Citazione di: Kim Gordon il 26 Ago 2011, 11:03
con i distinguo del caso, continuando con la metafa aziendale, il tuo incedere inciampica qui:
il suo miglior venditore
a) zarate non è il migliore di questa squadra, altrimenti giocherebbe sempre e comunque, senza tante storie.
b) una squadra di calcio non è un impresa individuale, come fare il broker, ma uno sport di squadra, e fino a prova contraria il come, il dove, ed il quando sono diversi.
sono daccordo con te per quanto ascrivi a reja in merito alla responsabiltà di gestione di un gruppo.
se hai mai fatto parte di un gruppo di lavoro, lo sai che le dinamiche al suo interno non sono lo specchio di una società perfetta, bensì un nugolo di emozioni individuali e contraddizioni che si vanno sommando.
e saprai che questo nugolo (che vordì poi non lo sò, esiste stà parola o me la sono inventata adesso?) è una terza parte, più della semplice somma delle parti che la compongono.
questa terza parte è ciò che conta.
a questa terza parte zarate (pare) stia dando fastidio, in maniera del tutto distruttiva.
ma non mi scandalizzo per questo. ci stà. come ci stà che se non ti trovi bene, prendi in considerazione di farti trasferire, dici quello che devi dire e te ne vai.
ma al di là di questo, zarate non è maradona nel napoli. è zarate nella lazio. cosa che mi pare realisticamente molto diversa.
KimGordon, però qui entriamo nel campo dell'opinabile.
Per come la penso io Zarate non solo è il miglior giocatore della Lazio, ma è un talento a livello assoluto. Un giocatore su cui costruire non solo un progetto tecnico, ma anche attorno a cui riunire la tifoseria finalmente a favore di qualcosa o qualcuno, dopo anni in cui lo si è fatto "contro" (Lotito). Un po'come è successo il primo anno. E' successo, non è irrealtà. E nessuno mi leva dalla mente che le disgrazie di Zarate nascano anche dall'invidia e dai travasi di bile che ha provocato in mezza Italia e nella metà schifosa di Roma quell'anno.
Penso anche che le fortune delle squadre le facciano i giocatori e che gli allenatori, salvo alcune rare eccezioni (Mou, Mancini, Capello) siano un male necessario del calcio e e non ho dubbi che per il bene della Lazio sarebbe molto meglio sostituire Reja piuttosto che cedere Zarate.
Detto questo, però, che è solo la mia opinione e non significa in alcun modo che io sia nel giusto, nè che io non tifi più Reja e la Lazio, a questo punto direi che non è più importante determinare definitivamente chi ha ragione e chi ha torto. Ormai è stato detto tutto e le posizioni sono note.
Aspettiamo e vediamo. Applausi a Reja se la Lazio andrà meglio senza Zarate. Se no, arrivederci e grazie.
Però, individuare in Zarate l'unico colpevole della situazione attuale è un errore.