì compratori, ma non preoccupandosi (come sarebbe logico e normale) di vendere e recupoerare il credito, ma che i compratori garantiscano la competitività sportiva all'as roma.....ora, premesso che il comportamento di UNICREDIT, per quanto assolutamente anomalo, e fonte di mille sospetti, dalla massoneria al riciclaggio fu scritto e detto da qualcuno, è cmq un comportamento di un soggetto privato, quindi libero, quello che è stato assurdo e scandaloso è la totale omissione di CONI, FIGC e Lega di A che hanno accettato che una società di calcio, in competizione con altre società, fosse di proprietà diretta di un Istituto Bancario, in un palese e clamoroso piano d concorrenza sleale ed antisportiva; persino Milan ed Inter, guidati da due grandi Magnati ed imprenditori internazionali, con risorse enormi, a fronte di esposizioni debitorie hanno dovuto fare piani di rientro e riduzioni costi moto impegnativi e per certi versi non popolari....eppure parliamo di gruppi industriali in grando di garantire sia il pagamento dei debiti accumulati, sia di garantire il debito stesso....l'as roma no, viene  gestita direttamente da UNICREDIT, che non ha bisogno di avalli, dideussioni, o garanzie bancarie x acquisti o costi in divenire, in quanto si autorizza da sola....quindi abbiamo una UNICREDIT non interessata a rientrare dai crediti sborsati, ma pienamente interessata ai risultati sportivi, con tutta la potenza di rapporti ed influenza anche sui maggiori mass-media che un istituto bancario come UNICREDIT può avere in ogni rapporto della vita del club, influenza che esercita con altre proprietà, che il più delle volte sono soggette alla Banca, rapporti viziati anche in sede di trattative di calciomercato....per non parlare dell'imponente campagna mediatica finalizzata ad esaltare e creare consenso ed entusiasmo attorno all'as roma, di proprietà del Gruppo Unicredit.
Il vero scandalo è stato aver permesso tutto ciò, oggi non mi meraviglio più di nulla....qualcuno si chieda il perché Astori, in procinto di passare alla Lazio, è andato poi all'as roma...perché Giulini l'ha regalato ad UNICREDIT, o del perché, pur con 80 milioni di deficit in bilancio, riescano ad acquistare un ITURBE a 25 MILIONI.....senza che nessuno voglia (o meglio POSSA) dire qualcosa.....
L'as roma è uno scandalo ed una vergogna, perché è una società diretta da un GRUPPO BANCARIO che può fare il bello ed il cattivo tempo con chiunque, e permette ai dirigenti di questa società di operare in regime palese di concorrenza assolutamente alterata, per non parlare dei condizionamenti e delle campagne mediatiche a loro favore.
Per tali motivi quelli di Udine sono episodi che sono conseguenze di tutto ciò, e se nessuno solleverà la questione e questa anomalìa, ovvero lega di A in primis e FIGC poi, questi faranno quello che vogliono.

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asteN_A.

