Ai tempi di Cragnotti si visse un momento del genere, in cui grande fetta della tifoseria preferiva la Lazio dei meno nove a quella dei nostri campioni.
Mancava la lazialità e si sentivano trattati da clienti. In realtà c'era un bombardamento massiccio da parte di chi allora comandava la curva e da radio e giornalisti loro riferimento. È un fatto, di cui sono stato anche testimone.
Oggi è diverso, credo che il Laziale soffra in maniera atavica il maggior numero di tifosi romanisti con cui è costretto a convivere. La doppietta, loro benino e noi male, è pesante il doppio.
Alcuni retaggi col passato continuano ad esistere, anche se chi dirige in curva oggi si sforza di capovolgere questo negativismo che deriva da ansia di prestazione, cercando di portare positività. Lo sciopero non ha fatto bene alla Lazio.
Dunque non mi stupisco che esistano oggi persone che anelino allo scudo roma come male necessario. Il tifoso Laziale si è augurato altre volte, per svariati motivi, il male della Lazio.
Fortunatamente se l'è sempre presa nel cuxo soffrendo molto.