Citazione di: italicbold il 20 Dic 2018, 09:28
Sbagli su tutta la linea Pablo. Secondo me, ça va sans dire...
Tarallo diceva altro. Tarallo non rinnega la storia della Lazio.
Tarallo parla di comunicazione.
IB... A me non mi va di fare il copia incolla dei messaggi passati, puoi farlo tu se vuoi e se lo fai ci leggi di "Liberarci del passato", di "tripudio tra Fascetti e Fiorini", "mito degli anni di B", "maglia Bandiera che ha rotto il cazzo", "la palla al pide del 26 maggio", per poi arrivare alla co-jo-nella (si perche quando uno butta in caciara e' co-jo-nella) della buca di Podavini o del 5 a 1 di milano mentre loro vincevano lo scudetto.. a Tara' ma quale commozione ma de che.. ma de chi???
Chi la fa sta comunicazione.. non e' che la famo noi? Perche tutte ste cose oltre a non entrarci un cazzo nel topic stanno solo nella capoccia di chi le ha scritte, secondo me ovviamente, sto "mito" di cui si parla e' totalmente inventato, non esite, sulla Lazio sono stati fatti libri di tutti i tipi, ora e' uscito "Pistole e Palloni", buona parte di quello che si scrive e si trova in libreria tratta di Chinaglia, Maestrelli, Re Cecconi e la Lazio del 74, quello va bene? eppure li non sono solo vittorie, ci sono tradimenti, lutti, se ne po parla' o s'offende qualcuno? Tutti sti libri e articoli sulle gesta di Fascetti e Co.. ma 'ndo stanno, e' un pezzo di storia della Lazio, non "LA" Storia della Lazio, che il gol di Murgia vale piu' di quello di Fiorini e' una tua liberissima interpretazione, sei tu che li metti a confronto (che poi se non ci fosse stato il primo non puoi sapere se sarebbe mai arrivato il secondo), hanno la loro valenza per il momento che hanno rappresentato, siete voi che date i voti, che state creando una contrapposizione e un problema che non esiste, che non riuscite a guardare avanti, non gli altri Laziali legati al passato come una palla al piede, io ad esempio sono serenissimo, e nun me pesa un cazzo.
A me invece tutta sta discussione, e anche il tuo post, mi evidenzia una specie di ossessione verso quegli anni che alcuni Laziali, e non altri, stanno proiettando sul resto dei tifosi, tifosi a cui di quegli anni frega il giusto, ne piu' ne meno, il paragone con la famiglia a Natale, scusa ma e' proprio fuori contesto, come quello del cancro: quando sta malattia te viene addosso non e' MAI una bella cosa, che sia una fortuna che ti rende un uomo migliore e' na cazzata spaziale, ma la gente che ha avuto la fortuna di superarlo non l'ha fatto negandolo o innalzandolo a virtù assoluta, lo ha fatto partendo da li, e questo non significa centrare la propria esistenza sulla malattia, esattamente come il fatto che non vedo o leggo tutti sti Laziali che fanno la santificazione di Acerbis e Podavini, non lo vedo qui dentro e non lo vedo fuori da qui... parlo di Laziali non di mestieranti che si spacciano per, dovrebbe essere chiaro anche col mio italiano non eccelso.
Qui si sta dicendo che quegli anni sono le medaglie che ogni Laziale porta orgogliosamente sul petto e che questo non sia cosa buona: beh non e' vero, non e' vero che il Laziale vada orgogliosamente fiero a petto in fuori dei meno 9, invece e' vero che di quei momenti non ci si dimentica, non ci si imbarazza, e vero che si sa prendere da quei momenti bui quel qualcosa di buono che anche nei giorni peggiori le persone col cervello sanno trovare, il resto e' una narrazione che tende a negativizzare tutto, questo errore lo state facendo voi caricando quei ricordi di un significato tutto vostro e che sinceramente non mi appartiene.
Le radio non sono la narrazione della Lazio, lo diciamo sempre mo non facciamo finta di dimenticarlo, cerchiamo di non farla noi la narrazione sbagliata, non c'e' contrapposizione, non esiste meglio o peggio, sono tutti pezzi e mattoni che hanno costruito il nostro senso di appartenenza a questa passione, il tifoso Laziale, in questo e' molto piu' sano di quelli che forse in radio scimmiottano qualcosa che non c'e'.
come dice Tarallo l'italiano e' facile da capire, basta leggere bene
aoh... poi fate come ve pare eh, ci mancherebbe