Citazione di: RG-Lazio il 29 Mag 2022, 10:34
QUesta é una posizione che faccio fatica ad accettare. Ovviamente esiste il pericolo di vedere fascismo ovunque, scambiare il fascismo per potere e dunque svuotare la categoria di fascismo. Dire che il Fascismo finisce con il ventennio ha due grandi punti critici.
1) Dove e come é nato il fascismo. Insomma il liberalismo é una filosofia e una prassi politica "vecchia" che non é affatto finita con le sue sconfitte storiche. Perché il fascismo non dovrebbe tornare?
2) Se il fascismo finisce con la sua sconfitta storica, allora perché l´Antifascismo? Perché stiamo ancora qui a parlare e cerchiamo di sottrarre la Lazio al Fascismo? In Germania é un pó diverso, perché non hanno avuto l´armistizio ma Norimberga. Tuttavia anche li (per me qui) per quanto abbianoensato di chiudere la vicenda con un taglio netto e con un´armatura immunitaria politica molto piú poderosa della nostra, l´antifascismo analitico e militante é una necessitá impellente, perché il Nazi riemerge eccome, anche se sotto forma di lapsus, jeden Tag! (potrei e forse dovrei scrivere una biografia critica impersonale sull´integrazione made in Germany)
Detto questo "per me" il segreto o meglio le strategia di un antifascismo analitico e militante sta nel neutralizzare la dicotomia tra "il fascismo é finito nel 45" e "tutto e fascismo" e sostituirla con un´analitica dei dispositivi che producono effetti di potere sui e nei corpi, prima durante e dopo il fascismo. Pertanto non dovremmo tanto porci la domanda su "cosa sia il fascismo?", ma sui modi, ossia "come si produce e riproduce fascismo".
Tornando OT (ammesso e concesso che sia stato OFF) proprio per questo invito ad analizzare lo stadio come spazio sociale sia storicamente che attualmente. Una mia fantasia (al limite se non dentro il complottismo) é anche la Lazio sia una sorta di esperimento socio-politico.
ps: OFF-Topic. Gli USA sono fascisti? Se hai la pelle bianca no, se hai la pelle nera, é uno degli stati piú fascisti della storia...George Jackson, leader delle pantere nere, fa l´analitica del fascismo in america e porca puttana...ancora oggi siamo li, dentro quell´analisi con la testa e i piedi.
OTClamorosoCiao, RG!
Innanzitutto, ti ringrazio per la risposta: bella e puntuale :-)
----
Potremmo fare un interessante e lungo dibattito, su questo tema. Che dico, un dibattito: un bel Simposio!
Anche a proposito della Germania: che mi sta tanto a cuore e a cui ho dedicato tanto interesse e passione.
Viva la MittelEuropa!
Viva la Bildung!
Abbasso la Bild!
Etc etc etc.
----
1) Parto dal presupposto che la "Vecchia Cara Borghesia" (semicit.) - almeno nel cosiddetto Occidente - non esiste più: non come differenziale di reddito, ovviamente, ma come "Classe Culturale", come "Ceto".
Il Borghese - pure lui - e la sua Cultura si sono sciolti nel calderone del "Ceto Medio (Basso e Alto)".
Chiedersi, quindi, cosa sia il Liberalismo oggi, è una domanda meno scontata di quello che sembri.
Formalmente - ma pure la forma conta! - il Liberalismo (cit. i mass-media: le democrazie liberali...) è ancora in mezzo a noi - nella Sostanza (che se pure ci fosse, tanti limiti sociali avrebbe!) gli appunti da fare sarebbero tanti, per me.
Ad ogni modo: almeno nella Forma, nel mondo "Occidentale" (occidentale fra dieci virgolette) il Liberalismo, c'è (diritti civili, elezioni, etc, etc - ma non confondiamolo col liberismo!).
Il Fascismo (Mussolini-Hitler) invece non c'è: nè nella Forma (Stato Fascista), nè nella Sostanza (l'Ideologia Fascista)
Il Nazi-Fascismo può tornare? Certo! ma bisognerebbe capire se tornerà come lo abbiamo conosciuto - perchè magari noi cerchiamo la pelata di Mussolini e i baffetti di Hitler, ma forse lo troveremo nel software di un anonimo algoritmo.
Ma lo chiameremo sempre Fascismo, nel caso?Il punto - per me, ormai grande amante dei numeri grazie a @Gulp - sono sempre le proporzioni: i movimenti (
da marginalizzare e neutralizzare: sempre e comunque) che si ispirano al "Nazimo Storico" e al "Fascismo Storico" (ma questi erano un'altra cosa...) che peso hanno nelle nostre società?
È uno scenario paragonabile al 1922 o al 1933?
Sì?
No?
E ancora: da dove uscirono fuori, quei Movimenti, all'epoca?
Forse dalle contraddizioni irrisolte del "Liberalismo Storico" (che faceva rima con Capitalismo - oggi invece il Capitalismo fa rima solo con se stesso)?
Allora, giustamente, dovremmo chiederci: di cosa stiamo parlando, esattamente, qui?
2) Stiamo parlando essenzialmente di: Neo-Fascismo e Neo-Nazismo.
Tra Nazi-Fascismo e Neo-Nazi-Fascismo ci passa un Mondo di differenza: per l'esattezza, gli anni che passano dal 1945 al 2022. Sono cambiati (politicamente, culturalmente, socialmente, economicamente) almeno tre Mondi: ovvero, tre Generazioni. Dovremmo discutere davvero di tante cose!
