La Lazio è ANTIFASCISTA!

Aperto da Goceano, 20 Lug 2021, 11:47

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FantaTare

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Citazione di: Quintino il 28 Mag 2022, 14:59
Citazione di: rozzoni1953 il 30 Mag 2022, 18:48

In attesa di leggere la seconda parte della bella testimonianza di @rozzoni1953, vi propongo un intervento del benemerito Storico dello Sport Marco Impiglia, grande amico della impareggiabile LazioWiki.

https://it.m.wikipedia.org/wiki/Marco_Impiglia

Il titolo, eloquente, dell'articolo è: "Ma la Lazio era Fascista?".

https://www.romasportspettacolo.it/ma-la-lazio-era-fascista/

Noi, la risposta la sappiamo già da tempo: No!
L'Opinione Pubblica e quella Privata purtroppo - che la Storiografia generalmente ignorano, interpretano distrattamente e ancora più spesso brandiscono come una clava ideologica da utilizzare contro il nemico di turno - temo di no: delle tesi di Impiglia si cura poco e niente; figurarsi, i milioni di tifosi italiani, per cui la Lazio sono gli Ultras Lazio ("Su, cantiamo tutti quanti assieme Giallorosso Ebreo!"), Paolo Di Canio (DVX) e Claudio Lotito ("Famo 'sta sceneggiata!")

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Parto da un estratto, dell'articolo dello storico:

"Ricordo che, da piccolo (Impiglia è nato nel 1960, nFT), alle partite che andavo a vedere col babbo al Flaminio, magari sotto la neve contro il Foggia, di politica non se ne parlava proprio, prima durante e dopo il gioco.
Poi, negli anni '70, le cose sono cambiate. Ci fu chi pensò di recuperare una certa "fama", un'antica idea, un "meme" sepolto nell'immaginario tifoso, che la SS Lazio ci avesse un pedigree di destra di quelli lunghi e di qualità.


Di questo significativo passaggio di Impiglia, a me interessa soprattutto la parte evidenziata in rosso.
Il resto del discorso di Impiglia - sviluppato mirabilmente e con leggerezza nell'articolo proposto - dovrebbe essere invece già chiaro a tutti noi, arrivati a questo punto della discussione.
Sulla parte in rosso, io mi chiedo: cosa permise ad una frangia ideologica del tifoso laziale - esplicitamente politicizzata come tutti lo erano negli anni '70 - di "recuperare una certa 'fama', una antica idea" sepolta nell'immaginario di lunga durata del tifoso, "che la Lazio ci avesse un pedigree di Destra, di quelli lunghi e di qualità (cit.Impiglia).

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La mia personalissima (e dunque risibilissima - non sono mica arrogante come Tare!) risposta a questa domanda, sta in ciò.

1) Nel clima culturale del '68 italiano (Anti-Neo-Fascismo e Operaismo) la consolidata equazione resistenziale "Borghesia = Capitalismo = Fascismo" fu rilanciata in chiave identitaria, come strumento di Lotta Politica contro i valori e le tradizioni borghese.
Rosso vs Nero.
Compagno vs Camerata.
Destra vs Sinistra
Il Popolo - Gli Operai
vs
I Borghesi - I Padroni.

2) La S.S Lazio è stata fondata nel 1900 - da un gruppo di giovani, borghesi illuminati - al tempo della cosiddetta Italia Liberale (immaginario collettivo di lunga durata: Liberale = Borghesia).
Miti, Leggende, Tradizioni Inventate, Valori (Lazio Ente Morale) - tutte al vaglio di LazioWiki, naturalmente! -  affondano le proprie radici in quell'epoca romantica e idealizzata, quale è Roma all'inizio del secolo.
Il "Calcio dei Pionieri" (1890-1926) NON È ANCORA uno Sport Popolare; bensì, è poco diffuso alla base della piramide, i cui silenziosi protagonisti preferiscono ancora gareggiare con la bicicletta, utile pure per andare al lavoro, se lo si ha.

3) La ASR è stata fondata - da un gruppo di gerarchi, ispirati da un abruzzese ossessionato dalla vittoria - al tempo della cosiddetta Italia Fascista (immaginario collettivo di lunga durata, specie coevo: Fascista = Popolare).
Miti, Leggende, Tradizioni Inventate, Valori (ASR) - tutte al vaglio dello storico Marco Impiglia, naturalmente -  affondano le proprie radici in quell'epoca, quale è Roma del Regime Fascista.
Nel periodo in cui "Le Masse scendono in Campo"" (1926-1968)  Il Calcio diventava uno Sport schiettamente "Nazionalpopolare " sempre più diffuso alla base della piramide sociale, i cui protagonisti preferiscono ora giocare in stradra con un pallone, calciando il quale si può sempre sognare di diventare ricchi e famosi, grazie all'avvento del professionismo (1926).

4) In ossequio alla duratura tendenza da parte dei Gruppi Umani di dividersi - in due o più schieramenti - e contrapporsi frontalmente (es. Guelfi Bianchi e Ghibellini Neri), a partire dal 1927 a Roma c'erano come noto due importanti squadre di Calcio: La S.S. Lazio e la ASR.
SSL e ASR devono (dovrebbero...) essere speculari in tutto e per tutto, per distinguersi l'una dall'altra e segnare così la propria irriducibile differenza rispetto all'odiata tribù nemica.
Scrive Impiglia: "Le "curve" all'Olimpico della Roma e della Lazio, nella loro esuberanza scenografica e giovanile, si schierarono: una sembrava parecchio "rossa", l'altra si contrapponeva come inequivocabilmente "nera".
Ma perchè (circa dalla metà degli anni Settanta) la Lazio divenne "Nera", mentre la ASR "Rossa"?
Si trattò di un piano deliberato - deciso e studiato a tavolino dalla intellighenzia giallorossa
dell'epoca, per rimuovere le tracce della propria fascistissima e tristissima fondazione notarile, e consegnare così alla massa di tifosi italiana l'immagine paradossale e interessata, di una ASR Comunista?
Secondo Impiglia - che ancora scrive - il punto non è tanto quello di un improbabile "complotto giallorosso; bensì si trattò essenzialmente di un tragico "Auto-Golpe della Destra Biancoceleste", che proprio negli Settanta cominciò la scalata all'egemonizzazione del nostro "Tifo Organizzato": "Ci fu chi pensò di recuperare una certa "fama", un'antica idea, un "meme" sepolto nell'immaginario tifoso, che la SS Lazio ci avesse un pedigree di destra di quelli lunghi e di qualità. Pure gli atteggiamenti di alcuni giocatori protagonisti lo confermavano.
(...)
Tutto quel che si è prodotto negli anni '70 e '80, e con una virulenza (termine appropriato) ancora maggiore negli ultimi tre decenni, sia stata un'azione di depistaggio furbissima, un deragliamento dalla verità. La "banda" ha assaltato il treno e l'ha fatto uscire dai binari mercé un'opera di persuasione ben mirata. [/u]Fruttuosa in quanto si è appoggiata a un'evidenza storica incontrovertibile: la "fascistizzazione" dell'Italia intera negli anni '20 e '30 del Novecento.
Oggi poi, sul web, l'azione in modalità CIA è ancora più facile da attuare rispetto all'altro ieri. Si recuperano distintivi e marchi col fascio littorio, o aquile d'impronta nazi-fascista che volano su vessilli biancocelesti, e il gioco è fatto. La Lazio ha un'ascendenza "mussoliniana". Nonno Benito tifava per la Lazio. Guarda, bello, ci aveva la tessera!"
"

5) L'"Enigma del Laziale Fascista" per me è comprensibile mettendo assieme i punti:
- 1. anni '60/'70/'80: Sinistra vs Destra - Popolo vs Borghesi - Comunista vs Fascista... "Fascisti Borghesi, ancora pochi mesi! (cit.).
- 2. S.S Lazio Società "Borghese-Democratica" e orgogliosamente riconosciuta come tale, sino al 1922  - dunque, Fascista per i parametri culturali della Protesta Giovanile dopo il 1968, oltre che per meccanismo di distinzione, nei confronti della ASR.
- 3. ASR Società del "Popolo" a partire dal 1927, come da marchio e propaganda fascista - dunque, ASR Comunista dopo il 1968, stando a quel clima culturale.
- 4. Curva Sud Rossa vs Curva Nord Nera.

