La Lazio è ANTIFASCISTA!

Aperto da Goceano, 20 Lug 2021, 11:47

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FatDanny

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Citazione di: Aquila Romana il 12 Apr 2024, 11:14
magari un bel lupacchiotto, che ne pensi ?

Beh meglio romanista che nazista.
Ma temo che parte importante del problema riguardi il fatto che molti laziali non sarebbero d'accordo.

tommasino

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Citazione di: carpelo il 12 Apr 2024, 11:34
Quale è la differenza tra la felpa di Radu e la maglia Hitlerson?
Per l'allontanamento a vita dallo stadio stiamo aspettando il riconoscimento da parte della questura?
il "tifoso" con l'ignobile maglia è stato daspato dal questore per 5 anni; potrebbe fare lo stesso per radu.

Siculatium

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si potrebbe tranquillamente vivere senza Radu in curva

Aquila Romana

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Citazione di: FatDanny il 12 Apr 2024, 11:36
Beh meglio romanista che nazista.

Tu escludi a priori che possa crescere Laziale e non nazista ?

É talmente tanto radicata in te l'equazione Laziale = nazista che l'unica via di fuga ė non farlo diventare un tifoso della Lazio ?

Io non la penso cosí

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Gulp

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Fu così che il figlio di RG-Lazio divenne tifoso dell'Hoffenheim

Achab77

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Citazione di: Aquila Romana il 12 Apr 2024, 12:27
Tu escludi a priori che possa crescere Laziale e non nazista ?

É talmente tanto radicata in te l'equazione Laziale = nazista che l'unica via di fuga ė non farlo diventare un tifoso della Lazio ?

Io non la penso cosí

È vero, ma ti faccio il mio esempio.
Ho un figlio di 9 anni innamorato della Lazio e soprattutto dello stadio.
Mi sta cominciando a chiedere di certe parole e di certe frasi usate nei cori, e qualche volta è tentato di ricantarle a sua volta pensando che siano parti integranti del suo tifo.
"La cantano i tifosi della Lazio, che problema c'è?".
Ora, non voglio sembrare un genitore superficiale o ancora peggio un ignorante qualunquista, però io adesso non me la sento molto di andare oltre un "no, è sbagliato, è una cosa bruttissima e non devi dirla", perché se lo facessi dovrei spiegare il nazismo, il ventennio e l'olocausto ad un bambino di 9 anni. E preferirei che certe conoscenze arrivassero gradualmente, preparate dalla scuola e ovviamente poi integrate dall'intervento mio e di mia moglie.

In questo senso no, non è esattamente un grosso piacere portare mio figlio allo stadio. Mi mette nelle condizioni di dovergli rovesciare addosso troppe cose extra calcio e extra Lazio. E vado anche in Monte Mario, dove il clima è edulcorato, dove certi cori arrivano meno forti e comprensibili e dove la quantità di loschi figuri è quantomeno limitata.
Non oso immaginare cosa succederebbe se andassimo in altri settori (DSE a parte, esperienza che proveremo).
Adesso forse capisco perché mio padre, peraltro uomo convintamente di destra, cominciò a portare me e mio fratello con maggiore continuità allo stadio dopo i 12 anni.

FatDanny

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Citazione di: Aquila Romana il 12 Apr 2024, 12:27
Tu escludi a priori che possa crescere Laziale e non nazista ?

É talmente tanto radicata in te l'equazione Laziale = nazista che l'unica via di fuga ė non farlo diventare un tifoso della Lazio ?

Io non la penso cosí

Assolutamente no, ma fai finta di non capire.
La tua ironia è fuori luogo perché di tutte le piaghe che possano capitare di sicuro romanista è migliore che far parte della feccia che tifa nazio.
Ma vedo che achab te l'ha spiegato perfettamente qual è il problema

Aquila Romana

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Citazione di: Achab77 il 12 Apr 2024, 13:33
È vero, ma ti faccio il mio esempio.
Ho un figlio di 9 anni innamorato della Lazio e soprattutto dello stadio.
Mi sta cominciando a chiedere di certe parole e di certe frasi usate nei cori, e qualche volta è tentato di ricantarle a sua volta pensando che siano parti integranti del suo tifo.
"La cantano i tifosi della Lazio, che problema c'è?".
Ora, non voglio sembrare un genitore superficiale o ancora peggio un ignorante qualunquista, però io adesso non me la sento molto di andare oltre un "no, è sbagliato, è una cosa bruttissima e non devi dirla", perché se lo facessi dovrei spiegare il nazismo, il ventennio e l'olocausto ad un bambino di 9 anni. E preferirei che certe conoscenze arrivassero gradualmente, preparate dalla scuola e ovviamente poi integrate dall'intervento mio e di mia moglie.

