La resa di un tifoso 1.0

Aperto da GuyMontag, 01 Feb 2014, 18:59

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JoeStrummer

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Come reagisce emotivamente il tifoso 1.0 alla cessione del miglior giocatore, nonché più rappresentativo e amato dalle giovani generazioni, della propria squadra?

sigurd

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Citazione di: cuchillo il 01 Feb 2014, 19:59
Lo stadio, da 30 anni a questa parte, ossia da quando ci vado io, è sempre stato un posto di merda.
La visione romantica, pane e frittata, solo sciarpe, tutti uniti paa Lazio, è una gran cazzata.
Lo stadio in quanto stadio mi ha sempre dato il disgusto.
Cerco di non pensarci, di isolarmi, fingere che intorno non ci sia nulla e guardare solo la mia squadra che gioca.
24 anni fa (ripeto, 24 anni fa, ossia 9.000 giorni fa) un allenatore (Beppe Materazzi) è stato mandato affanculo per un'intera partita (Lazio-Bologna, Coppa Italia al Flaminio) e, dulcis in fundo, un coretto che alludeva alla perdita della moglie (scomparsa un anno prima).
24 anni fa.
Lo stadio è un posto infrequentabile da decenni. Basta co' 'ste cazzate.
ok, hai ragione
però poi uscivi da quel "posto di merda" (le virgolette sono d'obbligo, abbi pazienza), tornavi a casa e staccavi

oggi è un continuo darsi di gomito

sigurd

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Citazione di: JoeStrummer il 01 Feb 2014, 20:24
Come reagisce emotivamente il tifoso 1.0 alla cessione del miglior giocatore, nonché più rappresentativo e amato dalle giovani generazioni, della propria squadra?
a me è venuto da piangere: era il mio idolo

ma vado ripetendo questa domanda per il forum da un po' di tempo: mi ricordate come faceva il coro che cantavamo allo stadio per il miglior giocatore, nonché più rappresentativo e amato dalle giovani generazioni?

FatDanny

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Evitiamo di confondere il discorso che fa GM con discorsi trattati in altri topic?

Non credo che le due cose c'entrino nulla, anche perché si possono vedere tifosi 1.0 e 2.0 di tutte le posizioni.
Quindi eviterei di sovrapporre i discorsi, in ogni caso (per esempio la differenziazione fatta da Natoil9Gennaio mi lascia più di qualche dubbio). Non è che si è 1.0 perché non si parla di calciomercato.
;)

Nel merito del discorso credo che con la trasformazione radicale della rappresentazione del calcio le esperienze di tifo 1.0 saranno sempre più rarefatte e sempre più legate a contesti specifici e ben perimetrati.

Il St.Pauli, per fare un esempio che mi piace.

Ma credo sia difficile applicarlo a dimensioni di primo piano.
Già se sei il Sassuolo quanto dici tu non è più possibile.

Troppi soldi, troppi interessi, troppe interazioni.
Se un brand spende più soldi per la pubblicità con CR7 che per il suo core business chiediamoci cosa ne consegue. Ne consegue che sarà molto più interessata a come dare risalto a quello che farà Ronaldo che alla qualità delle sue scarpe.

L'informazione sportiva è una quota esorbitante rispetto a quanto sarebbe ragionevole che fosse.
Se il trasferimento di Hernanes ha la stessa valenza di una crisi di governo, è chiaro che questo produce una comunicazione di un certo tipo, sia top-down che nelle proprie reti di relazione.
Se ci sono canali che H24 ti dicono come si allenano, quando escono, con che si lavano e cosa c'hanno sotto i pantaloncini, come si può pensare che non si sviluppi una sorta di ossessione collettiva?

Con chi ce la prendiamo?
Beh, come al solito io partirei dagli agenti patogeni più che dalle manifestazioni finali che sono ormai la sua forma endemica.

Nsomma, in nome di questo 1.0 lo disdiciamo sky?

