Ho letto un po' di messaggi e, nel mio piccolo, mi sento di "difendere" la passione e la lazialità che ci mette Canigiani.
C'è da dire che l'argomento maglia è solo uno degli aspetti del lavoro che fa Canigiani nella e PER la Lazio.
Quindi giudicarlo solo per una collezione meno valida di altre mi sembra ingeneroso.
Su questo c'è da dire che quando la Lazio approva o meno uno stock di fornitura le sceglie lei ma fino ad un certo punto.
Il rapporto tra il club e lo sponsor tecnico è piuttosto particolare perchè se è vero che è il club che "decide" è altrettanto vero che è il brand che paga e quindi, qualche volta, può anche avere delle esigenze commerciali che fanno a cazzotti con i desideri del club e del suo "ambiente".
Il tifoso, in generale, vorrebbe qualcosa stile Ajax.
Una prima maglia "cristallizzata" nel tempo, con piccole modifiche, dettagli, i classici "fiorellini" che metti nel software quando ormai sei certo che funziona.
Per il resto creiamo pure, nel rispetto della identità naturalmente (niente piscioruggine per intendersi, nemmeno separati).
Se ci fate caso le collezioni dei principali brand spesso si assomigliano.
Ci sono stati anni in cui Puma e Adidas si distinguevano solo dalle tre strisce oppure collezioni di una anno identiche a quelle dell'anno precedente della concorrenza.
Ho come l'impressione che in questa stagione i principali brand punteranno molto al bicolore.
Ne è un esempio la nuova maglia dei difettosi che certifica finalmente il marrone come colore ufficiale, forse per abituarsi alle esalazioni del depuratore di Tor di Valle...
Noi, però, il bicolore ce lo avevamo già, prefetto e strafunzionante.
La Lazio e Canigiani nella maglia bandiera ci sguazzavano e si sentivano a "casa".
Però il brand ha la necessita di cambiare continuamente e proporre dell'altro.
Tra l'altro la maglia bandiera di quest'anno della Macron ha solo il logo, peraltro seminascosto.
Avessi avuto io la possibilità di sedermi al tavolo con i "macronesi" davanti alla necessità di proporre un effetto dissolvenza su una maglia che tende al bicolore avrei proposto un restyling della maglia bandiera con l'aquila blu che va lentamente a dissolversi nel celeste sottostante (non so se Deadario avrà il tempo di farlo) senza lo stacco deciso che c'è oggi.
Poi qualche "fiorellino" qua e la e ti saresti presentato in Europa con qualcosa di Laziale ma innovativo e, a giudicare dalle vendite e dai giudizi degli appassionati neutrali, molto funzionante dal punto di vista commerciale.
Ma certe volte le cose più logiche sono le più difficili da fare...