La resa di un tifoso 1.0

Aperto da GuyMontag, 01 Feb 2014, 18:59

0 Utenti e 1 Visitatore stanno visualizzando questa discussione.

Discussione precedente - Discussione successiva

Nex1

*
Lazionetter
* 3.659
Registrato
Citazione di: Nanni il 01 Feb 2014, 20:52
Non volevo rovinare l'atmosfera creata da GM col suo splendido post...

... ma volevo comunque dire qualche altra cosa, diversa, che se non è proprio in contrasto con quanto hai scritto, insomma è abbastanza discordante.

Premetto che sto, come tutti noi, abbastanza stranito anche io oggi. Mi sento un po' scombussolato, per le cose successe in questi ultimi giorni, per i pensieri e per le parole.

E, ovviamente, mi riconosco nella descrizione soave, addirittura commovente che hai fatto del "tifoso" 1.0 che ovviamente sei tu, sono io, ma sono (tanti? pochi?) anche altri. Laziali e non, ma sopratutto a noi interessa Laziali, no?

Mi ci riconosco, perché i percorsi intellettuali alla fine sono comuni, le esperienze anche, i percorsi più o meno sono quelli. E non è solo una questione di età. Cioè, sì: il tempo inteso come anni di vita ha un'importanza fondamentale, ma non è esclusiva.

Ma quello che non mi sento di condividere è la sensazione di "resa".

Ma no, ma quale resa? Resa sottintende la partecipazione a un conflitto, resa appartiene a un combattente, a uno che scende in campo e all'occorrenza partecipa alla lotta.

Io non sono fra questi. Io quando dico che la Lazio è la cosa più importante fra le cose meno importanti della mia vita, lo penso davvero. Lo penso davvero, senza sforzarmi a fare il distaccato, lo snob, quello che non si "sporca le mani". Lo penso davvero.

La Lazio mi accompagna da una vita, sta nel fondo del mio cuore, sempre. Ma nel suo essere "mia" così, lieve, leggera, allegra, così bianca e celeste che ti mette allegria. Mia, sempre, a prescindere da qualsiasi "passaggio temporale", avulsa dai giocatori che ho visto in campo, dai Signori, dai Cei, dai Gottardi, dai Malgioglio, dai D'Amato e dagli Hernanes, lontana diecimila miglia dai contestati geftori, dai Lotito-la-senti-questa-voce, dai buu-buu, da tutto.

Per cui Lei vive, per me, al di sopra delle "vicende terrene". Ed io con lei, in questo limbo auto-creato che è tutta passione, ideale, profonda, personale.

Per cui non posso, non devo e non voglio dichiarare resa.

Ma no, ma quale resa. Da che? Da qualcosa che non detengo? che non controllo, che va avanti e vive da sé e in cui io sono solo parte osservante, marginale, sconosciuta e piccola piccola.

Come scrive Nick Hornby? il calcio non finisce mai, "... come fai a capire quando mancano due minuti alla fine e stai 2-1 in una semifinale di FA Cup ... poi il fischio dell'arbitro e in quei minuti che seguono tu sei al centro del mondo... e dopo c'è sempre un'altra stagione, se perdi la semifinale a Maggio puoi sempre aspettare il terzo turno a Gennaio..." (vado a memoria, il testo di Febbre a 90° è qualcosa di un po' più articolato...  :)) ) "...ci sono cose che non tornano più e cose che non se ne andranno mai e cose che non potresti ignorare neanche se volessi".

Ecco. Bianchina raccontava che suo Papà quando si sedeva per vedera la partita della sua Lazio, ogni volta le diceva "adesso preparamose a soffri'..."

Ecco, ma quale resa?

E poi ci troveremo come le star, a bere del whisky al Roxy Bar... sempre qui, sempre ai nostri posti, ognuno a modo suo, ognuno dove più gli piace, a casa o allo stadio, ma ci mancherebbe, perché la Lazio sta dentro di noi, sempre e per sempre, e io già penso al Chievo, e dopo al Derby (che avrebbero potuto essere tre di fila), e penso a Mauri, e penso a Giuliano Fiorini, che come è stato detto sarebbe stato spuzzato e disprezzato da tutti per il suo fisico, per il suo (scarsino) palmarès, per le sue occhiaie da ubriacone, per la sua panza... e penso a quel signore che correva sulle scale della Tribuna Monte Mario gridando Ne-sta-ne-sta-ne-sta-ne-sta a ogni gradino che saliva in una notte di Coppa Italia ahimé così lontana. E penso a mio Papà che saltellava di gioia in cucina, felice come un ragazzino dopo un gol di Manservisi e io risento i soldi spicci nelle sue tasche che tintinnano... e penso che in questo ultimo mio anno e mezzo di vita se non avessi avuto (anche) la Lazio forse mi sarei perso... e la Lazio, la mia Lazio è tutto questo. E' tutto questo. E mi accompagnerà sempre.