In questo senso no, non è esattamente un grosso piacere portare mio figlio allo stadio. Mi mette nelle condizioni di dovergli rovesciare addosso troppe cose extra calcio e extra Lazio. E vado anche in Monte Mario, dove il clima è edulcorato, dove certi cori arrivano meno forti e comprensibili e dove la quantità di loschi figuri è quantomeno limitata.
Non oso immaginare cosa succederebbe se andassimo in altri settori (DSE a parte, esperienza che proveremo).
Adesso forse capisco perché mio padre, peraltro uomo convintamente di destra, cominciò a portare me e mio fratello con maggiore continuità allo stadio dopo i 12 anni.

Achab, comprendo le tue premure, ma temo che non riuscirai a tenere isolato tuo figlio, in questa società che oramai vede i giovani essere iperconnessi alla rete dei social già in giovanissima età, (a meno che tu non decida di isolarlo in una bolla che lo tagli fuori dalla vita reale)

Vale la pena privarlo di una gioia come la Lazio quando magari poi gli arriva sullo smartphone un video di Al Jazeera sul genocidio di Gaza ?

Citazione di: FatDanny il 12 Apr 2024, 13:42
Ma vedo che achab te l'ha spiegato perfettamente qual è il problema

Nessun problema, fortunatamente

Ho risposto ad entrambi in unica soluzione

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Accollonio

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Scusami AR ma la pericolosità per il bambino è quella che normalizzi quello che sente allo stadio perché c'è il fattore identitario di mezzo (per il bambino il punto di riferimento è "buono"..semplifico un po) non che debba essere protetto dai mali del mondo.
In tutta la sua innocenza, come fai a non percepire il rischio della domanda
"La cantano i tifosi della Lazio, che problema c'è?".
?

Io poi in linea teorica sarei per lo spiegare. Certo però che se andare allo stadio, per un genitore, deve diventare l'educazione all'antifascismo del figlio, capisco se uno ci pensa due volte.

mr_steed

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Citazione di: FatDanny il 12 Apr 2024, 13:42
Assolutamente no, ma fai finta di non capire.
La tua ironia è fuori luogo perché di tutte le piaghe che possano capitare di sicuro romanista è migliore che far parte della feccia che tifa nazio.
Ma vedo che achab te l'ha spiegato perfettamente qual è il problema

comunque mi sembra che, da certe prese di posizioni quasi quotidiane dei loro "gruppi della lupa", un qualche intento di "fascistizzazione" della curva sud sia già in atto... non è detto che ci riescano,  quanto meno al livello in cui sono riusciti quelli della nord a infiltrarsi in quasi tutto lo stadio, ma se non ci provano in concomitanza di questa legislatura non so quando gli ricapiterà un momento maggiormente propizio...

Adler Nest

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Citazione di: Accollonio il 12 Apr 2024, 14:39
Scusami AR ma la pericolosità per il bambino è quella che normalizzi quello che sente allo stadio perché c'è il fattore identitario di mezzo (per il bambino il punto di riferimento è "buono"..semplifico un po) non che debba essere protetto dai mali del mondo.
In tutta la sua innocenza, come fai a non percepire il rischio della domanda
"La cantano i tifosi della Lazio, che problema c'è?".
?

Io poi in linea teorica sarei per lo spiegare. Certo però che se andare allo stadio, per un genitore, deve diventare l'educazione all'antifascismo del figlio, capisco se uno ci pensa due volte.