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aventiniano

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Ma grazie, G M! Te lo dice, con sincerità, un altro Guy (Fawkes? Chissà).
Non sei, non siamo soli -   lo stanno a dimostrare, quale che ne sia stato il contenuto, i 10000 messaggi sul telefonino di Hernanes.
Non è un caso che molti netter come te si siano tenuti lontano da questo forum (che, sia chiaro, meno male esiste!) negli ultimi deliranti giorni.
Mo' senti che te dico: dopo anni di stadio e tanta B, un istinto interiore mi ha portato a non andare mai(ma proprio MAI) a vedere la Lazio cragnottiana.
Sai quando sono tornato? Per sostenere la banda Mancini, e i romanisti ridevano aspettando un fallimento che -la storia è storia-      solo un oscuro pregiudicato ammanicato coi Mezzaroma e un impero di stracci nel settore degli appalti di pulizie ci ha evitato.
Di questa Lazio, salvo solo Ledesma & Reja; e, per il suo genuino antiromanismo, Radu.
Ma le emozioni dello stadio di Lazio-Catania 2 a 1 (sai a cosa mi riferisco) non le ho ancora riprovate.
Ma sono un inguaribile ottimista e non mi arrendo!
Un abbraccio e... mille bandiere famo sventola'

JoeStrummer

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Citazione di: sigurd il 01 Feb 2014, 20:27
a me è venuto da piangere: era il mio idolo

ma vado ripetendo questa domanda per il forum da un po' di tempo: mi ricordate come faceva il coro che cantavamo allo stadio per il miglior giocatore, nonché più rappresentativo e amato dalle giovani generazioni?

Ho girato a mio nipote che ha 8 anni la tua domanda, non ha colto il riferimento, ha continuato a chiedermi perchè è stato ceduto il suo idolo.

Omar65

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Io so solo che domani seguirò la partita. Alla fine vedrò che hanno fatto quelli davanti, con una fuggevole occhiata anche a chi sta dietro. Poi mi informerò se si è rotta o se qualche merda è stata squalificata in vista del derby, poi mi vedrò i servizi in tv se vinciamo, nulla se perdiamo. Poi, poi, poi... farò le stesse cose che faccio da più di quarant'anni, e che ed continuerò a fare.
Nella ottusa e incrollabile convinzione che chi ha vestito, chi veste, chi vestirà quella maglia... beh, quelli erano, sono e saranno, in ogni caso, I MIEI.

NatoIl9Gennaio

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Citazione di: asteN_A. il 01 Feb 2014, 19:44
Non concordo, mi spiace.
1.0 o 2.0 non fa differenza, sempre amano la Lazio, a modo loro, con approcci diversi o magari massificati, ma sempre tifoso della Lazio è.
  Presidente o gestore, il tifoso tifa Lazio, il resto so sfaccettature di questo immenso amore.
Queste non sono sfaccettature, a mio avviso

http://www.lazio.net/forum/index.php/topic,19092.0.html

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arkham

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Tutto giusto Guy, tutto giusto.
Peccato che oggi, un post così, sembra voler tirare l'ennesima riga tra quelli che va sempre tutto bene e quelli che invece qualche domanda se la fanno.
Io sono un tifoso 1.0, leggiti i miei precedenti 11.000 post e poi dimmi che non è vero.
(Ovvio che non lo farai, ma famo a fidasse ok?)
Ho le stesse sensazioni, le stesse necessità, pure se su FB e twitter ci vado, perché il mondo è anche lì, non solo sull'album dei ricordi o nella ristretta cerchia dei miei amici.
Però tu oggi scrivi questo e Nato il 9 gennaio lo interpreta così:

1.0 e' coerente, 2.0 e' banduerola
1.0 e' libero, 2.0 e' massificato
1.0 argomenta, 2.0 strilla
1.0 ha un presidente, 2.0 ha un gestore.
1.0 e' laziale, 2.0. no

Allora il gioco torna sempre lì. Chi non si accontenta, chi vorrebbe avere qualcosa di diverso, chi semplicemente non si fida più di questa proprietà, chi pensa che non essendo parte della soluzione ormai sia diventata parte del problema, diventa automaticamente banderuola, massificato, strillone, non laziale e daje ar geftore.
Un par de caz.zi, perdonami Guy se non ho la tua eleganza.
Io che non sono laziale non me lo faccio dire da nessuno.
Che ragiono con la testa altrui nemmeno.
Leggo post che vorrebbero essere sarcastici come quelli di robylele e mi sento, per l'ennesima volta da giorni, vagamente preso per il q.lo.

Adesso io non lo so se questo era un generico inno al calcio romantico dei tempi che furono, ma come vedi l'effetto che crea è un altro. Come al solito è un mattone su quel muro tra voi e chi non ha capito, chi è isterico, chi non conosce la nostra storia, chi non è un tifoso genuino e autentico.