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Tifoso ASR: Comunista
Tifoso Laziale : Fascista.


Naturalmente, si tratta di stereotipi (false verità) - rafforzati dal rapporto di una piazza con un certo calciatore politicizzato, ad esempio, oppure soprattutto dal comportamenti dei suoi "Tifosi Organizzati" (Mao-Falcao vs Giorgio Chinaglia Grido Battaglia).
Le Tradizioni Storiche tuttavia essenzialmente su stereotipi e falsificazioni sono (quasi) sempre costruite.

Dal momento che sono (quasi) sempre i Falsi Storici a fare la Storia, in barba alla storiografia scientifica.


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Per chi volesse saperne di più, ecco l'articolo di Marco Impiglia sulla ASR: la ASR era fascista?

https://www.romasportspettacolo.it/ma-la-roma-era-fascista/

Mi sussurrava sul registratore un tifoso testaccino, tanti anni fa, la voce resa roca dal fumo e gli occhi lacrimosi ma ancora appassionati: "Marco, noi romanisti eravamo mezzi socialisti nell'anima perché la Roma giocava al Testaccio che era un quartiere industriale con una tradizione anarchica non da poco."
E me lo confermava Amedeo Amadei, nei giorni in cui scorrazzavo con lui in giro per Frascati per scrivere la sua biografia: "Lo sai no? la Lazio era Pariolina, la società dei signori, e la Roma era del Popolo.
Quando ero bambino, partivo da Frascati e prendevo posto sulle panche della gradinata che stava davanti al camposanto degli inglesi. Lì ci andava la gente che non aveva quattrini, i tifosi più caldi, quelli che lavoravano al Mattatoio e arrivavano ancora sporchi dei sacchi di juta che si caricavano sulle spalle".

Davanti al "fornaretto", uno degli incontestabili re di Roma, c'è poco da eccepire.


(41:13 - 46:00)
(Laziale Padrone vs Romanista Lavoratore)

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Spero di aver fatto cosa gradita.


Vincelor

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A parte la ricostruzione delle origini della nomea della Lazio fascista, adesso mi sembra prioritario fare in modo che questa equazione venga meno. Per avere successo e' assolutamente necessario che la feccia che infanga il nome della Lazio, e i valori di democrazia e  liberta', sia isolata e che sia chiaro che la Lazio non ha niente a che vedere con questa teppaglia. Si potrebbe cominciare qua dentro ponendo fine alla litania di giustificazioni, di distinguo e di "e ma gli altri".

WhiteBluesBrother

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Citazione di: Vincelor il 31 Mag 2022, 05:28
A parte la ricostruzione delle origini della nomea della Lazio fascista, adesso mi sembra prioritario fare in modo che questa equazione venga meno. Per avere successo e' assolutamente necessario che la feccia che infanga il nome della Lazio, e i valori di democrazia e  liberta', sia isolata e che sia chiaro che la Lazio non ha niente a che vedere con questa teppaglia. Si potrebbe cominciare qua dentro ponendo fine alla litania di giustificazioni, di distinguo e di "e ma gli altri".
Qua dentro ognuno dice e dirà quel che desidera. Se sono falsità saranno sbugiardate. Ma se si tratta di cose reali non vedo cosa bisogna contestare, i fatti conclusivi sono spesso dinanzi agli occhi di tutti, basta vederli.
Come già detto l'eliminazione del fascismo militante (e non già dei fascisti) allo stadio sarà possibile solo con proprietà nuova e stadio della Lazio.
Infatti non capisco come si possa difendere Lotito fino alla morte pure davanti all'evidenza e allo stesso tempo chiedere la fine di certe manifestazioni di stupidità seriale, quando il primo non ha alcuna voglia né soprattutto capacità concreta di porre fine alle seconde. 

Invictus

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Citazione di: WhiteBluesBrother il 31 Mag 2022, 08:51
Qua dentro ognuno dice e dirà quel che desidera. Se sono falsità saranno sbugiardate. Ma se si tratta di cose reali non vedo cosa bisogna contestare, i fatti conclusivi sono spesso dinanzi agli occhi di tutti, basta vederli.
Come già detto l'eliminazione del fascismo militante (e non già dei fascisti) allo stadio sarà possibile solo con proprietà nuova e stadio della Lazio.
Infatti non capisco come si possa difendere Lotito fino alla morte pure davanti all'evidenza e allo stesso tempo chiedere la fine di certe manifestazioni di stupidità seriale, quando il primo non ha alcuna voglia né soprattutto capacità concreta di porre fine alle seconde.
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Palo

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Ho letto con interesse l'intervento di Rozzoni 1953 (più o meno mio coevo) e mi ci ritrovo parecchio, se non del tutto.


Poi
Questo intervento del "colorato" FantaTare riporta dati e fatti che condivido pienamente. Io, proprio perché ho visto Leonida e Luciano negli anni a cavallo dei 60 e 70, e poi ho visto la "mutazione" con il tassinaro, proprio perché ricordo quello che si diceva intorno allo spogliatoio della Lazio scudettata ("tutti fascisti", a dispetto dei Maestrelli o Frustalupi), proprio perché a Firenze, ad 1976, non ero andato in curva e in tribuna, dopo lo splendido gol di Giordano, esultai smodatamente e arrivai vicinissimo allo scontro fisico perché come reazione mi beccai del "laziale fascista" da alcuni vicini di posto.

Negli anni 60 allo stadio c'erano molti campanacci, di quelli che si appendevano al collo delle vacche che tiravano i carretti quando scendevano a portare il prodotti della terra al mercato rionale. Campanacci pitturati di bianco e azzurro.
Le immagini che mi tornano alla mente dello stadio negli anni 60 sono 'sti campanacci, i pacchi di sale gettati a scopo scaramantico dai tifosi verso il campo e le litigate quando pioveva "e chiudete sto cazzo di ombrello", che finivano ad ombrellate e con un abbraccio. sorvolo sulla ciriola con la fettina panata o sull'esercizio pseudo-olimpico del lancio dell'arancia
Ed i cori erano esattamente quelli citati da Rozzoni! A scuola ci chiamavano "burini", non fascisti. Che era un buon motivo per fare a botte lo stesso, eh! Ma quello era il tono. Vero che, anche in virtù del notevole sovrannumero (che innegabilmente c'era) generalmente le prendevi e subivi anche luride [...]e, tipo scatarrate e altre umiliazioni (che hanno generato il profondo odio che provo per quelle merde).

Poi sono arrivati gli anni del tassinaro. Già ci eravamo trasferiti a Pescara e venivo molto meno a Roma allo stadio. Ovviamente vissi molte partite delle stagioni 72-73 e 73-74, compresa Lazio Juve 3-1 e, chiaramente, Lazio Foggia...
E qualche "giovinezza..." l'ho sentito. Basta campanacci, basta sale, meno "burini" più parioini.

Disclaimer: queste sono le mie sensazioni e quello che ricordo io.

