Ieri si è detto che le grandi differenze di trattamento fiscale renderebbe appetibile l'investimento da parte di oligarchi russi e emiri arabi in molti campionati ma non nel nostro.
Attraverso la tabella relativa alla "Pressione fiscale e contributiva nelle 5 maggiori leghe d'Europa"
citata nel Libro del profeta Teotino ("Il calcio ai tempi dello spread", di Teotino-Uva, pag. 116, versetto "2. Il grande alibi") verifichiamo la fondatezza di questa tesi di forte presa popolare.
Carico fiscale società
Francia 35%, Germania 33 %, Italia 31,4 %, Spagna 30 %, Inghilterra 24 %,
Carico fiscale calciatori
Spagna 56 %, Inghilterra 50 %, Germania 47,5 %, Italia 43%, Francia 41 %,
Contributi sociali calciatori
Germania 21 %, Inghilterra 14 %, Francia 13,5 %, Italia 9,19%, Spagna 4,7 %,
Contributi sociali società
Francia 50 %, Italia 23,81 %, Spagna 23,6 %, Germania 21 %, Inghilterra 13,8 %,
IVA
Italia 21 %, Inghilterra 20 %, Francia 19,6 %, Germania 19 %, Spagna 18 %,
Nella successiva pagina 118 del libro del profeta Teotino si sottolinea come l'intenzione del presidente Hollande di tassare il 75% dei redditi superiori al milione di euro (Thiago Silva e Ibrahimovic ultimamente non dormono molto) abbia provocato la reazione della Ligue de Football Professionel. Sul punto il presidente della Lega francese Frederic Thiriez ha affermato come "la tassa colpirebbe il 25% dei giocatori, si tornerebbe indietro di 15 anni, nella Serie B europea".
D'altra parte - stando alle parole del libro qui citato - l'Italia si colloca nella media europea "a conferma che i sussurri e le grida contro il sistema fiscale penalizzante, altro non sono che il tentativo di scaricare le responsabilità della ormai cronica mancanza di competitiva anche sul mercato internazionale".