Citazione di: FatDanny il 29 Gen 2014, 20:02
bellissimi post gesulio

Non è che non deve essere così, nessuno dice che spariremo del tutto.
E' che gli indiani so valorosi, ma finiscono nelle riserve.
Con grande dignità, a testa alta, ma sempre là rinchiusi se ritrovano.
E noi rischiamo che tifare Lazio diventi la riserva dei valorosi.
Una serie di storie come la tua.
Bello*, romantico**, un esempio di stile***.
ma è davvero augurabile?
Una società sportiva che va in questa direzione quali prospettive avrebbe?
Ridimensionamento, economico e quindi sportivo, alta fidelizzazione dei tifosi e forte caratterizzazione simbolica.
Una sorta di West Ham. Bello, figurate se te dico il contrario.
Ma come tifosi credo che speriamo in altro, proprio perché siamo tifosi.
Non te dico le CL, icampionidermonno stile oltretevere, ma figurate.
Però proprio perché non penso alle CL, un po' de poesia la devi concede.
O di che dovrebbe innamorarsi sto regazzino? Chi difenderà tenacemente 18 contro 1?
La maglia. Si certo, la maglia, so' d'accordo. Ma la maglia te la ricordi pure da chi la indossa.
Se non fosse così Chinaglia se sarebbe perso tra centinaia, migliaia di giocatori che hanno attraversato la Lazio.
E così Gazza... O Sosa... O Nesta... ma pure Zarate, perché vuoi o non vuoi nel recente lo è stato (l'abissale differenza tra gli esempi è voluta).
Coppainfaccia, Hernanes, Kloooooooooseeeeee
Ecco, questo mica vuol dire che ste tre cose le devi inchiodà in eterno. Hernanes ovviamente se ne andrà (mentre la coppainfaccia è per sempre).
Come si ricordava prima, ce so state separazioni peggiori.
Però la poesia guai a stopparla del tutto. Non sia mai.
Mo' parlamose chiaro: questa Lazio due poeti c'ha. Due. E uno se porta appresso qualche annetto e st'estate forse giustamente ce lascia.
Non mi dire che la Lazio non sono solo Hernanes e Klose che lo so pure io.
Io, pe dì, adoro Gonzalez. Ma lo amo proprio.

Ecco, io non vorrei trovamme quest'estate senza poesia e con un problema di più.
Hernanes se ne deve annà quando c'hai il tempo per trovare il prossimo di cui ci innamoreremo.
Ora come ora, non sai sta cosa quanti milioni vale.
*non te, tifà Lazio
** vedi sopra
***vedi sopra sopra
meglio tifare Lazio e diventare riserva dei valorosi che riserva dei rancorosi. purtroppo a questa seconda opzione non siamo molto lontani, caro Danny.
io comunque a proposito di poeti e di sogni, vorrei ricordare come in un certo particolare anno, uscimmo increduli dalle nebbie di Piacenza, dopo un'incornata di Corradi, in testa al campionato.
la settimana dopo, in un olimpico stracolmo e schiumante, dopo il terzo gol di Claudio Lopez, nessuno pensava che non potessimo lottare per il titolo. ci si mise di mezzo Emre, è vero, ma poi andammo pure al Delle Alpi, e fu di nuovo un incredibile trionfo.
ad agosto avevamo venduto nientemeno che Nesta e Crespo, te lo ricordo.
eppure non c'era recriminazione, non c'era lo scontento terribile ed impregnante di questi giorni. c'era un popolo fiero che, colpito al cuore, stava reagendo, con consapevolezza e fomento.
grazie anche a una squadra tosta e tenace come il suo mister. ma c'erano pure i Laziali intorno.
io quella volta ho sognato e a sognare con me c'eravate tutti.
poi ho sognato ancora e ancora, non ultimo dopo il 2-0 con l'Atalanta di circa un anno fa. ma molti Laziali non c'erano già più a fare altrettanto.
poi sì, d'accordo, Hernanes, il personaggio, anzi il poeta. il ragazzo semplice, schivo, umile, che lavora e non vuole i riflettori, tutte cose legittime per cui innamorarsi.
ma non è questo il problema, su. non ci raccontiamo storie, almeno tra di noi. ricordatevi cosa successe quell'anno, l'ultimo in cui sognammo tutti insieme a occhi aperti. ricordatevi che squadra era, piena di
mercenari che da lì a poco se ne sarebbero andati a trovare fortuna altrove.
(mercenari non ovviamente in senso dispregiativo, ma soltanto per certificare quello che accadde nei due anni seguenti, in cui ben pochi sentirono il richiamo della maglia e di una compagine in difficoltà...)
guardate i ragazzi di oggi, con questa maglia. i 6 under 23 scesi in campo oggi a Napoli. come fate a non sussultare.
come avete potuto non godervi una squadra forte, consapevole, ben costruita e ben schierata, che lo scorso anno guardava tutti col binocolo, come Candreva rappresentò perfettamente dopo il rigore col Cagliari. io non ci arrivo, scusate. lasciamo stare che tutti sapevamo non avebbe vinto niente, ma anche in quel famoso dicembre 2002 lo sapevamo.
che cosa è cambiato dall'olimpico spumeggiante di Lazio inter a quello mezzo vuoto, freddo, distaccato di Lazio atalanta e Lazio chievo?
per me non è solo questione di poeti e di comandanti.