Vincelor

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Citazione di: WhiteBluesBrother il 31 Mag 2022, 08:51
Qua dentro ognuno dice e dirà quel che desidera. Se sono falsità saranno sbugiardate. Ma se si tratta di cose reali non vedo cosa bisogna contestare, i fatti conclusivi sono spesso dinanzi agli occhi di tutti, basta vederli.
Come già detto l'eliminazione del fascismo militante (e non già dei fascisti) allo stadio sarà possibile solo con proprietà nuova e stadio della Lazio.
Infatti non capisco come si possa difendere Lotito fino alla morte pure davanti all'evidenza e allo stesso tempo chiedere la fine di certe manifestazioni di stupidità seriale, quando il primo non ha alcuna voglia né soprattutto capacità concreta di porre fine alle seconde.
Non capisco il senso del tuo intervento. Certamente qui ognuno dice e dira' quel che desidera, nel rispetto del regolamento del Forum, che mette paletti ben precisi al riguardo. Non capisco il riferimento a chi difende Lotito fino alla morte pure di fronte all'evidenza (evidenza che mi piacerebbe vedere piu' spesso, visto che invece frequentemente si allude, si ammicca, si dice e non si dice). E l'eliminazione della feccia dallo stadio non e' un problema solo della societa' Lazio, che si deve avvalere delle strutture preposte. Bisogna pero' spingere la societa' verso questa direzione, rafforzando tutte quelle iniziative che vanno in questo senso (Lazio e Liberta' per esempio). E si' secondo me, anche qui dentro, bisognerebbe finirla con il giustificazionismo

JoeStrummer

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Citazione di: Vincelor il 31 Mag 2022, 05:28
A parte la ricostruzione delle origini della nomea della Lazio fascista, adesso mi sembra prioritario fare in modo che questa equazione venga meno. Per avere successo e' assolutamente necessario che la feccia che infanga il nome della Lazio, e i valori di democrazia e  liberta', sia isolata e che sia chiaro che la Lazio non ha niente a che vedere con questa teppaglia. Si potrebbe cominciare qua dentro ponendo fine alla litania di giustificazioni, di distinguo e di "e ma gli altri".

La Lazio ha lasciato Bernabè al suo posto, anzi, all'ultima di campionato lo speaker lo ha anche salutato come "il nostro falconiere".

In questa lotta, siamo soli.


Vincelor

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Citazione di: JoeStrummer il 31 Mag 2022, 10:18
La
La Lazio ha lasciato Bernabè al suo posto, anzi, all'ultima di campionato lo speaker lo ha anche salutato come "il nostro falconiere".

In questa lotta, siamo soli.
Infatti e' stata una pessima mossa, inaccettabile.

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Quintino

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Confermo il racconto dell'amico Rozzoni. L'avvento dei fascisti dopo il 68 fu generato dal disimpegno verso il tifo calcistico di tantissimi giovani che, attivi sui temi politici di sinistra, videro nel calcio l'espressione borghese di distrazione di massa. I fascisti, emarginati politicamente, progressivamente andarono a colmare questo vuoto.

FantaTare

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Citazione di: Palo il 31 Mag 2022, 10:07
Ho letto con interesse l'intervento di Rozzoni 1953 (più o meno mio coevo) e mi ci ritrovo parecchio, se non del tutto.

Poi
Questo intervento del "colorato" FantaTare riporta dati e fatti che condivido pienamente. Io, proprio perché ho visto Leonida e Luciano negli anni a cavallo dei 60 e 70, e poi ho visto la "mutazione" con il tassinaro, proprio perché ricordo quello che si diceva intorno allo spogliatoio della Lazio scudettata ("tutti fascisti", a dispetto dei Maestrelli o Frustalupi), proprio perché a Firenze, ad 1976, non ero andato in curva e in tribuna, dopo lo splendido gol di Giordano, esultai smodatamente e arrivai vicinissimo allo scontro fisico perché come reazione mi beccai del "laziale fascista" da alcuni vicini di posto.

Negli anni 60 allo stadio c'erano molti campanacci, di quelli che si appendevano al collo delle vacche che tiravano i carretti quando scendevano a portare il prodotti della terra al mercato rionale. Campanacci pitturati di bianco e azzurro.
Le immagini che mi tornano alla mente dello stadio negli anni 60 sono 'sti campanacci, i pacchi di sale gettati a scopo scaramantico dai tifosi verso il campo e le litigate quando pioveva "e chiudete sto cazzo di ombrello", che finivano ad ombrellate e con un abbraccio. sorvolo sulla ciriola con la fettina panata o sull'esercizio pseudo-olimpico del lancio dell'arancia
Ed i cori erano esattamente quelli citati da Rozzoni! A scuola ci chiamavano "burini", non fascisti. Che era un buon motivo per fare a botte lo stesso, eh! Ma quello era il tono. Vero che, anche in virtù del notevole sovrannumero (che innegabilmente c'era) generalmente le prendevi e subivi anche luride [...]e, tipo scatarrate e altre umiliazioni (che hanno generato il profondo odio che provo per quelle merde).

Poi sono arrivati gli anni del tassinaro. Già ci eravamo trasferiti a Pescara e venivo molto meno a Roma allo stadio. Ovviamente vissi molte partite delle stagioni 72-73 e 73-74, compresa Lazio Juve 3-1 e, chiaramente, Lazio Foggia...
E qualche "giovinezza..." l'ho sentito. Basta campanacci, basta sale, meno "burini" più parioini.

Disclaimer: queste sono le mie sensazioni e quello che ricordo io.

Ciao, Palo :-)

Grazie per il tuo intervento: dettagliato e interessante.

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Il punto - oltre al "salto di qualità" (cit.) della esplicita politicizzazione dei Gruppi Ultras a partire dagli anni '70, divenuta poi rituale negli anni '90 - il punto sta nella percezione che gli altri (Opinione Pubblica Generale, Tifosi = Mass-Media) hanno della Lazio: della sua Storia e delle sue Tradizioni (più o meno "inventate",  alcune non "vere", ma tutte "reali": perchè la "vita quotidiana" producuno, nel bene e nel male).

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Sul rapporto "Lazio-Pariolino" / "Romanista Testaccino".
Come ho proposto altrove, a suon di stereotipi falsi ma non per questo meno reali.
nel quarantennio di "Italia Liberal-Borghese" (SS Lazio 1900) e "Italia Fascio-Popolare" (ASR 1927):
1)"Lazio Borghese (1900-1968)" vs "Roma Popolare (1927-1968)".
col mitico '68 diventa:
2)"Lazio Fascista (1968-1989)" vs "Roma Comunista" (1968-1989).
con la dissoluzione del "Comunismo Dispotico Reale" diventa:
- "Lazio Fascistissima (1990-...)" vs "Roma Fascistella, ma so' regazzi, ma so' infiltrati, la TRADIZIONE STORICA della Sud (SE VERA O FALSA È SEMPRE REALE) è un'altra, etc etc".

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Il cinema è uno straordinario, tragicomico, pittoresco, caleidoscopio di "Luoghi Comuni" - falsi, dunque veri.

Fa riflettere come a distanza di circa 20 anni (il film "L'arbitro, il tifoso, il calciatore", 1982 - assorbe decenni di stereotipi precedenti di lunga durata - il film "Tifosi", 1999, tali stereotipi attualizza) il Laziale sia sempre rappresentato allo stesso modo: un Medio-Borghese Padrone, nel 1977; un Professionista affermato, un chirurgo da "Alto Ceto Medio", nel 1999. Tifosi da Tribuna Tevere e Monte Mario.
Persone benestanti, con un certo stile, dalla parlata semi-colta, di cui è facile immaginare l'orientamento politico (MSI, DC-cons, FI, FDI, Lega, etc, etc.
Coro: "Giorgio Chinaglia è il Grido di Battaglia!".
Intellettuale doc: Enrico Montesano
).

Il Romanista, invece, è sempre un Uomo del Popolo - nella vita fa il piccolo commerciante, esercita professioni modeste: è un piccolissimo borghese, al massimo - se non un vero e proprio popolano, un sottoproletario, uno straccione, un poveraccio, un accattone, un... scusate! mi stavo facendo prendere! Tifosi da Curva Sud, insomma: plebaglia del genere.
Persone di umili condizioni ma di buon cuore, grossolane, rozze, dalla parlata sgrammaticata e fortemente dialettale, di cui non è difficile immaginare l'orientamento politico (PCI, PSI, PD, etc etc - scusate, se ho messo il PD, ma non posso farci niente! seguendo i flussi elettorali, dovrei mettere piuttosto Lega e M5S.
Coro: "Ma quale Berlinguer! Ma quale Mao! Falcao, Falcao!".
Intellettuale doc: Gigi Proietti
).