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Citazione di: gentlemen il 08 Gen 2015, 12:55
Il problema non è il goal dato o il rigore negato all'Udinese, o meglio il problema è che queste sono conseguenze di una questione molto più grave, direi gravissima, che va avanti dal 2011, senza che CONI, FIGC o Lega di A abbiano detto, fatto qualcosa o sollevato il problema:
il nocciolo della questione è che quando UNICREDIT acquisì l'asset as roma, in quanto la famiglia Sensi non riusciva, per le esposizioni che aveva in essere, a ripianare i debiti che aveva con la banca, quest'ultima, acquisendo per l'appunto l'as, come bene dei Sensi, non fece ciò che LA BANCA fa con qualsiasi azienda che acquisisce da imprenditori morosi, ovvero o cercare un compratore in tempi brevie con il ricavato ripianare l'esposizione passata, oppure, come di norma avviene per una società di calcio che ha in sé elementi (giocatori in primis) che si possono cedere e da queste cessioni ricavare danaro, tanto danaro.
In sintesi UNICREDIT poteva gestire la società, garantendone la sola sussistenza, ma sempre e solo al fine di rientrare dei crediti che aveva, più o meno come avvenne nel 2002 con la Lazio, cioè assicurando, con il pagamento dei costi, la continuità aziendale, ma sicuramente vendendo i giocatori più appetibili sul mercato, in grado di permettere alla banca (che non sarebbe un istituto di beneficienza) di iniziare a rientrare dall'esposizione.
Giova precisare che le BANCHE, anche a fronte di aziende che danno lavoro a centinaia di persone, limitano al minimo la gestione diretta delle aziende, cercando in tempi brevi compratori o vendendone i beni, al solo fine di rientrare dai crediti che aveva dato al vecchio proprietario.
Con l'as roma accade qualcosa di illogico, mai avvenuto prima anche con altri club....incomincia a gestire il club con la finalità di mantenere una alta competitività, assumendo e pagando dirigenti e manager al solo fine di ottimizzarne i destini sportivi (???????)....UNICREDIT cerca sì compratori, ma non preoccupandosi (come sarebbe logico e normale) di vendere e recupoerare il credito, ma che i compratori garantiscano la competitività sportiva all'as roma.....ora, premesso che il comportamento di UNICREDIT, per quanto assolutamente anomalo, e fonte di mille sospetti, dalla massoneria al riciclaggio fu scritto e detto da qualcuno, è cmq un comportamento di un soggetto privato, quindi libero, quello che è stato assurdo e scandaloso è la totale omissione di CONI, FIGC e Lega di A che hanno accettato che una società di calcio, in competizione con altre società, fosse di proprietà diretta di un Istituto Bancario, in un palese e clamoroso piano d concorrenza sleale ed antisportiva; persino Milan ed Inter, guidati da due grandi Magnati ed imprenditori internazionali, con risorse enormi, a fronte di esposizioni debitorie hanno dovuto fare piani di rientro e riduzioni costi moto impegnativi e per certi versi non popolari....eppure parliamo di gruppi industriali in grando di garantire sia il pagamento dei debiti accumulati, sia di garantire il debito stesso....l'as roma no, viene  gestita direttamente da UNICREDIT, che non ha bisogno di avalli, dideussioni, o garanzie bancarie x acquisti o costi in divenire, in quanto si autorizza da sola....quindi abbiamo una UNICREDIT non interessata a rientrare dai crediti sborsati, ma pienamente interessata ai risultati sportivi, con tutta la potenza di rapporti ed influenza anche sui maggiori mass-media che un istituto bancario come UNICREDIT può avere in ogni rapporto della vita del club, influenza che esercita con altre proprietà, che il più delle volte sono soggette alla Banca, rapporti viziati anche in sede di trattative di calciomercato....per non parlare dell'imponente campagna mediatica finalizzata ad esaltare e creare consenso ed entusiasmo attorno all'as roma, di proprietà del Gruppo Unicredit.
Il vero scandalo è stato aver permesso tutto ciò, oggi non mi meraviglio più di nulla....qualcuno si chieda il perché Astori, in procinto di passare alla Lazio, è andato poi all'as roma...perché Giulini l'ha regalato ad UNICREDIT, o del perché, pur con 80 milioni di deficit in bilancio, riescano ad acquistare un ITURBE a 25 MILIONI.....senza che nessuno voglia (o meglio POSSA) dire qualcosa.....
L'as roma è uno scandalo ed una vergogna, perché è una società diretta da un GRUPPO BANCARIO che può fare il bello ed il cattivo tempo con chiunque, e permette ai dirigenti di questa società di operare in regime palese di concorrenza assolutamente alterata, per non parlare dei condizionamenti e delle campagne mediatiche a loro favore.
Per tali motivi quelli di Udine sono episodi che sono conseguenze di tutto ciò, e se nessuno solleverà la questione e questa anomalìa, ovvero lega di A in primis e FIGC poi, questi faranno quello che vogliono.

Tecnicamente lunidebit ha lasciato l'as.cacche agli ammerigani !!
Ma l'insabiamento repentino del fascicolo uefa sui conti dei difettosi, mi lascia pensare oltre che perplesso.
Diciamo che lunidebit è la punta dell'iceberg , dietro c'è tanto, tanto di più.
Ma siamo of topic.