E il resto va avanti. Certo, la versione 2.0 (e oltre) di tutte le cose è già attiva, tutto intorno a noi procede a ritmi insostenibili e chi non ce la fa resta indietro. Non solo la Lazio, non solo i tifosi di calcio. Tutto. E tutto, le cose più importanti e la cose meno importanti, cambiano e tu sei lì in mezzo, e devi decidere.

E io sono qui, scalpitando sui miei sandali, che aspetto... il Chievo. Da solo, in piedi a petto in fuori come Gascoigne dopo quel famoso gol, alla faccia di Biabiany, di Tare, di Hernanes, delle aradio rimestanti, dei forum ribollenti, di tutto questo. Datemi il Chievo, mi piace far canzoni e bere vino, mi piace far casino, poi sono nato fesso e quindi tiro avanti e non mi svesto dei panni che son solito portare: ho tante cose ancora da raccontare per chi vuole ascoltare e a culo tutto il resto!

Sei un grande Nanni!

Ro

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 12.906
Registrato
Nanni e arkham complimenti a voi

AVANTI LAZIO

Property

Visitatore
Registrato
Citazione di: GuyMontag il 01 Feb 2014, 19:25
Non sono d'accordo per niente. Forse la Nostra società è all'1.0. Ma tipo quelle che se le comprano gli arabi o gli ammericani o le banche e spendono 100 milioni di euro per Bale tanto se lo rifanno col merchandising oppure hanno 1 miliardo di euro di buffi e intanto comprano poi tanto arriva un magnate russo che mica ce lo chiediamo come ha fatto i soldi, quelle sono 2.0 a tutti gli effetti. E - a me - fanno cagare manco poco.
Guy, potremmo fare un discorso molto più ampio, potremmo anche citare l'enciclica dell'ex papa benedetto ormai dimesso che parlando dell'"etica perduta" trova nel profitto eccessivo ed ad ogni costo, il responsabile primo di questo mondo, quel 2.0 di cui parli tu.
Potremmo rimpiangere i pomeriggi a giocare a pallone invece che con il tablet.
Poi però puoi dare un'occhiata al Mib 30 e ti renderai conto delle poche rimaste aziende italiane (a volte è rimasto solo il nome) e scopriresti che non cè ormai azionariato che non abbia un fondo libico, arabo, cinese, russo o un fondo d'investimento americano.
Oggi cè un paese la cina, che detiene il 50% di tutto il debito pubblico americano e non emette titoli di stato.
Ma cè un mondo occidentale che sul debito vive e per il debito lavora, ma allo stesso tempo dagli arabi e dai russi dipende per riscaldarsi e per accendere le proprie macchine con cui va al lavoro.
Tutto questo che dirti che è il nuovo mondo caro guy.
Può non piacerti, bene ne potremo parlare anche in altro topic.
Ma io sono qui e la mia lazio è qui, non è da un'altra parte.
Vogliamo fare in modo che la nostra lazio in questo mondo 2.0 possa starci il meglio possibile oppure no?
Perché il mondo 2.0 non si ferma, è in continuo movimento e si trasforma.
E oggi, è vincente chi è capace di evolversi sempre, mantenendo la propria identità certo.
Ecco se 1.0 per la mia lazio deve essere solo una palla al piede e non un momento in cui rafforzare  i nostri valori, bè allora non la voglio.
Perché io voglio una lazio che a questo mondo ci sta e ci sta pure bene, e voglio che continui ad esistere per i prossimi 100 di anni.
E se questo significa che io debba diventare un tifoso 2.0, io sono pronto, per la mia lazio.
Tu fai come vuoi Guy.

Dusk

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 12.736
Registrato
Condivido moltissimo di quanto ha scritto Arkham.

E mi sono emozionato leggendo il post di Nanni.