Il capitano della Roma è: il coatto ma fortissimo Totti (De Rossi).
Il capitano della Lazio è: l'elegante e fortissimo Nesta (Mauri).

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Personalmente, io sono uno squattrinato de sinistra.
Però, lo "Stile Laziale" provo a salvaguardarlo sempre - le apparenze, almeno quelle!

Un abbraccio, Palo.





Citazione di: Quintino il 31 Mag 2022, 10:38
Confermo il racconto dell'amico Rozzoni. L'avvento dei fascisti dopo il 68 fu generato dal disimpegno verso il tifo calcistico di tantissimi giovani che, attivi sui temi politici di sinistra, videro nel calcio l'espressione borghese di distrazione di massa. I fascisti, emarginati politicamente, progressivamente andarono a colmare questo vuoto.

Ciao, Quintino :-)

Grazie anche a te.

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L'interpretazione che dai - ovvero il sostanziale snobismo della Cultura di Sinistra (quella Storica e in particolare quella Comunista 1921-1989, molto meno quella Socialista - la sinistra di oggi, minuscolo, è un'altra cosa, al di là delle tradizioni tragicomicamente rivendicate) lo snobismo rosso nei confronti dello Sport, e del Calcio in particolare, aiuta a capire ad esempio perchè oggi in Italia gli Studi Sociali Sportivi siano così poco rispettati a livello accademico, che vive di formidabili, imbalsamate, pittoresche "Tradizioni Immaginate e Inventate" - vivere un Dipartimento Universitario per credere!
Per la Sinistra Storica (in particolare, per la Sinistra Comunista, a lungo egemone - la battaglia per l'egemonia culturale - nei "Circoli Colti e Semicolti" del nostro Paese a partire dall'onda lunga del '68) lo Sport e il Calcio, specie quelli professionistici, essenzialmente erano "oppio dei popoli" (cit.), dispositivi di controllo dei corpi e delle menti delle Masse Popolari, organizzate strumentalmente dai Padroni Borghesi.
Le cose in realtà sarebbero un pochino meno semplici; ma non è che poi si sbagliassero più di tanto, in fondo! - solo che oggi le "masse popolari" (con i loro riferimenti politico-ideologici originali e specifici) non ci sono più; al pari dei "piccolo-medio-grandi borghesi": ormai la partita tutta tecnocratica e sindacale dei "differenziali di reddito" (non certo la disputa per l"egemonia culturale: la "cultura" di fatto è solo una! benemerite nicchie a parte) si gioca solo nel "Grande Campo del Ceto Medio Alto e Basso".

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L'eccezione più famosa alla "Interdizione Rossa allo Sport" fu l'"Esule Partitico" nonchè l'"Eretico Scomunicato" Pier Paolo Pasolini, sempre gentilmente scorretto: grande appassionato di Calcio, nonchè contributore più o meno assiduo - fra le tante cose - del mitico Guerin Sportivo.

https://www.rivistacontrasti.it/pallone-come-terapia-pasolini-calcio/

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Questa intervista a Paolo Sollier, invece, nella parte introduttiva circostanzia meglio ciò che @Quintino intendeva dire:

http://storiefuorigioco.altervista.org/paolo-sollier-calci-sputi-e-colpi-di-testa/?doing_wp_cron=1653942339.2380650043487548828125

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Tale libro d'antiquariato - sempre in riferimento al messaggio di @Quintino - è ancora più evocativo, a proposito del rapporto fra "Sinistra Storica 1921-1989" e Calcio: Maurizio Naldini, Il Calcio oggi: una Repubblica di Destra?, 1977:

https://www.maremagnum.com/libri-antichi/il-calcio-oggi-una-repubblica-di-destra/156669514 .

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Faccio notare come in copertina ci sia proprio la "Icona Laica Rossa" Paolo Sollier, con la sua bella maglietta del Perugia (la cui curva ha una forte tradizione di Sinistra) mentre si difende - grazie alla Polizia ("boia!, boia!, boia! - Sollier e i poliziotti) da un copioso lancio di oggetti, provenienti da una Curva.

Se immaginiamo che quella Curva possa essere proprio quella della Lazio (cit. intervista a Sollier) potete capire bene come GIÀ NEGLI ANNI '70 (-2022: fanno circa 50 anni di Fascismo Laziale: e scusate se è poco!) lo stereotipo "Lazio-Fascio" fosse non solo legittimato dall'opinione pubblica; ma forte e potente.
Altro che complotto dell'Intellighenizia Giallorossa!
Al  massimo - ad esser buoni - non solo, ma anche (semicit.)
.

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Un abbraccio anche a te, Quintino. 

Sia benedetta LazioWiki.

FatDanny

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bene, quindi non si può dire siano stati gli irriducibili a portare questa cosa.
Poi sicuramente l'hanno interpretata in modo inedito e peculiare.
Ma non inizia a fine 80 questa storia.

MamPo7

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Buongiorno a tutte/i, spero di non essere OT, ma penso che l'argomento possa essere condivisibile con il tema Antifascismo, visto che si tratta di antisessismo e antirazzismo:volevo segnalarvi che qui a Cremona il prossimo 4 giugno si terrà il primo CREMONA PRIDE  :rainbow: evento epocale per questa città !
Per tutte le info potete consultare il sito cremona pride.it.
Aggiungo, da nuovo iscritt,o un sentito :asrm e un  :ssl :band5:

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orchetto

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Sull'argomento mi è già capitato d'intervenire in altri topic, riporto qui un po di cose sparse in maniera sintetica e forse qualche dettaglio in più.

Frequento lo Stadio Olimpico (o il Flaminio) per vedere la Lazio (ma in passato anche per la nazionale) dal 1979 ad oggi 2022 compreso.
La parentesi Curva Nord è durata dal 1987 (quando a 14 anni ho iniziato ad andare allo stadio da solo) fino al 1993 (anno di scioglimento degli ES).
Non sono mai stato organico agli ES ma in curva mi mettevo dietro le loro file ed erano comunque punto di riferimento delle persone con cui in quel periodo andavo allo stadio, un miscuglio di compagni di scuola, compagni di militanza dell'epoca (a sinistra del PCI prima e del PDS poi) qualche amico di quartiere e qualche amico di famiglia. In totale un gruppo variabile tra le 10 e le 30 persone, di estrazione sociale diversa e di cui nessuno era fascista, anche se qualcuno era di centro o comunque conservatore.
Mettersi dietro agli ES accontentava tutti: no politica, si tifo. Mettersi dietro agli ES, significava che se sullo zainetto avevi una falce e martello, non faceva differenza, magari la poteva fare appena fuori dallo stadio, ma non li.
Ovviamente vedevamo i gruppi di fasci che stavano allo stadio in quanto "fascisti della Lazio", cioè  primi IRR, i Viking (messi sotto dagli IRR malgrado la loro ideologia) ed altri gruppi minori, e quello che facevano....di cui molti confluiranno negli IRR. Per correttezz ava detto anche che proprio dall'87 parte degli ES confluiva costantemente tipo emorrargia negli IRR, ma non sono mai riuscito a capire con che quantità, però dai racconti dei più "vecchi" apprendevo che il clima negli ES era stato più o meno sempre quello pure quando erano di più, almeno dall'80 e ricordando quello di quando ero under 14 andavo allo stadio con mi padre e osservavo la Nord la sensazione era che fosse più o meno vero.
Ricordo che arrivavano voci di militanti di sinistra malmenati da qruppi di fascisti allo stadio prima e dopo le partite della Lazio, ma per quel che ne potevo sapere io avveniva sempre o fuori, in genere molto lontano dallo stadio e soprattutto, ricordo benissimo che ste cose, che venivo a sapere per tramite dei collettivi politici dove militavo, avvenivano già da fine 89 inizio 90 anche nella curva sud dei giallorossi.
Ricordo inoltre che si parlava molto della genesi dei vari gruppi ultras e che i Boys della curva sud giallorossa erano stati praticamente -ed era cosa nota e risaputa a tutti e da tutti accettata,- il primo vero gruppo esplicitamente fascista sulla piazza romana e non solo; molto di più di quanto lo erano i più o meno coevi CML '74 che almeno inizialmente avevano ufficialmente un aspetto più sfumato, soprattutto perchè erano un gruppo di quartiere.   