Intanto, la bufera alzata, ha fatto sì che per il derby arrivasse il miglior arbitro possibile.
Ma per compensare una nostra eventuale vittoria, han mandato a napoli cutwind così da riequilibrare le sorti del campionato...

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Citazione di: gentlemen il 08 Gen 2015, 12:55
Il problema non è il goal dato o il rigore negato all'Udinese, o meglio il problema è che queste sono conseguenze di una questione molto più grave, direi gravissima, che va avanti dal 2011, senza che CONI, FIGC o Lega di A abbiano detto, fatto qualcosa o sollevato il problema:
il nocciolo della questione è che quando UNICREDIT acquisì l'asset as roma, in quanto la famiglia Sensi non riusciva, per le esposizioni che aveva in essere, a ripianare i debiti che aveva con la banca, quest'ultima, acquisendo per l'appunto l'as, come bene dei Sensi, non fece ciò che LA BANCA fa con qualsiasi azienda che acquisisce da imprenditori morosi, ovvero o cercare un compratore in tempi brevie con il ricavato ripianare l'esposizione passata, oppure, come di norma avviene per una società di calcio che ha in sé elementi (giocatori in primis) che si possono cedere e da queste cessioni ricavare danaro, tanto danaro.
In sintesi UNICREDIT poteva gestire la società, garantendone la sola sussistenza, ma sempre e solo al fine di rientrare dei crediti che aveva, più o meno come avvenne nel 2002 con la Lazio, cioè assicurando, con il pagamento dei costi, la continuità aziendale, ma sicuramente vendendo i giocatori più appetibili sul mercato, in grado di permettere alla banca (che non sarebbe un istituto di beneficienza) di iniziare a rientrare dall'esposizione.
Giova precisare che le BANCHE, anche a fronte di aziende che danno lavoro a centinaia di persone, limitano al minimo la gestione diretta delle aziende, cercando in tempi brevi compratori o vendendone i beni, al solo fine di rientrare dai crediti che aveva dato al vecchio proprietario.
Con l'as roma accade qualcosa di illogico, mai avvenuto prima anche con altri club....incomincia a gestire il club con la finalità di mantenere una alta competitività, assumendo e pagando dirigenti e manager al solo fine di ottimizzarne i destini sportivi (???????)....UNICREDIT cerca sì compratori, ma non preoccupandosi (come sarebbe logico e normale) di vendere e recupoerare il credito, ma che i compratori garantiscano la competitività sportiva all'as roma.....ora, premesso che il comportamento di UNICREDIT, per quanto assolutamente anomalo, e fonte di mille sospetti, dalla massoneria al riciclaggio fu scritto e detto da qualcuno, è cmq un comportamento di un soggetto privato, quindi libero, quello che è stato assurdo e scandaloso è la totale omissione di CONI, FIGC e Lega di A che hanno accettato che una società di calcio, in competizione con altre società, fosse di proprietà diretta di un Istituto Bancario, in un palese e clamoroso piano d concorrenza sleale ed antisportiva; persino Milan ed Inter, guidati da due grandi Magnati ed imprenditori internazionali, con risorse enormi, a fronte di esposizioni debitorie hanno dovuto fare piani di rientro e riduzioni costi moto impegnativi e per certi versi non popolari....eppure parliamo di gruppi industriali in grando di garantire sia il pagamento dei debiti accumulati, sia di garantire il debito stesso....l'as roma no, viene  gestita direttamente da UNICREDIT, che non ha bisogno di avalli, dideussioni, o garanzie bancarie x acquisti o costi in divenire, in quanto si autorizza da sola....quindi abbiamo una UNICREDIT non