Però dovrebbe chiamarsi educazione e dialogo tra genitore e figlio. Che deve essere preparato a cosa c'è fuori.
Io ti porto allo stadio e di dico ciò che va bene e ciò che non va bene.
Altrimenti quando vorrà giocare a calcio in una squadretta (esempio a caso),e non puoi certamente evitarlo,  e sentirà i genitori appesi alle reti sbavare e imprecare contro allenatore, avversari, compagni magari di colore, esternando li peggiori comportamenti, non sarà pronto.
La vita fuori è una giungla.

paolo71

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Citazione di: FatDanny il 12 Apr 2024, 11:36
Beh meglio romanista che nazista.
Ma temo che parte importante del problema riguardi il fatto che molti laziali non sarebbero d'accordo.

questa per me te la potevi risparmiare.

Citazione di: Achab77 il 12 Apr 2024, 13:33
È vero, ma ti faccio il mio esempio.
Ho un figlio di 9 anni innamorato della Lazio e soprattutto dello stadio.
Mi sta cominciando a chiedere di certe parole e di certe frasi usate nei cori, e qualche volta è tentato di ricantarle a sua volta pensando che siano parti integranti del suo tifo.
"La cantano i tifosi della Lazio, che problema c'è?".
Ora, non voglio sembrare un genitore superficiale o ancora peggio un ignorante qualunquista, però io adesso non me la sento molto di andare oltre un "no, è sbagliato, è una cosa bruttissima e non devi dirla", perché se lo facessi dovrei spiegare il nazismo, il ventennio e l'olocausto ad un bambino di 9 anni. E preferirei che certe conoscenze arrivassero gradualmente, preparate dalla scuola e ovviamente poi integrate dall'intervento mio e di mia moglie.

In questo senso no, non è esattamente un grosso piacere portare mio figlio allo stadio. Mi mette nelle condizioni di dovergli rovesciare addosso troppe cose extra calcio e extra Lazio. E vado anche in Monte Mario, dove il clima è edulcorato, dove certi cori arrivano meno forti e comprensibili e dove la quantità di loschi figuri è quantomeno limitata.
Non oso immaginare cosa succederebbe se andassimo in altri settori (DSE a parte, esperienza che proveremo).
Adesso forse capisco perché mio padre, peraltro uomo convintamente di destra, cominciò a portare me e mio fratello con maggiore continuità allo stadio dopo i 12 anni.

Tuo padre credo lo abbia fatto per le parolacce non per altro, secondo me.
Magari provate a portarli in curva sud, la settimana dopo che c'è la Lazio, i vs pargoletti...sicuramente saranno in una zona protetta dalle brutture del mondo...

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Accollonio

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Adler sono d'accordo sul dialogo, per questo ho scritto "in via teorica sarei per lo spiegare".
Ho usato il condizionale perché figli non ne ho.
Però non riesco a biasimare un genitore che non vuole che anche la domenica allo stadio in famiglia divenga la trincea dove educare il figlio all'antirazzismo, all'antifascismo, spiegare cosa sia la misogenia e tutte quelle manifestazioni che sono ben oltre, a livello di complessità, dello "[...]" detto all'arbitro.



MisterFaro

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Citazione di: paolo71 il 12 Apr 2024, 15:31
questa per me te la potevi risparmiare.

...
Magari provate a portarli in curva sud, la settimana dopo che c'è la Lazio, i vs pargoletti...sicuramente saranno in una zona protetta dalle brutture del mondo...

Citazione di: paolo71 il 12 Apr 2024, 15:31
questE per me te lE potevi risparmiare....


paolo71

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Achab77

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Scusate, rispondo genericamente a chi mi ha quotato:

è ovvio che non sono meravigliato di quello che succede in uno stadio. Ed è anche vero che spiegare è la via per rendere maggiormente edotto un bambino sui confini dell'ambito in cui si trova, soprattutto ad una partita di calcio dove storicamente vive un ambiente popolare e senza filtri, in cui i limiti di una buona educazione si scontrano con il bisogno di sfogarsi e di interagire con lo spettacolo.

