Due cose due:
1) la pubblicità meloniana non viene decisa dai singoli siti, ma c'è di mezzo, ad esempio, Google Analytics e roba del genere. Basta che scriviate meloni, magari perché cercate una ricetta culinaria a base di frutta, ed ecco Giorgia spuntare ovunque.
2) Il "porca puttana" o il "mannaggia la miseria" che infastidiva mia nonna ci portano su un terreno alquanto scivoloso. Si potrebbe dire che tutto sta a una certa sensibilità a non travalicare superare certi steccati. Il problema è (e lo dimostra la questione bestemmia): chi decide quale sia la sensibilità da rispettare? Perché anche quella è soggettiva. Faccio esempi da non prendere sul serio perché portati all'eccesso: "porco due (o Diaz o dena)" può offendere un credente perché bestemmia mascherata, ma pur sempre bestemmia; per "Maremma maiala" un animalista ti si mangia e tutto il resto (in fondo quanti maiali vengono ammazzati, e tu, come per il termine porco/a, usi il suo nome per offendere); "mannaggia er clero" vallo a dire in chiesa durante una messa (ho usato chiesa in minuscolo per introdurre le sensibilità che si sentono offese nel vederla sminuita).
Questo per dire che il discorso è molto complesso, ed è sbagliato tanto ridurlo a una battuta, quanto riportarlo solo e soltanto a una questione sessista.
Però mi e vi chiedo, fino a che limite ci si può spingere sia da un lato che dall'altro?
PS. Ricordo un pezzo di Benigni sui dieci comandamenti molto interessante sul tema, perché anche ridere può fare riflettere