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

Gianluko

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 3.994
Registrato
Citazione di: GuyMontag il 01 Feb 2014, 18:59
Ammetto la mia sconfitta. Sono un tifoso 1.0. Non ho subito alcuna evoluzione. Non amo facebook, non twitto, non spammo né trolleggio. Da buon tifoso 1.0 nella situazione attuale del calcio mi trovo come un pesce fuor d'acqua. Non mi piace nulla, da una stampa becera, a giocatori con la valigia in mano, la lacrimuccia in tasca e il procuratore nell'altra, presidenti-contabili, squadre che per trovare un italiano tra un po' manco nella primavera, dominio delle televisioni che smozzicano il campionato che ormai non puoi più pianificare un'uscita senza il calendario degli anticipi e dei posticipi, e una gita fuori porta è un'impresa.

E poi, i tifosi. I tifosi 2.0. I tifosi object-oriented. Mi faccio delle domande. Sono così visceralmente, filosoficamente, politicamente agli antipodi del loro modo di approcciarsi alla propria squadra (non solo la Lazio, sia chiaro), ed è così dilagante la prevalenza del tifoso 2.0 che occorre giungere ad una conclusione. Hanno vinto loro. Siamo io e pochi altri che vedono ancora il tifo come un disinteressato ed entusiastico sostegno alla propria squadra, che attendono la domenica come una festa. Comunque vada. Un sovraccarico di emozioni, gioie, dolori, incazzature, risate e lacrime, abbracci e pugni al vento. Tifosi che ricordano ed hanno nostalgia di giocatori (anche loro 1.0), che applaudono un gesto tecnico di un avversario, che non vanno col lanternino alla ricerca di un colpevole quando le cose non vanno per il verso giusto, che mai fischieranno un proprio giocatore perché commette un errore (o magari lo mandano affanculo, salvo poi incitarlo un momento dopo).

Siamo i tifosi sconfitti dalla storia, che alla storia si attaccano per carpire una giustificazione all'essere diversi da tutti gli altri. Noi quando la Lazio perde, perdiamo, quando vince vinciamo. Non siamo quelli che il tifoso vince comunque. Abbiamo doveri e non solo diritti, perché amiamo quei nostri colori, e non potremo mai abbandonarli, siamo i tifosi per cui non ti lasceremo mai sola ha un senso, e dodicesimo in campo quando lo decidiamo noi, non ce l'ha.

E' inutile cercare un dialogo, un punto d'incontro, se io parlo di mele e tu di aspirapolveri. Per il tifoso 2.0 io sono un alieno che vagheggia un calcio che non esiste più (e che forse addirittura non è mai esistito), che tifa secondo modalità sorpassate. E io non lo capisco, il tifoso 2.0. Non capisco perché ormai è tutto tranne un tifoso, è avvocato, esperto di borsa, allenatore, presidente, direttore tecnico, medico sportivo e massaggiatore, maneggia milioni altrui come bruscolini, costruisce e distrugge bilanci, pianifica campagne acquisti mirate ed intelligenti, si libera, anzi regala (i soldi sono sempre altrui) giocatori per lui inutili, tratta gli stessi come figurine panini e mai come uomini. Vorrebbe, anzi non vorrebbe, vuole, pretende di vincere. Sempre. Sennò so' cazzi.

Non lo capisco, lui non mi capisce. Dato poi che è quantitativamente molto superiore e poi fa molta caciara in più non è difficile prevedere una selezione naturale per cui la sparizione dei tifosi come me è imminente. Senza grossi rimpianti nell'ambiente. La storia è sempre stata ostica, si vive nel presente, per il tifoso 2.0 il passato non ha senso.

E allora che faccio? Me ne vado? Dallo stadio di sicuro, d'altronde se uno non si sente a casa propria manco quando la Lazio gioca in casa, che ci va a fare? Meglio ricrearsi il proprio stadio interiore, uno stadio pieno di bandiere, dove i giocatori, dai più bravi alle più pippe, alzano gli occhi e trovano una muraglia umana, avvelenata, entusiasta, che li prende per mano e li butta oltre l'ostacolo. Novanta minuti di passione che scorticherebbero qualsiasi avversario. Sciarpe, bandiere, urla, incitamenti, canzoni, inni, roba da far paura a chiunque. Dato che questo stadio non esiste, lo ricreo dentro di me, e ci sovrappongo le immagini delle partite. Solo così riesco a dare un senso a qualcosa che secondo qualsiasi logica un senso non lo ha proprio più.