Guardate che così vi fate male.
Lasciate perdere i mentalizzati, quelli che hanno protestato sempre e comunque e che l'avrebbero fatto a prescindere.
Concentratevi sul fatto che tantissimi di quelli che stavano qui a difendere un fortino quando Lazionet sembrava l'unico baluardo di una lazialità sincera e di un'analisi razionale, adesso sono usciti fuori e tirano sassi contro il fortino, oppure alzano le mani.
C'è chi dice che a giugno ci sarà la controprova, mette un confine, dà l'ultima possibilità a Lotito.
Ma guardate che queste valutazioni le ha fatte pure chi l'asticella l'ha spostata più in là quando si è presentato con Petkovic o quando ci ha lasciato con Perea.

Adesso a me l'operato, la direzione, l'immagine, le ambizioni di questa società, dopo dieci anni, mi sembrano chiare. pure ad Hernanes, pare. Più in sù non si va, anzi probabile che si vada a stare peggio, se vendiamo il nostro miglior giocatore.
ma non è neanche più quello il problema, che magari Postiga e kakuta fanno quattro gol al derby e scaliamo la classifica con i ragazzini. Non è neanche più un problema di risultati, non voglio vincere a prescindere, sono 1.0, io. Ma voglio sentirmi almeno parte di una comunità e mi pare evidente che questo obiettivo Lotito non lo centrerà MAI.

Sono io che mi sono stufato. Di lui e di quelli che mi fanno sentire un laziale meno laziale di altri se non vado solo a fare il coro ai giocatori, se me ne frego degli uomini che incarnano la Lazio, se difendo anche l'indifendibile in nome delle trasferte a Massa Carrara (che io tra l'altro non ho mai fatto, ma vabbè).

Io rispetto le opinioni di tutti, ma classificando quelli che la pensano diversamente da voi come diversi, nel modo con cui anche in questo topic li sta classificando, così, indistintamente, trovate una definizione comoda ma siete lontanissimi dalla realtà.

Buona crociata.

fabichan

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Citazione di: JoeStrummer il 01 Feb 2014, 20:35
Ho girato a mio nipote che ha 8 anni la tua domanda, non ha colto il riferimento, ha continuato a chiedermi perchè è stato ceduto il suo idolo.

Parlagli di Chinaglia, Signori, Vieri, Nesta, Nedved, Veron... fino a Zarate.
I giocatori passano, la Lazio resta.

cuchillo

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Io sono un tifoso 2.0

Mi piace il campionato spezzettato. L'idea di poter vedere, potenzialmente, più partite, mi piace.
Poi, magari, vedo solo la Lazio. Ma mediamente un'altra partita, oltre quella della Lazio, la vedo.

Mi piace il calcio delle "televisioni".
Vedermi tutte le partite della Lazio, anche quelle in trasferta, è fantastico.
L'idea di non stare attaccato a quella radiolina di merda a sentire Ciotti o Ameri, è fantastico. Pensate, poi, oggi con Delfino o Repice.
Infanzia di merda, con la radiolina all'orecchio. Perlopiù con radiocronisti incompetenti.
Fortunati i bambini che oggi le partite le vedono su SKY e non gliele raccontano i radiocronisti RAI.

Che le maglie fossero dall'1 all'11 e che oggi sono personalizzate, non me ne fotte nulla. Dettaglio del tutto irrilevante.

Che altro?
Mi piace passare un po' del mio tempo qui e su un altro forum di Lazio.
Mi piace leggere le notizie sul web ogni giorno senza dover comprare quel merdoso quotidiano sportivo romano, che ho smesso di finanziare 15 anni fa.
Quando mi va, lo faccio. Quando non mi va, non lo faccio. Di leggere le notizie sul web.

Non so se sono un tifoso-ragioniere, un tifoso-esperto di finanza, uno tifoso-esperto di regolamenti federali, etc. etc.
Non lo so. Credo di non essere esperto di nulla e di fare il tifoso. So solo, però, che nell'era di Internet, andarsi a leggere le cose come stanno senza farsi prendere per il culo da presidenti, dirigenti, direttori sportivi, giornalisti (come succedeva 30 anni fa), è un bel vantaggio, non c'è che dire.
Mi piace molto l'era in cui quasi tutto è verificabile e la prima cazzata ce la beviamo ma la seconda no.

Lo stadio? Il solito posto di merda, come già detto.
La mia prima partita allo stadio era tutto un insulto a Casoni, oggi insultano Lotito. Nulla è cambiato. 

Non ho nessuna nostalgia del calcio di una volta.
Noioso da morire.
Il lusso massimo era la mezzora di sintesi che faceva la RAI in differita.

Sono un tifoso 2.0, non c'è che dire.

