Polymarket, nuovo sponsor della Lazio, unisce i livelli più avanzati del tardo capitalismo finanziario: guerre, criptovalute e scommesse
Luca Pisapia
22.04.2026
Il rapporto tra SS Lazio e sponsor di maglia è sempre stato molto controverso. Da quando Claudio Lotito l'ha rilevata nel 2004, spesso la Lazio ha giocato con la maglia pulita. Ovvero senza main sponsor. L'ultimo (2021-2023) era Binance, discussa piattaforma asiatica specializzata nello scambio di criptovalute. Ora il senatore di Forza Italia ha trovato un altro sponsor di maglia per la sua Lazio, altrettanto discutibile, se non di più. Si tratta di Polymarket. Una piattaforma di trading specializzata nelle previsioni, in buona sostanza una mega-agenzia di scommesse online basata sulle criptovalute. Salita alla ribalta negli ultimi tempi con la rendition statunitense di Maduro in Venezuela, Polymarket è ora utilizzata principalmente per scommettere sui teatri di guerra. Con conseguenze assai pericolose per tutti, come abbiamo raccontato nel nostro podcast Unchained.
Lazio e Polymarket, due anni insieme per 22 milioni di dollari
Già sabato scorso a Napoli la Lazio mostrava la scritta Polymarket sulla maglia. Come ha raccontato il Corriere dello Sport, l'accordo tra la Lazio e Polymarket dovrebbe partire dal prossimo anno. Per un valore complessivo di 22 milioni di dollari, più eventuali bonus, per due anni. E opzione per un terzo. Finora Polymarket aveva solo accordi minori come partner scommesse con alcune squadre americane di calcio, baseball e hockey. La Lazio è la sua prima vera sponsorizzazione sportiva. E la cosa diventa altamente simbolica. Proviamo quindi a capire l'impatto di questa scelta per il sistema calcio italiano.
Dello stato comatoso in cui versa calcio italiano abbiamo scritto diverse volte. Questo perché il calcio italiano è in mano a imprenditori che comprano e vendono squadre come fossero noccioline. O a fondi d'investimento che per statuto devono fare più soldi nel minor tempo possibile. Entrambi non hanno quindi alcun interesse nella crescita del sistema. Oltretutto, il sentimento che accomuna vecchi imprenditori e nuovi fondi proprietari, oltre alla costruzione dei nuovi stadi per speculare sul mattone, è senza dubbio l'amore per le criptovalute e le scommesse. Non una grande progettualità, diciamo.
Polymarket è l'ultimo chiodo sulla bara del calcio italiano
Per quanto riguarda le piattaforme di criptovalute, c'è chi le ha addirittura all'interno della struttura societaria. In qualità di rumoroso socio di minoranza. È il caso della Juventus verso cui è stata fatta una scalata non si sa quanto ostile da parte della piattaforma di criptovalute criptofasciste trumpiane Tether. Il cui rating secondo S&P è il peggiore possibile. E c'è chi invece chi si limita invece ad avere strane e sospette piattaforme di crypto come sponsor minore per utilizzarle contro i propri tifosi. Ovvero per truffarli. Prima della Lazio in Italia c'erano già sette squadre di Serie A con accordi commerciali con piattaforme di criptovalute o di trading. Per un totale di undici diverse aziende.
A questo si aggiunge che, grazie a Giorgia Meloni, al calcio italiano è stato permesso di tornare a sponsorizzare ovunque i siti di scommesse. Evidentemente per i post-fascisti al governo la ludopatia è una malattia sociale perfetta per rubare i soldi ai poveri e redistribuirli ai ricchi. Ed ecco che il cerchio si chiude con la sponsorizzazione della maglia della Lazio da parte di Polymarket. La piattaforma unisce i livelli più avanzati delle speculazioni del tardo capitalismo finanziario: guerre, criptovalute e scommesse. Questo è il pozzo senza fondo in cui è precipitato il calcio italiano. Altro che la lotta per il nuovo presidente della Figc che dovrebbe salvarlo.
Dietro l'accordo, il discusso imprenditore Salvatore Palella
Ovviamente Polymarket è vietato in Italia, come nella maggior parte dei Paesi europei. Ma Lotito e la Lazio sono andati avanti lo stesso grazie al parere positivo di Agcom. Ma non è finita qui. Come scrive nel suo sito PalComm, già partner della Lazio, «l'operazione è stata strutturata e attivata con il supporto di PalComm Italia, che ha affiancato le parti come advisor e partner strategico». Palcomm è la società del discusso imprenditore Salvatore Palella, l'ex re dei monopattini che tra prestiti e debiti, grazie ai crediti garantiti dal ministero dell'Economia, cui il senatore Lotito non è certo estraneo, ha recentemente comprato il giornale La Sicilia e parte dell'agenzia Ansa. L'operazione Lazio Polymarket quindi, oltre che economica, ha un chiaro imprinting politico