Fischia pure Kakuta, insulta Postiga, fai pure giornate contro chi ti pare. Lo stadio è tutto tuo, tifoso 2.0. Hai vinto te, e - come ogni sconfitto - è opportuno che mi ritiri col massimo dell'eleganza possibile. Rendilo, se puoi, un posto migliore.

Grazie.

Gio

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 10.894
Registrato
Favole. Io sono d'accordo con Cuchillo.
Il tifoso 1.0 non apriva il post "Magnocavallo sei una pippa", ma andava al Maestrelli e gli prendeva a calci la macchina e se la domenica non correva, ritornava la settimana dopo.
3000 tifosi 1.0 sono andati a contestare Zoff (Zoff) al Maestrelli dopo l'eliminazione dalla Coppa Italia con l'Avellino.
Il tifoso 1.0 quando il suo presidente gli ha venduto Signori, si è incazzato e gli ha fatto stracciare il contratto.
E 10 anni prima aveva contestato ferocemente la vendita di D'Amico.
A Lazio Varese il tifoso 1.0 se ne è stato a casa. Dei mille che c'erano almeno uno (io) era un tifoso 2.0.
E di altri esempi ce ne sono tantissimi.
I tifosi sono sempre gli stessi. Sono i mezzi che usa che cambiano.

E comunque, il tifoso 1.0 a Lotito lo sarebbe andato a cercare al Maestrelli e lo avrebbe mandato fuori dalla Lazio a calci in culo. A Lotito gli ha detto bene che c'è internet.


ralphmalph

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 21.312
Registrato
Citazione di: Gio il 01 Feb 2014, 22:56
Favole. Io sono d'accordo con Cuchillo.
Il tifoso 1.0 non apriva il post "Magnocavallo sei una pippa", ma andava al Maestrelli e gli prendeva a calci la macchina e se la domenica non correva, ritornava la settimana dopo.
3000 tifosi 1.0 sono andati a contestare Zoff (Zoff) al Maestrelli dopo l'eliminazione dalla Coppa Italia con l'Avellino.
Il tifoso 1.0 quando il suo presidente gli ha venduto Signori, si è incazzato e gli ha fatto stracciare il contratto.
E 10 anni prima aveva contestato ferocemente la vendita di D'Amico.
A Lazio Varese il tifoso 1.0 se ne è stato a casa. Dei mille che c'erano almeno uno (io) era un tifoso 2.0.
E di altri esempi ce ne sono tantissimi.
I tifosi sono sempre gli stessi. Sono i mezzi che usa che cambiano.

E comunque, il tifoso 1.0 a Lotito lo sarebbe andato a cercare al Maestrelli e lo avrebbe mandato fuori dalla Lazio a calci in culo. A Lotito gli ha detto bene che c'è internet.



applausi

blow

*
Lazionetter
* 20.008
Registrato
Citazione di: Gio il 01 Feb 2014, 22:56
Favole. Io sono d'accordo con Cuchillo.
Il tifoso 1.0 non apriva il post "Magnocavallo sei una pippa", ma andava al Maestrelli e gli prendeva a calci la macchina e se la domenica non correva, ritornava la settimana dopo.
3000 tifosi 1.0 sono andati a contestare Zoff (Zoff) al Maestrelli dopo l'eliminazione dalla Coppa Italia con l'Avellino.
Il tifoso 1.0 quando il suo presidente gli ha venduto Signori, si è incazzato e gli ha fatto stracciare il contratto.
E 10 anni prima aveva contestato ferocemente la vendita di D'Amico.
A Lazio Varese il tifoso 1.0 se ne è stato a casa. Dei mille che c'erano almeno uno (io) era un tifoso 2.0.
E di altri esempi ce ne sono tantissimi.
I tifosi sono sempre gli stessi. Sono i mezzi che usa che cambiano.

E comunque, il tifoso 1.0 a Lotito lo sarebbe andato a cercare al Maestrelli e lo avrebbe mandato fuori dalla Lazio a calci in culo. A Lotito gli ha detto bene che c'è internet.
Vero. Sacrosanto, c'e' il tifoso.
Il resto sono favole.
Avendo accorpato i topic mi son trovato a citare Nanni e Arkham, ma anche in quelo che dice Cuchillo mi vedo.
Il resto meno, la resa non fa parte del tifoso, e io mi sento ultras in questo.

