Citazione di: radar il 14 Gen 2013, 10:40
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Sì, ci voleva tanto. Ci voleva e ci vorrà tanto, la prossima volta. Perché va bene essere tifosi, e qui lo siamo, ma bisogna anche essere onesti. Se chiediamo a gran voce a Floccari l'ammissione di colpa, dobbiamo essere pronti, la prossima volta, ad accettare che Cigarini, Denis, Bonaventura o chissà quale nerazzurro vada dall'arbitro e butti via un gol convalidato, ma che loro sanno essere non valido. Se siamo tutti pronti ad accettare questo, allora va bene sbattere Floccari sul banco degli imputati.
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Guarda che non ha detto un'eresia. Sta solo esprimendo un concetto condivisibile assai, ovvero che non esiste che un giocatore vada dall'arbitro ad ammettere una colpa, a meno che non lo facciano tutti, sempre.
Colpa di che, poi?
Quando si tratta di gesto proditorio, è la proditorietà stessa a non esigere ammissione. Ho fatto una furbata, l'arbitro non mi ha sgamato, mi è andata bene, che senso ha subito dopo autodenunciarsi? Eticamente discutibile, certo, ma ci sta. Se l'arbitro mi becca (ho fatto un fallo di mano, mi sono tuffato, etc) mi piglio la sanzione, e zitto. Immaginate il capitone che si autodenuncia per una delle migliaia di zozzate volontarie che fa alle spalle dell'arbitro (calcetti da dietro, sputazzate, avversari calpestati...).
Poi ci sono milioni di casi, quale il presente, in cui il giocatore stesso non è conscio di quel che è successo. Capita spesso una scivolata, l'arbitro fischia, il giocatore protesta: ho preso la palla... qualche volta è in malafede, altre no. Entri, prendi palla, gamba, cos'hai preso prima non lo sai neanche te. Questo vale per moltissimi casi, è il giudizio dell'arbitro che conta, paradossalmente un'ammissione di colpa potrebbe non significare niente. L'arbitro ha visto meglio di te, la tua trance agonistica non ti permette di essere giudice di quel che hai fatto.
Floccari ha ovviamente toccato la palla con la mano, altrettanto ovviamente è stato un gesto involontario, come la dinamica dell'azione ben evidenzia (ce l'hanno fatto vedere mille volte). L'arbitro è a due passi, ha una visuale non impallata da altro giocatore, e giudica.
Sbaglia? Il giudizio dell'arbitro è istantaneo, non c'è una democrazia diretta o un televoto che decide in tempo quasi reale cos'è giusto e cos'è meno. Fosse stato a parti invertite, avremmo mandato migliaia di sms chiedendo l'annullamento. E giustamente il cronista bergamasco protesta. Lo stesso cronista è però onesto quando sostiene che sì, va bene protestare, e pretendere autodafé, ma allora occorrerebbe usare lo stesso metro sempre. E il calcio (a mio parere) diventerebbe altro.
Noi giochiamo a calcetto ogni sabato. Abbiamo una regola: chiunque colpisca la palla con la mano, vicina o lontana dal corpo, volontariamente o meno, anche girati, anche davanti alle palle per ovvi motivi, è fallo. Noi non abbiamo arbitro, ogni partita diventerebbe un dibattito parlamentare infinito, è giustificato quindi il codicillo aggiuntivo al regolamento.
Nel calcio c'è un arbitro, per questo. Il giocatore non è un arbitro supplementare. Va bene quando un giocatore si autoaccusa per un qualcosa che l'arbitro non ha visto (tipo Marchetti che ha ammesso di aver toccato la palla sul tiro di un bergamasco), ma non è questo il caso, quindi ogni polemica in questo senso non ha, appunto, senso.
E se Consigli fosse andato dall'arbitro a dire che, sì, aveva toccato Floccari in uscita?