Citazione di: italicbold il 24 Ago 2023, 09:56
Attenzione, pero', e lo dico da bestemmiatore seriale. O teniamo in conto la sensibilità di tutti (o almeno cerchiamo di farlo al massimo delle nostre possibilità) o rischiamo di disinnescare il richiamo a una maggiore attenzione nei confronti di chi si sente offeso. Perché mettiamo dentro al nostro ragionamento una gerarchizzazione tra sensibilità che è per forza di cose soggettivo e rischia di fare una classifica tra sensibilità che annullerebbe, in gran parte, lo sforzo.
Questa discussione è molto interessante perché, lo ammetto, non avevo questa percezione offensiva del porca puttana (Qui in Francia, come sai, putain come intercalare lo dice anche Macron nel discorso di capodanno). E, come è stato detto da tanti, è un lavoro che ogni deve fare su se stesso prima di tutto.
io penso che invece, più onestamente, è proprio il confronto e a volte lo scontro tra sensibilità soggettive che porta poi ad assetto contemporaneo.
Il "teniamo conto di tutti" liberale palesa proprio in discorsi del genere il suo gigantesco limite dato dal suo essere astratto e dunque la sua inapplicabilità effettiva.
è esattamente lo stesso discorso che potremmo fare sulla giustizia (o verità giuridica) o sulla tolleranza.
Il principio liberale è assoluto. Ma nella sua assolutezza si perde, rischia di andare in tilt.
Perché se davvero dovessimo tener conto di tutti davvero non si potrebbe dire nulla.
Perché tenere conto di ogni sensibilità ci conduce al mutismo, potrei dimostrarlo abbastanza facilmente. C'è chi potrebbe sentirsi offeso dal porco cane (antispecisti), dal porco cazzo (sessuato), dal porca merda (volgare).
Un ancoraggio è invece necessario e secondo me il pensiero moderno deve arrendersi al fatto che sia soggettivo. Che questa benedetta scelta deve compierla e quindi il risultato non è un rispetto oggettivo ma il risultato di uno scontro (politico). Che no, non c'è una bilancia assoluta. Non esiste. Non è possibile. O meglio, dovrebbe essere talmente omogenea che finirebbe per spianare tutto.
Occorre invece accettare che no, non rispettiamo tutti.
E che si, lo scegliamo soggettivamente chi rispettare e chi no.
E che quindi a livello sociale il confine tollerabile/intollerabile sarà dato da quello che gramsci avrebbe definito "blocco storico". Ossia una particolare combinazione sociale, politica, economica e culturale che definirà in base ai rapporti di forza generali questi confini.
Che cambieranno dinamicamente in base a come evolveranno le cose.
Quindi io rivendico con consapevolezza il rispettare alcuni e NON rispettare altri.
Così come il rivendicare rispetto per alcuni e non per altri.
Si va in tilt solo se si pretende di trovare un criterio oggettivo (che questo ragionamento fa chiaramente saltare) o se non si contempla il conflitto e si pensa che questo ragionamento porti al caos.
No, non porta al caos, porta alla realtà concreta, dove ci sono punti di vista confliggenti e dove alcuni vincono, altri perdono, altri ancora si combinano andando a formare l'ideologia dominante (ideologia non come mistificazione ma dispositivo epistemologico).
L'ipocrisia sessista e razzista oggi è che non rispetta, ma non si degna manco di difendersi questa posizione. Vuole essere sessista (razzista) ma non vuole passare per tale.