interessata a rientrare dai crediti sborsati, ma pienamente interessata ai risultati sportivi, con tutta la potenza di rapporti ed influenza anche sui maggiori mass-media che un istituto bancario come UNICREDIT può avere in ogni rapporto della vita del club, influenza che esercita con altre proprietà, che il più delle volte sono soggette alla Banca, rapporti viziati anche in sede di trattative di calciomercato....per non parlare dell'imponente campagna mediatica finalizzata ad esaltare e creare consenso ed entusiasmo attorno all'as roma, di proprietà del Gruppo Unicredit.
Il vero scandalo è stato aver permesso tutto ciò, oggi non mi meraviglio più di nulla....qualcuno si chieda il perché Astori, in procinto di passare alla Lazio, è andato poi all'as roma...perché Giulini l'ha regalato ad UNICREDIT, o del perché, pur con 80 milioni di deficit in bilancio, riescano ad acquistare un ITURBE a 25 MILIONI.....senza che nessuno voglia (o meglio POSSA) dire qualcosa.....
L'as roma è uno scandalo ed una vergogna, perché è una società diretta da un GRUPPO BANCARIO che può fare il bello ed il cattivo tempo con chiunque, e permette ai dirigenti di questa società di operare in regime palese di concorrenza assolutamente alterata, per non parlare dei condizionamenti e delle campagne mediatiche a loro favore.
Per tali motivi quelli di Udine sono episodi che sono conseguenze di tutto ciò, e se nessuno solleverà la questione e questa anomalìa, ovvero lega di A in primis e FIGC poi, questi faranno quello che vogliono.
La questione è molto più ampia.
Innanzitutto Unicredit non è più proprietaria del roma, inoltre non credo che coni, figc o lega abbiano titolo per sindacare la proprietà di un club, così ad occhio.
Aggiungo che oggi unicredit finanzia il 70% del calcio italiano, roma, lazio (vedi anticipo diritti tv), juventus e tutta l'inter e thoir più altre squadre.
Se mi vuoi dire cè stata una questione politica, certo che si, il roma politicamente ha goduto di un certo privilegio nella gestione unicredit soprattutto i primi anni.
Ma come i primi anni, anche la lazio ha ottenuto una transazione fondamentale da un'agenzia di stato, certo sulla base di una legge, ma sempre una transazione concessa da un creditore è stata dove cmq ci sono state valutazioni politiche e di opportunità.
negli anni a seguire, il roma ha sempre mantenuto un certo livello di debito, che paga e rinnova, certo con un rischio elevato, ma un rischio pur sempre remunerato.
la lazio ha seguito una politica diversa, mai più debito a casa mia, pago l'esistente e spendo 2 solo se incasso 3.
ma signori, trattasi di scelta di gestione nude e pure con una differenza che a mio avvisa la determina in modo principale, ovvero la contendibilità.
il rischio di un tale indebitamento è proprio quello, non certo il fallimento, quanto il fatto di poter/dover cederne la proprietà; tale elemento è per il roma ininfluente, non sarebbe stato un problema per unicredit, non lo sarebbe certo per pallotta, che basta che fa un pò di quattrini e cede a chiunque qualora necessario.
diverso sembra per la lazio, dove la paura di potersi trovare in difficoltà da parte di lotito, molto più personalmente dipendente dal club da tutti i punti di vista, di fatto lo porta alla gestione che osserviamo, attenta ai limiti del centesimo e tale che mai si vorrà trovare in una situazione di difficoltà dove non avrebbe i mezzi personali per farvi fronte.
questo genera anche la diversa linea di gestione, che è per l'appunto, e con le debite proporzioni, una pura scelta imprenditoriale.