Zombi

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lo stadio non è un posto di merda o se lo è è la stessa merda che olezza altrove
quindi il punto non è vagheggiare una mitica eta dell'oro o il mito del buon selvaggio (il tifoso.1)
e non mi pare sia questo il senso del post di GM
il punto è registrare quanto e come la mutazione ha inciso su una specifica categoria sociologica di tifosi
perchè per molti sta roba, il continuo dar di gomito, lo sterile balbettio e il rutto sono la prassi, la normalità
sono mero recepimento, metabolizzazione e restituzione dei segnali sociali e/o culturali ricevuti

due tipi di tifosi, alternativi, inconciliabili, diversi pur se all'interno delle stesse tifoserie (vale per tutti..)
ma se cade l'elemento che unisce (il tifo per i colori e basta)  e proliferano elementi di divisione (da noi di più..)
tutto questo implode e/o esplode in una babele ................glissiamo

e quindi?
voi snob del cazzo siete una sparuta minoranza
accettate sta cosa
e chiudetevi in una riserva  :beer:



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FatDanny

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Citazione di: arkham il 01 Feb 2014, 20:48
...

vai a vedere cosa scrivevo io nel tuo stesso identico istante sul topic "Parlare di Lazio..."

semo connessi Bro'

:lol:

in ogni caso ti quoto. Eccome se ti quoto.

(anche perché un tifoso che illustra la solidità dei bilanci della Lazio manco fosse ad una riunione del CdA è moooooolto 2.0, come quelli che parlano di calciomercato manco fossero DS. Separamo i discorsi che vengono ambedue meglio)

Nanni

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Non volevo rovinare l'atmosfera creata da GM col suo splendido post...

Citazione di: GuyMontag il 01 Feb 2014, 18:59
Ammetto la mia sconfitta. Sono un tifoso 1.0. Non ho subito alcuna evoluzione. Non amo facebook, non twitto, non spammo né trolleggio. Da buon tifoso 1.0 nella situazione attuale del calcio mi trovo come un pesce fuor d'acqua. Non mi piace nulla, da una stampa becera, a giocatori con la valigia in mano, la lacrimuccia in tasca e il procuratore nell'altra, presidenti-contabili, squadre che per trovare un italiano tra un po' manco nella primavera, dominio delle televisioni che smozzicano il campionato che ormai non puoi più pianificare un'uscita senza il calendario degli anticipi e dei posticipi, e una gita fuori porta è un'impresa.

E poi, i tifosi. I tifosi 2.0. I tifosi object-oriented. Mi faccio delle domande. Sono così visceralmente, filosoficamente, politicamente agli antipodi del loro modo di approcciarsi alla propria squadra (non solo la Lazio, sia chiaro), ed è così dilagante la prevalenza del tifoso 2.0 che occorre giungere ad una conclusione. Hanno vinto loro. Siamo io e pochi altri che vedono ancora il tifo come un disinteressato ed entusiastico sostegno alla propria squadra, che attendono la domenica come una festa. Comunque vada. Un sovraccarico di emozioni, gioie, dolori, incazzature, risate e lacrime, abbracci e pugni al vento. Tifosi che ricordano ed hanno nostalgia di giocatori (anche loro 1.0), che applaudono un gesto tecnico di un avversario, che non vanno col lanternino alla ricerca di un colpevole quando le cose non vanno per il verso giusto, che mai fischieranno un proprio giocatore perché commette un errore (o magari lo mandano affanculo, salvo poi incitarlo un momento dopo).

Siamo i tifosi sconfitti dalla storia, che alla storia si attaccano per carpire una giustificazione all'essere diversi da tutti gli altri. Noi quando la Lazio perde, perdiamo, quando vince vinciamo. Non siamo quelli che il tifoso vince comunque. Abbiamo doveri e non solo diritti, perché amiamo quei nostri colori, e non potremo mai abbandonarli, siamo i tifosi per cui non ti lasceremo mai sola ha un senso, e dodicesimo in campo quando lo decidiamo noi, non ce l'ha.

E' inutile cercare un dialogo, un punto d'incontro, se io parlo di mele e tu di aspirapolveri. Per il tifoso 2.0 io sono un alieno che vagheggia un calcio che non esiste più (e che forse addirittura non è mai esistito), che tifa secondo modalità sorpassate. E io non lo capisco, il tifoso 2.0. Non capisco perché ormai è tutto tranne un tifoso, è avvocato, esperto di borsa, allenatore, presidente, direttore tecnico, medico sportivo e massaggiatore, maneggia milioni altrui come bruscolini, costruisce e distrugge bilanci, pianifica campagne acquisti mirate ed intelligenti, si libera, anzi regala (i soldi sono sempre altrui) giocatori per lui inutili, tratta gli stessi come figurine panini e mai come uomini. Vorrebbe, anzi non vorrebbe, vuole, pretende di vincere. Sempre. Sennò so' cazzi.