Frequentando lo stadio anche in altri settori ho avuto poi modo di vedere e osservare anche "l'anello intermedio" comelo intende Fat Danny. Ora sui ricordi da under 14 è ovvio che parliamo di cose meno affidabili ma consideriamo  anche, che se i ragazzini di oggi sono più svegli di quelli dell'epoca, noi però affrontavamo certe tematiche molto prima di quanto si affrontino oggi e quindi eravamo comuqnue più ingrado di codificare certi argomenti.
Comunque negli anni 80 nel cosiddetto anello intermedio laziale, praticamente di politica non si parlava, di razzismo neanche, soprattutto allo stadio...anzi ho memoria precisa di uso dell'appellativo fascista, saltuariamente ma non in maniera trascurabile, in senso negativo verso arbitri, giocatori avversari, lavoratori del coni presenti allo stadio da parte di svariati tifosi Laziali, alcuni anche a me sconosciuti, cioè non facenti parte della cerchia di persone con cui mio padre mi portava allo stadio, che comunque era per la maggior parte di sinistra generica, tra il votante PCI e il votate PSI non craxiano.
Post 93, post scioglimento ES ho ricominciato a frequentare lo stadio in settori privilegiati per osservare l'anello intermedio e devo dire che fino al 98-99 non ho percepito differenze grosse con il pre 87 a livello di sensazioni politiche ma a livello sociale e culturale si e di pari passo con l'aumentare del clima di pesantezza in Nord.
Da dopo lo scudetto del 2000 invece ho cominciato a vedere via via il cambiamento sostanziale dell'anello intermedio ma la sensazione è che so cambiate spesso proprio fisicamente le persone. Conosco tanti tifosi Laziali che non vanno più allo stadio (non per Lotito), seguono ma da casa...
Successivamente al 93 (allo scioglimento degli ES) ho cominciato a fare molte più domande a gente molto grande (alcuni oramai passai a miglior vita) sia di ambito Laziale o di ambito calcisticamente neutro ma interni a certe dinamiche politiche (a sinistra estrema per capirci) ed inoltre anche a gente proprio anziana della Lazio (parenti e amici di famiglia) che andava allo stadio già da un bel po prima del 68. Ora la mole di queste testimonianze è troppo lunga e piena di dettagli o già detti o troppo legati a fatterelli da stadio troppo circoscritti, riporto qui una sintesi di cui molte cose coincidono comuqnue con il già detto in nuesto topic, altre forse meno.

1) prima della seconda guerra mondiale il tifo per la Lazio o l'essere della Lazio o appartenere come iscritto alla Lazio non aveva nessuna coincidenza con l'essere fascista se non nella misura in cui si viveva in una dittatura fascista. Sull'estrazione sociale vi era sicuramente una estrazione di livello superiore proveniente dalle zone meno popolari di Roma tra chi era molto vicino se non interno alla società, ma la cosa non riguardava i tifosi, se si eccettua la zona di testaccio
2) dopo la guerra idem, ed a Roma fino a metà circa anni '50, sempre con l'eccezione di testaccio, non vi era nessuna preminenza schiacciante giallorossa nei quartieri popolari, neanche a Garbatella
3) "l'ultima raffica di salò" effettivamente fu una prima breccia un primo cavallo di Troia per la narrazione lazialeugualefasicsta, ma nulla di paragonabile ad oggi, neanche lontanamente e sopratutto poi quasi smorzatasi
4) dalla seconda metà anni 50 comincia la narrazione massiccia lazialiugualeburini (prima era saltuaria), il perculamento nei media (cinema e tv) 
5) dal 68 compare qualche gruppetto allo stadio alle partite della Lazio con connotazioni esplicite poco chiare ma comuqnue non riconducibili alla destra, anzi...cosa che sopravivie per un po nella prima metà degli anni 70
6) la narrazione che siccome nella banda maestrelli ci sono giocatori un po fasci o meglio "anticomunisti" all'inizio non viene spostata sul tifo
7) negli anni 70 compaiono alle partite della Lazio gruppi di destra
8) la "pratica sollier" se la accollano i gruppi di destra della Lazio ma allo stadio quel giorno c'erano pure i fasci della roma, ma sostanzialmente fu eterodiretta da gente che del calcio non fregava nulla, semplicemente fu scelto l'ambito Lazio perchè malgrado di la ci fossero i Boys, complessivamente l'operazione gruppi utlras fasci nella tifoseria stava funzionando meglio nella Lazio, nonostante ancora alle vicende del caso Sollier, sopravvivevano nel tifo Lazio gruppi non fascisti se non proprio opposti.
9) Ancora fino almeno a metà anni 80 l'offesa era lazialeburino e non lazialefascista
10) la vicenda ES e G.A.B.A. tra i 4 anni compresi tra 77 e 80 è politicamente confusa, pare che l'apoliticità ufficiale sia da più o meno la vicenda Paparelli. 

FantaTare

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Citazione di: orchetto il 31 Mag 2022, 17:57
Sull'argomento mi è già capitato d'intervenire in altri topic, riporto qui un po di cose sparse in maniera sintetica e forse qualche dettaglio in più.

Frequento lo Stadio Olimpico (o il Flaminio) per vedere la Lazio (ma in passato anche per la nazionale) dal 1979 ad oggi 2022 compreso.
La parentesi Curva Nord è durata dal 1987 (quando a 14 anni ho iniziato ad andare allo stadio da solo) fino al 1993 (anno di scioglimento degli ES).
Non sono mai stato organico agli ES ma in curva mi mettevo dietro le loro file ed erano comunque punto di riferimento delle persone con cui in quel periodo andavo allo stadio, un miscuglio di compagni di scuola, compagni di militanza dell'epoca (a sinistra del PCI prima e del PDS poi) qualche amico di quartiere e qualche amico di famiglia. In totale un gruppo variabile tra le 10 e le 30 persone, di estrazione sociale diversa e di cui nessuno era fascista, anche se qualcuno era di centro o comunque conservatore.
Mettersi dietro agli ES accontentava tutti: no politica, si tifo. Mettersi dietro agli ES, significava che se sullo zainetto avevi una falce e martello, non faceva differenza, magari la poteva fare appena fuori dallo stadio, ma non li.
Ovviamente vedevamo i gruppi di fasci che stavano allo stadio in quanto "fascisti della Lazio", cioè  primi IRR, i Viking (messi sotto dagli IRR malgrado la loro ideologia) ed altri gruppi minori, e quello che facevano....di cui molti confluiranno negli IRR. Per correttezz ava detto anche che proprio dall'87 parte degli ES confluiva costantemente tipo emorrargia negli IRR, ma non sono mai riuscito a capire con che quantità, però dai racconti dei più "vecchi" apprendevo che il clima negli ES era stato più o meno sempre quello pure quando erano di più, almeno dall'80 e ricordando quello di quando ero under 14 andavo allo stadio con mi padre e osservavo la Nord la sensazione era che fosse più o meno vero.
Ricordo che arrivavano voci di militanti di sinistra malmenati da qruppi di fascisti allo stadio prima e dopo le partite della Lazio, ma per quel che ne potevo sapere io avveniva sempre o fuori, in genere molto lontano dallo stadio e soprattutto, ricordo benissimo che ste cose, che venivo a sapere per tramite dei collettivi politici dove militavo, avvenivano già da fine 89 inizio 90 anche nella curva sud dei giallorossi.
Ricordo inoltre che si parlava molto della genesi dei vari gruppi ultras e che i Boys della curva sud giallorossa erano stati praticamente -ed era cosa nota e risaputa a tutti e da tutti accettata,- il primo vero gruppo esplicitamente fascista sulla piazza romana e non solo; molto di più di quanto lo erano i più o meno coevi CML '74 che almeno inizialmente avevano ufficialmente un aspetto più sfumato, soprattutto perchè erano un gruppo di quartiere.   