Quello che secondo me è "troppo" è il clima che c'è da noi: so che adesso solleverò un polverone, ma un paio di volte siamo anche andati a vedere la nazionale italiana. Vi confesso che quando gioca la Lazio e un giocatore di colore avversario ha la palla ho sempre il brivido dell'arrivo più o meno udibile degli ululati. Quelle volte invece in cui non c'era la Lazio in campo, vi confesso che è stato un sollievo vedere gli avversari prendere palla e non ricevere alcun verso gutturale simile a quello.

Torniamo a bomba al problema iniziale: quanto è costante e percepibile una certa manifestazione di epiteti, simboli e cori di stampo marcatamente nazifascista quando gioca la Lazio e quanto lo è altrove?
Io credo che se vogliamo fare un ragionamento che vada oltre tutte le elucubrazioni sulla stampa asservita, sui benpensanti antilaziali, e sui veri o presunti complotti che sfruttano quel problema per dare addosso alla Lazio e ai Laziali, dovremmo anche chiederci PERCHÉ su di noi ci sia una tale convergenza nel raccontare la deriva extracalcistica del nostro tifo.

Ripeto, questo non ha niente a che vedere con lo stadio e con la vita in generale. Però ad AR una cosa la vorrei dire: per quanto limitato, per quanto estemporaneo, per quanto il confronto con altri bambini che magari non hanno lo stesso "filtro" dei miei possa incidere, io su determinati feed della realtà e della vita là fuori posso avere un controllo. O quantomeno posso dare una spiegazione sufficientemente esauriente a mio figlio, qualora alcune informazioni uscissero fuori dall'ambito comprensibile di una mente giovane.

Ma che razza di controllo ho sul fatto che coloro che come lui tifano la Lazio pensano di insultare i romanisti dandogli degli ebrei e cantano l'inno nazionale tenendo il braccio teso?
Le parolacce, le bestemmie, gli auguri di morte all'arbitro mio figlio lì ha codificati (a Lazio Milan, quando mi vide controllarmi a stento nell' insultare civilmente di bello, mi disse "ma dai poverino, magari s'è sbagliato"), sa che non si dicono, non gli piace dire quelle cose perché avverte che siano negative in assoluto.
Ma quando si parla di espressioni più dirette e "raffinate" nel significato che vogliono estendere, come dovrei ragionarci?
Vi faccio una provocazione:
"Papà perché dicono romanista ebreo?"
"Perché condividono il pensiero di persone che in un momento storico tremendo decisero che gli ebrei fossero un popolo cattivo da sterminare, anche se non era vero"
"Quindi se condividono quelle idee vuol dire che sono come quelle persone lì. E chi erano quelle persone?"
"I nazisti e i fascisti"
"Ah, quindi i tifosi Laziali sono nazisti e fascisti?"
"Beh, no, cioè si, non tutti, però, ecco, lo fanno anche i romanisti eh? E pure gli interisti!"

Ecco un'ipotesi di scambio sull'argomento con un bambino di 9 anni.
Sbaglio o assomiglia molto a un sillogismo che potrebbe fare e applicare anche un semplice cronista che deve spiegare un fenomeno evidente?

Scusate per la lungaggine.

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Citazione di: MisterFaro il 12 Apr 2024, 01:25
E quando hai la febbre ti preoccupa il termometro?

Come ti ha fatto notare già un altro utente la mia era una seria preoccupazione riguardo la situazione denunciata da alcuni netters. Intendevo dire che se la situazione descritta da quegli utenti, che allo stadio ci vanno da tanto tempo, fosse vera, sarebbe davvero allarmante, spiazzerebbe anche a me che fino ad oggi ho sempre cercato di darmi forza convincendomi che il problema riguardasse una minoranza dello stadio e non tutto quanto

MisterFaro

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Citazione di: Achab77 il 12 Apr 2024, 13:33
È vero, ma ti faccio il mio esempio.
Ho un figlio di 9 anni innamorato della Lazio e soprattutto dello stadio.
Mi sta cominciando a chiedere di certe parole e di certe frasi usate nei cori, e qualche volta è tentato di ricantarle a sua volta pensando che siano parti integranti del suo tifo.
"La cantano i tifosi della Lazio, che problema c'è?".
Ora, non voglio sembrare un genitore superficiale o ancora peggio un ignorante qualunquista, però io adesso non me la sento molto di andare oltre un "no, è sbagliato, è una cosa bruttissima e non devi dirla", perché se lo facessi dovrei spiegare il nazismo, il ventennio e l'olocausto ad un bambino di 9 anni. E preferirei che certe conoscenze arrivassero gradualmente, preparate dalla scuola e ovviamente poi integrate dall'intervento mio e di mia moglie.

