La squadra ieri mi ha dato la sensazione di voler mandare via l'allenatore.
Sembrava che i giocatori lo facessero apposta, ho visto passaggi facili sbagliati di dieci metri. Il Palermo, venuto solo per lo 0-0, che non aveva nessuna intenzione di venirci a creare dei fastidi in difesa, ce lo siamo portati lentamente dentro l'area di rigore, quasi incredulo che i nostri ostacolandosi a vicenda gli concedessero la possibilità di segnare.
Ora, chiaramente non è possibile che lo facessero apposta. Non credo che sia mancato l'impegno. Però eravamo terrorizzati. Sembrava che ogni giocatore avesse legati alle caviglie dei sacchi di cemento. Paura di sbagliare che li ha portati a sbagliare ancora di più. Ieri non mi sarei stupito di vedere un autogol simile a quello di Pancaro con il Napoli, l'anno dopo lo scudetto.
Quelle poche volte che siamo riusciti faticosamente a creare un'azione, liberando un giocatore al tiro, l'abbiamo conclusa sempre in maniera goffa. Ho visto palloni calciati con rabbia (quindi la rabbia c'era), ma senza lucidità. Nel primo tempo Milinkovic può centrare lo specchio della porta ma si affida alla potenza, mandando fuori un pallone abbastanza facile. Un pallone che poteva esplodere per la forza con cui l'ha colpito.
Tutta questa pappardella per dire che una squadra terrorizzata non la recuperi se alzi la voce o usi le maniere forti. Serve lucidità, tranquillità. Non ci riescono nemmeno le cose facili. I giocatori hanno bisogno di fiducia, non di altre pressioni.
Non so se servirà a qualcosa questo pareggio brodino. Io ieri, a malincuore, avrei cambiato l'allenatore.
Non credo che abbia molte colpe, ma da un po' di partite non riesce a farsi capire dalla squadra. Lo stanno mettendo in mezzo, lo stiamo mettendo in mezzo. Non è giusto ma è lui l'unico che può pagare.