Durante l'affaire Bielsa avevamo trovato molti articoli che mostravano il suo eclettismo nel passare dal 3313 al 4231 per contrastare gli avversari o per adattare gli uomini ad un modulo a loro più congeniale, il risultato era che questa capacità unita al suo modo di caricare e gestire il gruppo ne avevano fatto un mito della panchina.
Simone Inzaghi nel suo piccolo ha messo a frutto i molti anni da giocatore ed i pochi da allenatore sfruttando quasi al massimo l'occasione che gli si è presentata, questa duttilità tattica unita al ricevimento positivo della squadra, favorita anche dal naturale adattamento di molti interpreti, ci ha piacevolmente stupito e forse un po' impressionato, chi ricorda la Lazio che giocava a cavallo del 2000 forse avrà ancora da rimarginare la parentesi Zaccheroni con la sua difesa a tre.
Come dicono quelli bravi però non contano i moduli ma i principi e soprattutto gli interpreti e la loro abnegazione nell'applicarli.
A me, a parte qualche sbavatura, mi è sembrato che quello che sulla carta doveva essere un 352 era un 334 o addirittura un 3232 in alcune fasi, messi così in campo stavano quasi tutti, forse con la Samp Hoedt era il meno performante, nella loro posizione naturale. Grande apporto nel fare la striscia di 4 partite con la difesa a 3 l'hanno dato i laterali con la spinta continua ed i ripiegamenti puntuali e gli attaccanti col prezioso pressing in avanti, sintomo questo che Inzaghi oltre a dare un'identità tattica alla squadra è riuscito anche a cavarne quel sacrificio indispensabile per arrivare al risultato sperato.
La morale potrebbe essere che per allenare con profitto dando spettacolo non bisogna necessariamente essere dei "maestri" o dei "santoni" e che per migliorare servono giocatori che siano in grado di portare un qualcosa in più oltre al nome. Le squadre vincenti che riescono ad imporre il "gioco" senza cambiare modulo sono costruite con budget esagerati e noi non mi sembra, specialmente per il budget, che ne facciamo parte, allora ben venga un allenatore che riesce a mettere sul campo un'idea in grado di ridurre almeno il gap economico.
Work in progress quindi sulla panchina e speriamo anche in società per colmare le lacune ed ampliare le possibilità di scelta da parte di Inzaghi, l'importante sarà continuare il percorso avviato senza arretramenti, confidando che non ci siano imprevisti ad ostacolare i piani.