Aver abbandonato la minestra è una cosa buona. Soprattutto perchè andava contro l'essenza di questo sport, ossia la passione, la gioia, la speranza.
Il tifoso spera sempre di trovare sul tavolo un bell'arrosto o una fumante pasta al forno, concludere con un grandioso dessert, il tutto bagnato da ottimo vino.
Spera questo, anche se poi si trova davanti pane e formaggio.
Se togli la speranza al tifoso, rendi questa passione un'esercizio di sterilità.
Quindi, la scelta di abbandonare la minestra a favore dello champagne è una cosa più che buona.
Il problema essenziale è che, in realtà, non hai comprato lo champagne. Sei andato al supermercato, hai comprato cose buone (alcuni giocatori) e ti sei buttato su uno spumantino modesto ma che non sfigura (allenatore).
Ma per quanto tu possa sperare e sognare di bere champagne, poi ti devi arrendere all'evidenza. Non lo stai bevendo. E, almeno per quest'anno, non lo berrai.