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

romolo

*
Lazionetter
* 1.619
Registrato
Citazione di: Gio il 01 Feb 2014, 22:56
Favole. Io sono d'accordo con Cuchillo.
Il tifoso 1.0 non apriva il post "Magnocavallo sei una pippa", ma andava al Maestrelli e gli prendeva a calci la macchina e se la domenica non correva, ritornava la settimana dopo.
3000 tifosi 1.0 sono andati a contestare Zoff (Zoff) al Maestrelli dopo l'eliminazione dalla Coppa Italia con l'Avellino.
Il tifoso 1.0 quando il suo presidente gli ha venduto Signori, si è incazzato e gli ha fatto stracciare il contratto.
E 10 anni prima aveva contestato ferocemente la vendita di D'Amico.
A Lazio Varese il tifoso 1.0 se ne è stato a casa. Dei mille che c'erano almeno uno (io) era un tifoso 2.0.
E di altri esempi ce ne sono tantissimi.
I tifosi sono sempre gli stessi. Sono i mezzi che usa che cambiano.

E comunque, il tifoso 1.0 a Lotito lo sarebbe andato a cercare al Maestrelli e lo avrebbe mandato fuori dalla Lazio a calci in culo. A Lotito gli ha detto bene che c'è internet.
Noi negli anni 70(80 avremmo spedito fuori da Tor di Quinto e dalla montemario Lotito. Ma Lotito non sarebbe mai esistito in quell'epoca, c'erano meno soldi in giro molto meno soldi e tanti valori, quelli veri. Lotito non si sarebbe sentito  a suo agio. Noi in quegli anni abbiamo voluto visceralmente bene anche ai presidenti che abbiamo contestato (tutti o quasi)..

arkham

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 13.462
Registrato
Nanni te vojo bene.

Mo' che ce penso, vi voglio un po' bene a tutti.

'sta caz.zo de Lazio, che roba!

Magnopèl

*
Lazionetter
* 54.866
Registrato
Citazione di: Gio il 01 Feb 2014, 22:56
Favole. Io sono d'accordo con Cuchillo.
Il tifoso 1.0 non apriva il post "Magnocavallo sei una pippa", ma andava al Maestrelli e gli prendeva a calci la macchina e se la domenica non correva, ritornava la settimana dopo.
3000 tifosi 1.0 sono andati a contestare Zoff (Zoff) al Maestrelli dopo l'eliminazione dalla Coppa Italia con l'Avellino.
Il tifoso 1.0 quando il suo presidente gli ha venduto Signori, si è incazzato e gli ha fatto stracciare il contratto.
E 10 anni prima aveva contestato ferocemente la vendita di D'Amico.
A Lazio Varese il tifoso 1.0 se ne è stato a casa. Dei mille che c'erano almeno uno (io) era un tifoso 2.0.
E di altri esempi ce ne sono tantissimi.
I tifosi sono sempre gli stessi. Sono i mezzi che usa che cambiano.

E comunque, il tifoso 1.0 a Lotito lo sarebbe andato a cercare al Maestrelli e lo avrebbe mandato fuori dalla Lazio a calci in culo. A Lotito gli ha detto bene che c'è internet.
bel post!

cuchillo

Visitatore
Registrato
Insomma, mi par di capire di essere, qui dentro, l'unico tifoso 2.0
Uno che si documenta sui giocatori che arrivano, che non si dà pace quando la squadra non viene rafforzata, uno che quando è a -3 a metà campionato dalla Juve capolista avrebbe voglia di prendere a capocciate il muro perché non arriva un solo rinforzo, uno che perde tempo a leggere notizie sul web, uno che prova a dire la sua su una controversia giuridica tra la Lazio e un suo giocatore, uno che non tifa e basta, ma tifa e s'incazza pure quando perde, uno cui piace che si giochi tutti i giorni della settimana, uno che non si limita a sventolare la bandiera (che tra l'altro non ha mai avuto) ma che con coscienza critica cerca di capire dove sono i meriti quando si vince e i demeriti quando si perde, uno che si domanda perché se si incassano 20 milioni per un giocatore non si rinvestono subito per non indebolirsi oltremodo, uno che se arriva uno forte sarà più contento che se arriva uno modesto, uno che pensa che SKY offra un servizio di grande qualità e vivaddio che esiste! e che Riccardo Trevisani (secchione romanista) capisca di calcio cento volte più di Nando Martellini, uno che ama la televisione dilagante e la stampa cialtrona e gossippara (i letterati del calcio li ho sempre trovati profondamente noiosi, i romanzieri, poi, non ne parliamo).