Sulla Storia dell'"AntiFascismo" - che io però più correttamente chiamerei "AntiNeoFascismo":
comunque meritevole, degno di rispetto e sempre sia lodato! - che non è un prodotto della società del 1920/1945, ma una libera interpretazione frutto della "Rivoluzione Serissima e Giocosa del 1968" (
"Fascisti Borghesi ancora pochi mesi!", "Siamo realisti, pretendiamo l'impossibile!", "È proibito proibire, Vietato vietare!", "Fate l'amore non la Guerra", etc etc etc), tanto pure ci sarebbe da dire. Ma non basterebbero altre 100 pagine di topic! Quindi, soprassiedo : D
Come giustamente dici, RG, in Germania le cose sono andate un po' diversamente. Anche questa storia sarebbe lunga. Dovremmo discutere
freudianamente del "Senso di Colpa" della Germania e di riflesso della "Europa Unita Intera", specie nei confronti della subalterna gratitudine verso il benemerito Alleato Americano; dovremmo parlare della cosiddetta "Historikerstreit", tanto interessante quanto da analizzare con il lanternino, etc etc.
Certo poi - a proposito di Corpi e Genealogia del Dominio:
https://praxisoggi.blogspot.com/2016/07/lordoliberalismo-20.html?m=1
/
https://deriveapprodi.com/libro/la-dittatura-dello-spread/ - la Germania è passata dalla "Bio-politica Nazista" alla "Bio-politica Ordoliberale" (meglio di niente, sia chiaro!) che
impone democraticamente - questo pure sarebbe
Fascismo, quindi? - all'Europa Intera, perchè la Forza (a meno di casi come quello degli Inefficienti Greci) non serve, se si dispone di Argomenti e Tradizioni Inventate più o meno convincenti.
Ma qui mi fermo - altrimenti non mi fermo più: e m'infervoro! Quasi tanto quanto quando mi toccano Iglone mio! Il
Dittatore Sportivo (cit.) Igli Tare - se Sarri rinnova sino al 2025 e Cabral e Kamenovic restano, due sono le cose: ho è un incredibile oratore (al pari di quei due miseri signori tristemente passati alla storia - ma a me non pare) oppure ha usato olio di ricino e manganello - o a) o b): non si scappa!
----
Perdonami, RG, la bizzarra digressione su Tare.
Concludo.
p.s. Il punto, RG, è che il Razzismo - al pari dell'Antisemitismo - non è un prodotto storico nè del Nazismo e nè del Fascismo.
Potremmo tornare all'alba dei tempi.
Alcuni studiosi - un po' troppi disinvolti... - non lesinerebbero nemmeno spiegazioni di carattere bio/sociale, tirando fuori l'etologia, per risalire alle cause strutturali della Violenza e dell''"
Avversione Nei Confronti Di Un Gruppo Stereotipato Ritenuto Come Nemico E Per Questo Da Emarginare, Sconfiggere, Annientare, Eliminare" - pure le Scimmie, nostre bisnonne, lo fanno! Fasciste pure loro?.
Mi limito a fare un'osservazione - senza risalire alla Storia Antica (
Polis Chiuse e Polis Aperte, semicit.) Medievale (
la limpieza de sangre), Moderna (
gli indigeni sono subumani?, semicit.)
Il Razzismo è un tratto distintivo della Società Borghese (XVIII-1968) - per osmosi della Piramide Sociale, e dal momento che chi sta in basso in genere "disprezza e compra (=emula)" chi sta in alto, questo poi si propaga a macchia d'olio, dai piccoli-medio borghesi, ai popolari, sino alle mazzate dei contadini agli ebrei, incentivate da serafici uomini di Chiesa, per oltre un millennio.
Oggi, il Razzismo è parte integrante, strutturale, del "Grande Calderone del Ceto Medio" (specie in quello medio-medio e basso; meno, in quello alto: anzi - e per fortuna!)
Dunque, il "Fascismo Americano", non è per me tale: quello piuttosto è un residuo del Razzismo Borghese (Piccolo Borghese, Popolare - ma non risalgo da dove il Razzismo Borghese proviene...) oggj appannaggio del "Grande Ceto Medio".
Del resto (Età degli Imperi 1875-1914, cit. Hobsbawm) l'Africa, l'Asia e le Colonie Interne - gli
Indiani d'Italia: contadini, piccoli artigiani, etc, etc privati della terra e del pane, e poi "concentrati" in "baracche" fatiscenti per "lavorare" "forzatamente",
Arbeit macht frei, "ammassati" nelle Fabbriche, pena nelle migliori delle ipotesi la Mendicanza, nella peggiore invece il Manicomio, la Prigione, il Suicidio, etc etc - non le hanno mica brutalizzate i Fascisti! Nemmeno i NeoFascisti! E certo: non c'erano!
Ma li hanno oppressi e annientati i "Vecchi Cari Borghesi" (intellettuali, politici, funzionari etc etc - pure a furor di popolo, ormai integrato, se gli straccioni erano
Stranieri, meglio ancora se Neri!) che oltre a tanti pregi, purtroppo avevano pure numerosi, tragici difetti.
Difetti Irriflessi -
perchè tragicamente destoricizzati.
Da scaricare su qualche Mostro.
Da ridurre a Incidente della Storia.
Perchè Noi non siamo come Loro!
Abbasso i Fascisti!
Viva la Libertà!
Del resto, Hitler e Mussolini da qualche parte sono usciti fuori, no? Nulla si crea dal nulla.
E da dove escono fuori "Neo-Fascisti" e "Neo-Nazisti, invece?
Dal "Grande Ceto Medio?
E da dove esce fuori questo "Grande Ceto Medio"?
Forse dagli sviluppi contraddittori
socio-culturali e socio-economici del "Capitalismo Americanizzato - che dio benedica l'americano!, meno la sua classe dirigente" da estendere in totale buona fede (la tragicomica falsa coscienza necessaria) per il Bene e la Salvezza del Mondo Intero (1945- ...)?
E chi lo sa?
FOTclamoroso