galafro

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Citazione di: Property il 08 Gen 2015, 14:34
La questione è molto più ampia.
Innanzitutto Unicredit non è più proprietaria del roma, inoltre non credo che coni, figc o lega abbiano titolo per sindacare la proprietà di un club, così ad occhio.
Aggiungo che oggi unicredit finanzia il 70% del calcio italiano, roma, lazio (vedi anticipo diritti tv), juventus e tutta l'inter e thoir più altre squadre.
Se mi vuoi dire cè stata una questione politica, certo che si, il roma politicamente ha goduto di un certo privilegio nella gestione unicredit soprattutto i primi anni.
Ma come i primi anni, anche la lazio ha ottenuto una transazione fondamentale da un'agenzia di stato, certo sulla base di una legge, ma sempre una transazione concessa da un creditore è stata dove cmq ci sono state valutazioni politiche e di opportunità.
negli anni a seguire, il roma ha sempre mantenuto un certo livello di debito, che paga e rinnova, certo con un rischio elevato, ma un rischio pur sempre remunerato.
la lazio ha seguito una politica diversa, mai più debito a casa mia, pago l'esistente e spendo 2 solo se incasso 3.
ma signori, trattasi di scelta di gestione nude e pure con una differenza che a mio avvisa la determina in modo principale, ovvero la contendibilità.
il rischio di un tale indebitamento è proprio quello, non certo il fallimento, quanto il fatto di poter/dover cederne la proprietà; tale elemento è per il roma ininfluente, non sarebbe stato un problema per unicredit, non lo sarebbe certo per pallotta, che basta che fa un pò di quattrini e cede a chiunque qualora necessario.
diverso sembra per la lazio, dove la paura di potersi trovare in difficoltà da parte di lotito, molto più personalmente dipendente dal club da tutti i punti di vista, di fatto lo porta alla gestione che osserviamo, attenta ai limiti del centesimo e tale che mai si vorrà trovare in una situazione di difficoltà dove non avrebbe i mezzi personali per farvi fronte.
questo genera anche la diversa linea di gestione, che è per l'appunto, e con le debite proporzioni, una pura scelta imprenditoriale.
Ma stiamo vaneggiando o siamo ancora ubriachi per i brindisi di fine anno?
Qua non si parla dei debiti fatti dai Sensi o dai Cragnotti
Qua si parla dei debiti fatti dalla Unicredit in 4 anni. 150 milioni in 4 anni. Cioè tu sfili un'azienda a uno che secondo te non è grado di rientrare perché fa cattiva gestione e poi fai più debiti di lui perdendo la possibilità di rientrare definitivamente del debito. Si perché Unicredit è inutile che c'è la raccontano ha perso definitivamente i soldi che aveva messo nelle merde:
L'operazione di finanziamento occulto nella campagna acquisti Marquinhos, Lamela, Osvaldo: almeno 30 milioni
La vendita del credito di 52 milioni a pallottino: sopravvenienza passiva di almeno 25 milioni
Vendita der pacchetto residuo delle azioni: altra sopravvenienza passiva di 20 milioni
Totale 75 milioni persi più i debiti di Sensi e poi non si sa se è finita

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Citazione di: galafro il 08 Gen 2015, 15:05
Ma stiamo vaneggiando o siamo ancora ubriachi per i brindisi di fine anno?
Qua non si parla dei debiti fatti dai Sensi o dai Cragnotti
Qua si parla dei debiti fatti dalla Unicredit in 4 anni. 150 milioni in 4 anni. Cioè tu sfili un'azienda a uno che secondo te non è grado di rientrare perché fa cattiva gestione e poi fai più debiti di lui perdendo la possibilità di rientrare definitivamente del debito. Si perché Unicredit è inutile che c'è la raccontano ha perso definitivamente i soldi che aveva messo nelle merde:
L'operazione di finanziamento occulto nella campagna acquisti Marquinhos, Lamela, Osvaldo: almeno 30 milioni
La vendita del credito di 52 milioni a pallottino: sopravvenienza passiva di almeno 25 milioni
Vendita der pacchetto residuo delle azioni: altra sopravvenienza passiva di 20 milioni
Totale 75 milioni persi più i debiti di Sensi e poi non si sa se è finita
Ma tu davvero pensi sia tanto fare 150 milioni di debiti in 4 anni per una società che ne fattura 120 l'anno?
Unicredit è ancora significativamente esposta verso il roma, vedremo o no come e quando rientrerà.
Così come è esposta verso l'inter, così come anticipa diritti tv alla lazio.
Ma il concetto è che il debito non è reato finchè il debito sei in grado di pagarlo, è certamente un rischio che può comportare delle conseguenze.
Rischio che per scelta, la lazio non intende assumere.
Il concetto è tutto qui.