Sono uno di quelli che ha vinto, insomma.
Non c'è UNA sola cosa di trenta o vent'anni fa che preferisco a oggi.

Io ricordo come veniva trattato allo stadio Gian Marco Calleri, uno per il quale dovremmo edificare monumenti equestri in Campidoglio buttando via il Marco Aurelio con tutto il basamento marmoreo.     
Uno che in 6 anni c'ha portato dall'inferno della C alla lotta per la zona Uefa, da Sgarbossa e Brunetti a Riedle e Doll.
Trattato sempre come un tirchiaccio speculatore. "Calleri caccia li sordi" e giù tonnellate di comunicati, volantini, ciclostilati, proteste e contestazioni.
Uno che per me, come riferimento umano, è un gradino sotto Filippo Turati e i fratelli Rosselli.
Trattato come un approfittatore incapace di portare la Lazio ai livelli che le competevano.
E' passato un quarto di secolo.

Il tifoso è sempre lo stesso. Oggi non è peggio di prima. E' eguale a se stesso.
E' l'unico essere che non cambia mai. Nei secoli dei secoli.


Post scriptum:

Ribadisco, a chi storce la bocca, che lo stadio è un posto di merda.
Da 30 anni sicuramente. Forse anche da 40, ma non ne ho certezza. 
Un posto dove prima di entrare, bisogna leggere la formazione della squadra avversaria e pregare che non vengano schierati giocatori neri, perché se così fosse, sai che starai male quando sentirai gli ululati. E ti vergogni di condividere un luogo con idioti del genere.
Un luogo dove si estrinsecano (me paro Delio Rossi...) nella maniera più palmare possibile le miserie del genere umano: razzismo, ignoranza, vigliaccheria.
Un luogo come lo stadio mi repelle da sempre.
Ci vado solo per amore. Ma fossi un turista non ci entrerei manco gratis in uno stadio italiano, fatta eccezione per pochissimi casi.
E' una fogna, non un luogo dove si consuma uno spettacolo.

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

cuchillo

Visitatore
Registrato
Citazione di: Gio il 01 Feb 2014, 22:56
A Lazio Varese il tifoso 1.0 se ne è stato a casa.

Se non fosse che come firma voglio solo versi degli Squallor, me la metterei subito.

Maxilotte

*
Lazionetter
* 2.405
Registrato
Il sottoscrivo cuchillo, con una eccezione. Lo stadio e' anche altro rispetto a razzismo e becerume. Lo stadio e' l'abbraccio con lo sconosciuto che ti sta accanto. Lo stadio e riveder le stesse facce da trenta anni con cui non hai mai parlato ma che sai che in quel momento sono come te.

cuchillo

Visitatore
Registrato
Citazione di: Maxilotte il 01 Feb 2014, 23:38
Il sottoscrivo cuchillo, con una eccezione. Lo stadio e' anche altro rispetto a razzismo e becerume. Lo stadio e' l'abbraccio con lo sconosciuto che ti sta accanto. Lo stadio e riveder le stesse facce da trenta anni con cui non hai mai parlato ma che sai che in quel momento sono come te.

Lo so.
Anche il mondo sarebbe un luogo meraviglioso se non ci fossero un 10% di stronzi che lo popolano.
Dentro lo stadio, purtroppo, la densità di stronzi è percentualmente superiore. Ed è una quota ineliminabile.
Al netto della vergogna di quello succede, non c'è dubbio che è come dici tu.
Mi emozionerò sempre in quel luogo finché esisterà la Lazio e i suoi tifosi perbene, che sono la maggioranza ma non la schiacciantissima maggioranza. Perlomeno dentro lo stadio.
Fuori sì.

Dusk

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 12.736
Registrato
Semi-OT, ma in aggiunta a quanto ha scritto Cuchillo. Stavo vedendo un video su youtube, il "film dello scudetto 1999/2000", con la raccolta delle sintesi di Controcampo di quell'anno.
Su Mediaset in quei filmati veniamo decantati come "la squadra più forte del mondo" e trattati da giganti, tutto sommato. Cosa che eravamo. All'epoca ricordo che Controcampo mi suscitava fiotti di bile e sangue agli occhi. Oggi, a distanza di quasi un quindicennio, mi colpiscono certi termini di estremo rispetto che ci venivano rivolti.
Vabbè, anche perché effettivamente era una Lazio Gigantesca davvero.

