Citazione di: Gio il 01 Feb 2013, 10:02
Non si possono capire le reazioni a caldo di ieri sera se non si è stati tutto il giorno sul forum.
Per me è stata una giornata fantastica piena di attesa, di emozioni, di tifo, di passione segno di un atteggiamento assolutamente all'opposto di quello che si critica. Peraltro per un giocatore ai più sconosciuto a riprova dell'assoluta fiducia nelle scelte della società.
E dopo aver passato una giornata a contare le ore, i minuti ed, infine, anche i secondi è arrivata la doccia fredda nell'attimo esatto in cui si stava iniziando a festeggiare l'acquisto. Diabolico.
Chi non ha dato di matto in quel momento è una pianta, non un essere umano.
Poi passa e si ricomincia. Anzi si riparte da martedì, che nessuno si è scordato nulla.
100%
Ieri è stata come una partita di calcio vissuta fino al 93° e finita male.
Non capisco sinceramente chi si indigna, la reazione dei tifosi purtroppo è stata normalissima e non si può sempre stare con il ditino alzato e la bacchetta del professore in mano a richiamare nei ranghi ogni pulsione.
Come non ci si può 'nascondere' dietro ovvie raccomandazioni a sostenere comunque la squadra da qui fino alla fine del campionato.
Certo che ogni minuto della partita contro la Juventus è superiore per importanza e intensità a una sessione di calciomercato, ma la cronaca impone di parlare anche di calciomercato.
E' normale che si sosterrà la squadra fino a maggio ma è altrettanto normale avere una visione un po' più ampia della faccenda a partire dagli eventi del 31 gennaio 2013 che hanno detto, ribadito, sottolineato una cosa importante, che per me suona come un allarme. E pure rosso.
Il copione già scritto, la replica esatta para para di quello che successo lo scorso anno non possono lasciare indifferenti. Abbiamo un presidente che proprio non ci arriva e non è capace di intercettare il momento, non ha la lungimiranza né il guizzo e probabilmente (dico probabilmente) non dà retta al suo allenatore.
La formazione schierata con il Chievo era l'allarme suonato dal mister.
La Lazio è un mese che gioca maluccio anche perché i giocatori, umanamente e tecnicamente, quando sono in debito di energie finiscono per adattarsi a se stessi. Mi spiego: Ledesma, Mauri, Gonzalez, Lulic etc, se non hanno quel quid in più dato dalla forma fisica, allora danno e daranno il loro minimo indispensabile, il loro valore di base insomma. Che non è altissimo. Diventa altissimo se non sono costretti a giocare sempre. E' fisiologico.
Ieri scatta l'allarme perché è la terza sessione di mercato che sancisce un fallimento della Lazio, dopo Ylmaz e honda il cui mancato acquisto è stato giustificato da Tare con le stesse parole di ieri.
Un insulto all'intelligenza.
Allora, sì, FORZA LAZIO ROMMAMMERDA TUTTIALLOSTADIO ma...
...ma il trend societario è negativo e preoccupante. Qui non si investe e non si capisce il momento che si sta vivendo, non si capisce quanto sarebbe vitale andare in champions e quanto le chances da ieri alle 19 siano diminuite per il concomitante rafforzamento delle altre.
In piena corsa ci siamo fermati alla stazione di servizio: gli altri hanno messo benzina, cambiato le gomme e lìolio; noi abbiamo comprato l'arbre magique.
In tutto questo, non ci sto più a sentire un presidente che parla come un chierichetto morboso dell'Italia degli anni '30, con quel 45 giri rubato in parrocchia su cui è incisa la cantilena del coeso, del volitivo, dell'assioma chi più spende più vince, la visione escatologica, i fattori imponderabili, e soprattutto la più GRANDE CAXXATA da quanno l'omo inventò il fax: MERCATO APERTO ACCA 24, 365 GIORNI L'ANNO. Basta! non se ne poì più. Pure Pulcinella e Arlecchino se so messi i jeans un giorno. E che cazz.o.
Dietro le bugie di questi mesi, dietro le fallite sessioni di mercato, a differenza di quanto accadeva all'inizio dell'era Lotito, c'è secondo me l'indizio di un ciclo che sta per finire.
Le necessità della Lazio sono ovvie; le lacune sono sotto gli occhi di tutti. Se a queste mancanze si aggiunge anche il modus operandi da avanspettacolo, uno due conti e due pensieri se li fa.
La paura è che ci si trovi in piena parabola discendente per ciò che riguarda le prospettive future.
Questa è una squadra che deve essere rifondata in maniera sostanziale a breve, ma se in tre sessioni di mercato abbiamo preso Alfaro, metà Candreva, Ederson rotto, Ciani e Caipirinha, vorrei che qualcuno mi spiegasse come faremo a cambiarne il volto in una sola sessione.
Siamo all'apice di un ciclo e quest'anno con i dovuti rinforzi avremmo lottato per lo scudo, ma è doveroso guardare anche un po' più in là di dove arriva la nostra sciarpa e un nostro coro.
Se a Lotito voi non avete il coraggio di dirglielo, glielo dico io: A presidè, se sei arrivato sulla montagna e non puoi più salire, allora trova qualcuno che ne scala una più alta e tu te ne vai.