Frequentando lo stadio anche in altri settori ho avuto poi modo di vedere e osservare anche "l'anello intermedio" comelo intende Fat Danny. Ora sui ricordi da under 14 è ovvio che parliamo di cose meno affidabili ma consideriamo  anche, che se i ragazzini di oggi sono più svegli di quelli dell'epoca, noi però affrontavamo certe tematiche molto prima di quanto si affrontino oggi e quindi eravamo comuqnue più ingrado di codificare certi argomenti.
Comunque negli anni 80 nel cosiddetto anello intermedio laziale, praticamente di politica non si parlava, di razzismo neanche, soprattutto allo stadio...anzi ho memoria precisa di uso dell'appellativo fascista, saltuariamente ma non in maniera trascurabile, in senso negativo verso arbitri, giocatori avversari, lavoratori del coni presenti allo stadio da parte di svariati tifosi Laziali, alcuni anche a me sconosciuti, cioè non facenti parte della cerchia di persone con cui mio padre mi portava allo stadio, che comunque era per la maggior parte di sinistra generica, tra il votante PCI e il votate PSI non craxiano.
Post 93, post scioglimento ES ho ricominciato a frequentare lo stadio in settori privilegiati per osservare l'anello intermedio e devo dire che fino al 98-99 non ho percepito differenze grosse con il pre 87 a livello di sensazioni politiche ma a livello sociale e culturale si e di pari passo con l'aumentare del clima di pesantezza in Nord.
Da dopo lo scudetto del 2000 invece ho cominciato a vedere via via il cambiamento sostanziale
dell'anello intermedio ma la sensazione è che so cambiate spesso proprio fisicamente le persone. Conosco tanti tifosi Laziali che non vanno più allo stadio (non per Lotito), seguono ma da casa...
Successivamente al 93 (allo scioglimento degli ES) ho cominciato a fare molte più domande a gente molto grande (alcuni oramai passai a miglior vita) sia di ambito Laziale o di ambito calcisticamente neutro ma interni a certe dinamiche politiche (a sinistra estrema per capirci) ed inoltre anche a gente proprio anziana della Lazio (parenti e amici di famiglia) che andava allo stadio già da un bel po prima del 68. Ora la mole di queste testimonianze è troppo lunga e piena di dettagli o già detti o troppo legati a fatterelli da stadio troppo circoscritti, riporto qui una sintesi di cui molte cose coincidono comuqnue con il già detto in nuesto topic, altre forse meno.

1) prima della seconda guerra mondiale il tifo per la Lazio o l'essere della Lazio o appartenere come iscritto alla Lazio non aveva nessuna coincidenza con l'essere fascista se non nella misura in cui si viveva in una dittatura fascista. Sull'estrazione sociale vi era sicuramente una estrazione di livello superiore proveniente dalle zone meno popolari di Roma tra chi era molto vicino se non interno alla società, ma la cosa non riguardava i tifosi, se si eccettua la zona di testaccio
2) dopo la guerra idem, ed a Roma fino a metà circa anni '50, sempre con l'eccezione di testaccio, non vi era nessuna preminenza schiacciante giallorossa nei quartieri popolari, neanche a Garbatella
3) "l'ultima raffica di salò" effettivamente fu una prima breccia un primo cavallo di Troia per la narrazione lazialeugualefasicsta, ma nulla di paragonabile ad oggi, neanche lontanamente e sopratutto poi quasi smorzatasi
4) dalla seconda metà anni 50 comincia la narrazione massiccia lazialiugualeburini (prima era saltuaria), il perculamento nei media (cinema e tv) 
5) dal 68 compare qualche gruppetto allo stadio alle partite della Lazio con connotazioni esplicite poco chiare ma comuqnue non riconducibili alla destra, anzi...cosa che sopravivie per un po nella prima metà degli anni 70
6) la narrazione che siccome nella banda maestrelli ci sono giocatori un po fasci o meglio "anticomunisti" all'inizio non viene spostata sul tifo
7) negli anni 70 compaiono alle partite della Lazio gruppi di destra
8) la "pratica sollier" se la accollano i gruppi di destra della Lazio ma allo stadio quel giorno c'erano pure i fasci della roma, ma sostanzialmente fu eterodiretta da gente che del calcio non fregava nulla, semplicemente fu scelto l'ambito Lazio perchè malgrado di la ci fossero i Boys, complessivamente l'operazione gruppi utlras fasci nella tifoseria stava funzionando meglio nella Lazio, nonostante ancora alle vicende del caso Sollier, sopravvivevano nel tifo Lazio gruppi non fascisti se non proprio opposti.
9) Ancora fino almeno a metà anni 80 l'offesa era lazialeburino e non lazialefascista
10) la vicenda ES e G.A.B.A. tra i 4 anni compresi tra 77 e 80 è politicamente confusa, pare che l'apoliticità ufficiale sia da più o meno la vicenda Paparelli. 

Grazie mille anche a te, orchetto!

Un intervento davvero ricco :-)

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Naturalmente - per mettere ordine in questa storia - si è costretti a introdurre delle "generalizzazioni" che, tuttavia, bisogna sempre ricordare contengono al proprio interno tante sfumature - come il tuo bel messaggio mostra.
Di queste sfumature poi (per capire quali siano quelle più incidenti, in tale vicenda) bisogna capire sempre le proporzioni.

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Vado in ordine di racconto.

1) Sugli ES.
Il tuo racconta conferma quanto ci diciamo: prima degli anni '90/2000 in Curva la Politica c'è già - c'è dal '70 - ma non assume ancora una forza identitaria tale da identificare una squadra con una ideologia politica.

La politicizzazione - al di là di qualche episodio significativo ma isolato - resta un fenomeno soggettivo del tifoso, privato della curva (nascosto dietro i colori del proprio sodalizio).

2) Lo scenario cambia radicalmente negli anni '90/2000, con la RADICALIZZAZIONE IDENTITARIA E RITUALE (cori, striscioni, bandiere, etc etc) delle Curve Italiane - molte delle quali, per motivi socio-culturali, svoltano a destra, dopo un passato egemone di sinistra.
Il caso della ASR è noto: la Sud non era chiaramente un soviet (ottimo l'esempio dei Boys) ma l'egemonia più o meno esplicita, più o meno accettata era quella dei Fedayn: quantomeno nell'immaginario collettivo, che di stereotipi e semplificazioni vive (se il laziale è fascista, il romanista non può che essere comunista - sia vero o no - nì). Naturalmente, il linguaggio espressivo della Curva Sud resta quello degli anni '80: le bandiere sono giallorosse, non rosse (sebbene alcune curve italiane - meno frammentate all'interno - esprimessero già un forte sentimento politico, come quella perugina o fiorentina, come detto anche qui sopra).

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Sul resto.

