Dunque andiamo per ordine, prendendo i dati dell'ultimo bilancio chiuso al 30 giugno 2010.
La Lazio ha un indebitamento corrente pari a circa 72,5 mln e un indebitamento a lungo termine pari a circa 99,5 mln di cui 64,4 di debiti tributari per un totale di debiti di 172 mln, a fronte di un patrimonio netto di 82,4 mln.
Considerando il valore della produzione complessivo (il fatturato, tanto per intenderci) di 85,1 mln a me sembra una situazione in sostanziale equilibrio.
Il problema infatti non è tanto il totale dell'indebitamento (i 250 mln di Zamparini sono comunque esagerati anche sommando le passività correnti con quelle consolidate), quanto l'incidenza con il capitale netto e soprattutto con il valore della produzione.
Per far capire meglio faccio l'esempio di un mutuo per una casa. Mettiamo un'immobile che vale 300, gravato di un mutuo pari a 200 e una rata annuale di rimborso pari a 20. Se io in un anno guadagno 100 (1/3 del debito totale), l'indebitamento di 200 è ampiamente sostenibile; non lo sarebbe se l'immobile valesse 200 (o addirittura meno) e guadagnassi per esempio 30.
Certo, è un discorso semplicistico perché qui bisogna scorporare i debiti a medio e lungo termine con i debiti a breve facendo un discorso sulla liquidità, ma è un modo per far capire che i debiti sono una cosa fisiologica per una S.p.A., tutto sta a vedere se l'indebitamento è sostenibile o meno.
Tecnicamente la Lazio mi sembra da questi numeri una società in grado di investire, contrariamente a quanto sostiene Zamparini, perché l'indebitamento della Lazio appare sostenibilissimo analizzando, seppure in modo sintetico e approssimativo, la gestione operativa. Certo, bisognerebbe vedere il grado di liquidità, ma per questo servono analisi un po' più approfondite e complesse.
In realtà Zamparini sta facendo un po' il discorso dell'imprenditore che in qualche modo cerca di vendere il proprio giocatore al meglio, anche sparando caxxate.
Spero di essere stato utile.