Citazione di: Palo il 31 Mag 2022, 10:07
Ho letto con interesse l'intervento di Rozzoni 1953 (più o meno mio coevo) e mi ci ritrovo parecchio, se non del tutto.
Poi
Questo intervento del "colorato" FantaTare riporta dati e fatti che condivido pienamente. Io, proprio perché ho visto Leonida e Luciano negli anni a cavallo dei 60 e 70, e poi ho visto la "mutazione" con il tassinaro, proprio perché ricordo quello che si diceva intorno allo spogliatoio della Lazio scudettata ("tutti fascisti", a dispetto dei Maestrelli o Frustalupi), proprio perché a Firenze, ad 1976, non ero andato in curva e in tribuna, dopo lo splendido gol di Giordano, esultai smodatamente e arrivai vicinissimo allo scontro fisico perché come reazione mi beccai del "laziale fascista" da alcuni vicini di posto.
Negli anni 60 allo stadio c'erano molti campanacci, di quelli che si appendevano al collo delle vacche che tiravano i carretti quando scendevano a portare il prodotti della terra al mercato rionale. Campanacci pitturati di bianco e azzurro.
Le immagini che mi tornano alla mente dello stadio negli anni 60 sono 'sti campanacci, i pacchi di sale gettati a scopo scaramantico dai tifosi verso il campo e le litigate quando pioveva "e chiudete sto cazzo di ombrello", che finivano ad ombrellate e con un abbraccio. sorvolo sulla ciriola con la fettina panata o sull'esercizio pseudo-olimpico del lancio dell'arancia
Ed i cori erano esattamente quelli citati da Rozzoni! A scuola ci chiamavano "burini", non fascisti. Che era un buon motivo per fare a botte lo stesso, eh! Ma quello era il tono. Vero che, anche in virtù del notevole sovrannumero (che innegabilmente c'era) generalmente le prendevi e subivi anche luride [...]e, tipo scatarrate e altre umiliazioni (che hanno generato il profondo odio che provo per quelle merde).
Poi sono arrivati gli anni del tassinaro. Già ci eravamo trasferiti a Pescara e venivo molto meno a Roma allo stadio. Ovviamente vissi molte partite delle stagioni 72-73 e 73-74, compresa Lazio Juve 3-1 e, chiaramente, Lazio Foggia...
E qualche "giovinezza..." l'ho sentito. Basta campanacci, basta sale, meno "burini" più parioini.
Disclaimer: queste sono le mie sensazioni e quello che ricordo io.
Ciao, Palo :-)
Grazie per il tuo intervento: dettagliato e interessante.
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Il punto - oltre al "salto di qualità" (cit.) della esplicita politicizzazione dei Gruppi Ultras a partire dagli anni '70, divenuta poi rituale negli anni '90 - il punto sta nella percezione che gli altri (Opinione Pubblica Generale, Tifosi = Mass-Media) hanno della Lazio: della sua Storia e delle sue Tradizioni (più o meno "inventate", alcune non "vere", ma tutte "reali": perchè la "vita quotidiana" producuno, nel bene e nel male).
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Sul rapporto "Lazio-Pariolino" / "Romanista Testaccino".
Come ho proposto altrove, a suon di stereotipi falsi ma non per questo meno reali.
nel quarantennio di "Italia Liberal-Borghese" (SS Lazio 1900) e "Italia Fascio-Popolare" (ASR 1927):1)"Lazio Borghese (1900-1968)" vs "Roma Popolare (1927-1968)".col mitico '68 diventa:2)"Lazio Fascista (1968-1989)" vs "Roma Comunista" (1968-1989).con la dissoluzione del "Comunismo Dispotico Reale" diventa:- "Lazio Fascistissima (1990-...)" vs "Roma Fascistella, ma so' regazzi, ma so' infiltrati, la TRADIZIONE STORICA della Sud (SE VERA O FALSA È SEMPRE REALE) è un'altra, etc etc".----
Il cinema è uno straordinario, tragicomico, pittoresco, caleidoscopio di "Luoghi Comuni" - falsi, dunque veri.
Fa riflettere come a distanza di circa 20 anni (il film
"L'arbitro, il tifoso, il calciatore", 1982 - assorbe decenni di stereotipi precedenti
di lunga durata - il film "
Tifosi", 1999, tali stereotipi attualizza) il Laziale sia sempre rappresentato allo stesso modo: un Medio-Borghese Padrone, nel 1977; un Professionista affermato, un chirurgo da "Alto Ceto Medio", nel 1999. Tifosi da Tribuna Tevere e Monte Mario.
Persone benestanti, con un certo stile, dalla parlata semi-colta, di cui è facile immaginare l'orientamento politico (MSI, DC-cons, FI, FDI, Lega, etc, etc.
Coro: "
Giorgio Chinaglia è il Grido di Battaglia!".
Intellettuale doc: Enrico Montesano).
Il Romanista, invece, è sempre un Uomo del Popolo - nella vita fa il piccolo commerciante, esercita professioni modeste: è un piccolissimo borghese, al massimo - se non un vero e proprio popolano, un sottoproletario, uno straccione, un poveraccio, un accattone, un...
scusate! mi stavo facendo prendere! Tifosi da Curva Sud, insomma: plebaglia del genere.