Non lo capisco, lui non mi capisce. Dato poi che è quantitativamente molto superiore e poi fa molta caciara in più non è difficile prevedere una selezione naturale per cui la sparizione dei tifosi come me è imminente. Senza grossi rimpianti nell'ambiente. La storia è sempre stata ostica, si vive nel presente, per il tifoso 2.0 il passato non ha senso.

E allora che faccio? Me ne vado? Dallo stadio di sicuro, d'altronde se uno non si sente a casa propria manco quando la Lazio gioca in casa, che ci va a fare? Meglio ricrearsi il proprio stadio interiore, uno stadio pieno di bandiere, dove i giocatori, dai più bravi alle più pippe, alzano gli occhi e trovano una muraglia umana, avvelenata, entusiasta, che li prende per mano e li butta oltre l'ostacolo. Novanta minuti di passione che scorticherebbero qualsiasi avversario. Sciarpe, bandiere, urla, incitamenti, canzoni, inni, roba da far paura a chiunque. Dato che questo stadio non esiste, lo ricreo dentro di me, e ci sovrappongo le immagini delle partite. Solo così riesco a dare un senso a qualcosa che secondo qualsiasi logica un senso non lo ha proprio più.

Fischia pure Kakuta, insulta Postiga, fai pure giornate contro chi ti pare. Lo stadio è tutto tuo, tifoso 2.0. Hai vinto te, e - come ogni sconfitto - è opportuno che mi ritiri col massimo dell'eleganza possibile. Rendilo, se puoi, un posto migliore.

... ma volevo comunque dire qualche altra cosa, diversa, che se non è proprio in contrasto con quanto hai scritto, insomma è abbastanza discordante.

Premetto che sto, come tutti noi, abbastanza stranito anche io oggi. Mi sento un po' scombussolato, per le cose successe in questi ultimi giorni, per i pensieri e per le parole.

E, ovviamente, mi riconosco nella descrizione soave, addirittura commovente che hai fatto del "tifoso" 1.0 che ovviamente sei tu, sono io, ma sono (tanti? pochi?) anche altri. Laziali e non, ma sopratutto a noi interessa Laziali, no?

Mi ci riconosco, perché i percorsi intellettuali alla fine sono comuni, le esperienze anche, i percorsi più o meno sono quelli. E non è solo una questione di età. Cioè, sì: il tempo inteso come anni di vita ha un'importanza fondamentale, ma non è esclusiva.

Ma quello che non mi sento di condividere è la sensazione di "resa".

Ma no, ma quale resa? Resa sottintende la partecipazione a un conflitto, resa appartiene a un combattente, a uno che scende in campo e all'occorrenza partecipa alla lotta.

Io non sono fra questi. Io quando dico che la Lazio è la cosa più importante fra le cose meno importanti della mia vita, lo penso davvero. Lo penso davvero, senza sforzarmi a fare il distaccato, lo snob, quello che non si "sporca le mani". Lo penso davvero.

La Lazio mi accompagna da una vita, sta nel fondo del mio cuore, sempre. Ma nel suo essere "mia" così, lieve, leggera, allegra, così bianca e celeste che ti mette allegria. Mia, sempre, a prescindere da qualsiasi "passaggio temporale", avulsa dai giocatori che ho visto in campo, dai Signori, dai Cei, dai Gottardi, dai Malgioglio, dai D'Amato e dagli Hernanes, lontana diecimila miglia dai contestati geftori, dai Lotito-la-senti-questa-voce, dai buu-buu, da tutto.

Per cui Lei vive, per me, al di sopra delle "vicende terrene". Ed io con lei, in questo limbo auto-creato che è tutta passione, ideale, profonda, personale.

Per cui non posso, non devo e non voglio dichiarare resa.

Ma no, ma quale resa. Da che? Da qualcosa che non detengo? che non controllo, che va avanti e vive da sé e in cui io sono solo parte osservante, marginale, sconosciuta e piccola piccola.

Come scrive Nick Hornby? il calcio non finisce mai, "... come fai a capire quando mancano due minuti alla fine e stai 2-1 in una semifinale di FA Cup ... poi il fischio dell'arbitro e in quei minuti che seguono tu sei al centro del mondo... e dopo c'è sempre un'altra stagione, se perdi la semifinale a Maggio puoi sempre aspettare il terzo turno a Gennaio..." (vado a memoria, il testo di Febbre a 90° è qualcosa di un po' più articolato...  :)) ) "...ci sono cose che non tornano più e cose che non se ne andranno mai e cose che non potresti ignorare neanche se volessi".