In questo senso no, non è esattamente un grosso piacere portare mio figlio allo stadio. Mi mette nelle condizioni di dovergli rovesciare addosso troppe cose extra calcio e extra Lazio. E vado anche in Monte Mario, dove il clima è edulcorato, dove certi cori arrivano meno forti e comprensibili e dove la quantità di loschi figuri è quantomeno limitata.
Non oso immaginare cosa succederebbe se andassimo in altri settori (DSE a parte, esperienza che proveremo).
Adesso forse capisco perché mio padre, peraltro uomo convintamente di destra, cominciò a portare me e mio fratello con maggiore continuità allo stadio dopo i 12 anni.

La tua risposta potrebbe bastare.

Io ci aggiungerei, se pensi sia troppo presto per spiegargli certe nefandezze, una cosa del tipo

"considera che i tifosi della Lazio sono tanti, centinaia di migliaia di persone, non possiamo pensare che siano tutte brave persone, è inevitabile che ce ne siano anche di pessime. E nel caso dello stadio capita purtroppo che le peggiori persone possano essere anche quelle che hanno più interesse a organizzarsi e a provare a imporre i loro disvalori.

Questo vale per tutto, capiterà tra i tuoi amici, capita nei movimenti e nei partiti politici, nelle religioni, è per questo che le brave persone, anche se vorrebbero fare altro, devono in alcuni casi doversi comunque organizzarsi per contrastare i mestatori d'odio"

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MisterFaro

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Citazione di: SSL92 il 12 Apr 2024, 16:33
Come ti ha fatto notare già un altro utente la mia era una seria preoccupazione riguardo la situazione denunciata da alcuni netters. Intendevo dire che se la situazione descritta da quegli utenti, che allo stadio ci vanno da tanto tempo, fosse vera, sarebbe davvero allarmante, spiazzerebbe anche a me che fino ad oggi ho sempre cercato di darmi forza convincendomi che il problema riguardasse una minoranza dello stadio e non tutto quanto

Citazione di: MisterFaro il 12 Apr 2024, 08:09
La battuta però ci stava comunque  ;)

Se risulterà sarcastica o meno ce lo potrà dire lui (se vorrà, nessun obbligo ovviamente)

;) :beer:

FatDanny

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Citazione di: Aquila Romana il 12 Apr 2024, 14:23
Achab, comprendo le tue premure, ma temo che non riuscirai a tenere isolato tuo figlio, in questa società che oramai vede i giovani essere iperconnessi alla rete dei social già in giovanissima età, (a meno che tu non decida di isolarlo in una bolla che lo tagli fuori dalla vita reale)

Vale la pena privarlo di una gioia come la Lazio quando magari poi gli arriva sullo smartphone un video di Al Jazeera sul genocidio di Gaza ?



ma perché rispondi come se Achab avesse detto che vuole proteggere il figlio da ogni male del mondo? Che c'entra Gaza? La questione non è proteggere ma non suggerire una passione che, per assonanze ed egemonie presenti, rischia di far crescere un "giovane balilla" (cit)
Non è che se vai in Tevere ad un certo punto ti arruolano nella jihad, perché nulla della narrazione (cori, modi di vestirsi, di essere, di parlare) va in quella  direzione.
Non capisco quindi, se non per sviare il discorso, perché mettere in mezzo altre cose su cui non c'è il minimo rischio.

Qui il problema è uno e attraversa tutto lo stadio laziale, tutti i suoi settori (o quasi).
Ed è l'egemonia di estrema destra, che non è aperta adesione politica ma appunto la tollerabilità verso i suddetti cori, modi di vestirsi, di essere, di parlare.
Questo pattume che rischia (eufemismo) di rendere l'ambiente laziale una fogna maleodorante, andando a coprire proprio quella molteplicità di cui tanto parli. Perché le puzze forti coprono tutto.

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