3)a) Lazio e Fascismo non hanno alcun legame diretto - se non ciò che deve essere fatto (con un margine di libertà davvero precario) per vivere sotto a un regime.

b) Sul Calcio Romano prima del 1945: dobbiamo pur sempre considerare che per circa un paio di decenni (sino al 1926, avvento del professionismo e della progressiva popolarizzazione del calcio in Italia) la Lazio ha vissuto l'epoca di uno Sport più Borghese che Proletario, in Italia (1890-1914).
Questo potrebbe aver avuto un ruolo, nella fidelizzazione di nuovi tifosi, specie a fronte di una società (ASR) fondata con l'esplicito obiettivo propagandistico di essere la squadra del popolo e della città di Roma (di qui, il nome!). Se non nei numeri, ciò soprattutto nelle percezione delle "radici sociali" di un club - l'origine benestante di molti noti personaggi laziali del tempo - come dice @orchetto - pure forse non sarebbe da sottovalutare, nella creazione di un più o meno esplicito stereotipo "benestante".
c) l'annotazione sulla situazione nei quartieri popolari prima degli anni '50 (tranne Testaccio - equilibrio tra le tifoserie) sottolinea un cambiamento delle proporzioni demografiche tra SSL e ASR dopo quel decennio.
Comincia infatti l'epoca delle "Grandi Migrazioni Interne" in Italia
- legate allo sviluppo capitalistico diseguale - che tanti meridionali, abruzzesi, marchigiani, etc etc riversa nella Capitale.
Perchè - come presumibile - questi immigrati diventano soprattutto romanisti e non laziali? Forse la ASR viene percepita come la squadra del "popolo?" E perchè? Una risposta (molto semplificata chiaramente, se non banale) ho provato a darla qualche messaggio addietro.
d) verso la metà degli anni '70 - @orchetto conferma - la Lazio comincia a tingersi di Nero: perchè proprio di Nero e non di Rosso, allora, visto che la "Maggioranza Silenziosa" dei Laziali non è fascista e le "Minoranze Organizzate" non sono completamente neofasciste? Una risposta (molto semplificata chiaramente, se non banale) ho provato a darla qualche messaggio addietro.
Ad ogni modo, dalla seconda metà del decennio il clima dello scontro politico-ideologico s'incattivisce ancora di più, e l'etichetta Fascista comincia ad essere più frequentemente appiccicata al Laziale: per ragioni intrinseche alla rivalità con la ASR (in cui predomina il falsovero stereotipo "Rosso"); per episodi eclatanti di cronaca, come quello di Sollier oppure risse, etc etc.
Sollier in una intervista (metà anni '70) definì la Lazio la "squadra di Mussolini", su imbeccata di un giornalista, che lasciò intendere come "neri" i tifosi laziali.

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Ma perchè, tutto ciò?
Perchè - se la "Maggioranza Silenziosa" dei Laziali - non è Fascista; se alcuni dei suoi gruppetti organizzati, allo stadio, sino agli anni '70 erano dichiaratamente di sinistra...
... tuttavia la Lazio cominciò ad avere la nomea di fascista a partire da singoli episodi avvenuti a cavallo fra anni '70 e '80, per poi diventare uno stigma indelebile da parte dell'opinione pubblica,  partire dagli anni '90?

Gli Ultras Lazio (Irriducibili) escono fuori dal nulla?
Perchè nell'Ambiente Laziale gruppi di Estrema Destra sono riusciti a divenire egemoni all'interno della Curva, sino a MONOPOLIZZARLA a partire dagli anni '90?
Perchè qui, sì?
E altrove, no?

Oppure perchè in altri luoghi - QUI ENTRANO IN BALLO GLI STEREOTIPI E LE TRADIZIONI INVENTATE MA REALI: IL PESO DELLA STORIA (CIT.) - tutto avviene in forma più sfumata, non così eclatante e onnipervasiva, come invece nel caso del nostro Settore?

Rispondere a questa domanda, significa anche interrogarsi sulle possibili soluzioni.

Citazione di: FantaTare il 28 Mag 2022, 21:16
Tre possibilità.
1) La Maggioranza Silenziosa si politicizza, si organizza e scaccia gli Ultras Lazio dalla Curva Nord - impossibile per me (e poi: quante anime ha questa maggioranza? E chi lo sa?).
2) Gli Ultras Lazio si de-politicizzano - impossibile in questo Millennio.
3) La Società prende posizioni nette e inequivocabili su questi temi - possibile, ma non con Lotito, lui stesso un marchio destro: Bertarelli  potrebbe tenere gli UL fuori dal suo Alinghi Stadium, per dire!

La situazione è di difficilissima soluzione - stereotipi mediatici, leggende fascistissime e un Nero Zoccolo Duro che viene da lontano.

Povero il liberale e massone Luigi Bigiarelli! se glielo avessero detto... Probabilmente non ci avrebbe creduto!

Per me, gli Ultras sono come il "numero 10" che copre ma non rincorre ossessivamente gli avversari, perchè deve semplicemente smarcarsi ed essere il primo a ricevere il pallone, per dribblare, inventare e far ripartire l'azione: si può anche giocare senza, ma il Calcio non è la stessa cosa senza di lui.
Tenere fuori gli Ultras da una Curva sarebbe doloroso.

Per risolvere questo dilemma - ancora prima che chiederci come eliminare il neo/fascismo dagli stadi - qualcuno dovrebbe anche cominciare a chiedersi come diavolo sia stato possibile che ci siano finiti dentro, a una Curva, i neo/fascisti: ma non da oggi - da quasi cinquanta anni, in forma più o meno spettacolare, goccia dopo goccia ('70/'80) sino a tracimare ('90/2000)!
Bisognerebbe chiedersi da dove vengono fuori - e perchè - persone che pensano e agiscono in questa maniera.

Nel caso della Lazio e della sua Frangia Estrema - della falsavera contrapposizione con la Sud abbiamo detto - forse giova ricordare il peso e il radicamento urbano che le organizzazioni criminali e i movimenti neofascisti extraparlamentari hanno avuto (e hanno, dopo la disgregazione dell'MSI e la relativa rilevanza di ciò che ne rimane) nella Capitale.
Un fattore - anche quello dei movimenti neo/fascisti - di lunga dutrata e che non ha caso si evolve di pari passo con la "fascistizzazione assoluta o maggioritaria" delle curve delle due squadre romane.
Tanto più forte si mantiente il Nero Sottobosco della Capitale (1990-...) tanto più forti saranno i movimenti neofascisti nelle curve romane ed italiane.
Perchè questi movimenti - pur limitati nei numeri elettorali e nell'influenza diretta sui "Grandi Giochi Politici Economici Culturali" - riscuotono comunque un discreto successo, soprattutto a livello locale?

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Citazione di: orchetto il 31 Mag 2022, 17:57

EDIT: Al di là di quello che facciamo noi Laziali - singoli o gruppi più o meno piccoli - conta soprattutto come veniamo percepiti: "ieri, oggi e domani" (cit.).
Come è possibile che già fra gli anni '60 e '70 un napoletano gridi ad un laziale "fascista!"; così come un fiorentino qualche anno dopo; così come un calciatore del Perugia, nello stesso periodo?
Perchè un giornalista già allora insinuava dubbi sul fatto che i laziali fossero fascisti?
Perchè un libro intitolato "Il Calcio: una Repubblica di Destra?", nel 1977 mette Sollier in copertina (99%), bersagliato di oggetti, proprio allo Stadio Olimpico, in una gara contro la Lazio? Non c'erano altri episodi simili da mettere, in copertina?
Perchè nei film il Laziale è un Padrone Benestante e il Romanista un Umile Lavoratore - già negli anni '80, raccogliendo steretotipi di lunga durata, e poi ancora nel 2000?
Perchè Montesano è visto come un Fascista mentre il compianto Proietti dialogava spesso amabilmente - in prima serata tv - col Compagno Giallorosso Diego Bianchi?
Etc Etc Etc.

Possibile siano tutti della ASR?
E noi vittime solo di un Grande Complotto?


