L'esito della vicenda Ledesma, oltre a lasciarmi del tutto soddisfatto, perché per quanto mi riguarda l'argentino è un giocatore completo e uno dei pochi assolutamente insostituibile nella rosa, mi dimostra che i rapporti tra le parti nel calcio non sono mai intellegibili automaticamente, o interpretabili secondo uno schema manicheo di causa effetto o di nero bianco. E' probabile invece che sianto state decisive le sfumature, in tutta questa storia, aspetti nascosti e/o impercettibili di cui la maggiorparte di noi è all'oscuro.
Sicuramente è una vicenda che è durata tanto, forse troppo.
Ma ci dimostra che, se esistono determinate volontà, e queste volontà coincidono (lui di rimanere, la società di trattenerlo), così come effettivamente dichiarato da tutte e due le parti in tutto questo tempo, gli esiti, pur passando al di là della nostra comprensione, alla fine non possono che essere quelli. Bisognava avere pazienza, quella che fortunatamente hanno avuto le due parti in causa, perché se fosse dipeso da noi, che pensavamo di avere capito tutto, soprattutto colpe e responsabilità, e che quindi ci siamo sentiti in dovere di mettere in atto uno stillicidio quotidiano durante tutto questo periodo, la cosa si sarebbe conclusa malamente e, con ogni probabilità, recando un danno alla Lazio stessa.
La lezione per noi tifosi è una: pazienza. E' assolutamente necessario porsi di fronte alle vicende che capitano nell'universo delle società professionistiche con un atteggiamento non viziato e non pregiudiziale, ma tranquillo e rilassato, anche di fronte a storie che sembrano non avere fine come quella qui presente. Tante, troppe sono le variabili in causa, molte delle quali a noi oscure. Così come le dinamiche e i ragionamenti a monte che le conducono. Ma se le volontà sono quelle, e non potrebbe essere altrimenti, visto che le dichiarazioni pre e post esito coincidono (volontà di rimanere, volontà di trattenerlo, reciproca soddisfazione ora, a contratto chiuso), allora in qualche maniera si arriverà a una soluzione positiva.