Orbene, quello che volevo dire, in poche righe è questo: ogni cavolo di filmato della Lazio all'Olimpico inizia con la segnalazione di una contestazione contro Cragnotti, contro la squadra, contro l'allenatore, contro l'alternarsi delle stagioni e non so che cavolo ne so io.
La Lazio che aveva appena battuto il Manchester. La Lazio di Veron, Salas, Nesta, Mihajlovic, Nedved, Conceicao. La Lazio di Cragnotti, in una parola.

AutumnLeaves

*
Lazionetter
* 9.081
Registrato
Citazione di: Gio il 01 Feb 2014, 22:56
Favole. Io sono d'accordo con Cuchillo.
Il tifoso 1.0 non apriva il post "Magnocavallo sei una pippa", ma andava al Maestrelli e gli prendeva a calci la macchina e se la domenica non correva, ritornava la settimana dopo.
3000 tifosi 1.0 sono andati a contestare Zoff (Zoff) al Maestrelli dopo l'eliminazione dalla Coppa Italia con l'Avellino.
Il tifoso 1.0 quando il suo presidente gli ha venduto Signori, si è incazzato e gli ha fatto stracciare il contratto.
E 10 anni prima aveva contestato ferocemente la vendita di D'Amico.
A Lazio Varese il tifoso 1.0 se ne è stato a casa. Dei mille che c'erano almeno uno (io) era un tifoso 2.0.
E di altri esempi ce ne sono tantissimi.
I tifosi sono sempre gli stessi. Sono i mezzi che usa che cambiano.

E comunque, il tifoso 1.0 a Lotito lo sarebbe andato a cercare al Maestrelli e lo avrebbe mandato fuori dalla Lazio a calci in culo. A Lotito gli ha detto bene che c'è internet.
Mi accodo agli applausi.

cuchillo

Visitatore
Registrato
Citazione di: Dusk il 01 Feb 2014, 23:50
ogni cavolo di filmato della Lazio all'Olimpico inizia con la segnalazione di una contestazione contro Cragnotti

"Sergio, la Lazio siamo noi!"
Striscione esposto per non so quante settimane subito dopo Montecarlo!
Te rendi conto? Invece di organizzare riti pagani giornalieri per santificare la Divinità Sergio Cragnotti, gli dicevano: "La Lazio siamo noi". Poveracci...
14 anni fa, per inciso.
E 13 anni fa a Eriksson gli hanno scritto "Vattene". A Parma, precisamente.
"Vattene" a Eriksson! 

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

sigurd

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 11.095
Registrato
Citazione di: cuchillo il 01 Feb 2014, 23:58
"Sergio, la Lazio siamo noi!"
Striscione esposto per non so quante settimane subito dopo Montecarlo!
Te rendi conto? Invece di organizzare riti pagani giornalieri per santificare la Divinità Sergio Cragnotti, gli dicevano: "La Lazio siamo noi". Poveracci...
14 anni fa, per inciso.
E 13 anni fa a Eriksson gli hanno scritto "Vattene". A Parma, precisamente.
"Vattene" a Eriksson!
esatto.
E io co' 'sta gente me ce dovrei da' de gomito per sentirmi parte del gruppo?
Ma se rendemo conto?

Zombi

Visitatore
Registrato
la contestazione c'è sempre stata, in forme e modi diversi magari
ma fa parte del tifoso, sia esso .0.1.2.3 etc

a me pare di aver inteso che il disagio di GM andasse a parare altrove, cioè a un modo di vivere il tifo che oggi segna un punto di non ritorno.
non è un riandare con malinconia/melanconia al "come eravamo belli", ma è la constatazione amara che "quel modo" oggi è anacronistico, alieno, diverso antropologicamente.
"quel modo" se fino a qualche anno fa conviveva accanto ad "altri modi", oggi non tiene il passo .2
e quindi, semplicemente, dichiara la propria impotenza e la propria differenza ormai incolmabile

E' una dichiarazione di resa, infatti.
Quel modo di tifare si ritira e fa gli auguri

Io l'ho letto così almeno

Discussione precedente - Discussione successiva