Gio

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Per me, ma sono io lo so, un po' e pure la ricostruzione ad essere un po' fallace. Poichè molti ormai sono convinti che oggi Lazio = Fascismo, quando ricostruiscono il passato cercano le conferme e sottostimano ciò che non torna. Molti stanno dicendo che fino agli anni '90 di politica non si parlava allo stadio (ed io per la mia esperienza lo confermo) eppure non ci passa dalla testa che già negli anni '70 eravamo fascisti.
I fedayn (ma pure le Brigate e i Commandos di Milano e chissà quanti me ne dimentico ) erano di sinistra (molto di sinistra) eppure lo stadio della Lazio è stato occupato dai fascisti perchè quelli di sinistra non si volevano distrarre col calcio etc.

Anche la situazione oggi è molto migliorata rispetto agli anni '90 quando le pezze con le svastiche erano esposte, di qua e di là, senza troppo scandalo, e i fascisti andavano a fare le spedizioni punitive (vedi Brescia) eppure oggi sembra molto peggiore.
Secondo me bisognerebbe riconsiderare un po' tutto.

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Citazione di: Gio il 31 Mag 2022, 20:47
Per me, ma sono io lo so, un po' e pure la ricostruzione ad essere un po' fallace. Poichè molti ormai sono convinti che oggi Lazio = Fascismo, quando ricostruiscono il passato cercano le conferme e sottostimano ciò che non torna. Molti stanno dicendo che fino agli anni '90 di politica non si parlava allo stadio (ed io per la mia esperienza lo confermo) eppure non ci passa dalla testa che già negli anni '70 eravamo fascisti.
I fedayn (ma pure le Brigate e i Commandos di Milano e chissà quanti me ne dimentico ) erano di sinistra (molto di sinistra) eppure lo stadio della Lazio è stato occupato dai fascisti perchè quelli di sinistra non si volevano distrarre col calcio etc.

Anche la situazione oggi è molto migliorata rispetto agli anni '90 quando le pezze con le svastiche erano esposte, di qua e di là, senza troppo scandalo, e i fascisti andavano a fare le spedizioni punitive (vedi Brescia) eppure oggi sembra molto peggiore.
Secondo me bisognerebbe riconsiderare un po' tutto.

Ciao, gio :-)

Il punto, credo, stia in ciò: come sempre sta nelle proporzioni.

EDIT. Ma non solo: il punto sta anche nel modo in cui gli altri ci percepiscono.
Non è che eravamo noi a dirci che eravamo fascisti: ce lo dicevano! : D - sulla frequenza, vedi dopo
Ma perchè ce lo dicevano, allora?
Perchè a noi, sì - e alla Sudde no?


EDIT. Perchè Sollier quel casino non lo faceva a Roma-Perugia?
Chiaro?


----

Prima degli anni '90 (1968-1970: non indietro) non è che la politica - perchè non se ne "parlava" - non ci fosse (vedi: palo, geddie, rozzoni, quintino, etc etc).
La politica c'era - ma si esprimeva in forme meno ossessive, identitarie, clamorose, onnipervasive, etc etc: in poche parole NON IN FORME RITUALI E DUNQUE COLLETTIVE, RIPETUTE, SCANDITE NEL TEMPO, TUTTE LE DOMENICHE. Come a messa, invece, quando si legge il libricino dei canti :-)

Nel messale degli anni '70/ '80 (il messale calcistico, per carità!) seppure trincerato dietro lo striscione Viking o Fedayn (sigle politicizzate) tu non trovavi scritto: gialllrossoebreo, laziolivornostessoforno, ragazzidiBuda, Duce!Duce!, etc etc.
Ma ci trovavi: Roma M*Merda e Forza Lazio - solo questo.
Il resto (boiasollier, chinagliagridodibattaglia, falcaomao, bellaciao, etc etc) ce lo trovavi: ogni tanto.
C'ERA (SPESSO SOLO IN POTENZA).
Ma solo ogni tanto, lo vedevi o sentivi.

----

Oggi ('90/2000) TUTTO QUESTO in molte curve italiane è divenuto RITUALE: ovvero, ripetuto, codificato, RESO IDENTITARIO.
Da dove lo deduciamo, Gio?
Lo deduciamo... dai cori, dalle bandiere, dai gesti, dai buuuu regolari, dagli stendardi, dagli striscioni, etc etc.

----

QUESTA È LA DIFFERENZA fra la politica degli anni '70/'80 e quella di oggi, negli stadi.

----

Sottolineo ancora che NEL CASO ROMANO (tradizione "nera" inventata ma reale del laziale + gruppetti romanisti "neri" più o meno egemoni) un ruolo decisivo - nella virulenza del fenomeno  - gioca la presenza fuori dagli stadi di una Storica Destra (LA DESTRA ROMANA) molto radicata nel tessuto cittadino - legalmente o illegalmente che sia.

----

Dici bene, Gio: oggi, la Curva Nord pare un po' più edulcorata (mecoj... :=))).
Ma perchè?
Perchè è cambiato il clima socio-culturale, in Italia, che è meno incline a tollerare PUBBLICAMENTE/ISTITUZIONALMENTE/ALLA LUCE DEL SOLE (poi, le collusioni, sono un altro discorso) l'esposizione di tali simboli o la professione di fede in tali valori, più o meno tragici o giustificati che siano.
Negli Stati Uniti, si parlerebbe di "politicamente corretto", quale codice prevalente di legittimazione di un discorso pubblico - nel bene e nel male.
Oggi, quelle bandiere con le svastiche e le celtiche sarebbero sequestrate dalla Polizia.
Ieri (anni 90/primi 2000) non lo so.
Tuttavia - SICCOME SIAMO A ROMA...  :fish: SICCOME SIAMO NEL LAZIO, DOVE NEL REATINO PUOI TROVARE UNA COLLINA CON LA MEGASCRITTA "DVX"...:fish: - un vessillo un filino meno esplicito in Curva, comunque, te lo puoi portare dietro... tipo il famigerato Bandierone Marciatore Giallorosso!

ma che so' fascisti, i romanisti? ma che davero? e allora Diego Bianchi? e allora De Gregori? e allora Gigi Proietti? e allora Testaccio? e allora il Mattatoio?

(ma che NON so fascisti, i laziali? ma che davero? e allora Enrico Montesano? e allora Fini e la moglie? e allora Lotito? e allora il falconiere? e allora la Curva Nord? e allora l'Aquila? e allora Prati? e allora i Parioli? etc etc)

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È come con il Papa.
"Lo Sport è un vizio del Capitalismo!
Disertate!
Lo diceva pure Marx!"

(intellettuale X dell'epoca - il partito era più moderato).
Poi - come per il cattolico, che tanto lo fa lo stesso - libertà di coscienza!

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Lo svuotamento/riempimento degli spalti non è meccanico, Gio.
Naturalmente, c'erano dei gruppi organizzati di sinistra negli stadi - nemmeno pochi, un tempo!
Ma la sinistra aveva tante anime... e poi, per vivere, bisogna integrarsi: o no?

I "Laziali di Sinistra" non è che disertarono: probabilmente - e più semplicemente - la "Minoranza Nera" risultò essere meglio organizzata e capillare di loro, divenendo alla lunga egemone - e non credo solo per ragioni strettamente legate alle dinamiche da stadio: quello, più la mistificazione strumentale della Storia della Lazio (Prati) da parte di tali Minoranze Organizzate - una Storia Nobile e Gloriosa che a certe letture improvvide si poteva suo malgrado prestare - anche di fronte alla necessità di distinguersi in tutto e per tutto dal cugino (Testaccio), nel clima "Rossi vs Neri" successivo al '68.

Quintino

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Lazionetter
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Nei primi '90 si ebbe la cacciata dell'estremista di sinistra De Paola dalla Lazio. Alla fine dei '70 Maurizio Montesi di Lotta Continua giocava con noi ma mai la sua appartenenza politica fu motivo di discussione.

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