Ecco. Bianchina raccontava che suo Papà quando si sedeva per vedera la partita della sua Lazio, ogni volta le diceva "adesso preparamose a soffri'..."

Ecco, ma quale resa?

E poi ci troveremo come le star, a bere del whisky al Roxy Bar... sempre qui, sempre ai nostri posti, ognuno a modo suo, ognuno dove più gli piace, a casa o allo stadio, ma ci mancherebbe, perché la Lazio sta dentro di noi, sempre e per sempre, e io già penso al Chievo, e dopo al Derby (che avrebbero potuto essere tre di fila), e penso a Mauri, e penso a Giuliano Fiorini, che come è stato detto sarebbe stato spuzzato e disprezzato da tutti per il suo fisico, per il suo (scarsino) palmarès, per le sue occhiaie da ubriacone, per la sua panza... e penso a quel signore che correva sulle scale della Tribuna Monte Mario gridando Ne-sta-ne-sta-ne-sta-ne-sta a ogni gradino che saliva in una notte di Coppa Italia ahimé così lontana. E penso a mio Papà che saltellava di gioia in cucina, felice come un ragazzino dopo un gol di Manservisi e io risento i soldi spicci nelle sue tasche che tintinnano... e penso che in questo ultimo mio anno e mezzo di vita se non avessi avuto (anche) la Lazio forse mi sarei perso... e la Lazio, la mia Lazio è tutto questo. E' tutto questo. E mi accompagnerà sempre.

E il resto va avanti. Certo, la versione 2.0 (e oltre) di tutte le cose è già attiva, tutto intorno a noi procede a ritmi insostenibili e chi non ce la fa resta indietro. Non solo la Lazio, non solo i tifosi di calcio. Tutto. E tutto, le cose più importanti e la cose meno importanti, cambiano e tu sei lì in mezzo, e devi decidere.

E io sono qui, scalpitando sui miei sandali, che aspetto... il Chievo. Da solo, in piedi a petto in fuori come Gascoigne dopo quel famoso gol, alla faccia di Biabiany, di Tare, di Hernanes, delle aradio rimestanti, dei forum ribollenti, di tutto questo. Datemi il Chievo, mi piace far canzoni e bere vino, mi piace far casino, poi sono nato fesso e quindi tiro avanti e non mi svesto dei panni che son solito portare: ho tante cose ancora da raccontare per chi vuole ascoltare e a culo tutto il resto!




Bashush

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Citazione di: GuyMontag il 01 Feb 2014, 18:59
Ammetto la mia sconfitta. Sono un tifoso 1.0. Non ho subito alcuna evoluzione. Non amo facebook, non twitto, non spammo né trolleggio. Da buon tifoso 1.0 nella situazione attuale del calcio mi trovo come un pesce fuor d'acqua. Non mi piace nulla, da una stampa becera, a giocatori con la valigia in mano, la lacrimuccia in tasca e il procuratore nell'altra, presidenti-contabili, squadre che per trovare un italiano tra un po' manco nella primavera, dominio delle televisioni che smozzicano il campionato che ormai non puoi più pianificare un'uscita senza il calendario degli anticipi e dei posticipi, e una gita fuori porta è un'impresa.

E poi, i tifosi. I tifosi 2.0. I tifosi object-oriented. Mi faccio delle domande. Sono così visceralmente, filosoficamente, politicamente agli antipodi del loro modo di approcciarsi alla propria squadra (non solo la Lazio, sia chiaro), ed è così dilagante la prevalenza del tifoso 2.0 che occorre giungere ad una conclusione. Hanno vinto loro. Siamo io e pochi altri che vedono ancora il tifo come un disinteressato ed entusiastico sostegno alla propria squadra, che attendono la domenica come una festa. Comunque vada. Un sovraccarico di emozioni, gioie, dolori, incazzature, risate e lacrime, abbracci e pugni al vento. Tifosi che ricordano ed hanno nostalgia di giocatori (anche loro 1.0), che applaudono un gesto tecnico di un avversario, che non vanno col lanternino alla ricerca di un colpevole quando le cose non vanno per il verso giusto, che mai fischieranno un proprio giocatore perché commette un errore (o magari lo mandano affanculo, salvo poi incitarlo un momento dopo).