Persone di umili condizioni ma di buon cuore, grossolane, rozze, dalla parlata sgrammaticata e fortemente dialettale, di cui non è difficile immaginare l'orientamento politico (PCI, PSI, PD, etc etc -
scusate, se ho messo il PD, ma non posso farci niente! seguendo i flussi elettorali, dovrei mettere piuttosto Lega e M5S.
Coro:
"Ma quale Berlinguer! Ma quale Mao! Falcao, Falcao!".
Intellettuale doc: Gigi Proietti).
Il capitano della Roma è: il coatto ma fortissimo Totti (De Rossi).
Il capitano della Lazio è: l'elegante e fortissimo Nesta (Mauri).
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Personalmente, io sono uno squattrinato
de sinistra.
Però, lo "Stile Laziale" provo a salvaguardarlo sempre - le apparenze, almeno quelle!
Un abbraccio, Palo.


Citazione di: Quintino il 31 Mag 2022, 10:38
Confermo il racconto dell'amico Rozzoni. L'avvento dei fascisti dopo il 68 fu generato dal disimpegno verso il tifo calcistico di tantissimi giovani che, attivi sui temi politici di sinistra, videro nel calcio l'espressione borghese di distrazione di massa. I fascisti, emarginati politicamente, progressivamente andarono a colmare questo vuoto.
Ciao, Quintino :-)
Grazie anche a te.
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L'interpretazione che dai - ovvero il sostanziale
snobismo della Cultura di Sinistra (quella Storica e in particolare quella Comunista 1921-1989, molto meno quella Socialista - la sinistra di oggi, minuscolo, è un'altra cosa, al di là delle tradizioni tragicomicamente rivendicate) lo snobismo rosso nei confronti dello Sport, e del Calcio in particolare, aiuta a capire ad esempio perchè oggi in Italia gli Studi Sociali Sportivi siano così poco rispettati a livello accademico, che vive di formidabili, imbalsamate, pittoresche "Tradizioni Immaginate e Inventate" -
vivere un Dipartimento Universitario per credere!
Per la Sinistra Storica (in particolare, per la Sinistra Comunista, a lungo egemone - la battaglia per l'egemonia culturale - nei "Circoli Colti e Semicolti" del nostro Paese a partire dall'onda lunga del '68) lo Sport e il Calcio, specie quelli professionistici, essenzialmente erano "oppio dei popoli" (cit.), dispositivi di controllo dei corpi e delle menti delle Masse Popolari, organizzate strumentalmente dai Padroni Borghesi.
Le cose in realtà sarebbero un pochino meno semplici; ma non è che poi si sbagliassero più di tanto, in fondo! - solo che oggi le "masse popolari" (con i loro riferimenti politico-ideologici originali e specifici) non ci sono più; al pari dei "piccolo-medio-grandi borghesi": ormai la partita tutta tecnocratica e sindacale dei "differenziali di reddito" (non certo la disputa per l"egemonia culturale: la "cultura" di fatto è solo una! benemerite nicchie a parte) si gioca solo nel "Grande Campo del Ceto Medio Alto e Basso".
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L'eccezione più famosa alla "Interdizione Rossa allo Sport" fu l'"Esule Partitico" nonchè l'"Eretico Scomunicato" Pier Paolo Pasolini, sempre
gentilmente scorretto: grande appassionato di Calcio, nonchè contributore più o meno assiduo - fra le tante cose - del mitico Guerin Sportivo.
https://www.rivistacontrasti.it/pallone-come-terapia-pasolini-calcio/----
Questa intervista a Paolo Sollier, invece, nella parte introduttiva circostanzia meglio ciò che @Quintino intendeva dire:
http://storiefuorigioco.altervista.org/paolo-sollier-calci-sputi-e-colpi-di-testa/?doing_wp_cron=1653942339.2380650043487548828125----
Tale libro d'antiquariato - sempre in riferimento al messaggio di @Quintino - è ancora più evocativo, a proposito del rapporto fra "Sinistra Storica 1921-1989" e Calcio:
Maurizio Naldini, Il Calcio oggi: una Repubblica di Destra?, 1977:
https://www.maremagnum.com/libri-antichi/il-calcio-oggi-una-repubblica-di-destra/156669514 .
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Faccio notare come in copertina ci sia proprio la "Icona Laica Rossa" Paolo Sollier, con la sua bella maglietta del Perugia (la cui curva ha una forte tradizione di Sinistra) mentre si difende - grazie alla Polizia ("
boia!, boia!, boia! - Sollier e i poliziotti) da un copioso lancio di oggetti, provenienti da una Curva.
Se immaginiamo che quella Curva possa essere proprio quella della Lazio (cit. intervista a Sollier) potete capire bene come GIÀ NEGLI ANNI '70 (-2022: fanno circa 50 anni di Fascismo Laziale: e scusate se è poco!) lo stereotipo "Lazio-Fascio" fosse non solo legittimato dall'opinione pubblica; ma forte e potente.
Altro che complotto dell'Intellighenizia Giallorossa!
Al massimo - ad esser buoni - non solo, ma anche (semicit.) .
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Un abbraccio anche a te, Quintino.
Sia benedetta LazioWiki.