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gentlemen

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Citazione di: Property il 08 Gen 2015, 14:34
La questione è molto più ampia.
Innanzitutto Unicredit non è più proprietaria del roma, inoltre non credo che coni, figc o lega abbiano titolo per sindacare la proprietà di un club, così ad occhio.
Aggiungo che oggi unicredit finanzia il 70% del calcio italiano, roma, lazio (vedi anticipo diritti tv), juventus e tutta l'inter e thoir più altre squadre.
Se mi vuoi dire cè stata una questione politica, certo che si, il roma politicamente ha goduto di un certo privilegio nella gestione unicredit soprattutto i primi anni.
Ma come i primi anni, anche la lazio ha ottenuto una transazione fondamentale da un'agenzia di stato, certo sulla base di una legge, ma sempre una transazione concessa da un creditore è stata dove cmq ci sono state valutazioni politiche e di opportunità.
negli anni a seguire, il roma ha sempre mantenuto un certo livello di debito, che paga e rinnova, certo con un rischio elevato, ma un rischio pur sempre remunerato.
la lazio ha seguito una politica diversa, mai più debito a casa mia, pago l'esistente e spendo 2 solo se incasso 3.
ma signori, trattasi di scelta di gestione nude e pure con una differenza che a mio avvisa la determina in modo principale, ovvero la contendibilità.
il rischio di un tale indebitamento è proprio quello, non certo il fallimento, quanto il fatto di poter/dover cederne la proprietà; tale elemento è per il roma ininfluente, non sarebbe stato un problema per unicredit, non lo sarebbe certo per pallotta, che basta che fa un pò di quattrini e cede a chiunque qualora necessario.
diverso sembra per la lazio, dove la paura di potersi trovare in difficoltà da parte di lotito, molto più personalmente dipendente dal club da tutti i punti di vista, di fatto lo porta alla gestione che osserviamo, attenta ai limiti del centesimo e tale che mai si vorrà trovare in una situazione di difficoltà dove non avrebbe i mezzi personali per farvi fronte.
questo genera anche la diversa linea di gestione, che è per l'appunto, e con le debite proporzioni, una pura scelta imprenditoriale.
Una cosa è finanziare le squadre, con anticipi di liquidità, dove le squadre sono clienti, altro è essre proprietaria di una squadra, dove tu non "chiedi" liquidità, te la dai da sola, senza che si debbano chiedere garanzie o altro.
Unicredit doveva vendere tre-quattro giocatori forti, e contemporaneamente cercare un compratore, invece si è messa a giocare (si fa per dire) a football manager....non scherziamo...
La Lega di A, CONI e FIGC non dovevano certo mica entrare nel merito delle scelte della banca, ma dovendo garantire una disciplina sportiva e le sue competizioni, dovevano intervenire affermando che una società di calcio non può essere diretta e gestita da un grande Gruppo Bancario, in quanto la competizione è falsata, per ovvi motivi di Peso Politico, Accesso alla Liquidità, Rapporti con Enti ed Istituzioni Pubbliche e Privati, e non ultimo possibilità di indebitamento ad oltranza senza avere l'assillo del "rischio aziendale".
Sembra poco ?

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Citazione di: gentlemen il 08 Gen 2015, 17:49
La Lega di A, CONI e FIGC non dovevano certo mica entrare nel merito delle scelte della banca, ma dovendo garantire una disciplina sportiva e le sue competizioni, dovevano intervenire affermando che una società di calcio non può essere diretta e gestita da un grande Gruppo Bancario, in quanto la competizione è falsata, per ovvi motivi di Peso Politico, Accesso alla Liquidità, Rapporti con Enti ed Istituzioni Pubbliche e Privati, e non ultimo possibilità di indebitamento ad oltranza senza avere l'assillo del "rischio aziendale".
cioè dovevano fare un comunicato? tutto qui?
unicredit ha avuto la proprietà del roma facendo debiti, è uscita dalla proprietà e continuano a fare debiti anzi aumentano.
il concetto è che lì si è accettato il rischio del debito per finanziare un determinato percorso.
lì come all'inter ad esempio, stessa cosa.
sono scelte, con un certo grado di rischio si, ma tali restano.
poi invece si può scegliere la strada del mai debito in vita mia, spendo 2 se incasso 3.
se usciamo dal solo concetto camorra/mafia/politica (che poi non si diceva che il vero ammanicato con la politica e il palazzo è lotito e che i laziali dovevano schierarsi tutti al fianco di questa lotta in lega?) è evidente che trattasi di due scelte gestionali opposte.
questo è il punto.

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