Siamo i tifosi sconfitti dalla storia, che alla storia si attaccano per carpire una giustificazione all'essere diversi da tutti gli altri. Noi quando la Lazio perde, perdiamo, quando vince vinciamo. Non siamo quelli che il tifoso vince comunque. Abbiamo doveri e non solo diritti, perché amiamo quei nostri colori, e non potremo mai abbandonarli, siamo i tifosi per cui non ti lasceremo mai sola ha un senso, e dodicesimo in campo quando lo decidiamo noi, non ce l'ha.

E' inutile cercare un dialogo, un punto d'incontro, se io parlo di mele e tu di aspirapolveri. Per il tifoso 2.0 io sono un alieno che vagheggia un calcio che non esiste più (e che forse addirittura non è mai esistito), che tifa secondo modalità sorpassate. E io non lo capisco, il tifoso 2.0. Non capisco perché ormai è tutto tranne un tifoso, è avvocato, esperto di borsa, allenatore, presidente, direttore tecnico, medico sportivo e massaggiatore, maneggia milioni altrui come bruscolini, costruisce e distrugge bilanci, pianifica campagne acquisti mirate ed intelligenti, si libera, anzi regala (i soldi sono sempre altrui) giocatori per lui inutili, tratta gli stessi come figurine panini e mai come uomini. Vorrebbe, anzi non vorrebbe, vuole, pretende di vincere. Sempre. Sennò so' cazzi.

Non lo capisco, lui non mi capisce. Dato poi che è quantitativamente molto superiore e poi fa molta caciara in più non è difficile prevedere una selezione naturale per cui la sparizione dei tifosi come me è imminente. Senza grossi rimpianti nell'ambiente. La storia è sempre stata ostica, si vive nel presente, per il tifoso 2.0 il passato non ha senso.

E allora che faccio? Me ne vado? Dallo stadio di sicuro, d'altronde se uno non si sente a casa propria manco quando la Lazio gioca in casa, che ci va a fare? Meglio ricrearsi il proprio stadio interiore, uno stadio pieno di bandiere, dove i giocatori, dai più bravi alle più pippe, alzano gli occhi e trovano una muraglia umana, avvelenata, entusiasta, che li prende per mano e li butta oltre l'ostacolo. Novanta minuti di passione che scorticherebbero qualsiasi avversario. Sciarpe, bandiere, urla, incitamenti, canzoni, inni, roba da far paura a chiunque. Dato che questo stadio non esiste, lo ricreo dentro di me, e ci sovrappongo le immagini delle partite. Solo così riesco a dare un senso a qualcosa che secondo qualsiasi logica un senso non lo ha proprio più.

Fischia pure Kakuta, insulta Postiga, fai pure giornate contro chi ti pare. Lo stadio è tutto tuo, tifoso 2.0. Hai vinto te, e - come ogni sconfitto - è opportuno che mi ritiri col massimo dell'eleganza possibile. Rendilo, se puoi, un posto migliore.
Grazie GM!


ralphmalph

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Grandissimo arkham. Grandissimo. Complimenti


Sent from Lulic al 71esimo

delioforever

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Citazione di: Nanni il 01 Feb 2014, 20:52
Non volevo rovinare l'atmosfera creata da GM col suo splendido post...

... ma volevo comunque dire qualche altra cosa, diversa, che se non è proprio in contrasto con quanto hai scritto, insomma è abbastanza discordante.

Premetto che sto, come tutti noi, abbastanza stranito anche io oggi. Mi sento un po' scombussolato, per le cose successe in questi ultimi giorni, per i pensieri e per le parole.

E, ovviamente, mi riconosco nella descrizione soave, addirittura commovente che hai fatto del "tifoso" 1.0 che ovviamente sei tu, sono io, ma sono (tanti? pochi?) anche altri. Laziali e non, ma sopratutto a noi interessa Laziali, no?

Mi ci riconosco, perché i percorsi intellettuali alla fine sono comuni, le esperienze anche, i percorsi più o meno sono quelli. E non è solo una questione di età. Cioè, sì: il tempo inteso come anni di vita ha un'importanza fondamentale, ma non è esclusiva.

Ma quello che non mi sento di condividere è la sensazione di "resa".

Ma no, ma quale resa? Resa sottintende la partecipazione a un conflitto, resa appartiene a un combattente, a uno che scende in campo e all'occorrenza partecipa alla lotta.

Io non sono fra questi. Io quando dico che la Lazio è la cosa più importante fra le cose meno importanti della mia vita, lo penso davvero. Lo penso davvero, senza sforzarmi a fare il distaccato, lo snob, quello che non si "sporca le mani". Lo penso davvero.

La Lazio mi accompagna da una vita, sta nel fondo del mio cuore, sempre. Ma nel suo essere "mia" così, lieve, leggera, allegra, così bianca e celeste che ti mette allegria. Mia, sempre, a prescindere da qualsiasi "passaggio temporale", avulsa dai giocatori che ho visto in campo, dai Signori, dai Cei, dai Gottardi, dai Malgioglio, dai D'Amato e dagli Hernanes, lontana diecimila miglia dai contestati geftori, dai Lotito-la-senti-questa-voce, dai buu-buu, da tutto.

Per cui Lei vive, per me, al di sopra delle "vicende terrene". Ed io con lei, in questo limbo auto-creato che è tutta passione, ideale, profonda, personale.

Per cui non posso, non devo e non voglio dichiarare resa.

Ma no, ma quale resa. Da che? Da qualcosa che non detengo? che non controllo, che va avanti e vive da sé e in cui io sono solo parte osservante, marginale, sconosciuta e piccola piccola.

Come scrive Nick Hornby? il calcio non finisce mai, "... come fai a capire quando mancano due minuti alla fine e stai 2-1 in una semifinale di FA Cup ... poi il fischio dell'arbitro e in quei minuti che seguono tu sei al centro del mondo... e dopo c'è sempre un'altra stagione, se perdi la semifinale a Maggio puoi sempre aspettare il terzo turno a Gennaio..." (vado a memoria, il testo di Febbre a 90° è qualcosa di un po' più articolato...  :)) ) "...ci sono cose che non tornano più e cose che non se ne andranno mai e cose che non potresti ignorare neanche se volessi".

Ecco. Bianchina raccontava che suo Papà quando si sedeva per vedera la partita della sua Lazio, ogni volta le diceva "adesso preparamose a soffri'..."

Ecco, ma quale resa?

E poi ci troveremo come le star, a bere del whisky al Roxy Bar... sempre qui, sempre ai nostri posti, ognuno a modo suo, ognuno dove più gli piace, a casa o allo stadio, ma ci mancherebbe, perché la Lazio sta dentro di noi, sempre e per sempre, e io già penso al Chievo, e dopo al Derby (che avrebbero potuto essere tre di fila), e penso a Mauri, e penso a Giuliano Fiorini, che come è stato detto sarebbe stato spuzzato e disprezzato da tutti per il suo fisico, per il suo (scarsino) palmarès, per le sue occhiaie da ubriacone, per la sua panza... e penso a quel signore che correva sulle scale della Tribuna Monte Mario gridando Ne-sta-ne-sta-ne-sta-ne-sta a ogni gradino che saliva in una notte di Coppa Italia ahimé così lontana. E penso a mio Papà che saltellava di gioia in cucina, felice come un ragazzino dopo un gol di Manservisi e io risento i soldi spicci nelle sue tasche che tintinnano... e penso che in questo ultimo mio anno e mezzo di vita se non avessi avuto (anche) la Lazio forse mi sarei perso... e la Lazio, la mia Lazio è tutto questo. E' tutto questo. E mi accompagnerà sempre.

E il resto va avanti. Certo, la versione 2.0 (e oltre) di tutte le cose è già attiva, tutto intorno a noi procede a ritmi insostenibili e chi non ce la fa resta indietro. Non solo la Lazio, non solo i tifosi di calcio. Tutto. E tutto, le cose più importanti e la cose meno importanti, cambiano e tu sei lì in mezzo, e devi decidere.

E io sono qui, scalpitando sui miei sandali, che aspetto... il Chievo. Da solo, in piedi a petto in fuori come Gascoigne dopo quel famoso gol, alla faccia di Biabiany, di Tare, di Hernanes, delle aradio rimestanti, dei forum ribollenti, di tutto questo. Datemi il Chievo, mi piace far canzoni e bere vino, mi piace far casino, poi sono nato fesso e quindi tiro avanti e non mi svesto dei panni che son solito portare: ho tante cose ancora da raccontare per chi vuole ascoltare e a culo tutto il resto!





Grande Nanni :beer: :ssl

ralphmalph

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Te vojo bene Nanni


Sent from Lulic al 71esimo

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Sei un Grande!
Fanculo tutto, domani gioca la nostra Lazio!

sigurd

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Citazione di: JoeStrummer il 01 Feb 2014, 20:35
Ho girato a mio nipote che ha 8 anni la tua domanda, non ha colto il riferimento, ha continuato a chiedermi perchè è stato ceduto il suo idolo.
non stavo parlando a un ragazzino di otto anni

ai ragazzini di otto anni, piuttosto, fategli un favore: smettete di usarli per dar forza alle vostre opinioni

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